Alfonso Maruccia

Fusione fredda, Uppsala chiama Bologna

La "fusione fredda alla bolognese" fa proseliti tra gli accademici svedesi, che parlano di un fenomeno complesso da approfondire. Un'apertura che promette bene, ma la strada per la comprensione dell'E-cat Ŕ ancora lunga

Roma - La presunta fusione fredda sperimentata da due ricercatori dell'Università di Bologna continua a far discutere il mondo scientifico, ma almeno questa volta le critiche e lo scetticismo lasciano il posto a un'ampia apertura di credito da parte di due studiosi svedesi. Che ammettono: nel "catalizzatore energetico" bolognese una qualche reazione c'è indubbiamente stata, ma il fenomeno è complesso e va studiato più a fondo.

I due studiosi svedesi sono Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e conferenziere presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e il professore emerito - oltreché presidente del Comitato energetico della Regia Accademia Svedese delle Scienze - presso la Uppsala University Sven Kullander. Entrambi hanno fatto parte del ristretto gruppo di spettatori, testimoni e "tester" della dimostrazione tecnica organizzata a Bologna lo scorso gennaio.

Durante quella dimostrazione, il catalizzatore "E-cat" realizzato da Andrea Rossi e dal suo advisor scientifico il professor Sergio Focardi aveva prodotto rame come elemento di scarto di una reazione tra atomi di idrogeno e nichel, con una produzione di energia elettrica - ottenuta convertendo l'energia termica generata dal dispositivo-prototipo - 100 volte superiore a quella impiegata per l'alimentazione.
Nel rapporto seguito al loro "giro di prova" in quel di Bologna, Essén e Kullander ammettono: "╚ da escludere qualsiasi processo chimico per la produzione di 25 kWh da qualunque cosa sia presente in contenitore di 50 centimetri cubi. L'unica spiegazione alternative è che ci sia un qualche tipo di processo nucleare che da origine alla produzione di energia misurata".

Eccitati dal processo elettrolitico messo in moto con l'alimentazione tramite corrente elettrica, gli atomi di idrogeno entrano in contatto con quelli di nichel fondendosi con essi e producendo in conseguenza energia termica assieme allo "scarto" di rame. Il credito che il fisico teorico Hanno Essén apre nei confronti del lavoro della coppia Rossi-Focardi è particolarmente importante, visto che proprio la difficoltà nel descrivere in via teorica il processo di fusione nichel-idrogeno ha trasformato i due ricercatori italiani in veri e propri "eretici" all'interno della comunica scientifica internazionale.

E mentre Focardi abbozza una descrizione del processo di fusione che continua a non spiegare la fase cruciale dell'unione tra atomi di nichel e idrogeno, Essén e Kullander avanzano l'ipotesi di nuovi studi e partnership con l'Università di Bologna per risolvere l'arcano: la teoria abbozzata dai ricercatori svedesi dice che all'interno del misterioso catalizzatore energetico italiano si nasconda una commistione di fisica atomica, molecolare, nucleare e dei plasmi. Nulla, per quanto complesso, che non possa essere spiegato con le attuali leggi matematiche.

La mancanza di informazioni precise sulla struttura interna del reattore E-cat, a ogni modo, al momento resta l'ostacolo principale a una più ampia dissertazione sulle qualità della scoperta (se tale la si considera). Rossi ha promesso maggiori informazioni quando le sue partnership commerciali, avviate in Grecia, avranno raggiunto uno stadio di maturazione definitivo.

Alfonso Maruccia
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102 Commenti alla Notizia Fusione fredda, Uppsala chiama Bologna
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  • nussuno si e mai chiesto perche per far partire la reazione e necessario portare ad una precisa temperatura la miscela Ni-H. a mio avviso pre agevalare la cattura dello idrogeno dal nucleo di nichel e necessaria una adeguata agitazione vibratoria dei nuclei.
    non+autenticato
  • Anche all'ENEA parlano della fusione fredda e Giuliano Preparata insieme ai suoi colleghi mi sembra avessero le idee chiare
    vedi video:

    non+autenticato
  • Le idee chiare sono mancate solo a RUBBIA che, una volta che il rapporto 41 è stato rifiutato per la pubblicazione su alcune riviste scientifiche, si è tirato indietro nascondendosi come un CODARDO, per paura che il suo prestigio venisse minato, buttando nel cesso lo splendido lavoro dei ricercatori di Frascati e ritardando di altri 10 o più anni lo sviluppo tecnologico in quel campo.
    La paura della no pubblicazione è stata più forte del prestigio che si possa ottenere avendo dimostrato che la fusione nucleare non avviene solo alle temperature delle stelle.

