Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Vi ricordate di Julian?

di M. Calamari - Il fondatore di Wikileaks alle prese con la giustizia. E con le conseguenze personali del successo mediatico della sua creatura. Che va salvata, assieme a lui, per salvare la libertà di informazione

Roma - Penso di si, di Julian un ricordo lo dovreste avere. Non parlo del clamore suscitato dal sito Wikileaks nell'ultimo anno. il sito c'era anche prima, ma le azioni di pubblicazione che aveva effettuato non avevano raggiunto quella massa critica che le rende notizie di cronaca e che automaticamente ne moltiplica la risonanza ed i (positivi) effetti.

Non parlo neppure delle sue peripezie in giro per il mondo per essere un bersaglio meno facile, culminate nella sua vicenda giudiziaria anglo-svedese che lo vede oggi bersaglio di una ormai concessa estradizione dal Regno Unito alla Svezia.

Anche se magari vi ricordaste del fatto che Julian viene estradato sulla base di un evidente attacco mediatico, da un paese per cui il reato contestato non esiste nemmeno e quindi contro qualsiasi prassi del diritto internazionale, non sarebbe nemmeno questo, a parere di Cassandra, il ricordo più importante.
Il ricordo più importante sarebbe quello del debito di gratitudine che chiunque abbia a cuore libertà di informazione e trasparenza delle istituzioni ha nei confronti di una persona che, tra luci ed ombre, porta avanti questo suo scomodo ideale da molti anni.

Infatti non esiste solo una campagna di fango, volta a cancellare i molti lati positivi che l'esposizione mediatica del fondatore di Wikileaks aveva portato a conoscenza anche del pubblico più disattento: da parecchi mesi ormai Julian ed i suoi legali hanno descritto la manovra che è in atto nei suoi confronti per zittirlo definitivamente. Questa manovra richiede appunto la sua estradizione in Svezia, per subire un processo che anche se lo vedesse condannato potrebbe terminare con una semplice multa, visto che non si tratta (tecnicamente) di stupro.

Ma nel frattempo giungerà dagli Stati Uniti una richiesta di estradizione basata su una legge retroattiva approvata nel frattempo, o su "prove" ancora mai emerse e su cui si potrebbero fin da ora avanzare andreottianamente seri dubbi, dove potrebbe dover affrontare buchi neri come Guantanamo o sentenze di morte per spionaggio.

Il silenzio che lo circonda facilita questa manovra, per ora puntualmente realizzatasi, anzi ne è requisito indispensabile. E questo silenzio è palpabile anche in persone come quelle che leggono queste righe. Non dovrebbe essere così.

La voce di Cassandra è poco utile perché solitamente non creduta, ma forse se si sentissero le vostre, forti e numerose, questo triste ed ingiusto finale potrebbe cambiare.

Marco Calamari
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46 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ Vi ricordate di Julian?
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  • si ma se ha fatto il porco liberta' o no va punito esattamente come gli altri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > eh ?

    A parte che l'italiano è una opinione per qualcuno, mi pare volesse dire che la giustizia è uguale per tutti o qualche cosa del genere.

    Su questo (che non sono sicuro sia il pensiero di iupiter o come si chiama) riflettevo sul fatto che uno straniero viene prima condannato dai giornali, poi il tribunale lo processa con rito abbreviato e se le prove a sua discolpa non sono lampanti lo condanna.

    Lo stesso avviene per i reati che riguardano l'informatica, non è mai che l'accusa debba provare con assoluta certezza che l'imputato è colpevole.

    Invece i processi che riguardano i potenti non si fanno mai con rito abbreviato (eccetto il caso attuale di mister B che però voglio vedere se andrà a termine) e inoltre ci sono un sacco di oneri della prova da parte della pubblica accusa, anche quando ci sono evidenze della colpevolezza non si condanna.

    Poi quando i processi riguardano la gente comune si rinvia a giudizio e condanna per cose poco importanti (per esempio il furto di corrente elettrica da una stazione ferrovia dello stato per ricaricare un pc o un cell) mentre i potenti vengono processati solo se commettono reati gravissimi: prostituzione minorile, furto di miliardi di euro (caso parmalat e cirio), Sistema Telecom di intercettazioni telefoniche parallele a quelle legali (Tronchetto della felicità), ecc.
  • Ciau,l'ignorante perenne,saluta i "precedenti"grato al lancio sempre mirato del sasso nello stagno da parte del nostro Marco.(Quesito)Potrebbe julian essere un ariete sterile? un monito?una fiondata di "camole"gettata al fiume per attirare il "pescabile"?purtroppo la mia ignoranza,è dispensatrice di diffidenza verso il prossimo non mi aiuta a capire se la legge è oVale per tutti!AIUTO!Comunquamente W Giordano Bruno!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sandro kensan

    > Invece i processi che riguardano i potenti non si
    > fanno mai con rito abbreviato (eccetto il caso
    > attuale di mister B che però voglio vedere se
    > Poi quando i processi riguardano la gente comune
    > si rinvia a giudizio e condanna per cose poco

    solita demagogia sinistrata.
    hai mai sentito una "persona comune" sotto processo per aver pagato una donna ?

