Roma - Come se la passa il
discusso cloud computing in quanto ad affidabilità? Non molto bene, apparentemente: Gmail, la terza webmail più popolare della rete, è ancora una volta
Gfail per almeno 150mila dei suoi utenti,
impossibilitati ad accedere alla corrispondenza raccolta nel corso degli anni. Google dice di aver individuato la fonte del problema e di essere al lavoro per metterci una pezza.
Stando a quanto
sostiene BigG, la percentuale degli utenti di Gmail colpiti dalla falla ammonterebbe a "meno dello 0,08%" - una stima molto più ottimistica dello 0,29% (500mila utenti)
inizialmente comunicato da Mountain View.
Indipendentemente dal numero di persone coinvolte, le modalità con cui si presenta il problema sono particolarmente perniciose: le testimonianze degli utenti parlano di difficoltà nell'accesso agli account, e per quelli più "fortunati" Gmail restituirebbe un messaggio di benvenuto
come se il servizio venisse utilizzato per la prima volta. E gli anni di corrispondenza accumulati sulle nuvole del Googleplex? Svaniti letteralmente nel nulla, denunciano gli utenti.
Google
minimizza la questione, dice di aver già risolto il problema "per alcuni individui" e di essere al lavoro "quanto più velocemente è possibile" per portare tutto alla normalità. Augurabilmente, a quel punto la corrispondenza dovrebbe essere di nuovo accessibile nella sua interezza. Cloud computing permettendo.
Alfonso Maruccia