Cristina Sciannamblo

Giocare online, questione di account

Un utente Bioware si lamenta per essere stato sospeso dal gioco a causa di comportamenti scorretti tenuti sul forum. Chattare e fraggare, dice, non dovrebbe essere la stessa cosa

Roma- Un'altra bega all'orizzonte per i publisher videoludici? Forse. Sul forum di Bioware è apparso il reclamo di un utente regolarmente registrato, il quale lamenta la sospensione del proprio account di gioco per comportamenti scorretti all'interno del forum.

Il blocco di 72 ore sarebbe scattato dopo che il giocatore avrebbe postato commenti non ammessi sulla chat interna alla community. "Avete venduto la vostra anima al demone EA": una frase considerata offensiva e, dunque, sufficiente per procedere con la punizione da parte dei gestori del sito.

Ciò che vware (il nickname del player) lamenta non è tanto la sospensione della partecipazione al forum che, per certi versi, potrebbe apparire legittima. La questione in ballo, in questo caso, è il sequestro temporaneo anche dell'account di gioco, provvedimento che ha impedito all'utente di divertirsi con Mass Effect 2 e Dragon Age: Origins and Awakening, causando, di conseguenza, una perdita dei diritti acquisiti con l'acquisto dei suddetti titoli videoludici.
L'episodio non resta isolato se si pensa ad alcuni incidenti capitati a migliaia di player sparsi in tutto il mondo. Due le questioni sul tavolo della discussione: i sistemi DRM che continuano ad essere adottati da molti publisher, e la necessità di collegarsi a un server remoto per poter poter giocare.

Come dimostrano le cronache degli ultimi tempi, simili tecnologie, introdotte per arginare la pirateria, hanno spesso limitato o danneggiato i giocatori legittimi.

Cristina Sciannamblo
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