    > importanti (per esempio il furto di corrente
    > elettrica da una stazione ferrovia dello stato
    > per ricaricare un pc o un cell) mentre i potenti
    ??? O_o solita fesseria inventata sul momento
    non+autenticato
  • - Scritto da: Undertaker

    > > importanti (per esempio il furto di corrente
    > > elettrica da una stazione ferrovia dello stato
    > > per ricaricare un pc o un cell) mentre i potenti
    > ??? O_o solita fesseria inventata sul momento

    Non lo ritrovo ma sono sicuro di averlo letto. D'altronde mi sembrano cose scontate per chi guarda e vede la realtà con occhi disillusi.
  • - Scritto da: iupiter
    > si ma se ha fatto il porco liberta' o no va
    > punito esattamente come gli> altri.

    forse sei l'unica persona al mondo a credere all'accusa di "stupro" contro Assange, che non é altro che una montatura sessuale per screditare qualcuno contro cui, altrimenti non si puó fare altro, come quella orchestrata contro un certo politico italiano
    non+autenticato
  • Se 1 su mille facesse una piccola cosa Assange non sarebbe così nei guai.
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Se 1 su mille facesse una piccola cosa Assange
    > non sarebbe così nei
    > guai.

    esprimere la nostra opinione...sui giornali e blog....chiedere una maggiore trasparenza dei governi...e seguire semplicemente la vicenda...sono cose che oggettivamente non producono problemi...ma possono aiutare Julian...a vincere la sua battaglia per una maggiore trasparenza dei governi....
    Faccio un esempio il sito diggita...(ennesimo sito di citizen Journalism che vorrebbe emulare il celeberimmo digg...) ha messo fissa sul suo sito una immagine che chiedeva solidarieta' a Julian Assange...per un mesetto...ora pero' l'hanno tolta...

    pero' se leggi sopra i commenti...ti rendi conto che ci sono persone che sono scarsamente informate sulle cose...alcuni considerano le rivelazioni di wikileaks "gossip"...altri non sanno che wikileaks opera da 4 anni e che ha pubblicato documenti riguardanti 10 stati...fra cui Kenya e Monzambico...mettendo in evidenza le violazioni dei diritti umani in vari stati del mondo ed aiutando cosi' amnesty a fare il suo lavoro...motivo per cui amnesty ha dato una medaglia d'oro allo stesso Assange per i suoi reportage...ma questo vaglielo a spiegare ai nostri connazionali che guardano solo il tg4 ed al max il tg1...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franky
    > - Scritto da: Sandro kensan
    > > Se 1 su mille facesse una piccola cosa Assange
    > > non sarebbe così nei
    > > guai.
    >
    > esprimere la nostra opinione...sui giornali e
    > blog....chiedere una maggiore trasparenza dei
    > governi...e seguire semplicemente la
    > vicenda...sono cose che oggettivamente non
    > producono problemi...ma possono aiutare
    > Julian...a vincere la sua battaglia per una
    > maggiore trasparenza dei
    > governi....

    il problema è che troppa trasparenza rovina. Metti il caso che domani il bravo julian scriva i nomi di tutti gli agenti che operano sotto copertura per scoprire giri di spacciatori o scriva le identità di copertura dei pentiti di mafia. Sarebbe utile questa trasparenza ?

    > pero' se leggi sopra i commenti...ti rendi conto
    > che ci sono persone che sono scarsamente
    > informate sulle cose...alcuni considerano le
    > rivelazioni di wikileaks "gossip"...altri non

    i documenti che riguardavano l'italia erano gossip, semplici cut&paste di repubblica.
  • - Scritto da: shevathas



    > il problema è che troppa trasparenza rovina.
    > Metti il caso che domani il bravo julian scriva i
    > nomi di tutti gli agenti che operano sotto
    > copertura per scoprire giri di spacciatori o
    > scriva le identità di copertura dei pentiti di
    > mafia. Sarebbe utile questa trasparenza
    > ?


