Claudio Tamburrino

Gold Farm, commercio equo solidale?

Il mercato vale più di quanto ci si aspetti e potrebbe rappresentare una possibilità per i lavoratori dei paesi emergenti

Roma - Un nuovo rapporto di infoDev.org, programma di finanziamento per lo sviluppo sponsorizzato dalla Banca Mondiale, approfondisce i numeri della virtual economy, quella che scambia beni virtuali per soldi reali e che si svolge soprattutto nei MMORPG, e ne individua un'occasione per i paesi emergenti.

Il mercato si è espresso al suo massimo su MMORPG come World Of Warcraft (giocato da oltre 6 milioni di player) dove personaggi dalla grande potenza o oggetti vengono venduti all'asta su eBay a prezzi notevoli e dove ha un ruolo non trascurabile il cosiddetto gold farming, il fare da sitter agli account di un altro utente in cambio di denaro, oppure il giocare per creare denari del mondo virtuale da scambiare con valuta vera attraverso sistemi di pagamento come PayPal.

Quello del gold farming, secondo infoDev, rappresenta una vera e propria opportunità di crescita per i paesi emergenti, tanto che le organizzazioni non governative dovrebbero prenderlo in considerazione come mezzo per connettere i più poveri a questo tipo di domanda del mondo occidentale: le risorse tecnologiche in molti casi, soprattutto nei paesi dell'est vi sono, basti pensare alla diffusione di cellulari e smartphone in India e in Cina.
Mettendo da parte il settore della virtual economy che necessita di maggior competenze tecniche, come la creazione di oggetti virtuali o le politiche di marketing via social media, l'altro fronte su cui i paesi in questione potrebbero concentrarsi per dare un'opportunità economicamente vantaggiosa per i propri cittadini è poi quello del cosiddetto "microwork", la faccia pulita delle botnet e dello scam, cioè quei piccoli compiti a bassa remunerazione come l'individuazione di CAPTCHA.

Tuttavia è il gold farming la vera nuova gallina dalle uova d'oro: si tratta di un mercato ben sviluppato e strutturato, che ha intermediari, rivenditori all'ingrosso e vere e proprie borse che mantengono un equilibrio nel settore acquistando oro e altri beni virtuali come i personaggi cresciuti quando la domanda è debole, per rivenderli quanto la domanda sale.

Si tratterebbe di un mercato che solo per le parti terze dei servizi di gaming ha rappresentato un valore di circa 3 miliardi di dollari, introiti che anche con l'intervento degli intermediari finiscono in gran parte nelle tasche di aziende dei paesi emergenti e in buona percentuale nelle tasche dei lavoratori del luogo. Molto di più di quanto si possa dire di mercati consolidati e tradizionali come quelli delle materie prime.

Già dal 2008 la Cina, che sembra ospitare oltre l'80 per cento dei farmer, l'aveva ritenuto uno sviluppo pericoloso e aveva cercato di porvi un freno, prima con tasse al 20 per cento su questo tipo di introiti poi con veri e propri divieti. InfoGov spera che questa diffidenza verso queste nuove forme economiche possa essere superata a favore di una visione che consideri il fenomeno come un'opportunità.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia Gold Farm, commercio equo solidale?
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  • A me i conti non tornano, in WoW ho due personaggi con 100.000 gold l'uno, praticamente due piccoli paperoni. E ci gioco mediamente un'ora al giorno (da quattro anni), riuscendo a fare comunque quest, raid, achievement, partecipare alla vita di gilda e via dicendo, semplicemente rivendendo la roba che trovo e produco, e togliendomi pure qualche sfizio come mount costosissime.
    Davvero, non capisco come si riesca a creare un mercato nero dell'oro di tali proporzioni.
    non+autenticato
  • Probabilmente perchè hai giocato solo l'ultima espansione disponibile ( nel caso di WoW ).
    Nel periodo vanilla ( pre 1.12.1 e TBC incluso ) "farmare" ( accumulare denaro ) non era così semplice, il gioco richiedeva molto ma molto tempo da investire, principalmente l'articolo viene dal passato, dove prima magari conveniva anche "vendere gold" ma ora come ora nel giro di 2 anni i prezzi sono passati da 20 o + € / 1000g a 1€ /1000g o anche meno, dipende dove acquistate la "moneta virtuale".
    Forse potrebbe esser valido il discorso per gli "oggetti virtuali" ovvero comprare "pezzi" per il proprio personaggio dove magarì ancora qualche soldino si fà, ma dato che il gioco da Wrath ( patch 3.3.x ) è stato reso a prova di "leso / niubbo" dove tutti hanno accesso a un gear (equipaggiamento) simile senza troppi sacrifici, probabilmente anche questa pratica andrà a sparire, o comunque sarà limitata.

