Alfonso Maruccia

Panasonic, il mobile gaming è troppo per Jungle

La console che avrebbe dovuto segnare il ritorno di Panasonic nel mondo dorato dei videogame viene affossata prima ancora del parto. Troppa concorrenza nuoce alle buone intenzioni

Roma - Panasonic Jungle non ce l'ha fatta: la console portatile del colosso nipponico annunciata lo scorso ottobre non esce dalla fase di sviluppo e viene accantonata in maniera forse definitiva. Panasonic cita le mutate condizioni di mercato come principale motivazione alla base del cambio di rotta.

La dichiarazione di Panasonic riferita dall'agenzia Reuters parla in realtà della "sospensione dell'ulteriore sviluppo" della console dedicata ai game online "a causa dei cambiamenti nel mercato e nel nostro indirizzo strategico".

L'avventura di Jungle verrebbe insomma soltanto posticipata in vista di tempi migliori, ma la scarsità di informazioni circa i risultati del testing pubblico avviato a novembre 2010, l'affacciarsi sul mercato di concorrenti tecnologicamente più avanti e la stessa storia passata suggeriscono l'idea che Panasonic abbia abbandonato Jungle a una morte prematura e definitiva.
Il fallimento di Panasonic nel settore dei videogame ha origini lontane, risalendo addirittura ai primi anni novanta quando la partnership con The 3DO Company - realizzatrice della omonima console domestica - si concluse con un fallimento per bancarotta e un insuccesso commerciale clamoroso.

Jungle non avrebbe inoltre potuto fare praticamente nulla per contrastare Nintendo e Sony nelle loro nuova avventura nel gaming portatile, avventura che nel primo caso fa rima con 3DS e la grafica in tre dimensioni mentre nel secondo con NGP/PSP2 e le specifiche tecniche degne di una PlayStation 3.

Alfonso Maruccia
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