Claudio Tamburrino

AppStore, grattacapi per gli sviluppatori e per Apple

Tutti contro il nuovo sistema. Anche se Jobs cerca di placare le proteste con qualche distinguo. Ma le nuove regole provocano rumore in Rete

Roma - L'ipotesi di interessamento alle nuove regole di App Store da parte dell'antitrust sembra star spingendo altri sviluppatori a far sentire la propria voce. E non a supporto di Cupertino.

Il nuovo sistema da sottoscrivere per restare in App Store implementa le attese API per l'acquisto in-app, ma impone per ognuna di queste transazioni che il 30 percento venga dato a Apple e che il prezzo offerto tramite app per un prodotto o servizio rappresenti la migliore offerta possibile.

A lamentarsi delle nuove regole sono stati da ultimi gli sviluppatori dell'app Readability, che hanno visto negarsi l'ingresso in App Store proprio perché non impiegavano il sistema di acquisto richiesto da Apple.
In una lettera aperta e informale l'azienda, oltre a lamentarsi della sproporzione del 30 percento rispetto a tutti i costi che devono sostenere gli sviluppatori, aggiunge un punto alle critiche finora mosse alle nuove regole Apple: dice che parlando di "acquisto di contenuti, funzionalità o servizi", il sistema di acquisto in-app va ben oltre il mercato dei contenuti. Ma soprattutto, il team di Readability afferma che questa ulteriore richiesta da parte di Apple (una forma, dicono, di "smaccata avidità") lì sta spingendo a considerare un cambio di rotta, orientandosi verso il web.

La voce di Readability suona ancora più forte per la vicinanza ad Apple: in passato ha collaborato con Cupertino sulle tecnologie Safari.

Alla sua si sono poi aggiunte altre voci al coro di proteste: Keyone Production, sviluppatore di TinyGrab (che offre un servizio freemium per condividere schermate navigate via social network), ha per esempio deciso di rinunciare a finire lo sviluppo della sua app per iOS in quanto le regole di Apple sarebbero troppo confuse. A confondere Keyione è la regola che riguarda la durata limitata nel tempo delle offerte premium.

Anche in questo caso sembra che il modello di acquisto in-app si applichi non solo ai contenuti ma anche a software come servizi (Software as a Services, SaaS). A poco sembra per il momento poter valere anche la rettifica di Steve Jobs all'email di un utente che chiedeva spiegazioni su questo argomento: "Abbiamo creato un sistema di abbonamento per le app editoriali, non per quelle SaaS".

Insomma, con l'ipotesi di indagine antitrust sia negli States che nell'UE e l'arrivo sul mercato del modello di Google di fatto concorrente al sistema di acquisto Apple (Google One Pass), gli scontenti sono aumentati o comunque diventati più rumorosi.

Claudio Tamburrino
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78 Commenti alla Notizia AppStore, grattacapi per gli sviluppatori e per Apple
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  • Nel titolo "Anche se Jobs cerca di placare le proteste"
    ...credo che ora Jobs abbia altre preoccupazioni...
    non+autenticato
  • Apple chiede troppi soldi a chi pubblica nel suo negozietto? Non permette in nessun modo di vendere servizi o prodotti? Vi censurano la copertina del magazine con un capezzolo in vista? Ma andatevene! Tornate dove deve stare l'informazione, ossia sul web.
    Non è mica obbligatorio essere nel mercatino delle pulci di cupertino.

    Tim Berners Lee aveva pienamente ragione.
    (http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=l...)
    non+autenticato
  • oltre ad evitarti la rottura di maroni di sviluppare per 4/5 sistemi operativi... HTML 5 e sei appostoooooooo
    non+autenticato
  • ... sul post originale del blog, non ho altro da aggiungere

    http://blog.readability.com/2011/02/an-open-letter.../
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > ... sul post originale del blog, non ho altro da
    > aggiungere
    >
    > http://blog.readability.com/2011/02/an-open-letter

    mi è piaciuto un post con la frase Apple dictatorshit
  • - Scritto da: lordream
    >
    > mi è piaciuto un post con la frase Apple
    > dictatorshit

    e di questo qui cosa pensi?

    "I love you guys, and I think your app is awesome.

    But if your current app was accepted, what would the experience be? I load the app, then I have to go through PayPal or use a credit card to get the full features? Because while I wish you got every cent you wanted, that experience would be less optimal than in-app purchasing.

