Mauro Vecchio

Steve Jobs, in aula con l'antitrust

Il CEO della Mela dovrÓ presentarsi in tribunale per rispondere alle domande dell'accusa. Apple avrebbe fatto fuori da iPod un software per il download musicale sviluppato nel 2004 da RealNetworks

Roma - Il tempo a disposizione sarà limitato: due ore per interrogare un teste d'eccezione, che dovrà quindi sottoporsi alle cruciali domande dell'accusa. Un giudice di San José ha infatti ordinato al CEO di Apple Steve Jobs di presentarsi in aula, affinché faccia definitivamente chiarezza sulle strategie adottate dalla sua azienda nel delicato ambito del download musicale.

Un settore di mercato sostanzialmente dominato dalla Mela e, in particolare, dalla sua piattaforma di distribuzione iTunes. Correva l'anno 2005 quando il semplice utente Thomas Slattery dava avvio ad un'agguerrita class action contro il gigante di Cupertino. Apparentemente reo di aver violato le leggi federali sull'antitrust e sulla libera competizione.

Almeno secondo l'accusa, partita da una feroce controversia che aveva circondato Apple nell'estate del 2004. Harmony, tecnologia software realizzata dalla società con base a Seattle RealNetworks, avrebbe permesso a tutti gli utenti registrati di scaricare un qualsiasi brano per poi trasferirlo su dispositivi multimediali portatili come iPod. Per l'azienda di Cupertino sarebbe stato un vero disastro.
E infatti uno specifico comunicato stampa aveva attaccato RealNetworks, sottolineando come la sua strategia fosse degna di un hacker malintenzionato. Poi aggiungendo: "è molto probabile che la tecnologia sviluppata da RealNetworks non funzionerà con le future versioni del software di iPod". Così era stato. Qualche mese dopo, Apple aveva sabotato Harmony sui suoi device.

L'esclusione non era però andata giù a clienti di iTunes come Thomas Slattery, che nel 2005 aveva dato inizio ad una class action per violazione delle regole antitrust e abuso di posizione dominante sul mercato. Al centro del mirino era così finito FairPlay, il software proprietario sviluppato da Apple per il Digital Rights Management (DRM). Un software apparentemente aggiornato ad hoc per far fuori determinati concorrenti.

Jobs dovrà ora presentarsi in aula, considerato dal giudice californiano l'unico in grado di fornire dettagli di prima mano su quanto deciso a suo tempo da Apple. L'accusa potrà rivolgergli domande per due ore di fila, ma stando attenta a concentrarsi solo ed esclusivamente sul caso RealNetworks. Le condizioni di salute del CEO non sono attualmente ottime, ma gli hanno permesso di salire sul palco per presentare iPad 2.

Mauro Vecchio
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