Alfonso Maruccia

Opera, Dragonfly vola in beta

Il toolset di debugging della software house norvegese raggiunge un nuovo stadio di sviluppo. Aprendo le proprie ali agli sviluppatori web e offrendo loro nuovi strumenti di lavoro

Roma - Dopo aver completato il passaggio di consegne dai propri server a un'infrastruttura completamente esterna, Opera continua ora lo sviluppo della suite di debugging web con la distribuzione della versione beta ufficiale di Dragonfly 1.0. La casa norvegese promette nuove "facilitazioni" per gli sviluppatori web, nuovi strumenti per il debug del codice e la possibilità di agire su piattaforme diverse dal PC tradizionale.

La versione beta di Opera Dragonfly 1.0 comprende tutta una serie di migliorie tese a "rendere la vita degli sviluppatori di fronte allo schermo un po' più facile", vale a dire un debugger per codice JavaScript con nuovi tipi di breakpoint, strumenti di analisi degli elementi JS, DOM e CSS, sistema di monitoraggio del traffico di rete e degli spazi di storage propri delle nuove specifiche dello standard HTML.

Integrato nativamente nel browser Opera - di cui la software house nordeuropea ha presentato la nuova versione beta 11.10, in concomitanza con la pubblicazione del toolset di debug - Dragonfly è pensato per verificare prestazioni e correttezza del codice dei siti web in maniera non dissimile da quanto permette di fare Firebug di Mozilla.
Dragonfly funziona su tutti i browser basati sull'engine Presto di Opera, il che vuol dire avere la possibilità di usare il toolset anche sui browser Opera Mini e Opera Mobile per smartphone e dispositivi MID.

Alfonso Maruccia
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