Mauro Vecchio

Copyright, nuovi pareri per AGCOM

Nel pieno della fase di consultazione pubblica sul diritto d'autore online, le osservazioni delle associazioni di consumatori e provider. L'Autorità non avrebbe poteri effettivi, agli utenti verrebbe di fatto negato il giusto contraddittorio

Roma - "Il diritto d'autore dovrebbe essere regolamentato in modo da garantire che nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi, altrimenti da strumento di promozione della creatività e di nuovi contenuti esso diverrà un sistema pervasivo di controllo e censura. Un ostacolo intollerabile all'accesso alla cultura e all'informazione". Così si legge in un recente documento pubblicato online, ancora ai margini della fase di consultazione pubblica avviata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) sulla prossima implementazione di nuove misure a tutela del diritto d'autore nelle reti di comunicazione elettronica.

Un documento contenente allarmati interrogativi e cruciali osservazioni, poste all'Autorità dalle associazioni dei consumatori Audiconsum e Altroconsumo oltre che dai rappresentanti di Agorà Digitale - associazione composta da parlamentari ed esperti di diritto - e delle associazioni di categoria Assonet e Assoprovider.

Le varie associazioni - supportate dallo studio legale Sarzana e Associati - hanno dunque analizzato nel dettaglio la delibera di Agcom 668/10/CONS, che dovrebbe implementare al più presto nuove misure di enforcement nella tutela del copyright dalle violazioni a mezzo Internet. Un'analisi partita dal paragrafo 3.5 dell'allegato B alla stessa delibera.
"Provvedimenti a tutela del diritto d'autore". Quelli che dovrebbero prevedere la rimozione mirata di un determinato contenuto o l'inibizione di un intero dominio web. Questo meccanismo di inibizione "appare travalicare gli ambiti di competenza della stessa Autorità in relazione alle prerogative della magistratura ordinaria, ponendo in luce anche un possibile conflitto di attribuzioni tra Poteri dello Stato".

Sull'effettivo potere provvedimentale di Agcom si era espresso anche il NEXA Center for Internet & Society, precedentemente intervenuto con un altro documento a margine della consultazione pubblica. Questi ipotizzati ordini di rimozione andrebbero ad incidere su situazioni individuali tutelate a livello costituzionale (articoli 2, 21 e 41).

Come ora sottolineato dalle varie associazioni: "Le condotte sanzionate con il procedimento delineato dal paragrafo 3.5 della delibera, ovvero l'immissione in Rete di file protetti dal diritto d'autore, sono già previste dalla legge come reato, si tratta infatti delle fattispecie introdotte all'interno della legge sul diritto d'autore dalla legge 43/2005, altrimenti nota come Decreto Urbani".

La situazione sarebbe a questo punto paradossale: il famigerato Decreto Urbani rappresenterebbe per gli uploader la sola garanzia di un adeguato procedimento penale (multe previste fino a 2mila euro). L'Autorità vorrebbe ora aggiungere una serie di provvedimenti paralleli, senza avere un'effettiva autorizzazione ad accertare il fatto-reato.

Agcom andrebbe dunque molto oltre le presunte "competenze di vigilanza", trasformandosi nel motore di un "procedimento giudiziale parallelo che si svolge senza alcuna garanzia procedimentale". Si rischierebbe così di "violare palesemente i diritti di difesa del cittadino e gli stessi principi di separazione dei poteri che sono alla base del nostro stato di diritto".

Un'ulteriore osservazione è stata fatta relativamente ai tempi previsti per il cosiddetto contraddittorio, a disposizione degli utenti per presentare un eventuale ricorso contro una determinata richiesta di rimozione. Il "fornitore del servizio di media audiovisivo o il gestore del sito" dovrebbe in sostanza rimuovere il contenuto entro 48 ore dalla richiesta.

Ma c'è un dettaglio significativo. Questo stesso fornitore o gestore non è di fatto obbligato a contattare il soggetto che ha caricato un contenuto. Secondo le varie associazioni, i singoli provider si guarderanno bene dal comunicare la contestazione all'utente, praticamente impossibilitato a far valere i propri diritti entro i 5 giorni previsti per il contraddittorio.

