Guido Scorza

Yahoo!, stop alla ricerca per salvare Elly?

di G. Scorza - Il motore di ricerca dovrebbe smettere di linkare tutti i siti diversi dall'originale che contengano materiale che viola il diritto d'autore. Porte aperte alla giustizia privata nel nome del copyright?

Roma - La notizia è ormai nota: il tribunale di Roma, accogliendo il ricorso proposto dalla società titolare dei diritti sul film "About Elly", ha ordinato a Yahoo! di procedere alla disindicizzazione di tutti i siti - diversi da quello ufficiale del film - "riproducenti in tutto o in parte l'opera".

Secondo il Tribunale, infatti, Yahoo! - al pari di ogni altro motore di ricerca - qualora abbia ricevuto una segnalazione circa il carattere illecito della diffusione di taluni contenuti da parte del titolare dei diritti d'autore non provveda a rendere irraggiungibili tutte le pagine web - ancorché non identificate individualmente - attraverso le quali risulti possibile accedere a detti contenuti, sarebbe responsabile di violazione del diritto d'autore al pari dei gestori dei siti.

Si tratta di una decisione - sebbene cautelare e, dunque, pronunciata sulla base di una cognizione sommaria - destinata ad avere un impatto dirompente sulle dinamiche della circolazione dei contenuti online e, soprattutto, sul ruolo dei motori di ricerca.
Se il principio stabilito nella decisione dovesse diffondersi, infatti, i motori di ricerca si ritroverebbero travolti da richieste di disindicizzazione generiche ed unilaterali da parte di soggetti che assumono violati i loro diritti - non importa se di proprietà intellettuale o di altro genere - e costretti ad assecondare tali richieste a pena, in caso contrario, di correre il rischio di esser ritenuti responsabili di ogni genere di illecito. Si aprirebbero così le porte ad una preoccupante forma di giustizia privata nell'ambito della quale la semplice contestazione unilaterale di un illecito - a prescindere da ogni accertamento giurisdizionale - produrrebbe la conseguenza di consegnare all'oblio ed all'inaccessibilità ogni genere di contenuto pubblicato online.
Impossibile, d'altra parte, sperare o auspicare che il gestore del motore di ricerca, invece di rimuovere dal proprio database qualche centinaio di link tra le centinaia di milioni scandagliati ogni giorno, si faccia carico di gestire la contestazione, di contattare il gestore della pagina indicizzata a lui sconosciuto e di porre quest'ultimo nella condizione di difendere la pubblicazione del contenuto.

La decisione, peraltro, oltre a produrre effetti aberranti non è condivisibile su un piano tecnico giuridico.
Il primo profilo che non convince è la semplicità con la quale il Giudice ha dato per pacifico il carattere illecito di "tutti i siti riproducenti in tutto o in parte l'opera diversi dal sito ufficiale del film", solo perché la circostanza non sarebbe stata contestata dalle parti coinvolte nel procedimento. Si tratta di un'evidente errore di valutazione.

Innanzitutto non tutti le pagine web le cui URL vengono indicizzate da Yahoo! contenenti le parole individuate nel corso del giudizio (n.d.r. titolo film, download, streaming, torrent ecc.) solo perché diverse dal sito ufficiale del film possono effettivamente considerarsi illecite.
Centinaia e centinaia di pagine contenenti tali espressioni e, dunque, per il motore di ricerca in tutto e per tutto analoghe a quelle dei siti davvero "pirata" non contengono alcun elemento di illiceità ma, magari, si limitano a promuovere il film.
A prescindere da tale aspetto non sembra possibile ritenere pacifico il carattere illecito di un'attività in assenza di ogni prova al riguardo e sulla base della semplice non contestazione da parte di soggetti diversi dal titolare dell'attività medesima e nell'ambito di un procedimento nel quale quest'ultimo non è stato neppure invitato a difendersi.

Per quale ragione e su quali basi Yahoo! avrebbe potuto o dovuto prendere posizione sulla liceità o illiceità di centinaia di pagine web che non conosce e delle quali si limita ad indicizzare le URL?
E se uno dei siti dei quali il ricorrente ha chiesto la disindicizzazione avesse, in passato, ottenuto una licenza per la diffusione del film?
Chi avrebbe potuto farlo presente al giudice?
La scelta del Tribunale di desumere il carattere illecito dell'attività svolta attraverso centinaia di siti internet semplicemente dalla mancata contestazione di parti estranee a tale attività ed in assenza del titolare dell'attività medesima,costituisce, evidentemente, un baco della decisione che ne determina l'illegittimità.