    Che uscità infelice...


    >
    > i documenti che riguardavano l'italia erano
    > gossip, semplici cut&paste di
    > repubblica.

    sicuro ? Proprio tutti ?
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > - Scritto da: shevathas
    >
    >
    >
    > > il problema è che troppa trasparenza rovina.
    > > Metti il caso che domani il bravo julian scriva
    > i
    > > nomi di tutti gli agenti che operano sotto
    > > copertura per scoprire giri di spacciatori o
    > > scriva le identità di copertura dei pentiti di
    > > mafia. Sarebbe utile questa trasparenza
    > > ?
    >   
    >
    > Che uscità infelice...
    >

    perché ? anche per contrastare la criminalità organizzata si usano operazioni sotto copertura.

    >
    > >
    > > i documenti che riguardavano l'italia erano
    > > gossip, semplici cut&paste di
    > > repubblica.
    >
    > sicuro ? Proprio tutti ?

    rovescio la domanda: hai notizia di qualche mirabolante rivelazione che riguarda l'italia ?
  • - Scritto da: Franky

    > Faccio un esempio il sito diggita...(ennesimo
    > sito di citizen Journalism che vorrebbe emulare
    > il celeberimmo digg...) ha messo fissa sul suo
    > sito una immagine che chiedeva solidarieta' a
    > Julian Assange...per un mesetto...ora pero'
    > l'hanno
    > tolta...

    Ogni uno può fare diverse cose, io ho messo una grande immagine di Julian Assange all'inizio di ogni testo che ho nel mio sito, poi ho dato un paio di volte qualche euro, si fa quel che si può.
  • Per quel poco che sono riuscito a comprendere da giornali, telegiornali e internet, mi sembra di capire che i files di Wikileaks non fanno altro che diffondere all'opinione mondiale notizie "scottanti" altrimenti non divulgate perche' ritenute "segreto di stato".
    Oggi, visti anche gli ultimi cambiamenti che si stanno avendo nel mediterraneo, e' indubbio il ruolo democratico-mondiale che svolge la divulgazione delle informazioni, anche "scottanti", via internet.
    Pur essendo cosciente che l'oscuramento di informazioni come "segreto di stato" puo' essere necessario per alcuni fatti contingenti, sono anche del parere che la divulgazione operata a posteriori da Wikileaks aiuta a capire chi siamo e dove vogliamo andare; peccato che non ci sia un Wikileaks per ogni popolo della madre terra.
    Spero e auguro a tutti noi "terrestri" di convincerci che la liberta' di informazione non e' un bene ideale irrangiungibile ma un bene oggi necessario come lo e' un linguaggio di comunicazione tra due persone.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nicolangelo Fanelli
    > Per quel poco che sono riuscito a comprendere da
    > giornali, telegiornali e internet, mi sembra di
    > capire che i files di Wikileaks non fanno altro
    > che diffondere all'opinione mondiale notizie
    > "scottanti" altrimenti non divulgate perche'
    > ritenute "segreto di
    > stato".
    > Oggi, visti anche gli ultimi cambiamenti che si
    > stanno avendo nel mediterraneo, e' indubbio il
    > ruolo democratico-mondiale che svolge la
    > divulgazione delle informazioni, anche
    > "scottanti", via
    > internet.
    > Pur essendo cosciente che l'oscuramento di
    > informazioni come "segreto di stato" puo' essere
    > necessario per alcuni fatti contingenti, sono
    > anche del parere che la divulgazione operata a
    > posteriori da Wikileaks aiuta a capire chi siamo
    > e dove vogliamo andare; peccato che non ci sia un
    > Wikileaks per ogni popolo della madre
    > terra.
    > Spero e auguro a tutti noi "terrestri" di
    > convincerci che la liberta' di informazione non
    > e' un bene ideale irrangiungibile ma un bene oggi
    > necessario come lo e' un linguaggio di
    > comunicazione tra due
    > persone.
    Aspettavo le comunicazioni anche sul sistema bancario
    Peccato
    non+autenticato
  • Al di la del fatto che pure io sono convinto che stiano cercando di 'incastrarlo' con accuse discutibili ... sul concetto di Wikileaks come un simbolo di democrazia da difendere ho le idee un po diverse.

    Riporto l'articolo che ho scritto tempo fa sul mio blog.
    ---
    Wikileaks ovvero il privato in pubblico

    Si fa un gran parlare della vicenda che vede alcuni Hacker pubblicare materiale riservato.
    Certamente quello che fa impressione é che sembra molto probabilmente materiale autentico e che svela tanti retroscena.
    La prima reazione potrebbe essere … ottimo così vediamo come la pensano.