Anche qui un riferimento esplicito è stato fatto al regime statunitense del notice and takedown, che prevede attualmente un periodo di due settimane a disposizione dei vari uploader. Le misure così pensate da Agcom risulterebbero in violazione dei diritti costituzionali dei consumatori nonché delle direttive in ambito comunitario.

Mauro Vecchio
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9 Commenti alla Notizia Copyright, nuovi pareri per AGCOM
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  • Parto da una premessa. Un diritto per essere reale deve avere la possibilità di essere tutelato. Altrimenti il diritto è di fatto vanificato.
    Allora, io non so se questa delibera nel merito possa essere o meno costituzionale, può anche essere, mi sta bene che magari richieda una legge. Il contenuto però "di fatto" è condivisibile, nel senso che è "logico" che sia fornita una "procedura amministrativa rapida" ai titolari di un diritto di copyright per ottenere la "rapida rimozione del prodotto violato", diversamente (cioè il ricorso ad un giudice) campa cavallo! e quindi il diritto non verrebbe ad avere la giusta tutela
    (che poi il diritto d'autore sia esageratamente lungo è un altro discorso, beh, gli USA di Obama vogliono allungarlo...
    http://punto-informatico.it/3085900/PI/News/usa-ch...)

    Riguardo l'uso improprio, ma vi pare che per es. la Sony andrebbe a richiedere la rimozione di un brano su cui non ha diritti? Perché dico: quella prevista è una procedura rapida - per carità, migliorabile eh - di rimozione, ma nulla impedisce al "rimosso" di percorrere la strada della giustizia ordinaria quando ritenesse infondata la rimozione, ottenendo il risarcimento dei danni. Con i tempi di quella giustizia che si vorrebbe applicare agli altri, ovviamente... Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy

    > Riguardo l'uso improprio, ma vi pare che per es.
    > la Sony andrebbe a richiedere la rimozione di un
    > brano su cui non ha diritti? Perché dico: quella
    > prevista è una procedura rapida - per carità,
    > migliorabile eh - di rimozione, ma nulla
    > impedisce al "rimosso" di percorrere la strada
    > della giustizia ordinaria quando ritenesse
    > infondata la rimozione, ottenendo il risarcimento
    > dei danni. Con i tempi di quella giustizia che si
    > vorrebbe applicare agli altri, ovviamente...
    > Sorride

    Il punto e' diverso.
    Come posso io, dopo che ho caricato in forma anonima un contenuto, che qualcuno, ritenendo di avere dei diritti, fa oscurare, venire a sapere chi e' quel qualcuno?

    Esempio: io carico un video su YT, dopo due giorno il video sparisce.
    Come faccio a sapere chi e' stato a richiederne la cancellazione?

    Dovrei espormi per domandare, sapendo che dall'altra parte ci sono dei pazzi che intendono perseguire la gente solo perche' ha visto il video dove viene craccata la play?
  • - Scritto da: panda rossa

    > Il punto e' diverso.
    > Come posso io, dopo che ho caricato in forma
    > anonima un contenuto, che qualcuno, ritenendo di
    > avere dei diritti, fa oscurare, venire a sapere
    > chi e' quel qualcuno?

    Non ho spulciato la legge, dunque sul punto non sono informato.
    Mi pare strano che non sia prevista la possibilità di sapere chi ha chiesto la rimozione (semmai mi sembra si stia parlando di "tempi stretti"), se così fosse è ovvio che andrebbero fatte modifiche,
    come esiste il diritto di chi "ha il diritto" di avere la rimozione,
    esiste il diritto di chi ha subito la rimozione di difendersi da "rimozioni illecite" o anche semplicemente errate.

    > Dovrei espormi per domandare, sapendo che
    > dall'altra parte ci sono dei pazzi che intendono
    > perseguire la gente solo perche' ha visto il
    > video dove viene craccata la play?