Non si può dire che un'attività sia illecita solo perché lo dichiara un soggetto portatore di un interesse contrapposto a quello del titolare dell'attività e non lo contesta un soggetto pacificamente terzo ed estraneo all'attività in questione come un motore di ricerca nei confronti della diffusione di contenuti protetti da diritto d'autore online.
Tale circostanza è, ad un tempo, alla base di un altro passaggio della decisione difficilmente condivisibile.

Si tratta di quello nel quale il Giudice imputa a Yahoo! la responsabilità per la "violazione dei diritti di sfruttamento economico" sul film "mediante il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera".
Secondo il Giudice tale responsabilità deriverebbe dalla "mancata attivazione del gestore del motore di ricerca" avendo quest'ultimo agito "nella consapevolezza dell'illecito". Consapevolezza che gli sarebbe derivata dalla segnalazione - peraltro generica e non contenente alcun riferimento alle singole URL oggetto di contestazione - del titolare dei diritti.
Nella sostanza il Giudice ritiene, evidentemente, che Yahoo! - al pari di ogni altro motore di ricerca - sia tenuto a dar corso alla disindicizzazone di una risorsa sul web dietro semplice segnalazione di ogni soggetto che assume essere titolare di un diritto da terzi violato attraverso, appunto, tale risorsa.

Se ciò fosse vero, saremmo alla vigilia della fine del web che conosciamo e, soprattutto, dello Stato di diritto, perché avremmo spalancato le porte ad una forma di esercizio arbitrario ed unilaterale delle proprie ragioni: chiunque assumesse di aver subito un torto attraverso un sito potrebbe agevolmente condannarne il contenuto all'oblio, semplicemente inviando una mail ai principali motori di ricerca e senza preoccuparsi di disturbare un giudice.
In nome di pochi presunti titolari dei diritti d'autore si sarebbe legittimato il travolgimento del diritto di fare impresa e di libera manifestazione del pensiero di centinaia di milioni di cittadini in tutto il mondo.

Dinanzi all'accertamento giurisdizionale anche sommario - in contraddittorio tra tutte le parti interessate - del carattere illecito dell'attività svolta attraverso un sito si può ragionare della legittimità di un ordine di disindicizzazione puntuale - ovvero relativo solo a URL individualmente specificate - indirizzato al motore di ricerca. Non è però possibile configurare, anteriormente a tale ordine ed accertamento giurisdizionale (o eventualmente amministrativo), una responsabilità giuridica del motore di ricerca per aver indicizzato qualche centinaia di pagine tra le quali qualcuno gli ha comunicato essercene di utilizzate per finalità illecite.

Un ultimo profilo di dubbia legittimità della decisione sta nel suo oggetto.
Il Giudice, infatti, ha inibito a Yahoo! "la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico" della ricorrente "sul film About Elly mediante il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera diversi dal sito ufficiale del film". Tecnicamente cosa dovrebbe fare Yahoo!? Eliminare dai propri risultati della ricerca i link a tutti i siti contenenti le parole "about+Elly", lasciando raggiungibile solo quello "ufficiale"? Si tratterebbe di centinaia di migliaia di pagine create e gestite da milioni di utenti in tutto il mondo ed utilizzate per la diffusione di contenuti perfettamente leciti e, magari, persino promozionali rispetto al film. A chi tocca preoccuparsi della libertà di impresa e di parola di tali soggetti?

