massimo mantellini

Contrappunti/ Twitter contro tutti

di M. Mantellini - Magnificato come strumento di comunicazione contro i regimi totalitari. Sminuito come eterna promessa che non decolla (al contrario di Facebook). Cos'è oggi, dopo 5 anni, la creatura a metà tra social network e blog?

Contrappunti/ Twitter contro tuttiRoma - Sono giorni difficili per la reputazione di Twitter. Il sistema di cinguettii californiano, che continua ad essere un grande successo specialmente negli Stati Uniti e viene continuamente citato come baluardo informativo nelle emergenze del pianeta (qualche volta a ragione, qualche volta no), dichiara ormai qualcosa come 175 milioni di utenti e, nella vulgata riassuntiva di molta stampa, è spesso paragonato a Facebook quanto a successo, diffusione e possibilità future.

Tuttavia non serve un esperto di social network per comprendere come Facebook sia chiaramente definibile come un luogo sociale di rete ampio e variegato, mentre Twitter fatichi ad allontanarsi da quella idea di semplice colonna cronologica informativa in eterno aggiornamento così come è sempre stato fin dagli esordi nel 2006. Ma a parte questa visione di insieme piuttosto intuitiva, negli ultimi giorni sono usciti un paio di studi molto interessanti sulla diffusione di Twitter che hanno contribuito a ridimensionarne fortemente portata ed aspettative.

Il primo lo ha pubblicato Yahoo! (leggero conflitto di interessi, ok) e parte da una analisi di 260 milioni di tweet pubblicati fra il 2009 e il 2010. La ricerca fornisce un dato piuttosto sconvolgente (o sconfortante, per Twitter, se volete) e cioè che oltre il 50 per cento dei messaggi propagati nel network sono prodotti da circa 20mila persone, lo 0,05 per cento degli iscritti. Il Principio di Pareto applicato ai social network (il 20 per cento delle persone produce l'80 per cento dei contenuti) viene insomma travolto e la quasi totalità degli iscritti a Twitter di fatto sembra non partecipare alla produzione di contenuti dentro il sistema. A cosa serve una rete sociale così ampia se un numero così ampio di persone che la frequentano (se la frequentano) se ne sta in silenzio?
A completare il quadro, qualche giorno fa Nicholas Carlson su Business Insider ha incrociato qualche numero su Twitter partendo da una serie di informazioni ricavabili dalle API del social network e si è chiesto quanti siano realmente i suoi utenti attivi, visto che la società dichiara pubblicamente solo il numero complessivo di profili (175 milioni appunto) aperti da quando il social network è stato fondato. Un numero, come si vede, volutamente steroideo e oscuro, specie se posto a confronto con i dati diffusi da Facebook che ci informano di come 600 milioni di utenti lo utilizzino ogni mese in tutto il mondo e di come la metà di questi apra la propria pagina addirittura ogni giorno.

Secondo le API di Twitter, con informazioni riferite al mese scorso, si è scoperto che ci sono 56 milioni di profili Twitter che non seguono nessun altro utente e altri 90 milioni di profili che non sono seguiti da nessuno. Una sorta di deserto dei tartari digitale insomma. Secondo l'analisi di Business Insider se decidiamo di definire come "attivo" un profilo Twitter che abbia un numero minimo di altri profili che segue, nel caso in esame otto, se ne deve dedurre che il numero reale di account Twitter utilizzati nel mondo oggi è di circa 56 milioni. Tali numeri scendono a precipizio con l'aumentare dei profili seguiti, per esempio il numero di utenti iscritto ad almeno altri 64 profili è pari a 1,2 milioni. Ho controllato, io che sono assai parco, ne seguo 92.

Secondo queste valutazioni insomma Twitter è oggi una sorta di terra di nessuno, fortemente spinta dai media mainstream che si riferiscono continuamente ai messaggi delle star televisive e dello sport e dalle analisi sociologiche sulle emergenze del pianeta, ma di fatto assai più marginale di quanto si sarebbe potuto immaginare in termini di diffusione informativa e conversazioni di rete.

Se a questi numeri, non esattamente entusiasmati, aggiungete le continue capriole al vertice della società (qualche giorno fa Evan Williams sul suo blog ha riaffermato la sua intenzione di dedicarsi ad altro) vi renderete conto di come il cammino di Twitter verso una propria riconosciuta centralità è ancora lungo e irto di difficoltà.

Massimo Mantellini
Manteblog

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29 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Twitter contro tutti
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  • Il punto è che sono gli utenti a faticare a comprendere quella "semplice colonna cronologica informativa in eterno". Secondo me, è proprio la semplicità di Twitter, a rendere così difficile la comprensione nel sfruttare questo strumento di conversazione.

    Ho iniziato a comprendere Twitter dopo che ho partecipato ad una Twitter Chat sui viaggi, una iniziativa di social di zipsetgo.com, un blog sui viaggi statunitense. Cos'è una Twitter Chat: una chat aperta a tutti e dove basta conoscere l'hashtag (ossia la parola con il cancelletto) per poter leggere tutti i messaggi relativi a quella chat, anche di persone che non si segue.

    Oggi di chat del genere ne esistano diverse, anche in Italia: la Zoover Travel Lounge (#ZTL), Twitter Chat su viaggi e vacanze in italiano che si svolge ogni martedì dalle 13:30 alle 14:30. Partecipano principalmente travel blogger italiani, comunque persone che hanno domestichezza nel utilizzare twitter per la conversazione. Mediamente partecipano 15 - 17 persone, il bello però che i messaggi raggiungono oltre 10.000 persone ossia persone che seguono i partecipanti della chat.