    In fondo non é molto diverso da un giornalista che scopre di nascosto un commento fuori dalle righe da parte di un qualsiasi politico.
    Se poi si pensa alla massa di persone che ha posizioni di responsabilità e magari usa come password una parola del vocabolario, oppure usa sempre la stessa password, non c’è da stupirsi che tanto materiale riservato possa essere in qualche modo abbastanza accessibile (e tutto sommato difficilmente proteggibile).

    La realtà é sempre quella che c’é un ‘mondo formale’ che rappresenta le posizioni ufficiali ed un mondo reale fatto spesso di bugie, sbruffonate, frasi fatte magari prese da fonti assolutamente poco credibili, ma riferite nei colloqui privati, magari riprendendo voci di corridoio, illazioni ecc.
    Se certe affermazioni fanno capire come chi dice una cosa magari ne pensa (o dice di pensarne) una diversa, in ogni caso non siamo molto distanti dal gossip.
    Tanti di noi se ne guarderebbero bene da dare giudizi in pubblico che danno in privato.
    Per sminuire un fatto potrei dire al telefono ‘ma cosa gli dai ascolto che sai che é uno stupido’, magari questa é una posizione utile in quel contesto e la persona non ha in realtà quel giudizio da parte mia.
    Poi ci sono quelli che hanno una certa opinione, scrivono, poi magari in seguito l’opinione la cambiano.

    Vedere ‘uno spezzone’ é un po pericoloso.
    Esempio, una spia permette di salvare una situazione pericolosa, magari una conversazione riservata finisce per far saltare tutto oppure ne mette a rischio la vita.
    Altro esempio, una trattativa di pace che richiede posizioni di compromesso, spesso posizioni di facciata, viene distrutta dalla messa in piazza di quello che le persone realmente pensano.
    D’altra parte ci possono essere anche rivelazioni che impediscono un attentato o altro.
    Altre ancora che fanno capire come veramente stanno certe cose che sulla carta sembrano essere completamente diverse.

    Insomma mi viene da dire sì ma con cautela, solo quando le fonti sono certe e non si creano disastri. Ma siamo sicuri che chi pubblica é totalmente consapevole delle conseguenze e dell’importanza del materiale?
  • In un certo senso sono abbastanza d'accordo con quanto scrivi... però ritengo si applichi (soprattutto) a chi, del giornalismo, fa un mestiere: la sua professione, se non la professionalità, richiede appunto il controllo delle fonti ed una certa cautela nel valutare le ricadute... anche se, mi pare, sulla stampa di oggi non ritengo di vedere queste connotazioni: in questo momento viene usata nè più nè meno come un'arma, in mano a Questo o a Quello.

    Nel caso di Assange invece si tratta di "leaks" ovvero di documenti che NON rappresentano il suo pensiero (quindi forse non è possibile richiamare la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, in quanto non si tratta di difendere un'opinione personale) ma, semplicemente, riporta "cose altrui". In questo senso le ritengo, casomai, ancora più importanti: sapere "cosa pensano davvero Tizio e Caio" nel caso in cui si tratti di rappresentanti di Potenze internazionali (USA ma non solo) e saperlo senza una mediazione, un'interpretazione che, probabilmente, sminuirebbe il valore di questa testimonianza, secondo me (e non solo me, visto il polverone che ne è uscito e tutta la gente che si sta agitando) ha un valore immenso.

    Poi non ritengo corretto, come ha detto qualcuno, che si biasimi Assange per aver pubblicato "solo alcune cose": ritengo che abbia pubblicato "tutto quello che aveva" (possibilmente) in modo imparziale... e se avesse avuto roba su altri, ritengo avrebbe pubblicato anche quella.

    In ultima analisi, e senza troppi tentennamenti verso una posizione "centrista" o possibilista del "meglio andare a destra... ma anche a sinistra, ma no stiamo al centro che non si sbaglia mai", io preferisco sapere, piuttosto che non sapere e, per il poco che potrò fare, difenderò chi fornisce questa informazione.
    (e, per il poco che potrò fare, cercherò di controllare che i leaks non si facciano solo su un target preferenziale)
    883
  • > ... però ritengo si applichi
    > (soprattutto) a chi, del giornalismo, fa un
    > mestiere: la sua professione, se non la
    > professionalità, richiede appunto il controllo
    > delle fonti ed una certa cautela nel valutare le
    > ricadute... anche se, mi pare, sulla stampa di
    > oggi non ritengo di vedere queste connotazioni:
    > in questo momento viene usata nè più nè meno come
    > un'arma, in mano a Questo o a
    > Quello.

