Mauro Vecchio

Il Vaticano canonizza il copyright

Annunciata la revisione di una legge promulgata da Papa Giovanni XXIII nel 1960. La Santa Sede tutelerÓ le immagini e i contenuti emessi dal Papa, minacciati dalle nuove tecnologie. Istituita una commissione per il diritto d'autore

Roma - Una nuova legge sul diritto d'autore, che tuteli in maniera adeguata l'immagine, la voce e gli insegnamenti religiosi del Santo Padre. Così un recente articolo pubblicato tra le pagine del quotidiano L'Osservatore Romano, ad annunciare la significativa revisione di una normativa risalente ormai a più di cinquant'anni fa.

Modifiche dettate dalla necessità di adeguarsi all'attuale "contesto dell'evoluzione tecnologica", per meglio tutelare l'autenticità del Magistero. Il Vaticano ha dunque intenzione di difendere "non solo i diritti di diffusione e riproduzione, ma soprattutto l'originalità e l'integrità dei testi del Magistero che, pertanto, è giuridicamente illecito (oltre che eticamente riprovevole) modificare".

"Nel contesto dell'evoluzione tecnologica in atto - si può leggere tra le righe dell'articolo del quotidiano vaticano - la tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi (di esecuzione, di riproduzione e via dicendo) è stata messa significativamente alla prova".
Bisognerebbe fare dunque maggiore attenzione all'integrità dei contenuti, "soprattutto quando questi facciano riferimento all'insegnamento evangelico o al Magistero ecclesiastico". Accortezze dettate da una "maggiore facilità di diffusione dei dati" garantita attualmente dalle tecnologie legate ad Internet.

La Santa Sede ha dunque deciso di aggiornare la legge promulgata da Papa Giovanni XXIII nel 1960, integrando automaticamente la normativa italiana anche in seguito a possibili modifiche nel futuro. La Commissione Pontificia potrà però intervenire per disapplicare norme non utili o per introdurne di nuove più specifiche, ovvero adattate alle specifiche esigenze della realtà vaticana.

"Scopo della legge - si legge ancora sul quotidiano pontificio - non è sottrarre alla libera fruibilità personale i testi del Magistero, che continueranno a essere disponibili per attività non lucrative, ma di proteggerne l'integrità e in definitiva l'autenticità dei contenuti".

Il Vaticano avrebbe dunque una "viva esigenza" di proteggere le immagini e la voce del Papa da "abusi ed utilizzi non appropriati". La nuova legge provvederà poi all'istituzione di una specifica commissione vaticana per la proprietà intellettuale, che discuta delle questioni più importanti e promuova nuove regolamentazioni.

"I punti essenziali sono progressisti perché non si riscontrano nelle altre normative nazionali - ha spiegato l'ex-presidente di SIAE Giorgio Assumma - Non è in discussione la libera diffusione delle parole del Papa, ovvio". Assumma ha partecipato alla stesura della nuova legge, sottolineando quelle che potrebbero essere le future richieste del Vaticano.

"Ad esempio - ha continuato l'ex-presidente di SIAE - la Santa Sede avrebbe il diritto di chiedere a un editore (anche su Internet) la correzione o la rimozione di un documento del Magistero che sia stato pubblicato a scopo commerciale, senza autorizzazione, oppure con errori o modifiche del testo".

Mauro Vecchio
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