Gabriele Niola

WebTheatre/ Buon S.Valentino infernale

di G. Niola - Una ricorrenza vissuta nel peggiore dei modi, messa in scena nel migliore dei modi. Con l'interattività usata come espediente comico

Roma - Interattività è forse la parola più abusata, svilita e consumata dal marketing dei prodotti tecnologici e per la rete negli ultimi 10 anni. Il suo grado di depauperamento del significato originale è pari forse solo a quello di "multimediale". Molte cose oggi sono effettivamente interattive, nessuna nel senso in cui lo ha inteso per anni il marketing.
Normale quindi che al solo leggere o sentire la suddetta parola venga voglia di mettere mano alla pistola. La serie interattiva Valentine 's Day From Hell è una piacevole eccezione.

valentine from hell


Si tratta del più classico colpo all'americana: sfruttare l'interesse e l'aumento di ricerche per un momento, una festa o un trend, inserirlo nel titolo o progettare un prodotto intorno ad esso e infine realizzare qualcosa di ottimo, commercialmente e contenutisticamente.
Come ogni anno infatti il giorno di S.Valentino è stata occasione per la monetizzazione di molte ricerche dell'ultimo minuto e, nello specifico del lavoro per questa rubrica, occasione per passare in rassegna tonnellate di video tematici, quasi tutti umoristici, che hanno colto l'occasione per raggranellare click facili. Nessuno però ha fatto il lavoro di Valentine's Day From Hell.
Si tratta di una miniwebserie interattiva (circa 6-7 episodi), cioè di quella tipologia resa possibile online da quando YouTube ha attivato l'inserimento di aree cliccabili nei video. Dunque alla fine di ogni episodio viene chiesto all'utente di scegliere che percorso far prendere alla storia.
Solitamente gli esperimenti di questo tipo (già visti al cinema, già visti in televisione) si sono rivelati fallimentari, per il semplice motivo che ci sono ambiti (e il racconto audiovisivo è tra questi) in cui l'utente non vuole essere interattivo, non vuole avere così tanto potere di scelta, ma semplicemente godersi il prodotto pensato e architettato da un altro.
E questa infatti è anche l'idea di Valentine's Day From Hell, che utilizza il sistema interattivo solo come espediente comico. La storia in realtà ha un suo filone e se non si segue quello la trama si interrompe subito quasi sempre con la stessa trovata (la cui ripetizione genera l'effetto comico).

Insomma la scelta di come proseguire in realtà non è tale davvero ma un altro modo per intrattenere e divertire e in questo senso prendere in giro un'idea fallimentare di interazione.
Oltre a questo però il racconto di un terribile S. Valentino, in cui un ragazzo fa di tutto per fingere di non aver dimenticato la festività e soprattutto il regalo per la sua ragazza, si distingue dalla media per il modo in cui rifiuta l'estetica e il linguaggio dello sketch (imperante in rete, anche perché funzionale ai budget bassi) abbracciando quello del cinema e della serialità televisiva.
Non solo un modo di far ridere che non risiede solo nelle battute, nella parola ma anche nel montaggio, nelle scene (nel sistema di interazione come già detto) ma anche l'assenza di ambientazioni chiuse, niente greenscreen, niente luci da interno ma anzi molti esterni, molti cambi di location, di set e una produzione dai valori alti. Non a caso la mini webserie è realizzata da un superteam di specialisti, tutti proprietari di un proprio canale YouTube, a partire dal protagonista/sceneggiatore Steve Green, alla spalla, ai comprimari e ovviamente al regista, il mestierante dei video online e autore di TotallySketch Michael Gallagher. Tutti inseriti nella community di YouTube, tutti con almeno una trentina di video sui loro canali.
Un movimento tutto interno al grande aggregatore che non ha precedenti, mai avevamo visto un simile utilizzo unicamente di personale interno alla community.

VALENTINE 'S DAY FROM HELL - L'INIZIO


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate