Claudio Tamburrino

USA, accesso federale ai cinguettii di Wikileaks

Twitter dovrà mettere a disposizione delle autorità gli account collegati con il sito delle soffiate. Le organizzazioni a tutela dei diritti digitali rumoreggiano

Roma - Il giudice federale della Virginia ha concesso agli ispettori federali l'accesso agli account Twitter collegati con Wikileaks: il Governo potrà dunque mettere le mani sulle informazioni circa le email e gli indirizzi IP ad essi associati.

Il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva fatto richiesta a Twitter a dicembre e il caso era arrivato a gennaio in tribunale. Le stesse policy interne al social network ora lo obbligano a soddisfare le richieste del governo statunitense, dal momento che c'è una specifica ordinanza da parte di un giudice. Tuttavia Twitter stessa, ancor prima di Wikileaks, aveva chiesto al giudice il permesso di non divulgare tali informazioni. Ed è stato sempre il servizio di microblogging a chiedere che la sentenza fosse resa pubblica.

Con una sentenza di 20 pagine il giudice Theresa Buchanan ha respinto le istanze della difesa, avvocati in rappresentanza dei detentori degli account e le organizzazioni per la tutela dei diritti civili online Electronic Frontier Foundation (EFF) e American Civil Liberties Union ACLU che avevano fatto appello al Primo e il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che tutelano il diritto alla privacy.
Tuttavia, secondo il giudice questa argomentazione non può essere invocata in quanto sono stati gli stessi gestori dell'account a rendere pubbliche le comunicazioni cinguettate, mentre "non vi sono interessi di privacy che coprano l'indirizzo IP secondo il Quarto Emendamento", che è quello che tutela da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli.

Prosegue dunque il tentativo delle autorità statunitensi di incriminare i responsabili di Wikileaks, Julian Assange in primis, per violazione dell'Espionage Act. Ora hanno una nuova risorsa in cui attingere eventuali prove di reato. In particolare le autorità cercano numeri telefonici e informazioni relative a carte di credito, poi indirizzi di posta elettronica, indirizzi IP e ad ogni eventuale trasferimento di file che possa far luce sulla vicenda. L'ordine emesso dal giudice è infatti il 2703(d) ed è quello che, in base a prove "specifiche e chiare", permette alla polizia di ottenere ampie informazioni collegate ad un account, dal tempo di utilizzo all'indirizzo IP da cui è stato utilizzato, fino alla corrispondenza (come possono essere considerati i messaggi diretti inviati attraverso Twitter).

Il caso ha respiro internazionale: tra gli account oggetto delle indagini quello di un uomo di Seattle, Jacob Appelbaum, dell'hacker olandese Rop Gonggrijp e soprattutto del membro del parlamento islandese Birgitta Jónsdóttir. Interessate della disposizione, inoltre le registrazioni relative ai contatti tra Assange e Bradley Manning, la gola profonda che ha dato via alla divulgazione dei documenti segreti relativi alla guerra in Afghanistan e Iraq.

Sul caso Manning, peraltro, in queste ore il portavoce del Dipartimento di Stato Philip Crowley ha dato le dimissioni dopo aver riferito che è stato "ridicolo, stupido e controproducente" il trattamento riservato al giovane soldato".

A favore del parlamentare islandese si è schierata anche l'Unione Inter-Parlamentare internazionale che ha fatto appello ai diritti di libertà di espressione e di privacy e alla tutele del suo ruolo di rappresentate del popolo islandese.

EFF e le altre organizzazioni hanno già annunciato di voler ricorrere in appello. Aden Fine, avvocato di ACLU, ha detto che "il Governo ha chiesto informazioni circa ogni possibile utilizzo di Twitter del nostro cliente indipendentemente dal fatto se sia o meno legata all'indagine governativa e non crediamo che sia permesso dal Primo Emendamento". In questo modo, inoltre, sottolinea Cindy Cohn di EFF, si dà al Governo la possibilità di avere segretamente accesso alla vita online dei cittadini indipendentemente dall'accusa mossa e semplicemente facendone richiesta al social network coinvolto.

Claudio Tamburrino
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16 Commenti alla Notizia USA, accesso federale ai cinguettii di Wikileaks
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  • Il caso di Bradley Manning ha assunto una portata internazionale. In America si svolgono manifestazioni di protesta. In determinati ambienti sono in corso spostamenti di personale.

    Manning e’ in carcere sotto l’accusa di aiuto al nemico. Una imputazione che negli Usa comporta la pena di morte.

    Manning e’ accusato di aver collaborato con WikiLeaks trasmettendo informazioni riservate da lui scaricate da siti ufficiali.

    La sua detenzione e’ oltremodo dura. In una cella di sei metri quadrati egli puo’ muoversi sempre ammanettato mani e piedi.

    Gli incontri con l’avvocato sono soncessi molto di rado. Il processo dovrebbe tenersi nel maggio di quest’anno ma secondo l’esperto Serghej Sokolov, la sentenza e’ scontata:

    Decisioni di tale genere non vengono prese nell’ambito della Costituzione. Non decide ne’ il Tribunale e nemmeno il Pentagono. Si tratta del frutto di accordi difficili da prevedere. E’ probabile che venga condannato all’ergastolo.

    Secondo la Procura militare, i reati a lui imputati sarebebro dimostrati. Ma gli specialisti si chiedono come sia mai potuto accadere che un militare semplice abbia avuto un accesso illimitato a documenti segreti.

    Aggiunge Serghej Sokolov:

    Penso che quanto appare su WikiLeaks o altri siti sia il segno che c’e’ una lotta in corso fra vari gruppi di influenza in America.

    In una situazione di forte imbarazzo si trova il dipartimento di stato. Giovedi’ scorso l’ex portavoce del dipartimento di stato Philip Crowly ha definito l’azione del ministero della difesa come assurda, stupida e controproduttiva. Dopo di che egli e’ diventato un ex.

    Copyright. In caso di uso totale o parziale dei materiali obbligatorio citare “La Voce della Russia”

    http://italian.ruvr.ru/2011/03/15/47459788.html
  • Basta con queste cretinate dei wikileaks, twitterate "anonime", post velenosi nascosti dietro nick "anonimi".

    Se qualcuno ha qualcosa da dire corredato con prove fatti e documenti, ben venga: lo dica apertamente con la sua identità.
    E ne PAGHI le conseguenze.
    Troppo facile tirare il sasso e nascondere la mano, eh?

    Se non ci sono prove fatti e documenti, un post è come nella vita reale: diffamazione, quindi IN GALERA SENZA PASSARE DAL VIA!!!!!

    Magari il soldato Manning ha pensato di fare qualche cosa di giusto secondo la sua coscienza.
    No problem, ma che PAGHI con una bella condanna a morte il suo tradimento: è un militare!!!!!!
    Ovviamente dispiace per la persona, ma era un militare e sapeva a che cosa andava incontro.
    un po' di ordine non guasterebbe, in questo mondo eh?
    non+autenticato
  • Ottimo ti rendi conto che hai detto una marea di fregnacce......tutti sereni con le prove alla luce del sole cosi' prendiamo tutti dei nobel!!
    non+autenticato
  • Se fossi in te farei un bel controllo dei valori epatici. Da un'analisi del testo che hai così simpaticamente digitato si evince che devi avere le transaminasi tra 250 e 400 U/l.
    non+autenticato
  • Ma quanti esimi dottori ci sono in questo sito. Appena uno esprime un'opinione diversa gli telemisurano subito le transaminasi e danno immediato referto. Cercate invece di misurarvi il tasso alcolico. Acc.. forse ho troppo offeso e mi censureranno, si ma tanto ci sono abituato.
    non+autenticato
  • Perché mai ti dovrebbero censurare, mica hai offeso.
    Io dico solo che Ottimo ha mal di fegato e che la libertà di "leak", a mio modo di vedere, vale molto di più della sua vita, della tua e di chi vuole limitare tutte le libertà digitali con la scusa del pedoterromulosatanismo.
    Non ti piace? Fa niente: è un'opinione, magari non la condividi ma prendine atto e vatti a bere una bevanda analcolica.
    non+autenticato
  • Non farei tanta distinzione tra libertà digitali e non digitali.

    La possibilità di informare la gente per un giornalista dovrebbe essere tutelata al di la del mezzo che usa ed è sacra (così come la responsabilità non dimentichiamoci che non esistono solo le libertà ci mancherebbe sia sul web che non.)
    Molti stati voglio assogettare la gente ad una visione unica capitalisma e non libera.
    Non sono un fan assange al 100% quello che ha fatto wikileak alla fine concretamente più di quello che ha scoperto è il gesto simbolico di ribellione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ottimo

    > Se qualcuno ha qualcosa da dire corredato con
    > prove fatti e documenti, ben venga: lo dica
    > apertamente con la sua identità.
    >
    > E ne PAGHI le conseguenze.
    > Troppo facile tirare il sasso e nascondere la
    > mano,
    > eh?

    il fatto che un attimo prima parli di voler conoscere l'identità di qualcuno e subito dopo tiri in ballo il "pagarne le conseguenze", dimostra chiaramente qual è l'intento.

    alla fine si vuol sapere l'identità di qualcuno solo per poterlo punire, eh?
    troppo facile così... paura degli "anonimi", forse?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ottimo

    Tu non sai cos'è il giornalismo, e perché ci deve essere la riservatezza delle fonti.
    Quello che vuoi tu è l'informazione asservita al potere, qualcosa di inconciliabile con uno Stato di diritto.
    Funz
    13000
  • D'accordissimo.

