
Roma - Era già stato ampiamente previsto dopo l'
exploit della seconda serata, e alla fine Watson è uscito vincitore dal round finale della speciale tornata del quiz show
Jeopardy! organizzata sui network televisivi statunitensi. La "IBM Challenge" si conclude con una schiacciante vittoria del
supercomputer realizzato da Big Blue, ma soprattutto con la vittoria della tecnologia e degli sforzi degli ingegneri che hanno programmato gli algoritmi del "supercervello" basato su quasi 3.000 chip POWER7.
Watson ha concluso la serata "Final Jeopardy" con 23.440 dollari di montepremi,
abbondantemente superiore ai premi accumulati dagli "umani" Ken Jennings (18.200 dollari) e Brad Rutter (5.600 dollari). Questa volta il primato del supercomputer di IBM è stato meno schiacciante, dimostrando però una maggiore accuratezza nei procedimenti logici con solo un paio di risposte senza senso.
Archiviata la storica vittoria della macchina sull'uomo nel "principe" dei quiz televisivi a stelle e strisce, parimenti a quanto avvenne in seguito alla sconfitta del campione di scacchi russo Garry Kasparov
a opera di Deep Blue si tratta ora di
valutare il reale significato dell'evento - già definito storico - e le sue possibili ricadute pratiche per l'intera industria informatica.
Watson ha vinto senza alcun vantaggio indebito nella pressione del
buzzer per prenotarsi a rispondere,
sostengono i ricercatori IBM, e uno degli sfidanti umani del supercomputer confessa di
sentirsi battuto sullo stesso terreno della capacità di analisi linguistica necessaria a un essere umano per partecipare con successo a Jeopardy!.
Elucubrazioni (più o meno) apocalittiche sull'intelligenza artificiale a parte, la vittoria di Watson
dimostra chiaramente gli enormi progressi raggiunti nella ricerca algoritmica nel campo dell'analisi linguistica, e getta le basi per un futuro non poi così lontano in cui una simile capacità - a cui oggi è necessario sacrificare un intero stanzone di microchip, cavi,
rack e memorie - sarà a disposizione di tutti, in ogni ambito della quotidianità.
Watson dimostra la fattibilità di una tecnologia in grado di comprendere quesiti complessi posti da un essere umano e rispondervi in maniera pertinente la quasi totalità delle volte, una capacità che IBM è già
pronta a monetizzare in ambiti quali la salute (diagnosi delle malattie), i servizi governativi (ricerca informazioni da parte delle varie agenzie federali), i viaggi (fornitura di informazioni sui luoghi di vacanza preferiti), il customer care e parecchio altro.
Alfonso Maruccia