    Le conseguenze possono essere gravi al di la del fatto che uno sia giornalista, per fare un esempio estremo se a causa di una rivelazione vera scatta una guerra, mi interessa poco sapere se la causa é un giornalista o un blogger.

    Altro caso esempio, personalmente, magari sbagliando, penso che a Ustica l'aereo Libico abbia abbattuto il DC9 per errore, se io fossi stato un politico che rivelando la verità avrebbe fatto scatenare una guerra Libia-Italia con relative conseguenze avrei fatto meglio a tacere o parlare in nome della verita?
    Non ho una risposta e ciascuno guardi alla sua coscienza, serve a far capire che anche la verità può essere qualcosa di controproducente.

    > ma, semplicemente, riporta "cose altrui"...

    Come dicevo nell'articolo riportare cose altrui necessariamente decontestualizzate può essere grave e portare il superficiale a false conclusioni.

    Altro esempio volutamente 'estremo' per far capire.
    Immaginiamo avessi scritto su due pagine.
    (prima pagina) Alberto ha massacrato Gianni,
    (seconda pagina) aveva le carte da gioco molto più belle delle sue.

    Immaginiamo tu trovi e pubblichi la prima pagina il senso é totalmente stravolto.

    Ovviamente questo é un paradosso ma tenete conto che la stragrande maggioranza del materiale 'delicato' vive e si muove in un contesto, estrapolarlo può portare a conclusioni errate e può essere devastante in situazioni 'delicate'.

    > ... sapere "cosa pensano davvero Tizio e
    > Caio" nel caso in cui si tratti di rappresentanti
    > di Potenze internazionali (USA ma non solo) e
    > saperlo senza una mediazione, un'interpretazione
    > che, probabilmente, sminuirebbe il valore di
    > questa testimonianza, secondo me (e non solo me,
    > visto il polverone che ne è uscito e tutta la
    > gente che si sta agitando) ha un valore
    > immenso.

    quando vai su comunicazioni private non vedi per forza quello che uno pensa, vedi come uno ha raccontato ad un altro di pensarla.
    (non é la stessa cosa, ma i giornalisti su questo ci sguazzano)

    > Poi non ritengo corretto, come ha detto qualcuno,
    > che si biasimi Assange per aver pubblicato "solo
    > alcune cose": ritengo che abbia pubblicato "tutto
    > quello che aveva" (possibilmente) in modo
    > imparziale... e se avesse avuto roba su altri,
    > ritengo avrebbe pubblicato anche
    > quella.

    ne sono pure io convinto, ma sono altrettanto convinto che il tutto vada soppesato con fatti che comprovano.
    E temo molto che quando si sguazza a certi livelli tra documenti estrapolati dal contesto si possono fare danni gravissimi in assoluta buona fede.

    > sbaglia mai", io preferisco sapere, piuttosto che
    > non sapere e, per il poco che potrò fare,
    > difenderò chi fornisce questa
    > informazione.

    Io voglio sapere dati certi.
    Di chiacchiere in rete ne trovi finché vuoi.
  • - Scritto da: paoloholzl
    > > ... però ritengo si applichi
    > > (soprattutto) a chi, del giornalismo, fa un
    > > mestiere: la sua professione, se non la
    > > professionalità, richiede appunto il controllo
    > > delle fonti ed una certa cautela nel valutare le
    > > ricadute... anche se, mi pare, sulla stampa di
    > > oggi non ritengo di vedere queste connotazioni:
    > > in questo momento viene usata nè più nè meno
    > > come un'arma, in mano a Questo o a Quello.
    >
    > Le conseguenze possono essere gravi al di la del
    > fatto che uno sia giornalista, per fare un
    > esempio estremo se a causa di una rivelazione
    > vera scatta una guerra, mi interessa poco sapere
    > se la causa é un giornalista o un
    > blogger.

    D'accordo... però a questo punto non puoi pubblicare più NULLA eh.
    Visto che di seguito fai esempi un pò estremi (e son anche d'accordo, se servono a far capire) ne faccio a mia volta: secondo me QUALSIASI notizia può, potenzialmente, "danneggiare qualcuno" e, come dici tu, magari sei in buona fede e non lo sai (o non lo puoi sapere).
    A questo punto, per equità, non è più "corretto" pubblicare nulla... se è la correttezza (e/o la certezza che "nessuno ne avrà a soffrire") quella che si cerca.

