Alfonso Maruccia

WiFi e 3G assieme, contro il traffico dell'UMTS

L'organizzazione che sovraintende lo sviluppo dello standard WiFi vuole facilitare il passaggio dalle reti cellulari a quelle wireless propriamente dette. Perché il WiFi pubblico conviene anche ai carrier 3G, dice l'alleanza

Roma - L'organizzazione Wi-Fi Alliance (WFA) propone l'istituzione di un nuovo programma di hotspot WiFi "certificati", con l'obiettivo principale di facilitare quanto più è possibile la coesistenza tra reti 3G e reti WiFi pubbliche - per avvantaggiare la semplicità d'uso degli utenti di smartphone ma anche per rendere un po' più facile la vita dei carrier telefonici.

Gli hotspot certificati di cui discetta WFA servirebbero in sostanza a semplificare la serie di procedure necessarie alla connessione a un hotspot WiFi accessibile al pubblico, procedure rese particolarmente facili sui moderni smartphone ma che l'organizzazione intende trasformare in un processo completamente automatico.

Il nuovo piano di WFA - previsto al debutto commerciale nella prima metà del 2012 - prevede che lo smartphone o il MID dell'utente comunichi con l'hotspot WiFi pubblico non appena questo entra nel "range" di copertura del dispositivo, stabilendo autonomamente una connessione dati che prevede anche l'uso del protocollo crittografico WPA2.
Redirigere le connessioni dati al router WiFi più vicino avrebbe il vantaggio di fornire agli utenti una velocità teoricamente superiore a quella sperimentabile sulle attuali reti 3G "avanzate" (HSDPA+), suggerisce WFA, e l'ubiquità (vera o presunta?) degli hotspot wireless servirebbe anche ai carrier perché li aiuterebbe a decongestionare il traffico che si riversa - e sempre più si riverserà - sulle ingolfate infrastrutture delle reti cellulari.

Alfonso Maruccia
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