Roberto Pulito

PS3, storia infinita di uno sblocco

La community risponde a Sony con un sistema per rimuovere il ban. Nel frattempo, un giudice manda in fumo la causa voluta dai Pinguini e GeoHot raccoglie soldi per la sua

PS3, storia infinita di uno sbloccoRoma - Anche se Sony Computer Entertainment sta provando a chiudere le porte della PS3 alla comunità di "smanettoni", hacker e cracker non hanno alcuna intenzione di rimanere fuori. A pochi giorni di distanza dalla decisione di scacciare dal network chi infrange le condizioni d'uso della console, già si parla di un nuovo jailbreak tutto incentrato sull'annullamento del ban.

A quanto pare, sarà comunque possibile collegare una PlayStation 3 modificata al PS Network e ai servizi Qriocity, utilizzando del codice che cambia l'indirizzo MAC della console per farla uscire dalla black list Sony. Il nuovo jailbreak permetterebbe inoltre di "giocare" con gli iD altrui. Utilizzando il seriale di un ignaro utente onesto, un malintenzionato potrebbe quindi divertirsi a farlo risultare irregolare.

Al momento Sony non ha ancora replicato con un'ulteriore mossa ma sembra ci sia in programma un frettoloso restyling della PlayStation 3, pensato per bloccare gli hack a livello hardware. Come noto, infatti, non è più possibile risolvere il problema con un semplice aggiornamento firmware. Una modifica alla cifratura privata attuale potrebbe rendere incompatibile tutti i giochi originali rilasciati sul mercato fino a ieri.
Nel frattempo si incaglia la class action contro Sony, denunciata per aver improvvisamente rimosso la possibilità di installare un diverso sistema operativo (Linux) sull'hard disk della PS3. Secondo il giudice un sistema deve avere tutte le funzioni con cui è stato venduto solo per la durata della garanzia. Passato questo primo anno il costruttore può liberamente modificare le funzionalità, come da EULA.

Il gesto estremo compiuto da GeoHot, che ha sbandierato ai quattro venti la Root Key della PS3, puntava proprio a ripristinare la possibilità di installare ulteriori sistemi operativi, homebrew e custom firmware sulla console "sbloccata". Il giovane hacker denunciato dal colosso nipponico ha recentemente chiesto (e ottenuto) un aiuto economico ai suoi sostenitori per portare avanti la difficoltosa causa legale.

Roberto Pulito
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