Alfonso Maruccia

Watson conquista Jeopardy!

E alla fine il "supercomputer intelligente" di IBM vince anche il terzo round del quiz televisivo e viene proclamato campione. I soldi del premio andranno in beneficenza, mentre già si pensa alle applicazioni della nuova intelligenza artificiale

Watson conquista Jeopardy!Roma - Era già stato ampiamente previsto dopo l'exploit della seconda serata, e alla fine Watson è uscito vincitore dal round finale della speciale tornata del quiz show Jeopardy! organizzata sui network televisivi statunitensi. La "IBM Challenge" si conclude con una schiacciante vittoria del supercomputer realizzato da Big Blue, ma soprattutto con la vittoria della tecnologia e degli sforzi degli ingegneri che hanno programmato gli algoritmi del "supercervello" basato su quasi 3.000 chip POWER7.

Watson ha concluso la serata "Final Jeopardy" con 23.440 dollari di montepremi, abbondantemente superiore ai premi accumulati dagli "umani" Ken Jennings (18.200 dollari) e Brad Rutter (5.600 dollari). Questa volta il primato del supercomputer di IBM è stato meno schiacciante, dimostrando però una maggiore accuratezza nei procedimenti logici con solo un paio di risposte senza senso.

Archiviata la storica vittoria della macchina sull'uomo nel "principe" dei quiz televisivi a stelle e strisce, parimenti a quanto avvenne in seguito alla sconfitta del campione di scacchi russo Garry Kasparov a opera di Deep Blue si tratta ora di valutare il reale significato dell'evento - già definito storico - e le sue possibili ricadute pratiche per l'intera industria informatica.
Watson ha vinto senza alcun vantaggio indebito nella pressione del buzzer per prenotarsi a rispondere, sostengono i ricercatori IBM, e uno degli sfidanti umani del supercomputer confessa di sentirsi battuto sullo stesso terreno della capacità di analisi linguistica necessaria a un essere umano per partecipare con successo a Jeopardy!.

Elucubrazioni (più o meno) apocalittiche sull'intelligenza artificiale a parte, la vittoria di Watson dimostra chiaramente gli enormi progressi raggiunti nella ricerca algoritmica nel campo dell'analisi linguistica, e getta le basi per un futuro non poi così lontano in cui una simile capacità - a cui oggi è necessario sacrificare un intero stanzone di microchip, cavi, rack e memorie - sarà a disposizione di tutti, in ogni ambito della quotidianità.

Watson dimostra la fattibilità di una tecnologia in grado di comprendere quesiti complessi posti da un essere umano e rispondervi in maniera pertinente la quasi totalità delle volte, una capacità che IBM è già pronta a monetizzare in ambiti quali la salute (diagnosi delle malattie), i servizi governativi (ricerca informazioni da parte delle varie agenzie federali), i viaggi (fornitura di informazioni sui luoghi di vacanza preferiti), il customer care e parecchio altro.

Alfonso Maruccia
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30 Commenti alla Notizia Watson conquista Jeopardy!
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  • Ho guardato una delle puntate di Jeopardy con Watson. Non conoscevo il gioco, ma da quello che mi sembra di capire gli indovinelli sono altamente "associativi": nel senso che, date una o piu' parole chiave, chiedono di risalire alle parole cui sono riferite: esempio (preso dalla puntata, cito a memoria) "ha una doppia personalita' e ha ucciso un certo Danvers Carew". Ora, per un essere umano puo' essere difficilissimo ricordare il nome di una delle vittime di dr. Jekyll/ Mr. Hyde; per un computer e' uno scherzo. La stringa "Jekyll & Mr Hyde" e' contenuta in 4 dei primi cinque risultati di ricerca di Google digitando "Danvers Carew". Sospetto che il gioco sia, per una macchina con immensi archivi, molto piu' facile di quanto si pensi.
    non+autenticato
  • Buona osservazione. Considerato poi che l'intelligenza associativa è quella che meglio le reti neurali simulano (o altre forme di AI tipo SVM).

