Claudio Tamburrino

Gioventų ribelle, dubbi sul videogame per i 150 anni

Bagarre online per il videogioco risorgimentale presentato dal Ministero della Gioventų con intenti culturali. Critiche mosse alla grafica, all'esperienza di gioco. Ma č solo un progetto amatoriale, precisano gli ideatori

Roma - La festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia ha avuto anche un aspetto videoludico con coda polemica: in occasione delle feste del 17 marzo ha esordito online il primo livello del videogioco "Gioventù Ribelle", pensato e voluto dalle istituzioni italiane per promuovere la conoscenza del risorgimento tra i più giovani.



Il videogame risorgimentale è disponibile sul sito gioventuribelle.it e si può scaricare gratuitamente e giocare, sempre se si ha a disposizione un PC con 4 giga di ram e scheda grafica g-force GTX 560 o superiore.
L'iniziativa, sostenuta per commemorare il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e da AIOMI, Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive, è realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, in collaborazione con Assoknowledge Produttori Italiani di Videogiochi, Alberghi per la Gioventù e il coinvolgimento di sponsor tecnici come Ferrovie dello Stato, Cinecittà Studio Luce e Rai Trade.

Si tratta di uno sparatutto in prima persona, in cui si interpreta un Ufficiale del Corpo d'Armata dei Bersaglieri dotato delle armi d'ordinanza (revolver e fucile a ripetizione Chassepot) che deve raggiungere il cuore della Roma papalina per consegnare a Pio IX un ultimatum di resa. "Tutti gli ambienti - si legge nella descrizione - le vicende e i personaggi sono ricostruiti fedelmente su documenti e foto originali dell'epoca".

La prospettiva è anche quella di un possibile futuro sviluppo commerciale: "Con i dovuti finanziamenti da parte di publisher e altri investitori, sarebbe possibile trasformare una dimostrazione non commerciale e puramente didattica come Gioventù Ribelle in un prodotto competitivo, ma allo stesso tempo culturalmente valido e storicamente accurato".

La realizzazione è stata affidata a Assoknowledege Produttori Italiani di Videogiochi, ma nonostante tutti i nomi a cui è associato il videogioco e l'ambizioso obiettivo annunciato, fa mostra (nella pagina del download) un avvertimento che deve mettere l'utente subito sulla giusta strada: "Non è un videogioco commerciale realizzato secondo gli standard e con le risorse internazionali, ma è solo una demo culturale, realizzata senza alcun finanziamento, coinvolgendo studenti non professionisti". Alla fine si tratta, insomma, del (meritorio) prodotto del lavoro degli studenti del Corso Triennale di Virtual Design dell'Istituto Europeo di Design, seguiti e aiutati dal coordinatore Roaul Carbone, già Presidente del gruppo dei Produttori italiani di videogiochi.

"Č un grande onore e un'immensa gioia per noi aver raggiunto questo importante primato: dopo aver portato il videogioco a Palazzo Chigi il 22 gennaio 2009 e dopo aver costituito l'unica rappresentanza industriale in Confindustria SIT, siamo ora riusciti a introdurre il Videogioco nelle sale del Museo Centrale del Risorgimento Italiano - ha commentato Raoul Carbone, Presidente dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge e Vice Presidente di AIOMI - Il Videogioco è un mezzo di espressione artistica del pensiero nonché un prodotto industriale d'eccellenza, ed è importante riaffermare questo messaggio al fianco delle massime Autorità dello Stato".

Sull'altare dell'intento storico e del progetto didattico, tuttavia, come si nota facilmente dal trailer ma anche dai primi commenti e dai video circolati, è stato sacrificato l'appeal della grafica e forse anche dell'esperienza di gioco, nonostante l'utilizzo di un motore grafico come Unreal 3 che è alla base di alcuni dei più affascinanti titoli commerciali in circolazione.

Raoul Carbone si è sentito costretto a intervenire per rispondere alle critiche della comunità dei videogiocatori,che non hanno affatto ben accolto la demo: ribadendo la natura amatoriale del prodotto, realizzato "senza alcun finanziamento, né pubblico né privato. Gioventù Ribelle è stato realizzato per intero e in pochi mesi dagli studenti del Corso di CG Animation".



Nello specifico, si legge in un post nel forum di multiplayer.it, si tratta della tesi di laurea di 8 ragazzi. Per questo Carbone ha lanciato una sorta di appello con cui ha invitato chi lo desidera a contribuire con il proprio tempo volontario a quello che rappresenta "un prodotto aperto che può essere migliorato e arricchito da chiunque abbia il tempo e la voglia di farlo".

Ciò non è tuttavia bastato a placare le perplessità dei videogiocatori italiani, che nei mesi precedenti avevano letto annunci altisonanti sul titolo (si era parlato sui media generalisti addirittura di "un'opera realizzata dai migliori game designer italiani") e che poi si sono trovati davanti un titolo accompagnato da sviste già dal momento del download (inizialmente disponibile all'indirizzo http://www.gioventuribelle.it/index-DAWNLOAD.html) accompagnato da diverse problematiche, come quelli conseguenti all'esondazione dell'Aniene e ai danni che ha causato su diverse linee elettriche e dati impedendo di fatto per parecchie ore di scaricarlo.

"Come un gruppo di giovani ribelli contribuì a realizzare l'Unità d'Italia durante il Risorgimento - si lancia il sito in un coraggioso accostamento - così un gruppo di giovani vuole dare un segnale importante: che l'Italia ha storie avvincenti e importanti da raccontare, anche attraverso i videogiochi".

Certo, i difetti a livello di game experience, grafica e incompiutezza magari lo renderanno inadatto ad avvicinare i giovani alla storia risorgimentale, ma ha raggiunto lo scopo almeno di avvicinare alle nuove tecnologie la più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è cimentato nella demo del videogioco in occasione della sua presentazione ufficiale al Vittoriano lo scorso 3 novembre. E se magari qualche altro rappresentante del popolo italiano ci si cimenterà avrà occasione di ritrovarsi in un primo quadro ambientato nel 1870, la notte prima della presa di Porta Pia, e ricordare in questo modo come è diventata Roma capitale, e episodi e personaggi importanti della nostra origine come Paese.

Claudio Tamburrino
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