Sembra difficile, d'altra parte, ipotizzare che per effetto dell'ordine del giudice Yahoo! debba verificare manualmente uno ad uno tutti i link restituiti tra i risultati della ricerca e disindicizzare solo quelli utilizzati per attività di carattere illecito.
Ci vorrebbero mesi e mesi di lavoro e, soprattutto, non tocca al gestore di un motore di ricerca distinguere le attività lecite da quelle illecite.
C'è naturalmente ancora tempo per sperare che la decisione venga rivista e corretta e l'auspicio, naturalmente, è che in quell'occasione si rifugga dalla tentazione di ritenere illecito tutto ciò che viene semplicemente indicato come tale e, soprattutto, di trasformare il gestore di un motore di ricerca in un arbitro - necessariamente poco imparziale - dell'accessibilità dei contenuti e delle informazioni online.
Tocca solo al Giudice, in uno Stato di diritto, stabilire se un'attività e lecita o illecita e non c'è nessuna buona ragione per derogare a tale principio in nome del diritto d'autore e nel contesto telematico.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
Notizie collegate
  • Diritto & InternetCopyright, la condanna di Yahoo!Il Tribunale di Roma contro Yahoo! Italia, ritenuta responsabile di aver collaborato alla diffusione illecita del film iraniano About Elly. Avrebbe ignorato una lettera di diffida inviata dai legittimi detentori dei diritti
  • AttualitàItalia, antitrust contro i terzi del copyrightAudizione alla Camera del presidente di AGCM, sui fenomeni della contraffazione e della pirateria. Attacco ad aggregatori e motori di ricerca, un plauso all'enforcement francese. L'Italia dovrebbe promuovere il download lecito
  • Diritto & InternetGoogle: copyright, c'è motore e motoreUna squadra legale di BigG č intervenuta nel corso del processo in appello contro il search engine canadese IsoHunt. Si teme la possibile estensione di un'eventuale condanna a motori di ricerca legali come quello di Mountain View
108 Commenti alla Notizia Yahoo!, stop alla ricerca per salvare Elly?
Ordina
  • Io sono d'accordo su tutto, sig Scorza, ma non capisco dove sia stato lei negli ultimi 10 anni.

    OGNI ANNO esce una cosa del genere. Fanno fuori i siti di indicizzazione, c'è il digital cazzivari act ... la dottrina sarkozy ... ogni cosa del genere colpisce gli indicizzatori , i distributori di link, coloro che linkano semplicemente e ancora di più i motori di ricerca.

    Fa piacere che lei se ne accorga e sarebbe bello che qualcuno se ne facesse seriamente carico ...

    A colpire il link c'è anche il copyright... ogni tanto esce quello che vuol brevettare (o vuole i diritti d'uso) il link! Oppure il click! il download...

    Tutta questa roba va spazzata via. Come si fa? Si fa a maggioranza? Si calpesta qualcosa perché è giusto? Io non lo so.

    Comunque mi piacerebbe vedere aggiornamenti su questo argomento, sinceramente. Come va a finire? Vince il depura-link?
    non+autenticato
  • Piu' passa il tempo e piu' e' evidente che la legge sul copyright, cosi' come il concetto stesso di copyright, sia ormai antiquato, obsoleto e sempre piu' frequentemente si sentira' l'esigenza di doverlo modificare/abolire.
    Quando qualcosa ostacola il progresso, anziche' agevolarlo, vuol dire che qualcosa non va'...
    non+autenticato
  • I motori di ricerca servono per recuperare il contenuto nell'universo del world wide web. Chi deve proteggere il proprio diritto di autore non può pensare di demandare il lavoro a qualcun altro (il motore appunto). Quindi chi vuole proteggere (o da chi si fa proteggere) il suo diritto di autore dovrebbe:

    - trovare i contenuti che violano il SUO diritto di autore tramite il suddetto motore
    - comunicare tramite una opportuna procedura e sotto la propria responsabilità (quindi utente registrato con dati completi) la rimozione dei contenuti che violano il suddetto diritto

    OPPURE:

    - contattare direttamente chi viola il proprio diritto di autore per far rimovere il contenuto (come avviene spesso)

    Troppo facile voler partecipare, essere trovati, ma alle proprie regole.

    Saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stefano
    > I motori di ricerca servono per recuperare il
    > contenuto nell'universo del world wide web. Chi
    > deve proteggere il proprio diritto di autore non
    > può pensare di demandare il lavoro a qualcun
    > altro (il motore appunto). Quindi chi vuole
    > proteggere (o da chi si fa proteggere) il suo
    > diritto di autore
    > dovrebbe:
    >
    > - trovare i contenuti che violano il SUO diritto
    > di autore tramite il suddetto
    > motore
    > - comunicare tramite una opportuna procedura e
    > sotto la propria responsabilità (quindi utente
    > registrato con dati completi) la rimozione dei
    > contenuti che violano il suddetto
    > diritto
    >
    > OPPURE:
    >
    > - contattare direttamente chi viola il proprio
    > diritto di autore per far rimovere il contenuto
    > (come avviene
    > spesso)
    >
    > Troppo facile voler partecipare, essere trovati,
    > ma alle proprie
    > regole.
    >
    > Saluti