    In sostanza lo sviluppo scientifico dei giorni nostri lo decidono le riviste scientifiche e i vezzi dei loro direttori editoriali.
    Come disse Giuliano Preparata, dei suoi laureati non è riuscito a trattenerne uno come ricercatore perché sapevano di fine in un settore totalmente screditato dalla scienza ufficiale.

    A mio parere bene ha fatto Rossi a perseguire una via che porta alla commercializzazione. Qualunque altra strada (esperimenti, spiegazioni fisiche, dati incontrovertibili ecc.) sarebbe stata inutile. L'unica strada possibile è di scaldare l'acqua per fare il tè così che personaggi come Richard Garwin (colui che realizzò quella che al momento è l'unica fusione "calda" realizzata sulla terra, facendo scoppiare la bomba all'idrogeno) possa berne non una tazza ma mille e forse alla fine, dopo essersi scottato la lingua la finirà di dire "possono dire quello che vogliono, io dubito" (vedi http://dibattiti.wordpress.com/2011/04/05/servizio.../ e relativo filmato con sottotitoli in italiano con link sulla pagina).
    non+autenticato
  • Inchiesta sul dispositivo di Rossi & Focardi

    http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23...

    p.s. Rainews archivia i video in Flash invece che in Silverlight.
    non+autenticato
  • Ok, siamo alla produzione ?

    Alla fine questo conta, perchè vedete visto che Berlusconi ladra sui referendum potrebbe essere una notizia bomba.

    Finchè la bomba non esplode tutto rimane una congettura e non si è inventato nulla.

    Quindi ?
    non+autenticato
  • Personalmente spero che rimanga tutto in sordina fino a ottobre (o quando sarà) quando verrà inaugurato (speriamo) in Grecia l'impianto da 1MW sul quale sta lavorando Rossi. A quel punto, se è tutto vero, la notizia scoppierà e da quel momento i fisici teorici e la loro ortodossia potranno pure andare a farsi fottere. Non ci sarà bisogno di un premio Nobel che spieghi il fenomeno dal punto di vista fisico per fare evolvere la cosa.

    In realtà leggendo in giro si nota che in tutti i paesi stanno dando un'occhiata molto da vicino alla cosa e basterebbe che il brevetto fosse approvato il prima possibile per poter "dare fuoco alle polveri". A quel punto Rossi non avrebbe problemi a fornire gli ultimi dettagli e chiunque potrebbe riprodurre il fenomeno, ovviamente con l'impossibilità di sfruttarlo commercialmente.

    Non vorrei che nel frattempo succedesse qualche cosa di spiacevole a Rossi e mi auguro che abbia disposto le cose in modo che possano proseguire anche senza la sua presenza, sai, a pensare male si fa peccato ma a volte ci si azzecca (se Rossi leggerà, si toccherà le palle Sorride
    non+autenticato
  • ma perché, il brevetto non è ancoa stato approvato???? Strano, visto che sui giornali affermano il contrario. Ed è il motivo unico per cui sono da considerare ciarlatani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > ma perché, il brevetto non è ancoa stato
    > approvato???? Strano, visto che sui giornali
    > affermano il contrario. Ed è il motivo unico per
    > cui sono da considerare
    > ciarlatani.

    Non è vero che il brevetto sia già stato approvato. Comunque sia, qualcuno ha detto che nel caso si trattasse di un imbroglio, sarebbe così ben fatto che meriterebbe di essere brevettato comunque.

    Rossi ha rilasciato un'intervista su questo sito svedese (in Svezia c'è molto interesse perché due degli scienziati presenti alla dimostrazione erano svedesi e sono molto considerati):

    http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi...

    in cui ci sono molti particolari e una serie di domande e risposte.
    C'è anche il link per l'articolo in inglese oppure lo trovi in italiano qui:

    http://22passi.blogspot.com/2011/03/altre-36-rispo...

    che è il blog che al momento raccoglie più informazioni su tutta la faccenda dettagli inclusi.
    Ad esempio sembra che sia da anni che lo stiano sperimentando, sono riusciti ad arrivare fino a 200 volte per il guadagno d'energia arrivando a produrre 130kWh di energia con un singolo reattore. Fino al prototipo attuale sembra che centinaia di esperimenti siano finiti con l'esplosione del catalizzatore perché si voleva trovare un limite o perché non si erano capite le condizioni e gli elementi per controllare bene la reazione. Rossi ha anche detto che l'esperimento con pubblico presente l'ha fatto su insistenza di Focardi, al quale sembrava assurdo tenere segreta una tale invenzione (è il frutto di studi ai quali dedicò molto e in cambio ha avuto un cancro per radiazioni da neutroni).
    Se fosse stato per Rossi sembra che il mondo l'avrebbe saputo solo dopo l'inaugurazione dell'impianto in Grecia.

