Cristina Sciannamblo

Libia, divieto di accesso alla Rete

Il paese di Gheddafi procede al blocco completo delle connessioni attraverso la dispersione dei dati inviati ai server. Una tecnica nuova rispetto ai casi precedenti, che consente la discrezionalitÓ nella censura

Roma - "╚ come uno scenario post-apocalittico nel quale le strade sono lì, ma non c'è traffico": è senz'altro la metafora più esplicativa per descrivere lo stato di Internet in Libia. Dopo l'iniziale coprifuoco digitale, lo stato nordafricano sta sostanzialmente procedendo all'azzeramento del traffico sulla Rete.

James Cowie, capo tecnologia di Resnays, avverte che l'interruzione delle connessioni nel paese di Gheddafi è ben diverso da ciò che è accaduto in Egitto con la completa messa al bando dei server, un'operazione del tutto lineare. In Libia, invece, le modalità di censura applicate alla Rete sono ben più sofisticate: le linee dei server risultano aperte e libere, ma non c'è alcuna traccia di traffico. Se si volesse inviare un pacchetto di dati dalla Libia agli Stati Uniti, spiega Cowie, succederebbe che le informazioni si perderebbero lungo il percorso causando l'effetto del "black hole route". Risultato: perdita dei dati e impossibilità di comunicare.

In questo modo, gli utenti di YouTube e Twitter incontreranno problemi di connessione e ricezione dati, dal momento che nessuno dei due siti è ospitato in Libia. Ciò che gli operatori stanno cercando di ottenere è il throttling del traffico in Rete causando, di fatto, il blocco delle connessioni.
La situazione più critica sembra verificarsi a Tripoli, i cui due milioni di abitanti sono vicini all'estromissione completa da Internet. I rilevamenti del traffico compiuti da Google hanno registrato un arresto improvviso nei giorni scorsi: secondo un portavoce di Mountain View, il servizio del motore di ricerca in Libia è inaccessibile allo stesso modo di YouTube e Gmail.

"Per un paese delle dimensioni della Libia e improbabile che un singolo evento possa isolare la connessione alla Rete", afferma Craig Labovitz di Arbor Networks. Per la Libia, continua Labovitz, è relativamente facile riprogrammare i server o rendere inoperativa una manciata di data center per tagliare le connessioni.

Che il black out di Internet non sia un evento naturale risulta intuibile se si tiene presente che a capo del maggior ISP del paese c'è Muhammad Gheddafi, il figlio più anziano del colonnello. Tuttavia, se la gran parte della popolazione non può più connettersi, la tecnica usata per chiudere le porte della Rete, simile a un firewall di grosse dimensioni, permette ad alcuni sistemi e utenti (Gheddafi stesso ad esempio) di continuare ad usare Internet.

Cristina Sciannamblo
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49 Commenti alla Notizia Libia, divieto di accesso alla Rete
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  • I Datacenter che stanno dietro ai Seabones...
    Anzi, AL Seabone (Italiano e costruito da Sparkle, si proprio lei, quella che riclicava 5MLDdieuri alla mafia... Ecco come li spendeva.)
    Mi viene da pensare che il modo piu semplice per buttare giù la rete cablata senza danneggiarla sarebbe mettere mano alle liste dei DNS, e fare filtraggio con una certa ottica..
    Esempio: potrebbero presumibilmente avere 2 (o piu) DNSlist collegati al demone DNS, la prima lista, popolata, risolve correttamente gli indirizzi da URL a IP e viene chiamata in causa quando arriva il pacchetto collegato ad un determinato "host", univoco, e collegato ad un indirizzo ip, indipendentemente che sia fisso, o dinamico..
    (es.. "muhammarinopaneevino.cust.libiatelecom.net" aka "80.80.80.80" sulla rete)...

    La seconda invece, viene letta solo quando l'host non rientra in una determinata blacklist...
    Viene utlizzata un DNSlist vuota e viene droppato, tutto il traffico in uscita (porta/protocollo) passante...

    Dall'esterno invece, basta applicare la stessa regola dei DNS vuoti per bloccare l'accesso ai pacchetti del resto del mondo verso host situati fisicamente in Libia....

    Non sò quanto possa costare il "dropping" massiccio dei pacchetti di un intero stato in termini di "hardware", ma obiettivamente questa sembra la soluzione più oculata... e che in realtà è spesso già utilizzata in moltissimi paesi "occidentali"..

    Quello che però non spiego però è....
    I DataCenter "telefonici" come d'altronde gli apparati hardware dedicati sono relativamente facili da bucare fisicamente, ma molto difficili, da un punto di vista di accesso remoto, proprio grazie alla loro estrema flessibilità nel trattamento del traffico dati e all'alta ottimizzazione del codice e debugging sui propri servizi e protocolli esposti all'esterno.. (Es. Per riconfigurare un Cisco di qualunque classe per esempio, basterebbe farlo rebootare con una CF opportunamente preparata.. Ma craccarne la password da remoto ad esempio, è praticamente impossibile..)
    non+autenticato
  • Come da titolo. In Egitto non sobo riusciti a fermare la rete nemmeno spegnendi i rourer. Qui c'e' solo un filtro. La situazione risulta piu' facilmente bypassabile.
    non+autenticato
  • > Qui
    > c'e' solo un filtro. La situazione risulta piu'
    > facilmente
    > bypassabile.

    Forse questa è la cosa più inquietante...a me suona molto "honeypot"...
    non+autenticato
  • Se li aiuti militarmente li avrai contro in futuro perche' diranno che il satana occidentale ha invaso il loro paese.

    Se non li aiuti militarmente li avrai contro in futuro perche' diranno che il satana occidentale li ha fatti morire quando avevano bisogno di aiuto.