    infatti e inoltre se i motori di ricerca smettono di linkare tutto il likabile come fa uno a sapere che gli hanno pubblicato un file di cui detiene i diritti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stefano
    > I motori di ricerca servono per recuperare il
    > contenuto nell'universo del world wide web. Chi
    > deve proteggere il proprio diritto di autore non
    > può pensare di demandare il lavoro a qualcun
    > altro (il motore appunto). Quindi chi vuole
    > proteggere (o da chi si fa proteggere) il suo
    > diritto di autore dovrebbe:
    >
    > - trovare i contenuti che violano il SUO diritto
    > di autore tramite il suddetto motore
    > - comunicare tramite una opportuna procedura e
    > sotto la propria responsabilità (quindi utente
    > registrato con dati completi) la rimozione dei
    > contenuti che violano il suddetto diritto

    Direi che è una procedura condivisibile. Qui però a molti non gli va bene manco questa...
    ps - riguardo la registrazione, direi che andrebbe usata una procedura che preveda l'uso di certificazione digitale
    non+autenticato
  • - Scritto da: clandestino
    > Direi che è una procedura condivisibile. Qui però
    > a molti non gli va bene manco questa...

    Perché in una società civile e globalizzata un motore di ricerca non è tenuto a sapere ogni sito che indicizza se è legale o meno secondo le leggi del Paese in cui risiedono i server di quel sito (o quelle del Paese del suo titolare). E poi chi assicura che il sito in questione non abbia i diritti per pubblicare ciò che pubblica? Un terzo che non è nemmeno il detentore dei diritti, ma solo un suo rappresentante (ammesso che lo sia) in un altro Paese ancora.
    Insomma qui ci sono almeno 5 stati:
    1) quello dove opera il motore di ricerca
    2) quello dove si trovano i server del sito
    3) quello dove si trova il titolare del sito
    4) quello dove si trova il detentore dei diritti
    5) quello dove si trova il rappresentante straniero del detentore dei diritti

    In una società civile, le uniche leggi che contano sono quelle del Paese n.2, e in subordine del Paese n.3. Gli unici che possono fare reclamo sono quelli del n.5, e il reclamo devono farlo al provider del n.2, o in subordine alle autorità del Paese n.3.
    In tutto questo, sia 1 sia 4, non c'entrano un piffero.
    A maggior ragione se il Paese n.5 non ha mai aderito ad alcuna convenzione internazionale sul diritto d'autore (ed è questo il caso, essendo l'Iran).
  • nel caso specifico c'è stata comunicazione dal detentore dei diritti ed una decisione di un giudice, il web è pieno di nefandezze.

    Nessuna giustizia privata, nessuna censura o bavaglio, si tratta semplicemente di far valere i propri diritti, BASTA con queste storielle, quì la gente guarda film, quindi usufruisce di un prodotto ILLECITAMENTE e FREGANDOSENE di chi lavora.

    E' giunto il momento di mettere la parola fine a questo ladrocino, che piaccia o no, che sia popolare o impopopolare non importa, è una cosa da fare e sarà fatta.

    Poi anche la massa capirà, perchè alla fine se le cose andranno meglio ne gioveranno anche gli scarriconi.
  • Sì, ma il giudice ha accertato che non ci siano altri detentori di diritti?
    O si è fidato del richiedente?
    Comunque la sentenza non prevede sanzioni, ma solo la rimozione dei link "illegali", o sbaglio?
    non+autenticato
  • il giudice ha fatto le sue valutazioni, il detentore è uno, casomai ci sono i diritti di sfruttamento, ma questo è un problema fra detentore e soggetti che hanno acquistato i diritti ...

    delle sanzioni a noi importa poco, la parte che interessa è appunto la sentenza.
  • - Scritto da: Rover
    > Sì, ma il giudice ha accertato che non ci siano
    > altri detentori di diritti?
    > O si è fidato del richiedente?
    > Comunque la sentenza non prevede sanzioni, ma
    > solo la rimozione dei link "illegali", o
    > sbaglio?

