Roma - Ad annunciarlo è stato
un post apparso sul blog ufficiale di Mozilla: la nota agenzia di stampa statunitense
Associated Press (AP) ha già dato avvio all'implementazione del filtro anti-tracciamento lanciato alla fine dello scorso marzo con
la versione 4 del browser Firefox, e allo stesso modo si è integrata con le
funzioni anti-tracciamento di Internet Explorer 9. I circa 800 siti web legati al
News Registry di
AP smetteranno così di registrare le più disparate attività online degli utenti,
qualora decideranno di attivare la specifica feature a tutela della loro privacy.
La decisione ha dunque strappato più di un convinto applauso, nell'ormai accesa lotta al tracciamento online e al più specifico fenomeno del
behavioral advertising. Il
News Registry di
AP può attualmente contare su circa 175 milioni di visitatori unici al mese, legati per l'appunto a più di 800 siti d'informazione in tutto il pianeta connesso.
Il post pubblicato da Mozilla ha dunque sottolineato come l'agenzia di stampa statunitense non procederà più alla disseminazione di
cookie, qualora l'utente abbia deciso di attivare il filtro
Do-Not-Track (DNT). Il
News Registry continuerà tuttavia a
fare il conto delle impression totali per ciascuno dei contenuti, evitando di carpire informazioni più dettagliate sulle attività di navigazione di milioni di utenti.
C'è chi ha però
sottolineato come la decisione di
AP sia valida solo ed esclusivamente per i contenuti del suo
News Registry, dunque non attiva in relazione a
servizi, banner o contenuti forniti da terze parti. In altre parole, non tutto il contenuto visualizzato in una singola pagina sarà esente da tentativi traccianti. Da questo punto di vista, la
Federal Trade Commission (FTC) sta tentando di regolamentare in maniera chiara le varie aziende legate all'advertising.
Come spiegato da Mozilla, sarà anche la
Digital Advertising Alliance (DAA) ad implementare la
feature DNT proposta dalla nuova versione del suo browser. La decisione rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti, frutto di un'autoregolamentazione che, in linea generale, non tutti gli osservatori hanno ritenuto sufficiente.
Mauro Vecchio