    Siamo fottuti in ogni caso.
    non+autenticato
  • I ribelli non vogliono un intervento militare a terra, hanno richiesto espressamente l'istituzione di un No-fly zone, per impedire i bombardamenti, direi che sarebbe un intervento minimo e che non verrebbe percepito come una invasione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bamboccio
    > I ribelli non vogliono un intervento militare a
    > terra, hanno richiesto espressamente
    > l'istituzione di un No-fly zone, per impedire i
    > bombardamenti, direi che sarebbe un intervento
    > minimo e che non verrebbe percepito come una
    > invasione.

    Il No-fly zone richiede in primo intervento pesante contro le basi missilistiche antiaeree. Quindi è un intervento tutt'altro che minimo.
    Inoltre rimane l'incognita delle truppe di terra che sono comunque bene armate rispetto ai ribelli. Quindi occorre anche un intervento di terra.
    E se l'Italia vi partecipa va nella "merda", poichè oltre ad essere "gli infedeli" saremmo anche i traditori degli accordi con Gheddafi.
  • - Scritto da: 333444
    > Se li aiuti militarmente li avrai contro in
    > futuro perche' diranno che il satana occidentale
    > ha invaso il loro
    > paese.
    >
    > Se non li aiuti militarmente li avrai contro in
    > futuro perche' diranno che il satana occidentale
    > li ha fatti morire quando avevano bisogno di
    > aiuto.
    >
    > Siamo fottuti in ogni caso.

    Già ora sia Gheddaffi che i ribelli sparlano degli ex colonizzatori.
    non+autenticato
  • a differenza dei bit, che sono virtuali, i proiettili delle mitragliatrici pesanti sono decisamente reali, e fermare questi sarà più difficile.
    non+autenticato
  • infatti la nato, sta li ad aspettare....cosa...?

    questo si che sarebbe il momento di intervenire, per il bene di tutti, ma soprattutto per loro.
    non+autenticato
  • il punto è che poi a Russia e Cina chi lo va a dire?

    non so se hai letto in giro negli ultimi giorni, ma i russi hanno avuto la faccia tosta di dire che i raid aerei di cui si parla sono una bufala

    è chiaro che Russia e Cina stanno cercando di approfittare dell'occasione, sperando in una vittoria di Gheddafi e nella conseguente cacciata delle sette sorelle a favore di Gazprom, Lukoil e China petroleum
    non+autenticato
  • ditemi pure male ma... non credo che il mondo occidentale debba intervenire.
    il conflitto è lì, la resistenza libica sta combattendo e la storia insegna che i regimi possono cadere, anche se il tributo di sangue è ingente.
    se i libici vogliono liberarsi da un regime durato oltre 40 anni possono farcela, non sono ragazzini senza arte né parte.

    la guerra civile in atto è libica e l'occidente non ha diritto di metterci la bocca, se sceglierà di farlo sarà solo per meri interessi economici e non certo per il benessere del popolo libico.
    non+autenticato
  • ma infatti, ci hanno provato spinti dall'ondata di rivolte propagandate su internet (e probabilmente finanziate dagli americani) e purtroppo hanno fallito(dovevano prendere tripoli in 2-3 giorni invece si e' arrivati ad uno stallo). A questo punto e' normale che il capo dello stato in carica usi l'esercito per riportare la situazione alla normalita', non vedo perche' debbano intervenire altri stati
    non+autenticato
  • anche perche' non sappiamo realmente quanta parte della popolazione sia a favore o contraria quindi intervenendo non si farebbe altro che favorire una nuova dittatura, quella dei rivoltosi, a danno della popolazione fedele a gheddafi
    non+autenticato
  • - Scritto da: yeah right
    > anche perche' non sappiamo realmente quanta parte
    > della popolazione sia a favore o contraria

    Questo é irrilevante. L'Italia che conta, l'Italia economica, l'Italia che lavora, é CONTRARIA.
    Diciamo SI al petrolio, SI al gas, SI alla prosperità e ai posti di lavoro. Quindi SI a Gheddafi e NO alle rivolte.

    Se proprio intervento deve essere, annientiamo i ribelli con il gas.
    non+autenticato
  • E soprattutto diciamo S═ ai maestri di Bunga Bunga!
  • - Scritto da: yeah right
    > anche perche' non sappiamo realmente quanta parte
    > della popolazione sia a favore o contraria quindi
    > intervenendo non si farebbe altro che favorire
    > una nuova dittatura, quella dei rivoltosi, a
    > danno della popolazione fedele a
    > gheddafi

    Ma cosa sappiamo veramente? Dalla Libia arriva poco e le notizie frammentarie che ci giungono sono molte volte contraddittorie, si dice di tutto e il suo contrario. Entrambe le parti usano un linguaggio propagandistico, con le conseguenti esagerazioni e alterazioni dei fatti. Internet bloccata. I giornali, inclusa Al Jazeera, si stanno dimostrando inaffidabili (non che sia una novità), ad un certo punto sembrava che fossero stati i caccia italiani (gli odiati ex colonizzatori) a bombardare, figurati. Chi sono questi rivoltosi armati fino ai denti? Al Quaeda? Egiziani? Gente armata dagli occidentali? Polizia ed esercito disertori? Si legge di tutto, ma di prove nisba. E che ci faceva l'agente del M16 inglese arrestato in Libia? Non sappiamo niente e vogliamo chiedere di intervenire per fare cosa?
    non+autenticato
  • MI6, l'M16 è un fucile mitragliatore.
  • > ma i russi hanno avuto la faccia tosta di dire
    > che i raid aerei di cui si parla sono una
    > bufala
    e se invece fosse vero (quello che dicono i russi)?????

    e se la realta' fosse piu' complessa di quello che dicono ai tg?????
    non+autenticato