Mauro Vecchio

USA, esportazioni per la censura ad Est

Secondo un report pubblicato da OpenNet Initiative, paesi come l'Arabia Saudita sfrutterebbero tecnologie occidentali per oscurare contenuti sgraditi. Tra queste, McAfee SmartFilter e la canadese Netsweeper

Roma - Che le varie democrazie dell'Occidente abbiano spesso condannato le attività di censura intraprese dai paesi dell'area mediorientale è cosa sufficientemente nota. Quello che invece potrebbe sfuggire ai più è la silente cooperazione tra queste stesse democrazie e stati come il Qatar e l'Arabia Saudita, specie nella fornitura di strumenti mirati al silenziamento di voci e opinioni su Internet.

Lo si denuncia in un report pubblicato online dall'organizzazione non profit OpenNet Initiative, a sottolineare come almeno una decina di paesi tra Africa e Medio Oriente abbia finora sfruttato tecnologie occidentali per bloccare siti e servizi sgraditi. In particolare legati a tematiche scottanti come l'omosessualità o a opinioni in contrasto con le tradizionali leggi dell'Islam.

Stando ai due autori del report, nazioni come l'Oman e il Sudan avrebbero sfruttato quelle particolari tecnologie che in Occidente vengono attualmente predisposte per la protezione dei minori da pornografia e predatori sessuali. Tra i vari strumenti individuati dallo studio, c'è MacAfee SmartFilter di Intel insieme al canadese Netsweeper. Strumenti concessi da aziende occidentali per fini diversi dal semplice filtraggio anti-pedopornografia.
Sempre secondo il report, i nove paesi in questione avrebbero negato certi contenuti del web a circa 20 milioni di netizen. Tra i servizi oscurati, anche alcuni social network e siti specializzati in dating online. I responsabili di OpenNet Initiative vorrebbero aprire un pubblico dibattito sulla fornitura di meccanismi di filtraggio da parte di Stati Uniti e Canada.

Mauro Vecchio
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