    Ti riporto alcune risposte dell'articolo riguardo al brevetto:

    Domanda: A che punto è ora il suo brevetto? Lei ha scritto che è stato approvato ed è in attesa di registrazione. ╚ così?

    Rossi: No, non è così. Il mio brevetto è ancora nella condizione di "Patent Pending". Non ho mai scritto quello che dice, ho sempre detto che i miei legali ci stanno lavorando sodo, e ho ripetuto che il mio brevetto non è ancora stato concesso per centinaia di volte. Purtroppo, questa questione non dipende da me, devo essere paziente.

    Domanda: Caro Rossi, sappiamo che c'è un brevetto "segreto" sui catalizzatori. Qual è la data di deposito di quest'altro brevetto?

    Rossi: ╚ un'informazione riservata. ╚ ancora nella fase di pre-pubblicazione, perciò ho ordine dal mio legale di non dare nessuna informazione.

    Domanda: Cosa accadrà se il suo brevetto non sarà approvato?

    Rossi: Nulla. Continueremo la produzione come pianificato, naturalmente in quel caso non avremo la protezione del brevetto. Avremo però molti segreti industriali da sfruttare.

    Domanda: Come progetta di evitare il "reverse engineering" e la produzione di "cloni" in Paesi che ignorano la tutela della proprietà intellettuale?

    Rossi: Non lo so. Al momento sono concentrato solo sulla produzione. Per ora manteniamo il segreto industriale su tutto ciò che accresce l'efficienza (la natura dei catalizzatori per esempio). Ma il testo del nostro brevetto consentirà, prima o poi, che qualcuno replichi l'effetto e faccia quello che dici. Ma questo è normale nella storia della tecnologia e devo accettarlo.


    Se vuoi seguire lo stato di avanzamento del brevetto, controlla qui:
    https://register.epo.org/espacenet/application;jse...

    Comunque ci sono in corso di approvazione anche dei brevetti del Proff. Piantelli che, assieme a Focardi, studiò anni prima quel tipo di reazione Ni-H ma con effetti (potenze di uscita) molto più ridotti.

    Di tutta la faccenda quello che non si sa è perché accade il fenomeno, ma non il fatto che accade.
    Come ha detto uno scienziato presente all'esperimento, anche la macchina a vapore fu realizzato molto prima che si inventasse la termodinamica la quale ne spiegò il funzionamento.

    Al di là del passato di Rossi, quello che mi fa pensare che non sia una bufala (oltre al fatto che tutti gli scienziati che hanno assistito hanno concordato sul fatto che nel volume del catalizzatore non può starci nessun elemento conosciuto capace di fornire quella energia in modo "chimico" cioè con reazioni o batterie per esempio) è che il contratto di realizzazione dell'impianto in Grecia prevede per Rossi *esclusivamente* un introito per l'energia venduta e non per l'impianto in sé. Quindi sarà pagato solo quando e se produrrà energia.
    Imbarcarsi in un contratto del genere sapendo di avere solo una truffa tra le mani sembra molto strano.
    non+autenticato
  • > reattore. Fino al prototipo attuale sembra che
    > centinaia di esperimenti siano finiti con
    > l'esplosione del catalizzatore perché si voleva
    > trovare un limite o perché non si erano capite le
    > condizioni e gli elementi per controllare bene la
    > reazione.

    cioè fammi capire, il giocattolo rischia di fare boom rilasciando non si sa bene cosa nell'ambiente e nessuno si pone il problema di capire che rischi ci siano ? sono pazzi ?

    > Rossi ha anche detto che l'esperimento
    > con pubblico presente l'ha fatto su insistenza di
    > Focardi, al quale sembrava assurdo tenere segreta
    > una tale invenzione (è il frutto di studi ai
    > quali dedicò molto e in cambio ha avuto un cancro
    > per radiazioni da
    > neutroni).

    cancro da radiazione di neutroni ?