    Apple may be greedy, but in this case they’re also forcing you to give me the best purchasing experience. And I appreciate that, as much as I love you guys."

    http://blog.readability.com/2011/02/an-open-letter...
    non+autenticato
  • Capisco il suo punto di vista. Anche io, se non avessi capito il punto, avrei pensato la stessa cosa.
    Ma ora sai che quel commento è sbagliato, no?

    Non stanno forzando a scegliere il sistema di pagamento migliore per il consumatore: quella è la pubblicità, non la verità. La verità è che li stanno forzando a uscire dal mercato. E, magari, se un sistema era un po' peggiore ma offrivano prezzi migliori, io preferivo il loro.
    O preferivo comunque che esistesse, evitando così che iTunes aumenti ulteriormente i prezzi.

    Se iTunes è più comodo, e credo lo sia essendo integrato, può superare la concorrenza semplicemente mettendo lo stesso prezzo.
    Nota che troverei anche questo deleterio per la concorrenza, ma quantomeno è discutibile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    >
    > E, magari,
    > se un sistema era un po' peggiore ma offrivano
    > prezzi migliori, io preferivo il loro.

    beh allora è meglio se ci fermiamo qui Sorride

    io voglio il sistema migliore,
    e se necessario lo pago di più

    altrimenti non avrei scelto iPhone Sorride

    questo secondo me è uno dei motivi per cui scoppiano le discussioni qua sopra.. a certi utenti non frega nulla di questi piccoli dettagli, a chi sceglie Apple spesso frega
    non+autenticato
  • Non hai colto il senso del "magari". Non ho mai detto le mie preferenze, che ovviamente dipenderebbero da aspetti quantitativi.

    Chiarisco:

    Tu preferisci pagare meno a pagare di più? Tu preferisci un servizio migliore a un servizio peggiore? Sei d'accordo con me che, anche se non è così per te, qualcuno accetta scambi tra queste due caratteristiche, e preferisca un prodotto meno comodo ad uno più costoso, se la differenza di costo è alta e la comodità non molto meno?

    Da questi assiomi, discretamente ragionevoli, puoi vedere come la presenza di competitors fornisce a iTunes la leva per migliorare i suoi prodotti e non alzare i prezzi. Poi tu puoi scegliere comunque iTunes, nessuno te lo sta vietando! Puoi pagare quanto vuoi per avere un servizio migliore quanto ti pare. Ma, se vi sono competitori, il servizio è migliore e paghi meno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    >
    > qualcuno accetta scambi tra queste
    > due caratteristiche, e preferisca un prodotto
    > meno comodo ad uno più costoso, se la differenza
    > di costo è alta e la comodità non molto
    > meno?

    in quel caso sta sbagliano a comprare Apple.
    Fine Sorride
    ci sono tanti altri prodotti che offrono qualità accettabile a prezzi accettabili

    >
    > Da questi assiomi, discretamente ragionevoli,
    > puoi vedere come la presenza di competitors
    > fornisce a iTunes la leva per migliorare i suoi
    > prodotti e non alzare i prezzi. Poi tu puoi
    > scegliere comunque iTunes, nessuno te lo sta
    > vietando!

    è lo stesso motivo per cui flash non è presente.

    gli utenti a cui flash non interessa potrebbero benissimo non usarlo.

    solo che così facendo:

    molti siti in flash non si sarebbero sbattuti a fare una versione mobile, lasciando quella in flash, e quindi una pessima esperienza di navigazione

    molti produttori di giochi avrebbero continuato a usare flash invece che l'SDK nativo, fornendo una pessima esperienza di gioco

    adobe stessa, non avrebbe avuto il pepe al culo per migliorare flash tentando di renderlo appetibile

    ovviamente molti hanno visto questa come una mossa puramente commerciale, per avere controllo sulle App e poter guadagnare di più con lo store.

    io semplicemente riconosco entrambi gli aspetti della vicenda, maggiormente il primo
    non+autenticato
  • > > qualcuno accetta scambi tra queste
    > > due caratteristiche, e preferisca un prodotto
    > > meno comodo ad uno più costoso, se la differenza
    > > di costo è alta e la comodità non molto
    > > meno?
    >
    > in quel caso sta sbagliano a comprare Apple.

    Tu quindi preferisci comprare un libro a 1500€ piuttosto che un libro a 15€ se il primo necessita di un click in meno? Prefersci spendere 25'000'000€ per comprare l'ultimo singolo di Alanis Morisette se non devi dare il numero di carta?