    Allora ritengo più sensato, casomai il caso inverso: pubblichiamo TUTTO (soprattutto le notizie, non i gossip o i casi inventati dalle varie testate e/o da chi le gestisce) e lasciamo che sia la gente a farsi un'idea, a crearsi un'opinione, ed a vedere anche l'attendibilità di chi pubblica (e, magari, la magistratura ad approfondire i casi che sembrano più concreti).
    Partendo dal dato di fatto (e non puoi dirmi di no) che oggi pubblicano di tutto di più, comprese cose assolutamente false e comprese soprattutto cose MOLTO rielaborate e reinterpretate, per "farle meglio accettare" oppure per "dare un proprio taglio editoriale"... a questo punto, se uno mi pubblica strettamente "quello che ha detto Tizio a Caio", indipendentemente dal contesto, e son anche d'accordo nel non decontestualizzare... però non è che, per non farlo, devo stravolgere la notizia e/o non pubblicare nulla del tutto: lasciamo che poi Tizio e Caio SPIEGHINO il contesto, casomai: PIU' notizie, non meno notizie.

    Ritengo che arrivare alla "verità" sia una fatica di Sisifo, ma quando c'è una persona che, cercando di dare degli "scorci di realtà" (quelli che ha in mano), rischia anche personalmente... beh... non mi sento di biasimarla ma, anzi, di aiutarla.

    Poi mi si può dire "ma quei 'leaks' sono stati passati giusto in modo tale da esser pubblicati blablabla yaddayadda" ok... ed in un attimo arriviamo al complottismo, dal quale non si esce.

    Ripeto: se fossero "tutte balle" non credo che si sarebbe sollevato un polverone come questo. Assange ha sbirciato nel buco della serratura ed ha visto alcune cose nella stanza, ora sarà interessante invece andare avanti e vedere cosa c'è oltre la porta.

    > Altro caso esempio, personalmente, magari
    > sbagliando, penso che a Ustica l'aereo Libico
    > abbia abbattuto il DC9 per errore, se io fossi
    > stato un politico che rivelando la verità avrebbe
    > fatto scatenare una guerra Libia-Italia con
    > relative conseguenze avrei fatto meglio a tacere
    > o parlare in nome della
    > verita?
    > Non ho una risposta e ciascuno guardi alla sua
    > coscienza, serve a far capire che anche la verità
    > può essere qualcosa di
    > controproducente.

    Beh... di fatto c'è gente che sta ancora aspettando giustizia, e da un pò troppo tempo mi pare, no?
    Se tu avessi in mano delle "prove" (es. registrazioni di dialoghi avvenuti tra i comandi militari in cui Tizio dice a Caio "abbiamo intercettato sul radar il caccia libico XYZ subito prima che questo tirasse il missile ZXY all'Itavia n.ro....(ecc.)") davvero non porteresti al pubblico questa prova?

    Cioè no... mettiamola così: se tu avessi la fondata convinzione che, portando questa prova solo ai giudici, verrebbe insabbiata e le cose continuerebbero a procedere come ora (cioè mancanza totale di informazioni e, quindi, di giustizia) non preferiresti una "polizza d'assicurazione" pubblicando a 360 gradi la notizia in modo tale che non sia insabbiabile?

    > > ... sapere "cosa pensano davvero Tizio e
    > > Caio" nel caso in cui si tratti di
    > rappresentanti
    > > di Potenze internazionali (USA ma non solo) e
    > > saperlo senza una mediazione, un'interpretazione
    > > che, probabilmente, sminuirebbe il valore di
    > > questa testimonianza, secondo me (e non solo me,
    > > visto il polverone che ne è uscito e tutta la
    > > gente che si sta agitando) ha un valore
    > > immenso.
    >
    > quando vai su comunicazioni private non vedi per
    > forza quello che uno pensa, vedi come uno ha
    > raccontato ad un altro di pensarla.

    Beh... con le comunicazioni pubbliche mi pare perfino peggio eh: almeno in privato, quando uno non pensa di essere "sotto l'occhio di tutti", c'è la speranza che dica più liberamente come la pensa. Dico la speranza, ovviamente, dato che TUTTE le comunicazioni sono manipolabili per mille ed una ragione... mentre quelle pubbliche in genere, a mio parere, lo sono proprio per principio: come minimo, anche volendo "dire la verità" (cioè riportare oggettivamente un fatto), difficilmente non ci si fa influenzare dal fatto di essere "in pubblico".
    (e parlo ancora del caso migliore)

    > > sbaglia mai", io preferisco sapere, piuttosto che
    > > non sapere e, per il poco che potrò fare,
    > > difenderò chi fornisce questa informazione.
    >
    > Io voglio sapere dati certi.

