Alfonso Maruccia

Chip cerebrale, si può fare

Ricercatori confermano: un sistema di elettrodi pensato per interfacciare cervello e computer è in grado di funzionare senza problemi per un lungo periodo. La sperimentazione ha avuto successo

Roma - BrainGate, il sistema hardware-software di interfacciamento tra cervello e computer in via di sperimentazione da anni su pazienti incapacitati a usare braccia e gambe, è in grado di funzionare senza problemi per un lungo periodo di tempo. Gli elettrodi non vengono rigettati dalla materia grigia con cui sono a contatto diretto, anche se resta da perfezionare il livello di efficienza dell'apparato.

I ricercatori della Brown University hanno pubblicato i risultati di uno studio su "S3", una paziente affetta da tetraplegia sin dalla metà degli anni '90 e incapacitata a usare braccia, gambe e corde vocali in seguito a un attacco apoplettico che ha danneggiato le terminazioni nervose del midollo allungato.

La donna partecipa alla sperimentazione di BrainGate dal 2005, e lo studio recentemente pubblicato svela che il sistema di elettrodi applicato alla materia grigia del suo cervello ha continuato a funzionare ininterrottamente per ben 1.000 giorni. Questa è la dimostrazione dell'efficacia della tecnologia, dicono gli ingegneri.
BrainGate è in grado di leggere le trasmissioni sinaptiche scambiate dai neuroni del cervello - trasmissioni che in condizioni normali dovrebbero portare all'esecuzione di movimenti nei muscoli o all'articolazione di parole - e trasformarle in movimenti del cursore su uno schermo di computer.

I ricercatori dicono che l'impianto ha funzionato senza problemi per 1.000 giorni, ma il numero di elettrodi funzionanti è diminuito dopo i primi sei mesi dall'impianto dell'apparato. Si tratta di un semplice problema tecnico ampiamente superato con miglioramenti ingegneristici alla tecnologia, dicono quelli della Brown, la sostanziale compatibilità di questa avveniristica interfaccia uomo-macchina è provata e resta l'ambizioso obiettivo di fornire ai pazienti inabilitati le stesse capacità di usare un mouse di una persona "normale".

Alfonso Maruccia
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