    E vero che le accuse personali si fanno o andrebbero fatte alla luce del giorno ma in casi come questi dove il diretto interessato non c'entra ma fornisce solo delle notizie ai giornalisti è giusto che la sua sicurezza sia tutelata e un bravo giornalista lo sa.

    Poi sta al giornalista scrivere gli articoli (con sua responsabilità come ogni giornalista sa) con quelle notizie che andranno verificate, confermate o smentite.
    non+autenticato
  • non è poi tanto diverso dai cosidetti paesi canaia, visti i modi di agire.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > non è poi tanto diverso dai cosidetti paesi
    > canaia, visti i modi di
    > agire.

    «In questo modo, inoltre, sottolinea Cindy Cohn di EFF, si dà al Governo la possibilità di avere segretamente accesso alla vita online dei cittadini indipendentemente dall'accusa mossa e semplicemente facendone richiesta al social network coinvolto.»

    e questa di EFF dove crede di essere? Secondo me si è vista troppi telefilm, benvenuta nella realtà. Poi che differenza c'è tra i metodi dei paesi poco democratici o delle dittature nell'avere i dati dei cittadini e quelli degli USA? (domanda retorica)
  • - Scritto da: Sgabbio
    > non è poi tanto diverso dai cosidetti paesi
    > canaia, visti i modi di
    > agire.

    E'chiara da dopo 11 settembre la deriva che stanno prendendo gli USA che è quella di perseguire chiunque ritengano un potenziale pericolo per la loro politica internazionale, per cui trovo stupido usare servizi che hanno sede negli States e poi lamentarsi di queste cose, gli USA hanno da sempre messo i loro interessi prima di qualsiasi cosa e questo dal'idea di dove ci possa portare il Cloud che le società americane google in testa tanto spingono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lux

    > E'chiara da dopo 11 settembre la deriva che
    > stanno prendendo gli USA che è quella di
    > perseguire chiunque ritengano un potenziale
    > pericolo per la loro politica internazionale, per
    > cui trovo stupido usare servizi che hanno sede
    > negli States e poi lamentarsi di queste cose, gli
    > USA hanno da sempre messo i loro interessi prima
    > di qualsiasi cosa e questo dal'idea di dove ci
    > possa portare il Cloud che le società americane
    > google in testa tanto
    > spingono.

    Si, si, penso anch'io. Vedi i vari rapimenti e torture nel mondo, Abu Omar in Italia con la protezione del governo italiano, spalla del governo americano.
  • - Scritto da: Sandro kensan

    > Si, si, penso anch'io. Vedi i vari rapimenti e
    > torture nel mondo, Abu Omar in Italia con la
    > protezione del governo italiano, spalla del
    > governo americano.

    Sul caso Omar non sono del tutto d'accordo con te, quella è una vicenda leggermente diversa da come l'hai presentata, in quel caso il governo italiano centrava poco dato che il supporto agli americani venne dato da funzionari deviati del SISMI, solo in seguito il Governo italiano entrò in causa cercando di ostacolare la procura di Milano ma questa fu più una scelta fatta per cercare di salvare la faccia nei confronti degli Americani, e fu portata avanti al momento della richiesta di estradizione nei confronti dei funzionari Americani da parte della procura milanese sia dal Ministro della giustizia in carica (Castelli) sia dal suo successore del governo di sinistra (Mastella), quindi scelta completamente identica da parte di entrambi gli schieramenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lux

    > Sul caso Omar non sono del tutto d'accordo con
    > te, quella è una vicenda leggermente diversa da
    > come l'hai presentata, in quel caso il governo
    > italiano centrava poco dato che il supporto agli
    > americani venne dato da funzionari deviati del
    > SISMI, solo in seguito il Governo italiano entrò
    > in causa cercando di ostacolare la procura di
    > Milano ma questa fu più una scelta fatta per
    > cercare di salvare la faccia nei confronti degli
    > Americani, e fu portata avanti al momento della
    > richiesta di estradizione nei confronti dei
    > funzionari Americani da parte della procura
    > milanese sia dal Ministro della giustizia in
    > carica (Castelli) sia dal suo successore del
    > governo di sinistra (Mastella), quindi scelta
    > completamente identica da parte di entrambi gli
    > schieramenti.

    Mi pare che tu faccia un po' di supposizioni ma la concretezza della realtà è il rapimento di Abu Omar con la complicità dei servizi segreti italiani e con l'appoggio del governo italiano. I vari distinguo presunti per me non valgono nulla, per me l'unica vittima è Abu Omar, il colpevole è il governo USA mentre i complici sono il governo italiano e i suoi servizi segreti.