Claudio Tamburrino

Una password per lavorare

Un istituto carcerario del Maryland chiede credenziali di accesso a Facebook e altri social network per controllare i suoi dipendenti e i candidati ad un posto di lavoro

Roma - Che alcuni degli utenti di Facebook non siano particolarmente attenti alla propria sfera privata è un luogo comune che ognuno può verificare o meno dai propri contatti, che i dati raccolti in abbondanza dal social network in blu siano una minaccia intrinseca alla privacy è stato più volte contestato dagli osservatori. Ciò non smette di trovare conferme nella pratica: come già era successo in un paesino statunitense, un candidato ad un posto di lavoro si è visto chiedere la password del proprio account per poter mantenere il proprio lavoro.

Robert Colling ha denunciato l'accaduto con un video su YouTube: a chiedere le credenziali di accesso ai social network cui un candidato è iscritto risulta essere stato il Maryland Department of Corrections, una pratica a quanto pare consueta per tutti i candidati ad un posto di lavoro presso la prigione e per coloro che già vi lavorano e che sono soggetti ad un periodico riesame.

Il caso è stato raccolto dall'American Civil Liberties Union ACLU. "La richiesta delle informazioni di login Facebook - ha spiegato ACLU - non è solo una grossolano violazione della privacy del candidato e dei suoi amici, ma solleva anche significative questioni legali in base al Federal Stored Communications Act e alla normativa in materia dello stato del Maryland.
L'uomo ha spiegato che per le informazioni caricate su Facebook impiegava le impostazioni di privacy maggiori disponibili, ma che l'ispezione (accomunata al controllo dei precedenti penali effettuato di prassi) ha messo plausibilmente alla mercé dell'occhio indiscreto di un esaminatore tutte le sue email, le sue credenze politiche e religiose e l'orientamento sessuale. In quello che non si fatica a definire una violazione e un abuso di potere.

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Una password per lavorare
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  • A parte l'assurdita della richiesta delle credenziali d'accesso, c'è da dire che la parte più divertente dell'articolo è questa:

    L'uomo ha spiegato che per le informazioni caricate su Facebook impiegava le impostazioni di privacy maggiori disponibili, ma che l'ispezione (accomunata al controllo dei precedenti penali effettuato di prassi) ha messo plausibilmente alla mercé dell'occhio indiscreto di un esaminatore tutte le sue email, le sue credenze politiche e religiose e l'orientamento sessuale

    Ma come le carica su Facebook e si preoccupa dell'occhio indiscreto di un esaminatore?

    Estratto da condizioni d'uso di Facebook:

    l'utente fornisce a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sotto-licenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, che consente l'utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook

    Il mondo è proprio strano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Punto
    > A parte l'assurdita della richiesta delle
    > credenziali d'accesso, c'è da dire che la parte
    > più divertente dell'articolo è
    > questa:
    >
    > L'uomo ha spiegato che per le informazioni
    > caricate su Facebook impiegava le impostazioni di
    > privacy maggiori disponibili, ma che l'ispezione
    > (accomunata al controllo dei precedenti penali
    > effettuato di prassi) ha messo plausibilmente
    > alla mercé dell'occhio indiscreto di un
    > esaminatore tutte le sue email, le sue credenze
    > politiche e religiose e l'orientamento
    > sessuale

    >
    > Ma come le carica su Facebook e si preoccupa
    > dell'occhio indiscreto di un
    > esaminatore?
    >
    > Estratto da condizioni d'uso di Facebook:
    >
    > l'utente fornisce a Facebook una licenza non
    > esclusiva, trasferibile, che può essere concessa
    > come sotto-licenza, libera da royalty e valida in
    > tutto il mondo, che consente l'utilizzo di
    > qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o
    > in connessione con
    > Facebook

    >
    > Il mondo è proprio strano.

    se "blindi" l'account solo a chi vuoi tu, e tu non vuoi un esaminatore, è nel tuo diritto avere la tua privacy e mostrare quello che vuoi a chi vuoi e ricorda che l'account puoi blindarlo, FB te ne da la possibilità.

    le raccolte dei dati e la divulgazione a terzi, in teoria (ripeto in teoria), avviene senza dare la possibilità di risalire direttamente all'utente, anche perchè a me azienda di raccolta non frega molto di chi tu sia, ma cosa tu compri e come io posso pubblicizzartelo.
    di certo non ti mando pubblicità solo perchè tu ti chiami Mario Rossi o Marco BianchiSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: unoduetre

    > se "blindi" l'account solo a chi vuoi tu, e tu
    > non vuoi un esaminatore, è nel tuo diritto avere
    > la tua privacy e mostrare quello che vuoi a chi
    > vuoi e ricorda che l'account puoi blindarlo, FB
    > te ne da la
    > possibilità.