    A mio parere la questione "complicata" di questa decisione (non è ancora una sentenza, mi pare si tratti di un provvedimento di tipo "preventivo, cautelare") è l'intimazione di rimuovere i link "alla cieca": cioè, io capisco se avesse segnalato dei link precisi e chiesta la loro rimozione,
    qui invece si dice "l'unico link lecito è quello al sito, rimuovere tutto il resto", ed il giudice ha avallato questa cosa, mi pare una disposizione "fumosa" e anche tecnicamente problematica. salve
    non+autenticato
  • IO spero che le videoteche per il resto di italia,ti ripeto come ti ho gia detto a suo tempo,lavorino un po meglio di come lavora quella del mio paese.Piccolo esempio:rapunzel qui da me nn è arrivato,stanno tutti bene nn è arrivato,last night lo stesso,black death lo stesso e queste sono solo le ultime uscite,per non parlare poi di film che se escano il 16 di marzo e vengano messi al pubblico il 23 di marzo....poi vi lamentate della pirateria:voi videotecari.Ti faccio una domanda in quanti secondo te fanno piu di 100 km(andata e ritorno)per affittarsi questi film come faccio io?Oppure dimmi un motivo valido perche nn mi devo incazzare se vado in videoteca facendomi 30 km sapendo che è un film è gia uscito e nn lo trovo,perche pur avendolo,non lo hanno messo fuori e dimmi come mai di fronte a tutto cio non dovrei rivolgermi alla pirateria?Sai perche lo fa:perche ci sta solo questa videoteca e sono convinto che se fosse per la vostra categoria fareste ben peggio se un giorno la pirateria finira.....Sono andato troppo fuori tema:la sentenza cosi come scritta è cmq una buffonata:ma dai nostri giudici ormai mi aspetto questo e peggio di questo;basta per esempio guardare quante volte l'italia in sede europea è stata condannata per malagiustizia....
    non+autenticato
  • > Più di 100 km
    Che???
  • Se la videoteca non ti soddisfa, cosa lecita ci sono altri canali:
    - Pay TV
    - On demand su internet
    - Negozi che vendono dvd
    - Negozi On-Line
    - Stanno nascendo centinaia di servizi per la fruizione legale
  • - Scritto da: spacevideo
    > Se la videoteca non ti soddisfa, cosa lecita ci
    > sono altri
    > canali:
    > - Pay TV
    > - On demand su internet
    > - Negozi che vendono dvd
    > - Negozi On-Line
    > - Stanno nascendo centinaia di servizi per la
    > fruizione legale

    O anche, come faccio io, aspettare qualche anno e vederselo sulla TV in chiaro,
    del resto non mi pare di avere mai perso niente di così fantastico da non poter attendere un po' (anche se il marketing vuole convincerci del contrario).
    non+autenticato
  • A me interessano quelli gratuiti. Ad esempio megavideo.

    Quelli a pagamento non offrono nulla di più, quindi sono del tutto inutili.
    non+autenticato
  • appena arriva un sito come netflix anche in italia le videoteche si possono anche chiudere (come sta accadendo in USA ed in Canada).
    Per chi non lo sappia netflix è un sito che per 8 dollari al mese (5 euro) si possono scaricare legalmente migliaia di film.
    Il progresso non lo fermano certo quattro bottegai.
    non+autenticato
  • i 4 bottegai conoscono netflix ed altri, è annoverato fra in nostri competitor, ma appunto è un competitor legale e quindi lo si può affrontare, il problema per noi non sono i servizi legali, ma l'illegale attuale.
  • Chi ha redatto questa sentenza non capisce nulla di Internet. I motori di ricerca devono essere neutrali altrimenti non c'è alcuna ricerca laddove i risultati della ricerca vengono filtrati (neutralmente devo essere in grado di trovare qualsiasi sito che menzioni un termine di ricerca). Tecnicamente è impossibile per un motore di ricerca discernere tra legale ed illegale sui risultati di un mero termini di ricerca. Per esempio about+elly avrebbe migliaia di risposte da siti legali che giusto parlano "about" un nome proprio "elly". Questa sarebbe veramente la fine dei motori di ricerca ed un danno culturale per tutta l'umanità (giusto per far contenti quattro bottegai).
    non+autenticato
  • sono daccordissimo, e poi come li trovi i siti che ti copiano senza i motori di ricerca?Sorride
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 19 discussioni)