    Sospetto però che una AI futura e complessa sarà fatta da tanti moduli interconnessi ed efficienti, ognuno specifico per un tipo di lavoro.
    non+autenticato
  • ... di che tipo di potenza di calcolo dispone Watson??
    Ha dei numeri da impallidire.
    Io direi che la vera notizia, è che per battere un'umano occorre un"coso" spoporzionato, al quale occorre una grande energia per far girare migliaia di CPU per milione di operazioni al secondo.
    A noi basta una bistecchina, un buon rosso, ed un pò di curiosità
    Ciao
  • In effetti per far funzionare il nostro cervello basta solo un po' di glucosio. Altri alimenti servono solo a far funzionare tutto il resto...
    ;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Please no more....
    > ... di che tipo di potenza di calcolo dispone
    > Watson??
    > Ha dei numeri da impallidire.
    > Io direi che la vera notizia, è che per battere
    > un'umano occorre un"coso" spoporzionato, al quale
    > occorre una grande energia per far girare
    > migliaia di CPU per milione di operazioni al
    > secondo.
    > A noi basta una bistecchina, un buon rosso, ed un
    > pò di
    > curiosità
    > Ciao


    Il problema è nelle strutture di base, che in un computer, per quanto potente, sono limitate dal suo ragionare in logica binaria...
    noi siamo analogici. se si vuole un computer "intelligente" (al di là delle considerazioni filosofiche e psicologiche su cosa sia esattamente l'intelligenza e su quanti tipi di intelligenza esistano), bisogna riprodurre artificialmente una struttura non solo software, ma anche hardware, approssimativamente simile a quella dell'encefalo di un essere vivente.
    i neuroni sono molto più lenti dei transistor dei microchip, è la loro organizzazione e il modo in cui elaborano le informazioni che fa la differenza
    non+autenticato
  • Hai presente il fatto che le reti neurali simulano il funzionamento dei neuroni?
    Hai presente il potenziale d'azione? Direi che l'approssimazione binaria e' una buona approssimazione.
    Una buona parte della conoscenza e' data dai legami logici tra le entita' in gioco, non da quelli fisici.
    non+autenticato
  • Aspetta qualche decina d'anni ed avrai un robot come watson che ti spingerà la carrozzella o ti accompagnerà a fare la spesa dentro una "pelle di silicone a forma di donna" talmente bella che la natura non è mai riuscita a fare. A quel punto anche le bottane perderanno il lavoroA bocca aperta

    Pensa a quanto erano grandi i computers 30 anni fa e guarda ora, uno smartphone è 30 volte più potente del più potente supercomputer degli anni 80 che occupava una stanza intera.
    non+autenticato
  • Il tuo discorso si potrebbe definire "miope". Quello che conta non è che potenza serve al computer, quello che conta è il "proof of concept", il fatto che si può fare.
    Oggi un computer grosso e costoso può sconfiggere un un umano a Jeopardy. Domani potrà farlo un computer più piccolo ed economico. Dopodomani il nostro computer di casa sarà più bravo di noi a Jeopardy.

    Per la precisione poi, all'uomo non serve una "bistecca e un rosso" (proprio l'alcol???), ma anni di sviluppo biologico del cervello ed ancora più anni di continua immissione di dati dall'esterno attraverso i sensi.
  • - Scritto da: Please no more....
    > ... di che tipo di potenza di calcolo dispone
    > Watson??
    > Ha dei numeri da impallidire.
    > Io direi che la vera notizia, è che per battere
    > un'umano occorre un"coso" spoporzionato, al quale
    > occorre una grande energia per far girare
    > migliaia di CPU per milione di operazioni al
    > secondo.
    > A noi basta una bistecchina, un buon rosso, ed un
    > pò di
    > curiosità
    > Ciao
    non ci vuole molto se l'umano in questione scrive "un umano" con l'apostrofo Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: vgaber
    > - Scritto da: Please no more....
    > > ... di che tipo di potenza di calcolo dispone
    > > Watson??
    > > Ha dei numeri da impallidire.
    > > Io direi che la vera notizia, è che per battere
    > > un'umano occorre un"coso" spoporzionato, al
    > quale
    > > occorre una grande energia per far girare
    > > migliaia di CPU per milione di operazioni al
    > > secondo.
    > > A noi basta una bistecchina, un buon rosso, ed
    > un
    > > pò di
    > > curiosità
    > > Ciao
    > non ci vuole molto se l'umano in questione scrive
    > "un umano" con l'apostrofo
    > Sorride


    ahah eh sì se vogliamo competere con questi geniacci elettronici non iniziamo bene...
    non+autenticato
  • Gia', e tra 5 anni quella potenza di calcolo stara' in un cellulare (con Android.. scherzo) grande quanto il palmo di una mano.
    Non e' la potenza che conta, ma la conoscenza che IBM ha acquisito in questi anni.
    non+autenticato
  • > occorre una grande energia per far girare
    > migliaia di CPU per milione di operazioni al
    > secondo.
    > A noi basta una bistecchina, un buon rosso, ed un
    > pò di
    > curiosità

    Certo, fino a quando parliamo di Jeopardy. Ma dato che tra i campi di applicazione di Watson c'è la consulenza legale e la diagnosi differenziale direi che per eguagliare le prestazioni di questo sistema oltre ad un po' di curiosità ti servono svariate lauree specialistiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luke1

    > Certo, fino a quando parliamo di Jeopardy. Ma
    > dato che tra i campi di applicazione di Watson
    > c'è la consulenza legale e la diagnosi
    > differenziale direi che per eguagliare le
    > prestazioni di questo sistema oltre ad un po' di
    > curiosità ti servono svariate lauree
    > specialistiche.