    I problema è che nel momento che tu cedi i diritti su tutto quello che pubblichi a Facebook (questo dice il contratto), di fatto non puoi ne sapere ne sindacare su quello che fa Facebook a prescindere da quanto tu blindi l'account.

    > le raccolte dei dati e la divulgazione a terzi,
    > in teoria (ripeto in teoria), avviene senza dare
    > la possibilità di risalire direttamente
    > all'utente, anche perchè a me azienda di raccolta
    > non frega molto di chi tu sia, ma cosa tu compri
    > e come io posso pubblicizzartelo.

    Come dici tu in teoria, in pratica avendo ceduto i diritti non sei in grado di sapere cosa viene fatto dei tuoi dati.

    > di certo non ti mando pubblicità solo perchè tu
    > ti chiami Mario Rossi o Marco Bianchi
    >Sorride

    Anche questo è relativo nell' articolo si parla di orientamento sessuale, religioso e politico. esistono società a cui questi dati possono interessare esempio aziende che vendono articoli religiosi, o locali con un tipo di orientamento sessuale compatibile con il suo, e in questo caso informazioni come il suo luogo di residenza sono importanti per pubblicizzare locali che si trovano nelle sue vicinanze.
    Al netto di tutto questo comunque io non discuto che il suo rifiuto di dare le pass dei suoi account è un suo diritto e che la richiesta dell'azienda è vergognosa, quello che trovo ridicolo è che se si preoccupa tanto della sua privacy forse sarebbe meglio che quelle informazioni non le mettesse su Facebook, visto che così facendo ne concede i diritti d'uso perché è questo dice il contratto che ha sottoscritto iscrivendosi.Sorride
    non+autenticato
  • Chi ha l'account su facebook non deve fare altro che crearne un secondo con lo stesso nome, e dare la password di quello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Chi ha l'account su facebook non deve fare altro
    > che crearne un secondo con lo stesso nome, e dare
    > la password di
    > quello.

    E chi l'account su FB non ce l'ha?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Chi ha l'account su facebook non deve fare altro
    > > che crearne un secondo con lo stesso nome, e
    > dare
    > > la password di
    > > quello.
    >
    > E chi l'account su FB non ce l'ha?

    Dai questi dati.

    user: i_havent_got@facebook_account.com
    password: 123456789

    Hint: Have a nice day.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 22 febbraio 2011 16.18
    -----------------------------------------------------------
  • Eccone uno.
    non+autenticato
  • hanno pure il coraggio di lamentarsi. Se sono in carcere devono essere controllati nelle conversazioni con l'esterno! manca solo che forniscano direttamente un centro di controllo mafioso in tempo reale on-line in cacere!
    non+autenticato
  • Trolleggi?
    Il protagonista della vicenda, a quanto si legge, è un secondino (o comunque qualcuno che in carcere ci lavora), non un carcerato...

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paolo Lucchesi
    > Trolleggi?
    > Il protagonista della vicenda, a quanto si legge,
    > è un secondino (o comunque qualcuno che in
    > carcere ci lavora), non un
    > carcerato...

    -"Allora, hai preparato il piano per la fuga?"
    -"Sì. Ci vuole entrare anche Barney"
    -"Ma... Barney è una delle guardie!"
    -"Che ti devo dire? neanche lui si trova bene qui!"

    (da Una pallottola spuntata 33 e 1/3)
  • - Scritto da: pinco pallino
    > hanno pure il coraggio di lamentarsi. Se sono in
    > carcere devono essere controllati nelle
    > conversazioni con l'esterno! manca solo che
    > forniscano direttamente un centro di controllo
    > mafioso in tempo reale on-line in
    > cacere!

    #EPICFAILSorride
    non+autenticato
  • probabilmente un carcerato il PC non può nemmeno vederlo né spento e né da lontano...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > hanno pure il coraggio di lamentarsi. Se sono in
    > carcere devono essere controllati nelle
    > conversazioni con l'esterno! manca solo che
    > forniscano direttamente un centro di controllo
    > mafioso in tempo reale on-line in
    > cacere!

    che bello leggere e non capire nienteA bocca aperta
    Funz
    13032
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: pinco pallino
    > > hanno pure il coraggio di lamentarsi. Se sono in
    > > carcere devono essere controllati nelle
    > > conversazioni con l'esterno! manca solo che
    > > forniscano direttamente un centro di controllo
    > > mafioso in tempo reale on-line in
    > > cacere!
    >
    > che bello leggere e non capire nienteA bocca aperta

    E' un prerequisito richiesto per votare chi e' in nomination al grande fratello.
    C'e' gente che studia per anni per ottenere tale prerequisito.