    Significa che sei in grado di riconoscere un "dato certo"?.. la vedo complicata eh... a mio avviso va già bene se puoi arrivare ad usare meno di un tot% di "confidenza" (nel dato in sè, in chi lo pubblica, nelle fonti, ecc.).

    > Di chiacchiere in rete ne trovi finché vuoi.

    Si chiama anche "information overloading": ti buttano addosso tonnellate e tonnellate di "roba"... e poi sta a te dividere il grano dalla pula, compito sempre più improbo (e mica lo sanno o lo fanno apposta ehOcchiolino).
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  • > Visto che di seguito fai esempi un pò estremi (e
    > son anche d'accordo, se servono a far capire) ne
    > faccio a mia volta: secondo me QUALSIASI notizia
    > può, potenzialmente, "danneggiare qualcuno" e,
    > come dici tu, magari sei in buona fede e non lo
    > sai (o non lo puoi
    > sapere).

    dipende anche da che danni può causare. Ipotizziamo che gli USA avessero deciso di intervenire contro il dittatore X sostenendo Tizio, il capo dell'opposizione. Se X lo scoprisse ci sarebbero alte possibilità che usi i cittadini americani come ostaggi. Purtroppo serve discernimento anche nel decidere cosa pubblicare.

    > Partendo dal dato di fatto (e non puoi dirmi di
    > no) che oggi pubblicano di tutto di più, comprese
    > cose assolutamente false e comprese soprattutto
    > cose MOLTO rielaborate e reinterpretate, per
    > "farle meglio accettare" oppure per "dare un
    > proprio taglio editoriale"... a questo punto, se
    > uno mi pubblica strettamente "quello che ha detto
    > Tizio a Caio", indipendentemente dal contesto, e
    > son anche d'accordo nel non decontestualizzare...
    > però non è che, per non farlo, devo stravolgere
    > la notizia e/o non pubblicare nulla del tutto:
    > lasciamo che poi Tizio e Caio SPIEGHINO il
    > contesto, casomai: PIU' notizie, non meno
    > notizie.
    >

    ci sono rischi anche ad avere troppe notizie.

    > Ritengo che arrivare alla "verità" sia una
    > fatica di Sisifo, ma quando c'è una persona che,
    > cercando di dare degli "scorci di realtà" (quelli
    > che ha in mano), rischia anche personalmente...
    > beh... non mi sento di biasimarla ma, anzi, di
    > aiutarla.
    >
    gli scorci di verità di assange in realtà sono verità intuibili da chi conosce un poco come funziona la politica estera. Coperti da un velo di ipocrisia che serve a far funzionare le relazioni sociali. Tanto per fare un esempio si può intuire benissimo cosa pensino l'uno dell'altro il berlusco e fini. Eppure in parlamento ipocritamente si danno dell'"onorevole presidente della camera", "onorevole presidente del consiglio" invece di insultarsi platealmente. Sapere realmente come l'uno definisce l'altro a cosa serve, a parte imparare qualche nuovo epiteto offensivo ?

    > Ripeto: se fossero "tutte balle" non credo che
    > si sarebbe sollevato un polverone come questo.
    > Assange ha sbirciato nel buco della serratura ed
    > ha visto alcune cose nella stanza, ora sarà
    > interessante invece andare avanti e vedere cosa
    > c'è oltre la
    > porta.
    >
    quello che c'è oltre la porta potrebbe non piacere... dietro una porta chiusa non c'è sempre un tesoro, anzi spesso c'è molto, troppo letame.
    > Cioè no... mettiamola così: se tu avessi la
    > fondata convinzione che, portando questa prova
    > solo ai giudici, verrebbe insabbiata e le cose
    > continuerebbero a procedere come ora (cioè
    > mancanza totale di informazioni e, quindi, di
    > giustizia) non preferiresti una "polizza
    > d'assicurazione" pubblicando a 360 gradi la
    > notizia in modo tale che non sia
    > insabbiabile?

