Raffaella Gargiulo

Italia, licenziato per Facebook

Due provvedimenti disciplinari a carico di due dipendenti della Cassa Nazionale dei Commercialisti. Una sospensione e un licenziamento per aver pubblicato dei post offensivi per i vertici dell'azienda

Roma - Facebook continua a creare guai. Questa volta la vicenda non mette in pericolo, come spesso capita, una storia d'amore ma il posto di lavoro. È successo alla Cassa Nazionale di Previdenza dei Commercialisti dove due dipendenti sono stati colpiti da dei provvedimenti disciplinari per aver pubblicato sul sito blu dei post ritenuti offensivi nei confronti dei vertici aziendali, anche durante l'orario di lavoro.

Anche in Italia, quindi, sta accadendo quello che già è avvenuto in altri paesi e cioè l'utilizzo dei social network come strumento di controllo dei propri dipendenti. Un commento azzardato ad un post, una vignetta implicitamente riferita al presidente della Cassa, ed un "mi piace" messo nel posto ritenuto sbagliato, e per i due dipendenti scatta la sospensione dal lavoro o perfino il licenziamento.

In particolare, per il primo dipendente coinvolto nella vicenda, la procedura disciplinare si è conclusa con l'irrogazione della sanzione della sospensione dal lavoro e la trattenuta della retribuzione per dieci giorni, per un commento scritto sul famoso social network.
Il commento era questo: "Anche due stronzi". Tre parole scritte due mesi prima, che l'autrice neanche ricordava di aver scritto, che si riferivano ad un post sulla bacheca di un collega di lavoro che scriveva "Lo portiamo in tribunale". Ma tale commento non è piaciuto ai dirigenti aziendali, e in particolare al Direttore Generale della Cassa e al Presidente ai quali la scritta "inequivocabilmente faceva riferimento".

Nel documento del provvedimento si legge che la "partecipazione a blog o social network durante l'orario di lavoro, è in palese contrasto con la diligente e puntuale esecuzione del lavoro e il ripetuto e reiterato utilizzo di mezzi personali, stante l'inutilizzabilità dei mezzi tecnici messi a disposizione dalla Cassa, testimonia e conferma la volontà pienamente cosciente di contravvenire alle norme per il regolare svolgimento dell'attività lavorativa". "Inoltre - continua il documento - il contenuto dei messaggi da Lei postati su Facebook è talmente offensivo, irrispettoso e ingiurioso nei confronti dei Suoi superiori gerarchici, oltreché istigatore, da non necessitare di ulteriori commenti".

L'altro provvedimento, scattato nei confronti del secondo dipendente che prestava il suo servizio alla Cassa da oltre sette anni, è stato più pesante in quanto quest'ultimo era stato sospeso da lavoro nell'ultimo mese tre volte, una delle quali per non aver salutato in ascensore il Presidente. A lui è stato consegnato il quarto provvedimento, quello che secondo le regole aziendali fa scattare il licenziamento.

Il suo profilo era tenuto da tempo sotto controllo dai dirigenti della Cassa. Le sue foto, i suoi status, i link che condivideva da mesi sulla sua pagina personale di Facebook erano prontamente annotati, registrati ed archiviati per essere usati contro di lui.

L'accusato ha rivisto quelle frasi, molte le ha riconosciute altre no. Nelle pagine del provvedimento erano tutte segnate, con orari e giorni evidenziati: "Auguri a Susanna Camusso" scritto il 3 novembre; "Siamo tutti Scilipoti" il 14 dicembre; la famosa vignette che ritraggono il presidente della Cassa, Walter Anedda, con il fez fascista e il direttore generale Tommaso Pellegrini vestito da scolaretto, il 4 ottobre; "Sciopero!" pubblicato il 3 dicembre. Poi, ancora, la foto scattata e postata su Facebook il giorno 21 dicembre, durante l'orario lavorativo, di un pupazzo biondo con la dispregiativa definizione "la pellegrina", che si riferirebbe al direttore della cassa, Tommaso Pellegrini.

Per il dipendente valgono le stesse accuse rese esplicite anche nel primo provvedimento disciplinare, ma con delle aggravanti ben annotate nelle 17 pagine della contestazione disciplinare. Il dipendente, infatti, viene anche accusato di essere un sobillatore in quanto in data 14 dicembre, giorno in cui la Capitale era invasa dalle manifestazioni studentesche, e in concomitanza con i festeggiamenti aziendali della Cassa per il Natale svoltisi presso l'Hotel Majestic, ha pubblicato sulla sua bacheca la seguente frase: "Appello ai manifestanti sotto il Parlamento: per chi volesse dalle 13.00 pasti gratis in offerta all'Hotel Majestic. Non è uno scherzo!". Secondo i vertici, è evidente la "Sua precisa volontà di istigare sconosciuti a spostare i gravi disordini in corso nel centro di Roma all'Hotel".

In realtà il clima lavorativo interno della Cassa dei commercialisti sarebbe abbastanza teso da mesi. Secondo quanto riportato da Repubblica, da quando "si è insediato il nuovo Cda nel 2008, il clima in azienda - 164 impiegati e 50 mila iscritti - è pessimo. In 24 mesi sono stati emessi 22 provvedimenti disciplinari. Si litiga per i buoni pasto, si litiga per i premi di produzione, si litiga per tutto".

Raffaella Gargiulo
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78 Commenti alla Notizia Italia, licenziato per Facebook
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  • - Scritto da: PPPS
    > Perché non racconti di come ha fatto costituire
    > un sindacato giallo pur di far firmare un
    > contratto assolutamente
    > indegno?
    solo per amore di cronaca questo è un estratto dell'contratto assolutamente indegno..... a voi i giudizi!!?!?!
    € 11,04 di ticket restaurant
    polizza sanitaria gratis
    3% di fondo integrativo versato dall'azienda
    permessi sanitari retribuiti illimitati
    premio di produzione fino al 30% con 19% garantito(si avete capito bene!!!)
    € 180.000 per il 2011 e 90.000 per gli altri anni di circolo ricreativo per i pacchi di natale per pagare perte delle vacanze, delle palestre, dei biglietti del cinema e dei teatri etc etc

    ....ed altro che non vi descrivo perchè mi vergogno ......



    > perchè non racconti degli altri tre provvedimenti
    > disciplinari, di cui uno irrogato perchè il
    > collega in questione non ha salutato il
    > presidente ed il
    > direttore?
    legettevi la lettera pubblicata da repubblica e giudicate voi se è stato per il saluto.......


    caro ppps sei un privileggiato, c'è gente che fa la fame senza lavoro e tu hai il coraggio di scrivere certe cose.......VERGOGNATI!!!!!!!
    non+autenticato
  • ...come svendere la propria dignità per pochi euro.
  • Salve a tutti,
    sono un dottore commercilista di Roma, stavo seguendo con molta passione la discussione sulla NOSTRA Cassa di previdenza...

    ...sono venuto a conoscienza delle miriadi di contestazioni disciplinari avviate dall'amministrazione verso i dipendenti compresa questa "bomba" di facebook...

    Penso che tutta la categoria sia molto contenta delle spese legali che codesta amministrazione sta spendendo per FUTILI motivi!

    Prima di ricoprire "ruoli" così importanti in una CASSA NAZIONALE penso sia necessario "crescere" un pò di cervello non continuando a giocare al più forte ed alzare un POLVERONE SIMILE per una vignetta pubblicata ed insultata (se posso usare questo termine, per due parole che si usano anche alle elementari "stronzo") bah...

    ...le cose non posso certamente contiuare così, siamo PARECCHI ad essere stufi!

    scusate il disturbo.
  • A mio modesto parere, questo articolo, pur corretto, rischia davvero di sovvertire la realtà dei fatti. Qui non si tratta di Facebook che crea guai, o di un datore di lavoro che controlla i dipendenti. Il problema principale che traspare da questa sfortunata vicenda è un utilizzo totalmente cieco e inconsapevole di Facebook e, più in generale, dei social network. Il problema non è che qualcuno abbia letto un commento e ne abbia tratto, più o meno legittimamente (non sta a noi deciderlo), le proprie conclusioni. Il problema sta in realtà nella credenza che dare sfogo alle proprie frustrazioni su una bacheca pubblica e in orario di lavoro non porti mai ad alcuna conseguenza. Non sappiamo quali fossero le impostazioni di privacy del profilo di questo utente, e se dunque la visibilità di tali messaggi fosse limitata, ma la sostanza non cambia. al più il dipendente potrà contestare la violazione della propria privacy, ma Facebook non deve essere, e non potrà mai essere, il luogo in cui condividere commenti di questa natura.
  • Esatto.
    Ma questi strumenti hanno introdotto presso molti utilizzatori di FB e simili un concetto di privacy (o meglio privato) molto blando, anzi proprio inadeguato.
    non+autenticato
  • Soluzione:
    Creare su fessobùk un profilo fittizio tipo "Carlo Pravettoni"
    e scrivere liberamente il proprio pensiero.
  • - Scritto da: sentinel
    > Soluzione:
    > Creare su fessobùk un profilo fittizio tipo
    > "Carlo
    > Pravettoni"
    > e scrivere liberamente il proprio pensiero.

    CarCarlo Pravettoni è gia preso.
  • Secondo me Blog e pagine personali andrebbero equiparati alla propria residenza privata. Questa è libertà di espressione.