    Onestamente stai per entrare nella categoria "ruppolo" del mio filtro mentale per troll. Mi sembra di essere molto attento nello scrivere risposte partendo sempre dal presupposto di essere stato poco chiaro, ma inizio a notare risposte che mostrano molta poca attenzione a quanto scrivo.
    Visto che non mi pagano per stare qui, ciao.
    non+autenticato
  • Il troll sei tu, visto che fai paragoni assurdi.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il troll sei tu, visto che fai paragoni assurdi.

    Ok, so che non dovrei rispondere, è stupido.
    Ma spiega l'assurdità e dove ho fatto un paragone.

    Mi sembra facile come punto: la concorrenza migliora anche il servizio di Apple. A questo punto bertuccia è esploso in una filippica completamente fuori dal mondo sull'utente Mac che vuole il massimo che, tutt'oggi, non ho capito cosa avesse a che fare con il mio post precedente.

    Già che ci sei, visto che magari voi tra Apple fans vi capite, spiegami cosa voleva dire e cosa aveva a che fare con il discorso precedente.
    non+autenticato
  • Sviolinata!
    Si dice così, no?
    non+autenticato
  • ...e di conseguenza molti scrivono commenti irragionevoli.

    Fosse solo il fatto che è un tasso "alto" (e lo è, spesso si confondono profitti e entrate), non sarebbe un problema. Sarebbe un problema per l'investitore, che si troverebbe a scegliere se entrare in un mercato molto grande a costo di un taglio netto ai profitti. Ma alla fine, non sarebbe un problema legale o morale, fa parte delle scelte, se non ti piacciono queste quote puoi andartene.

    Il problema è l'obbligo a investimento fatto.

    Prendo un caso reale, alanQuatermain, un rivenditore di eBook su una sua App su iOS. I suoi accordi con i distributori sono 20-80. Paga all'editore l'80% del prezzo, con grossi costi fissi. Ora la Apple prende il 30% del prezzo. In totale, perde il 10%. Per ogni transazione fatta, PERDE denaro.

    Il problema è che il tutto avviene a investimento già avvenuto. Quando ha investito soldi per creare l'App, il sistema generava un profitto. Ora tale sistema non lo genera più. Dovrà chiudere un'azienda che dava lavoro a 10 persone, con giro d'affari di 80k$/mese.

    Questo vale per il tipo in questione, ma vale per tutti i Resellers di contenuti non propri. Amazon, che carica il 30% sul libro, come può pagare il 30% a Apple? Aggiungiamo per un istante alle considerazioni il fatto che Apple possiede uno dei più grandi Resellers, iTunes.
    Questo vuol dire "Sul mio cellulare, non ci possono essere resellers alternativi al mio."

    Questo è il classico caso in cui un garante della concorrenza deve intervenire, per il bene dei consumatori. Anche quando questi, come esiste solo in Apple, guardano ai profitti di Apple prima dei loro.
    non+autenticato
  • Grazie per l'ottima spiegazione.
    non+autenticato
  • Ok. L'articolo non l'avevo capito..
    Perché non li scrivi tu Occhiolino
  • - Scritto da: Talking Head
    >
    > Prendo un caso reale, alanQuatermain, un
    > rivenditore di eBook su una sua App su iOS. I
    > suoi accordi con i distributori sono 20-80. Paga
    > all'editore l'80% del prezzo, con grossi costi
    > fissi. Ora la Apple prende il 30% del prezzo. In
    > totale, perde il 10%. Per ogni transazione fatta,
    > PERDE denaro.

    sei in grado di fare un'analisi simile dal punto di vista degli autori?

    per un autore è più conveniente passare tramite un rivenditore (come alanQuatermain), oppure pubblicare direttamente su iBookstore (=iTunes)?

    non conosco bene l'argomento, quindi chiedo a chi è più informato.. ma a me pare che si stia andando verso un futuro in cui io autore, non mi rivolgo più a un editore, ma vendo direttamente agli utenti di una certa piattaforma, lasciando una percentuale a chi mi fornisce l'accesso a tale piattaforma
    non+autenticato
  • Forse e' proprio per questo che dovrebbe intervenire l'antitrust.
    A parte che lo scrittore in questo caso perderebbe il 10%, se sono vere le percentuali 20/80.