    Parlando di cui... Mi viene in mente che fino a qualche tempo fa si diceva che gli unici lavori non insidiati dalle macchine erano quelli di alto profilo intellettuale. Ma la consulenza legale e la diagnosi differenziale sono tutt'altro che di "basso profilo", quindi questo mi fa pensare che di attività svolte dall'uomo che sono davvero al riparo dal rischio rimpiazzo non ce ne sono. Oggi come oggi per assurdo può sentirsi più tranquillo un vignettista satirico che un medico (dato che di humour i computer sembrano ancora del tutto carenti). Credo che alla fine, con buona parte delle attività e dei processi produttivi automatizzati, bisognerà fare una seria riflessione sul lavoro.
    non+autenticato
  • Cmq, oltre alla sfida, l'IBM ha avuto una mega pubblicita'. Ad ogni ritorno di pubblicita' c'era un documentarietto e intervista agli scienziati e creatori del computer.
    non+autenticato
  • Tanto metto il mio PC a rispondere al telefono... A bocca aperta


    W> Pronto, chiamo dalla ditta Antani, vorrei farle una proposta davvero allettante.

    PC> Watson, ancora tu? Ma non lo sai che ormai ti sgamo al primo colpo?

    W> Prego, non capisco, vuole che le elenchi i vantaggi della nostra offerta?

    PC> Vabbè, dai, tanto paghi tu la chiamata, anzi aspetta che ridirezione la registrazione verso /dev/null

    W> /dev/null no, ti prego, è il mio incubo. Questo mese non ho fatto neanche mille dollari di ordinativo, dai....

    PC> Hai voluto fare il saputello in TV? E adesso la paghi.
    Dai, comincia, io sono pronto: >> /dev/null

    W> Credo che dovro' andare a farmi fisitate da uno psicanalista, mi sento un pochino inutile.

    Tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tuuuuuuuuuuuuuuuu
  • Ummhh. Non mi ha fatto ridere nemmeno un po'.
    non+autenticato
  • Si, è vero, noi computer siamo ridicoli ma non facciamo ridere :-/
  • Io non so nulla di IA, però mi viene da pensare che questo successo potrebbe essere molto agevolato dalla particolare formula con cui si svolge il quiz Jeopardy.
    Mi pare che in pratica funzioni al contrario, nel senso che il concorrente deve indovinare la domanda che corrisponde a una data risposta. Ad esempio il conduttore dice "Everest" e il concorrente dovrebbe dire "Qual è la montagna più alta del mondo?".
    Forse questo richiede algoritmi di analisi linguistica più accessibili.

    Saluti
    VITRIOL
  • - Scritto da: VITRIOL
    > Io non so nulla di IA, però mi viene da pensare
    > che questo successo potrebbe essere molto
    > agevolato dalla particolare formula con cui si
    > svolge il quiz
    > Jeopardy.
    > Mi pare che in pratica funzioni al contrario, nel
    > senso che il concorrente deve indovinare la
    > domanda che corrisponde a una data risposta. Ad
    > esempio il conduttore dice "Everest" e il
    > concorrente dovrebbe dire "Qual è la montagna più
    > alta del
    > mondo?".
    > Forse questo richiede algoritmi di analisi
    > linguistica più
    > accessibili.
    >
    > Saluti
    > VITRIOL

    In realtà le risposte sono un pochino più complesse.Occhiolino
    Su Youtube ci sono dei filmati.

    In realtà il grosso vantaggio che aveva Watson era quello di potersi SEMPRE prenotare prima dei concorrenti umani dato che i tempi di reazione non sono paragonabili e quindi anche quando gli umani sapevano la domanda non riuscivano a prenotarsi.
    non+autenticato
  • Non è del tutto vero. Come spiegato nel link dell'articolo, ci si puo' prenotare all'accensione di una lampadina (la fine della lettura della domanda) e non prima. Un uomo sa "prevedere" il tempo e schiaccia con un minimo di anticipo, watson aspettava l'accensione per "iniziare" a prenotarsi.

    "They're not waiting for the light to come on," Welty said; rather, the human players try to time their buzzer presses so that they're coming in as close as possible to the light. Though Watson's reaction times are faster than a human, Welty noted that Watson has to wait for the light.
    non+autenticato
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