    Mi spiego:
    se nel mio blog scrivo che tizio è un ladro non ci può essere diffamazione perchè è un luogo privato; questo perchè nessuno ti obbliga ad entrare in casa mia ed ascoltare quello che sto dicendo.
    Se lascio entrare le persone a casa mia e gli dico "buongiorno, tizio è un ladro" è diffamazione?
    non+autenticato
  • - Scritto da: KeS

    > Se lascio entrare le persone a casa mia e gli
    > dico "buongiorno, tizio è un ladro" è
    > diffamazione?

    Si
  • E perchè?
    non+autenticato
  • - Scritto da: KeS
    > E perchè?

    Perchè basta che ti senta + di una persona in assenza dell'interessato ed è gia diffamazione.

    Lo dice la legge, mica io.
  • Vero, ho letto un po di http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione_(diritto...)
    Però, secondo me, se io penso che Tizio è un ladro e lo dico solo a chi ha chiesto la mia opinione su Tizio, dovrebbe essere libertà di espressione.
    Che dici?
    non+autenticato
  • - Scritto da: KeS
    > Vero, ho letto un po di
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione_(diritto
    > Però, secondo me, se io penso che Tizio è un
    > ladro e lo dico solo a chi ha chiesto la mia
    > opinione su Tizio, dovrebbe essere libertà di
    > espressione.
    > Che dici?

    basta che lo dica a due persone per far scattare il reato.
  • Boh, anche se è così, SECONDO ME, è eccessivo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: KeS
    > > Vero, ho letto un po di
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione_(diritto
    > > Però, secondo me, se io penso che Tizio è un
    > > ladro e lo dico solo a chi ha chiesto la mia
    > > opinione su Tizio, dovrebbe essere libertà di
    > > espressione.
    > > Che dici?
    >
    > basta che lo dica a due persone per far scattare
    > il
    > reato.

    Non è mica così semplice. Sono molte le variabili coinvolte e la Cassazione ha spesso ribaltato sentenze che sembravano ovvie.
    non+autenticato
  • Stando al tuo discorso, mi spieghi allora perché "vai nella tua residenza privata" durante l'orario d'ufficio?Occhiolino
    non+autenticato
  • Vero, sarebbe come fare una telefonata a casa... Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Se per entrare in casa tua c'è una porta od un cancello, è uno spazio privato.

    Ma se casa tua è un open space dove chiunque può entarre perché non ci sono barriere, cosa c'è di privato?

    Se lasci qualcosa in un edificio che non ha porte e te lo portano via, tecnicamente non è un furto.

    E poi qui il problema sembra essere, a mio avviso molto più serio, che fessbook veniva usato in orario d'ufficio... se così fosse, un parassita in meno da mantenere per la società.

    bye
    non+autenticato
  • "La partecipazione a blog o social network durante l'orario di lavoro, è in palese contrasto con la diligente e puntuale esecuzione del lavoro"

    Mi auguro sia portata anche in Parlamento come norma, oppure ci ritroveremo atri casi come questo:
    http://affaritaliani.libero.it/mediatech/vitadafac...
    Teo_
    2663
  • SI però loro stanno facendo questioni sul contenuto, e cosa centra da dove è stato postato, si arrampicano ai vetri!
    non+autenticato
  • - Scritto da: KeS
    > SI però loro stanno facendo questioni sul
    > contenuto, e cosa centra da dove è stato postato,
    > si arrampicano ai
    > vetri!

    Scrivono anche:
    "partecipazione a blog o social network durante l'orario di lavoro, è in palese contrasto con la diligente e puntuale esecuzione del lavoro e il ripetuto e reiterato utilizzo di mezzi personali, stante l'inutilizzabilità dei mezzi tecnici messi a disposizione dalla Cassa, testimonia e conferma la volontà pienamente cosciente di contravvenire alle norme per il regolare svolgimento dell'attività lavorativa"
    Teo_
    2663
  • - Scritto da: Teo_
    > - Scritto da: KeS
    > > SI però loro stanno facendo questioni sul
    > > contenuto, e cosa centra da dove è stato
    > postato,
    > > si arrampicano ai
    > > vetri!
    >
    > Scrivono anche:
    > "partecipazione a blog o social network durante
    > l'orario di lavoro, è in palese contrasto con la
    > diligente e puntuale esecuzione del lavoro e il
    > ripetuto e reiterato utilizzo di mezzi personali,
    > stante l'inutilizzabilità dei mezzi tecnici messi
    > a disposizione dalla Cassa, testimonia e conferma
    > la volontà pienamente cosciente di contravvenire
    > alle norme per il regolare svolgimento
    > dell'attività
    > lavorativa"

    Strano. Si sono dimenticati di aggiungere che anche andare a pisciare "è in palese contrasto con la diligente e puntuale esecuzione del lavoro". Non è che basta scrivere una cazzata per renderla valida.
    non+autenticato
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