    Ti esporrai se sei nel giusto.. difficile che possano perseguirti solo perché hai visto quel video, non credo ci sia alcuna legge che possa permetterlo (ma non escludo che possa esserci in futuro, o altrove, ad es. negli USA se non sbaglio hanno vietato la divulgazione di certi tipi di informazioni)
    come invece, per dire, diversamente ESISTE una legge che ti persegue se hai dei video pedofili sull'HD, e penso spetti a te dimostrare che sono lì a tua insaputa.
    Insomma, se la cosa non configura un reato, puoi anche esporti. Se invece è un reato, non vedo cosa ci sia da contestare sulla rimozione.

    Poi, se vogliamo dire del fatto che la durata del copyright è ASSURDA, sono perfettamente d'accordo. Pare però che questa cosa non riesca ad attecchire tra i politici, eppure saremmo di sicuro la maggioranza.. i lobbisti sono molto bravi, e noi molto asini, evidentemente.. Triste
    non+autenticato
  • Di nuovo, vogliono scavalcare polizia e tribunali e arrogarsi il diritto di indagare, giudicare e condannare in base ai propri interessi, usando leggi ad hoc fatte da governi collusi.
    Vanno fermati con ogni mezzo.
    Funz
    12995
  • "Con il recente Decreto Romani, inoltre, si concede all’AGCOM un potere immenso, ovvero la possibilità di monitorare, filtrare, censurare ed anche scollegare chiunque violi in qualche modo il diritto d’autore".

    Ma vah! Avrei detto che
    chiunque violi in qualche modo il diritto d’autore
    avrebbe ricevuto punti acquisto..

    La questione è più complicata di come l'ho messa io in battuta, però la cosa "buffa" è che nella sostanza non si vorrebbe che vengano tutelati i diritti. Quelli degli altri, ovviamente...
    ps - ovviamente sono cose diverse la richiesta di rimozione di un singolo video rispetto alla totale chiusura di un sito web, o di un accesso personale. Tuttavia è chiaro che la chiusura di un sito o la censura su un dominio richiederanno delle violazioni GROSSEEEEE e RIPETUTEEEE del copyright.. insomma, un sito che propone 10.000 MP3 illegali da scaricare, ovviamente andrà incontro alla censura (almeno a quella tecnicamente possibile). Quello che ha messo dentro un video di Zelig, lo faranno rimuovere e finisce lì.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    > Tuttavia è chiaro che la chiusura di
    > un sito o la censura su un dominio richiederanno
    > delle violazioni GROSSEEEEE e RIPETUTEEEE del
    > copyright.. insomma, un sito che propone 10.000
    > MP3 illegali da scaricare, ovviamente andrà
    > incontro alla censura (almeno a quella
    > tecnicamente possibile). Quello che ha messo
    > dentro un video di Zelig, lo faranno rimuovere e
    > finisce
    > lì.

    E quello che invece mettera' in rete il video del bunga bunga?
    Non infrange nessun copyright, ma vogliamo scommettere che censureranno comunque?
  • Com'e' impostato attualmente E' CERTAMENTE un ostacolo intollerabile. Tra l'altro ,specie in italia, e' la risultanza di una pletora di norme incoerenti, di beghe burocratiche oscure e di magnamagna (siae docet).
    Eppure sarebbe (relativamente) facile sistemare il grosso del disastro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > Com'e' impostato attualmente E' CERTAMENTE un
    > ostacolo intollerabile. Tra l'altro ,specie in
    > italia, e' la risultanza di una pletora di norme
    > incoerenti, di beghe burocratiche oscure e di
    > magnamagna (siae docet).

    E' una legge scritta in epoca fascista, in piena guerra, e senza che mai il duce l'abbia avuta nei suoi programmi.
    Esattamente come le leggi razziali dello stesso periodo.

    Non si capisce perche' le leggi razziali siano state prontamente abrogate, mentre questo cappio al collo del diritto d'autore sia rimasto e ne dobbiamo tutti quanti scontare le conseguenze ad ormai piu' di 70 anni dalla morte dell'autore.