    la domanda da farci però sarebbe: è meglio che rimanga insabbiata, anche andando a discapito delle vittime della strage o rivelarla platealmente rischiando di scatenare una guerra ? Oggi è passato abbastanza tempo da poterlo rivelare, ma al momento la rivelazione di guerra sull'italia poteva portare ad una guerra USA - Libia, e noi in mezzo.
  • Rispetto le tue opinioni ma, sulle informazioni, ho lo stesso atteggiamento che hanno i ricercatori quando scoprono una vulnerabilità in un software: siccome può ben essere che la ditta che l'ha scritto non se ne sia accorta e le ci voglia solo tempo per rimediare con una patch... ma siccome può benissimo essere che lo sapessero eccome e ce l'abbiano lasciata apposta per poterla sfruttare, allora mi sembra sensato comunicare alla ditta la vulnerabilità e, dopo un pò (qualche mese), renderla pubblica: in questo modo dai a loro il tempo di creare e distribuire la fix MA non gli permetti di nascondersi dietro un dito ("non lo sapevamo") e li obblighi a sistemare la cosa.

    Lo stesso dicasi per le informazioni: non sono di quelli a cui piace tenere lo sporco sotto il tappeto, proprio perchè quest'ultimo ha la brutta abitudine, una volta accumulatone troppo, di ribaltarsi e cadere, facendo in genere parecchi più danni che se non si fosse saputo prima.
    Diamo quindi il tempo a chi ci sta lavorando di lavorarci, appunto, ma non permettiamo insabbiamenti.

    E' con la logica dell'insabbiamento che nascono cose come il Watergate (ok, il nome è poi quello di un caso di disclosure, per fortuna), Ustica, e tante altre "belle cosette": fino a che non ci vai di mezzo allora si può pensare che l'insabbiamento sia una "bella cosa che ci salva dalle guerre" (che poi... mi pare che succedano lo stesso, o no?) mentre quando la cosa ti riguarda allora no, allora richiedi "verità e giustizia": non si può vivere sperando che la pallottola, nella sua traiettoria più o meno casuale, becchi sempre gli altri eh.
    883
  • La lascio a chi ne fa il riempitivo della propria vita e non si accorge che sono ben altri i problemi esistenziali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Silvan
    > La capacità di collegare il cervello la lascio a
    > chi ne fa il riempitivo della propria vita ha qualcosa nel cranio oltre la segatura.
    > Chi, come me, non si accorge che sono ben altri i
    > problemi esistenziali in gioco, spegnerà il neurone, convinto di avere capito tutto, quando invece non ci arriva neanche per miracolo.

    Fixed.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Debugger
    > - Scritto da: Silvan
    > > La capacità di collegare il cervello la
    > lascio
    > a
    > > chi ne fa il riempitivo della propria
    > vita
    ha qualcosa nel cranio oltre la
    > segatura.

    > > Chi, come me, non si accorge che sono
    > ben altri
    > i
    > > problemi esistenziali in gioco,
    > spegnerà il neurone, convinto di avere capito
    > tutto, quando invece non ci arriva neanche per
    > miracolo
    .
    >
    > Fixed.

    Magari si potesse patchare cosi' facilmente il cervello di certi nostri connazionali...che l'unico gossip che non considerano gossip e' proprio il gossip...grande fratello...isole di idioti...ecc...tg pilotati politicamente...che forniscono informazioni faziose e spesso fasulle...ecc... poi ovviamente quello che loro percepiscono come bene comune e' l'ostilita' nei confronti degli stranieri...dei propri connazionali che la pensano diversamente da loro...ecc...
    Leggere le faq su wikileaks su Amnesty international e' troppo difficile per loro...meglio striscia la notizia che e' piu' attendibile...
    conoscere "Bianca Jagger"...l'attivista per i diritti umani che ha pagato la cauzione ad Assange...puo' essere considerato gossip...meglio sentir parlare il caro Fede del libro nero del comunismo... Non sia mai poi conoscere la posizione di un repubblicano americano come Ron Paul che ha difeso Assange al congresso degli USA e ha criticato la posizione dei suoi colleghi di partito...anche questo e' Gossip...meglio pensare che chi osa criticare i conservatori sia comunista...e che ci siano inglesi ed americani comunisti...
    non+autenticato
  • ottimo post.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Silvan
    > La lascio a chi ne fa il riempitivo della propria
    > vita e non si accorge che sono ben altri i
    > problemi
    > esistenziali.

    Signora Carla, ha visto? l'inquilino del condominio dirimpetto all'Atlantico porta il cane a cacare sul marciapiede e non pulisce, e ha mitragliato dei giornalisti scambiandoli per dei talebani!
    Oh basta là, non c'è più religione, certo quando c'era Lui queste cose non succedevano neh! e i treni arrivavano in orario, mica come adesso con quel negretto là!
    Funz
    12995
  • Perfetto esempio di benaltrismo.
    non+autenticato
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