Cristina Sciannamblo

Ubisoft e la nemesi pirata

Il publisher videoludico autorizza al download della colonna sonora di Assassin's Creed: Brotherhood tutti gli utenti che hanno prenotato il gioco. Ma uno di questi denuncia: gli mp3 sarebbero pirata

Roma - Chi è senza peccato scagli la prima pietra: una morale adatta per descrivere l'ultimo presunto caso di pirateria, che, questa volta, vede un publisher sul banco degli imputati. Sembra, infatti, che Ubisoft abbia lanciato la versione deluxe di Assassin's Creed: Brotherhood contenente una versione mp3 piratata della colonna sonora.

Resi disponibili online, i contenuti extra possono essere scaricati da tutti coloro che hanno prenotato il gioco. E, da un'analisi dei metadati degli mp3 della colonna sonora, pare sia stato scoperto il trucchetto: i file sembrano essere stati ricodificati da una versione piratata della colonna sonora disponibile in formato FLAC.

La conclusione più naturale, per qualcuno, è che Ubisoft abbia scaricato le tracce musicali da un network di file sharing per poi comporre la colonna sonora di Assassin's Creed: Brotherhood. Un'operazione alquanto bizzarra se si pensa che il publisher ab disponibili all'uso file sonori di alta qualità.
L'ironia per quanto accaduto non manca: Ubisoft, nota per l'utilizzo di un problematico sistema DRM per arginare i pirati, è ora essa stessa accusata di pirateria?

Il publisher non commenta e informa di aver intrapreso un'indagine per scoprire se si sia trattato di un incidente o di un'azione intenzionale.

Cristina Sciannamblo
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