    Probabilmente l'unico modo di guadagnare con MMORPG tipo WoW è il Boosting Arena ovvero far giocare il proprio personaggio da qualcuno in grado di scalare le classifiche nella "modalità" giocatore vs giocatore ( aka pvp ) sempre con l'obbiettivo di acquisire oggetti / indumenti per il proprio "pupazzo", che sarebbe impossibile ottenere senza "skill / abilità" in questo campo.

    m2c

    Davide - http://franceschelli.eu
    non+autenticato
  • scusate.. non sono un gamer o come si dice, ma mi occupo di sviluppo locale e magari quest'articolo mi interessava.. ma non ci ho capito ninete.. neanche di cosa parla... ma caro autore, la prima volta che introduce un acronimo (es. "MMORPG") avrebbe l'accortezza di spiegarlo??
  • - Scritto da: sylvaticus
    > scusate.. non sono un gamer o come si dice, ma mi
    > occupo di sviluppo locale e magari quest'articolo
    > mi interessava.. ma non ci ho capito ninete..
    > neanche di cosa parla... ma caro autore, la prima
    > volta che introduce un acronimo (es. "MMORPG")
    > avrebbe l'accortezza di spiegarlo??

    http://it.wikipedia.org

    http://it.wikipedia.org/wiki/MMORPG
    krane
    22544
  • - Scritto da: sylvaticus
    > scusate.. non sono un gamer o come si dice, ma mi
    > occupo di sviluppo locale e magari quest'articolo
    > mi interessava.. ma non ci ho capito ninete..
    > neanche di cosa parla... ma caro autore, la prima
    > volta che introduce un acronimo (es. "MMORPG")
    > avrebbe l'accortezza di
    > spiegarlo??


    Acronimo o meno, se ti interessa lo sviluppo locale lascia perdere queste emerite baggianate proferite dalla (emerita) banca mondiale, che mentre nei paesi in via di sviluppo giocano a tenere in vita il tamagotchi di turno, loro gli sbafano la terra. E quando il business del tamagotchi finisce nel giro di una bolla finanziaria sulle dotcom, al baby sitter del tamagotchi nel paese in via di sviluppo non resta in mano che un pugno di mosche, mentre la sua terra se la coltiva ad ogm la monsanto.
    non+autenticato
  • chiaro che uno può googleare o, se si dice, bingare.. ma che perdita di tempo! Tutto quello che chiedo (e che normalmente si fa) è di specificare un acronimo la prima volta che lo si usa, sopratutto se non è banale...
  • - Scritto da: Seb
    > http://tinyurl.com/6xczntq

    Questo non è molto educato!

    Peeg
    non+autenticato
  • Tanto per parlare di cose non permesse

    Con il traffico di droga di possono arrestare

    Con la vendita di gold ti possono bannare l'account e\o farti sparire i gold comprati

    Certamente una cosa da far incentivare dai governiA bocca aperta
    harvey
    1481
  • Non è stato menzionato nell'articolo che, almeno nell'ambito di World of Warcraft, la vendita di gold, personaggi, oggetti per soldi veri viola la licenza d'uso del gioco e, se scoperto, può causare la sospensione o il ban dell'account.
    non+autenticato
  • la stessa cosa accade con qualunque mmorpg gratuito o non dove ci sono servizi premium a pagamento, tipo in Conquer Online del quale ero drogato a cui mi capitava ogni tanto di giocare anni addietro.
    Presto risolto, tu non vendi il personaggio che rimane di proprietà della società che gestisce il mmorpg, ma vendi come servizio il lavoro che hai impiegato per potenziarlo, e siccome il tuo tempo è solo tuo non stai violando alcun interesse altruiOcchiolino