Mauro Vecchio

Tecnoperquisizioni, la nuova frontiera degli USA

Una corte d'appello dell'Arizona ha dato il via libera all'analisi dei dispositivi anche a miglia di distanza dal confine. Agli agenti non servirÓ un mandato nÚ un valido sospetto. Tutto per la lotta ai contenuti pedopornografici

Roma - A deciderlo è stata una corte d'appello dell'Arizona: le autorità statunitensi hanno piena facoltà di sequestrare i più svariati device elettronici, di analizzarli anche a miglia di distanza dalla frontiera. Il tutto senza obblighi di mandato, nell'agguerrita lotta a certi pericolosi contenuti personali.

Canzoni e film scaricati a mezzo P2P, ma soprattutto file pedopornografici. Il giudice d'appello ha infatti studiato le accuse mosse nei confronti di Howard Wesley Cotterman, cittadino californiano trattenuto nel 2007 dagli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE).

Tre laptop dell'uomo erano stati sequestrati, portati a circa 200 miglia di distanza dal confine per una ricerca approfondita durata due giorni. Gli agenti avevano trovato svariate cartelle contenenti immagini pedopornografiche. In primo grado, un giudice a stelle e strisce aveva però sottolineato come non fosse lecito il trasporto oltre frontiera dei device.
Le autorità federali avevano dunque fatto ricorso in appello, ottenendo ora una decisione che ha sottolineato come al confine non fossero presenti le giuste attrezzature per procedere all'analisi dettagliata dei vari laptop. Secondo il giudice, gli stessi agenti dell'ICE non hanno bisogno di un particolare sospetto per sequestrare un qualsivoglia device atto al trasporto di contenuti potenzialmente illeciti.

Mauro Vecchio
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