    L'antitrust dovrebbe vigilare proprio su questi comportamenti. Apple, cosi' facendo, costringe alla chiusura parecchie aziende piu' piccole. Ricordati anche che queste aziende danno lavoro a delle persone.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pluto
    > Forse e' proprio per questo che dovrebbe
    > intervenire
    > l'antitrust.
    > A parte che lo scrittore in questo caso
    > perderebbe il 10%, se sono vere le percentuali
    > 20/80.
    >
    > L'antitrust dovrebbe vigilare proprio su questi
    > comportamenti. Apple, cosi' facendo, costringe
    > alla chiusura parecchie aziende piu' piccole.
    > Ricordati anche che queste aziende danno lavoro a
    > delle
    > persone.

    L'antitrust si occupa di aziende in posizione dominante. Apple lo è? Non era stata superata da Android? Nokia non vende più smartphone di Apple? O solo quando fa comodo?
    ruppolo
    33147
  • Non posizione dominante, ma abuso di posizione dominante.
    Che non è propriamente la stessa cosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo

    > L'antitrust si occupa di aziende in posizione
    > dominante. Apple lo è? Non era stata superata da
    > Android? Nokia non vende più smartphone di Apple?
    > O solo quando fa
    > comodo?

    Lo è nell'ecosistema Apple, essendo l'unica che può avere uno store
    non+autenticato
  • L'eco sistema Apple È CASA SUA, quindi fa quello che gli pare e piace.
    ruppolo
    33147
  • Certo, ottimo spunto.
    Cambio un po' il taglio però, perché la domanda come la poni è malposta: per l'autore la cosa migliore è essere presente in più mercati possibili, il confronto tra due mercati non è in questione. Nessuno sta decidendo quale deve rimanere come monopolista, non è in discussione.

    Vediamo quindi non il "è meglio essere su iTunes o su XXX". Vediamo invece cosa comporta per l'autore la proposta Apple di forzare la chiusura di tutti i resellers alternativi.

    Dal punto di vista dell'autore possiamo vedere due effetti:

    - Un aumento dei distributori/resellers aumenta la quantità venduta.
    Questo sia per via dell'amore per la varietà del consumatore (diverse offerte contrattuale, abbonamenti, bulk sells) che garantiranno maggiori vendite, sia per via della competizione nella pubblicità che devono svolgere i diversi operatori.

    - Una diminuzione dei distributori/resellers diminuisce il market power dell'autore, per ovvi motivi di competizione oligopolista. Se solo un competitore rimane, non avrà vantaggi a offrirmi tariffe migliori.
    Questo si può vedere già dal fatto che l'attuale tariffa unica proposta è molto alta. Se nel contempo la proposta non chiudesse gli altri resellers, l'autore avrebbe la possibilità di andare verso una proposta più conveniente evitando iTunes.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Talking Head
    >
    > - Una diminuzione dei distributori/resellers
    > diminuisce il market power dell'autore, per ovvi
    > motivi di competizione oligopolista. Se solo un
    > competitore rimane, non avrà vantaggi a offrirmi
    > tariffe migliori.
    > Questo si può vedere già dal fatto che l'attuale
    > tariffa unica proposta è molto alta. Se nel
    > contempo la proposta non chiudesse gli altri
    > resellers, l'autore avrebbe la possibilità di
    > andare verso una proposta più conveniente
    > evitando iTunes.

    condivido il ragionamento, ma bisogna notare che, se è vero che i reseller muoiono, al contempo si allargano gli store, che, nonostante le molte somiglianze con i reseller, mi pare avvicinino di un passo autore e acquirente.

    in questo modo io autore scelgo i vari store su cui pubblicare la mia opera, e in teoria dovrei avere addirittura una maggiore visibilità rispetto a prima (sto pensando a un utente che fa una ricerca su iTunes... vede tra i risultati anche gli ebook, che senza l'App del reseller non avrebbe potuto vedere)

    Mi pare che sia un po' lo stesso processo che c'è stato per le App.. Prima dell'avvento degli store, io sviluppatore sceglievo un canale di distribuzione.. e in qualche modo dovevo preoccuparmi di raggiungere l'utente.
    Ora pubblico su Appstore, e immediatamente ho una platea di milioni di utenti.

    Non so, a me pare che si stia incentivando gli Autori ad essere indipendenti e autonomi
    non+autenticato
  • se i soliti 3/4 applefan intendono continuare a trollare in questo forum con le loro aarrampicate, questa volta il gioco si fa duro e a loro consiglio la lettura di questa utilissima pagina di noncilopedia:
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Arrampicarsi_s...
    non+autenticato
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