Mauro Vecchio

Se Google tira la catena dal search

Il sito della nota catena JC Penney sarebbe tracollato nelle classifiche di posizionamento restituite da BigG. Il retailer addossa la colpa su un articolo fuorviante del NYT, a smascherare strategie di SEO parecchio dubbie

Roma - Si tratterebbe di insinuazioni fuorvianti, oltretutto basate su indagini prive di fondamento. È la posizione ufficiale della catena statunitense di grandi magazzini JC Penney, una risposta al vetriolo inviata via email al New York Times. Il quotidiano a stelle e strisce avrebbe così provocato una vera e propria distorsione della realtà.

Al centro delle polemiche è dunque finito un articolo dal titolo I piccoli e sporchi segreti del search, che aveva smascherato uno schema sfruttato da JC Penney per scalare rapidamente le classifiche di posizionamento sui motori di ricerca. Il sito del retailer a stelle e strisce era infatti riuscito in pochi mesi a presidiare le più svariate aree web restituite da Google.

Le lenti del NYT si erano in particolare soffermate sull'insolito primato del sito della catena in pressoché ogni settore merceologico. Addirittura al primo posto della classifica dei risultati restituiti dalla query valigie Samsonite. La Web Spam Team di Google aveva subito preso provvedimenti, intervenendo sugli algoritmi a livello manuale. All'improvviso, il sito di JC Penney era tracollato fino al settantesimo posto in alcune aree di ricerca.
Proprio questa caduta libera non è andata giù alla catena statunitense. Darcie Brossart, vicepresidente della divisione per le comunicazioni di JC Penney, ha sottolineato come lo staff di BigG non avesse mai riscontrato alcuna violazione da parte del sito, almeno non fino all'inchiesta del NYT. "Avremmo subito preso dei provvedimenti, esattamente come adesso".

Il retailer a stelle e strisce aveva infatti deciso di terminare i suoi rapporti con la società specializzata in Search Engine Optimization (SEO) SearchDex. Secondo l'articolo del NYT, gli esperti di SearchDex avrebbero sfruttato circa 2mila siti terzi assolutamente estranei alle attività di business di JC Penney.

Gli stessi vertici della società si erano dichiarati totalmente estranei alla faccenda, ignari delle strategie adottate da SearchDex. Ma il tracollo del sito in termini di posizionamento non è piaciuto a JC Penney, mentre Google ha ribadito l'avvenuta violazione delle linee guida dedicate ai webmaster.

Mauro Vecchio
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