Mauro Vecchio

Privacy, la carta dei diritti made in USA

Pressioni da parte dell'Amministrazione Obama: i netizen a stelle e strisce dovrebbero essere tutelati dalla raccolta su vasta scala di dati personali. L'autoregolamentazione avrebbe ormai fallito

Roma - Una carta dei diritti per milioni di netizen a stelle e strisce, che protegga le rotte di navigazione online da pericolosi predoni di dati personali. Questa la proposta dell'Amministrazione Obama, per evitare che giganti dell'IT come Google e Facebook procedano indisturbati con un vero e proprio rastrellamento di informazioni sul web.

A lanciare l'allarme è stato Lawrence Strickling, attualmente a capo della divisione telecomunicazioni del Dipartimento del Commercio a Washington D.C. Agli utenti statunitensi dovrebbero essere fornite tutele adeguate, che proteggano quest'ultimi dalla raccolta su vasta scala di dati personali. Una pratica divenuta ormai cruciale per vari protagonisti dell'economia di Internet.

"Queste attività garantiscono all'economia online maggiore efficienza - ha spiegato Strickling - e aiutano le varie aziende ad essere reattive davanti ai bisogni dei propri clienti. Ma queste stesse attività preoccupano sempre di più gli utenti, che non si sentono sicuri sulle varie modalità di raccolta, archiviazione e sfruttamento di attività e transazioni".
Una carta dei diritti dovrebbe dunque risolvere problemi come quelli legati al cosiddetto behavioral advertising, frutto di una precisa strategia legislativa intrapresa dal governo statunitense. Come sottolineato dal senatore democratico Jay Rockefeller, l'autoregolamentazione da parte delle stesse aziende del web rappresenterebbe un esperimento ormai fallito.

A muoversi in questa direzione era stato anche il Do-Not-Track-Me-Online Act, che vorrebbe affidare alla Federal Trade Commission (FTC) il compito di diramare entro 18 mesi una serie di regole chiare da imporre a social network come Facebook. Gli utenti a stelle e strisce dovrebbero cioè avere facoltà di scelta, soprattutto se contrari allo sfruttamento di cookie e affini per gli scopi del marketing.

Mauro Vecchio
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