Claudio Tamburrino

Google e Microsoft contro i troll per le mappe

GeoTag impugna un brevetto contro una miriade di aziende. Mountain View e Redmond cercano di tagliarli la strada chiedendone la non validitÓ. Al centro, il destino dei rispettivi servizi di mappe

Roma - "Dormirò sonni tranquilli, perché so che il mio peggior nemico veglia su di me" recitava una battuta del Il Buono, il Brutto e il Cattivo: se Google e Microsoft non sono migliori nemici poco ci manca, ma per l'occasione hanno unito le loro forze legali contro il Cattivo della situazione è GeoTag, uno sventurato presunto troll brevettuale che subirà l'offensiva congiunta dei due giganti.

GeoTag è un'azienda con basi in Texas che cerca di far valere con una serie di azioni legali il brevetto numero 5,930,474. Ottenuto nel 1999, rivendica la tecnologia per un "organizzatore Internet per accedere ad informazioni organizzate geograficamente e per argomenti" e GeoTag sembra averlo acquistato per 119 milioni di dollari.

Tra i suoi obiettivi, più di 300, numerosi partner e clienti di Microsoft e Google.
Mountain View e Redmond hanno voluto anticipare l'eventuale denuncia di GeoTag nei confronti dei propri servizi di mappe: secondo le due, per la concessione del brevetto l'USPTO non ha tenuto conto della prior art, lo stato dell'arte. E per questo ne chiedono l'invalidazione.

Claudio Tamburrino
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5 Commenti alla Notizia Google e Microsoft contro i troll per le mappe
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  • Non so se avete aperto il sito di questa Geotag. Due pagine, la home e una "contacts" con un form; la home è la solita marea di inutilità che descrivono "l'azienda", condita con un grosso riquadro che recita "La nostra società è basata sul brevetto 5,930,474". Mi piacerebbe andare a vedere gli uffici, di questa "azienda"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo
    > Non so se avete aperto il sito di questa Geotag.
    > Due pagine, la home e una "contacts" con un form;
    > la home è la solita marea di inutilità che
    > descrivono "l'azienda", condita con un grosso
    > riquadro che recita "La nostra società è basata
    > sul brevetto 5,930,474". Mi piacerebbe andare a
    > vedere gli uffici, di questa
    > "azienda"


    Che siano aziende create con unicamente lo scopo di fare soldi facili in tribunale è sotto gli occhi di tutti.
    Però questi troll non hanno colpe. E' il brevetto che è concettulamente sbagliato.
    L'uomo deve condividere le proprie scoperte, i progressi, la tecnologia come ha sempre fatto. Copiare, imitare, tramandare..son tutte cose che un umano dovrebbe poter fare liberamente in quanto sono la base per l'evoluzione.

    A chi mi chiederà: eh.. ok ma poi come paghi i ricercatori?
    Ammesso che un'economia basata su moneta sia una buona cosa (e non lo è, ma a quanto pare è impossibile resettare questo sistema), e ammesso che un mondo diviso in stati sia buona cosa (e non lo è), dovrebbero essere gli stati stessi a pagare i ricercatori in quanto sono risorse ultra preziose sia per l'evoluzione umana sia per il mercato.

    Poi sappiamo anche che in America (come altrove) basta buttar giù dure righe di numero su una cosa pensata e nemmeno mai realizzata per poterla brevettare.
    Pensiamo ad esempio ad un ipotetico Jules Verne che avesse potuto fare patent trolling unicamente su ideazioni astratte...
    non+autenticato
  • D'accordo al 200%, ormai il problema dei brevetti pazzi è concreto. Questo è -imho- un caso plateale.. un conto è (invento) Sun che fa causa a Google per una certa idea più o meno generica, un altro sono queste società fasulle nate solo per tenere in piedi un brevetto sperando che prima o poi qualcuno incappi

    Ciao
    Teo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo
    > D'accordo al 200%, ormai il problema dei brevetti
    > pazzi è concreto. Questo è -imho- un caso
    > plateale.. un conto è (invento) Sun che fa causa
    > a Google per una certa idea più o meno generica,
    > un altro sono queste società fasulle nate solo
    > per tenere in piedi un brevetto sperando che
    > prima o poi qualcuno
    > incappi
    >
    > Ciao
    > Teo
    Incidentalmente in casi come questi saltano fuori robuste analogie col la legislazione sul copyright... Ovvero : ok nel 1999 brevetti una roba (un idea!), ma se poi entro tot (_POCHI_) anni questo non diventa un prodotto, il brevetto decade e non e' rinnovabile. L'interesse pubblico a proteggerti viene meno, visto che non hai realizzato nulla.
    Sul copyright dovrebbe essere lo stesso... inventi il personaggio XY, lo pubblichi, la testata poi chiude. SE non riparte entro tot (POCHI) anni, quella serie (e dopo poco anche il character) entra nel public domain, perche e' evidente che non hai avuto interesse commerciale a tenerlo attivo/pubblicarlo, quindi giustamente l'interesse pubblico a difendere il tuo lavoro intellettuale deve venir meno in favore della colletivita'.
    non+autenticato
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    non+autenticato