Cristina Sciannamblo

Libia, connessione col contagocce

Le proteste scoppiate nel paese hanno portato al drastico rallentamento delle connessioni e alla sostanziale chiusura di Facebook. È il coprifuoco digitale. Internet censurata anche nel Bahrain

Roma - Dopo il totale black out egiziano, anche la Libia si è resa protagonista di un taglio drastico delle connessioni alla Rete.

Negli ultimi giorni, dopo il successo delle proteste di piazza di Tunisia ed Egitto, gli attivisti libici di Internet hanno creato nuovi gruppi Facebook per chiedere riforme politiche ed economiche. Per tutta risposta, Muammar Gheddafi, capo del governo nazionale, ha ordinato il divieto di accesso al social network e ad altri siti.

Secondo AFP, l'accesso a Facebook in Libia sarebbe stato bloccato lo scorso venerdì, mentre le altre connessioni procedono a intermittenza dopo lo scoppio delle proteste che chiedono un nuovo ordine politico nel paese.
Si tratta di un vero e proprio "coprifuoco digitale", dal momento che a partire dall'ora del tramonto risulta impossibile collegarsi a Internet, accedere ai social network e navigare normalmente sugli altri siti. Secondo un check di Herdict, i siti che risultano inaccessibili sarebbero Facebook, Hotmail e YouTube, mentre per tutti gli altri le porte sembrerebbero aperte.

Scott Julian, CEO di Effective Measure, ha confermato le restrizioni sui collegamenti a Internet ordinati da Tripoli, ma non il totale black out. Dagli ultimi resoconti sembra che il sito più danneggiato sia Facebook, mentre Twitter pare funzionare.

Il monitoraggio della connettività mostra che il collegamento a Internet viene ripristinato ogni mattina alle 5:30, tranne che per i siti YouTube, Facebook, Twitter e aljazeera.net, per essere poi interrotto alle 22:00. Il silenzio di Internet, dunque, ha corso per un periodo di tempo che va dalle sei alle otto ore.

E se in Libia l'accesso alla rete è altalenante, le cose non sembrano andare meglio nel Bahrain dove, secondo alcune informazioni, molti siti web sarebbero stati manipolati per restringere la facoltà di connessione.

Secondo Arbor Networks, il traffico da e per l'emirato arabo dello scorso venerdì sarebbe sceso tra il 10 e il 20 per cento sotto i livelli abituali. Normalmente, le connessioni calano solo in occasione di disastri naturali o eventi sportivi globali.

Alcuni siti locali, tra cui bahrainonline.org e bahrainrights.org, risulterebbero inaccessibili, a causa delle proteste politiche degli ultimi giorni.

"Non si tratta di un switch off totale come in Egitto", afferma Jose Nazario, senior manager Arbor. "Si tratta di una sorta di filtraggio selettivo".

Cristina Sciannamblo
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