    Questi sono numeri piccolo confrontandoli con le edizioni in inglese (quelle più conosciute sono Traveler's Night In #TNI e Travel Talk on Tuesday #TTOT), dove a partecipare sono più di 400 persone su twitter. Ecco un approfondimento sul tema (in inglese): http://wanderfolly.com/travel-talk/the-story-behin.../
    non+autenticato
  • darei questo nome alla rubrica.

    Se dovessi valutare come autorevole Mantellini, allora questo articolo sarebbe mortale per la reputazione di Twitter.

    Personalmente invece ho seguito i tweet di tanta gente SENZA ISCRIVERMI per anni; da quando mi sono iscritto ad oggi ho seguito 4 profili in tutto. E il mio è seguito da esimi sconosciuti che devono aver usato qualche bot sui contenuti.

    Ma quelli che IO seguo, li seguo sinceramente. E quando ho tempo. Per quanto riguarda gente come me questo è un successo enorme. Nonostante io abbia ben altro da fare che controllare se qualcuno ha qualcosa da dire, ogni tanto d' uno sguardo. E mi sono preso persino la briga di collegare il profilo al cellulare, per fare qualche tweet estemporaneo se sono in treno od in autobus. Mi pare anche troppo per uno strumento del genere.

    Spesso twitter (come fa PI) viene usato per pubblicare titoli od occhielli di articoli di giornale, talvolta poi replicati su facebook. Niente che non si possa fare con un feed rss.

    Direi che è come dire che "il giornale non interessa più a nessuno" ... ma io quanto tempo ho nella giornata, ve ne rendete conto? Non è che non mi interessi, ma lo leggo quando posso. Inevitabilmente lo compro se ho una buona probabilità di leggerlo.
    non+autenticato
  • Sig.Mantellini,

    mi sembra un'analisi superficiale la sua, che, dunque, porta a conclusioni poco centrate. Mi meraviglio di lei perchè ha riportato con poco spirito critico le osservazioni (parziali) di altri.

    Twitter è un circuito ben diverso da Facebook. L'idea del tweet (e del conseguente e naturale retweet) vuol dire che io non pubblico nulla ma faccio propagare un'informazione. Questo concetto di tam-tam è completamente assente nella sua analisi.

    La sua conclusione "A cosa serve una rete sociale... se un numero così ampio di persone... se ne sta in silenzio?" è errata. Il ragionamento è di questo tipo: tu pubblichi una informazione ed io la propago. Quindi la fonte, è vero, sei tu, ma a me interessa lo notizia e la "retweeto". Pochi pubblicano e molti amplificano. E' un meccanismo. Lei nel suo post pare non (ri-)conoscere tale meccanismo.

    Il calcolo degli utenti attivi e la relativa sua conclusione è, nuovamente, indice di poca attenzione, secondo me. Le faccio un paio di esempi: io ho nei bookmark diverse pagine di utenti di twitter ma non li seguo. Attenzione, dunque: avere 0 followers non vuol dire non essere letti. Seguire meno di 8 utenti non vuol neanche che non si è attivi...
    Ci sono persone che mi leggono in Twitter ma non avendo un account mi leggono come semplici utenti del web (e non di Twitter).

    La sua chiusura rispecchia ciò che ho detto sopra.
    "il cammino di Twitter verso una propria riconosciuta centralità è ancora lungo": Twitter è di fatto presente come bookmarker in tutti i siti, anche nel suo... più centrale di così. Credo Twitter abbia già una sua centralità.

    Come mai non la vede solo lei?


    Cordialmente,
    rguru
    non+autenticato
  • se i vari addons che lo aggiornano automaticamente dal sito le news ed altro funzionassero come con facebook sarebbe utile..ma dato che uno funziona un giorno si e 20 no gli altri nemmeno funzionano...twitter ha rotto. Provato e riprovato gli addons aggiornamento news non funzionano mai in maniera continuativa e se pensano che mi metto a scrivere io le news....ciao twitter...poi e' vero quello che dice l articolo...attivita' pressoche' nulla...meglio mille volte facebook(anche se non lo amo)
    non+autenticato
  • E nonostante questo lo considero mooolto più intelligente di Facebook sul quale ho disattivato il mio account.
    Stanchissimo delle str....te scritte da gente depressa, che si lamenta per il caldo, il freddo, le zanzare e ogni genere di stupidaggine.
    Per quanto mi riguarda su Twitter riesco a reperire informazioni utili, ho attivato 18 following e leggo i post dei vari Mantellini, Beggi, Nespoli e altri personaggi che sanno (o quantomeno si presume sappiano) di cosa stanno parlando.
    In Facebook al massimo riesco a recuperare gli orari del pub che ha creato un gruppo e so quante volte il mio vicino di casa ha usato il water.
    Se ho voglia di una serata soft la passo di persona con i miei amici senza necessità di ricorrere a Mark Zuckerberg.
    Lo giustifico solo per l'utilità di mantenere i contatti con amicizie lontane con le quali interagire in modo più diretto.
    Ah dimenticavo, probabilmente FB è più in voga per rimorchiare. Ma fortunatamente per fare ciò non ho bisogno di internet (photoshop docet)A bocca aperta
  • Io ho una 70ina di follower e ne seguo pochi meno... secondo me twitter è mooolto più UTILE (attenzione, non usato) di FB perchè, semplicemente, ci sono meno idiozie (tipo la gente che ti manda le immagini idiote su FB)

    E non sottovalutate la potenza di twitter... ovvero il MANDARE SMS gratis.

    E non a uno solo, ma a tutti quelli che ti followano col cellulare. E notate che ho detto cellulare, non Iphone... io lo uso benissimo con un vecchio nokia 3310
    non+autenticato
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