    > Se fosse stato per Rossi sembra che il mondo
    > l'avrebbe saputo solo dopo l'inaugurazione
    > dell'impianto in
    > Grecia.
    >

    mah per costruirlo credo che in ogni caso debbano consegnare dettagliati progetti di quello che ci metteranno dentro con gli ovvi rischi riguardo alla segretezza. Mah un poco tutto questo mistero mi puzza un poco.

    > Al di là del passato di Rossi, quello che mi fa
    > pensare che non sia una bufala (oltre al fatto
    > che tutti gli scienziati che hanno assistito
    > hanno concordato sul fatto che nel volume del
    > catalizzatore non può starci nessun elemento
    > conosciuto capace di fornire quella energia in
    > modo "chimico" cioè con reazioni o batterie per
    > esempio)

    classico decadimento di isotopi radioattivi nascosti dentro il salsicciotto ?

    > è che il contratto di realizzazione
    > dell'impianto in Grecia prevede per Rossi
    > *esclusivamente* un introito per l'energia
    > venduta e non per l'impianto in sé. Quindi sarà
    > pagato solo quando e se produrrà energia.
    >
    questo avviene in tutto il mondo.
  • - Scritto da: shevathas
    > cioè fammi capire, il giocattolo rischia di fare
    > boom rilasciando non si sa bene cosa
    > nell'ambiente e nessuno si pone il problema di
    > capire che rischi ci siano ? sono pazzi
    > ?

    Quello che hanno usato nell'esperimento del video è molto al di sotto del limite ottenibile, così come quelli che useranno nel generatore da 1MW (usano 125 moduli in serie/parallelo). Dicono di avere catalizzatori che hanno funzionano ininterrottamente per un anno.

    >
    > cancro da radiazione di neutroni ?
    >
    Se ti ascolti l'intervista di Focardi, quando Rossi lo cercò per chiederne la collaborazione, la prima cosa che gli disse fu "comprati un misuratore di neutroni e non lavorare mai senza di quello, altrimenti sei morto". Nel catalizzatore sembra però che *non* ci siano radiazioni di neutroni, ma solo radiazioni gamma a bassa energia che si schermano facilmente con piccoli spessori di piombo.
    Evidentemente le ricerche di Focardi erano agli albori della cosa e su esperimenti completamente diversi, forse all'inizio non sapeva neanche che cosa succedesse in quelle sperimentazioni.
    Ascoltala quell'intervista, è interessante. Focardi è un fisico sperimentale con qualche contrasto con i fisici teorici (per i quali la fusione a bassa energia non può esistere), sembra l'esatto opposto del ciarlatano o del truffatore.

    >
    > mah per costruirlo credo che in ogni caso debbano
    > consegnare dettagliati progetti di quello che ci
    > metteranno dentro con gli ovvi rischi riguardo
    > alla segretezza. Mah un poco tutto questo mistero
    > mi puzza un
    > poco.

    Forse si, ma se pensi le implicazioni possibili penso che qualche paranoia verrebbe a chiunque. Qui si parla di scaldare un appartamento per 6 mesi con qualche etto (forse grammo) di Nichel. Anche se deve essere trasformato opportunamente in polvere prima dell'utilizzo, si parla di costi irrisori rispetto a quelli attuali di gas, gasolio o peggio energia elettrica.


    > > Al di là del passato di Rossi, quello che mi fa
    > > pensare che non sia una bufala (oltre al fatto
    > > che tutti gli scienziati che hanno assistito
    > > hanno concordato sul fatto che nel volume del
    > > catalizzatore non può starci nessun elemento
    > > conosciuto capace di fornire quella energia in
    > > modo "chimico" cioè con reazioni o batterie per
    > > esempio)
    >
    > classico decadimento di isotopi radioattivi
    > nascosti dentro il salsicciotto
    > ?

    Il materiale esaminato dopo lo spegnimento non è radioattivo in alcun modo (rame) e non c'è alcun tipo di radiazione prima dell'accensione. Queste cose sono dette esplicitamente nel video e sono state misurate da personale esterno al progetto.

    > > è che il contratto di realizzazione
    > > dell'impianto in Grecia prevede per Rossi
    > > *esclusivamente* un introito per l'energia
    > > venduta e non per l'impianto in sé. Quindi sarà
    > > pagato solo quando e se produrrà energia.
    > >
    > questo avviene in tutto il mondo.

    Già, ma se è una truffa di soldi ne fai pochi in quel modo.
    Molti hanno tirato in ballo la truffa del tubo Tucker di qualche anno fa. Se l'inventore del tubo si fosse fatto pagare a "quantitativo di emissioni ridotte" penso che la truffa non sarebbe mai iniziata. La truffa consisteva nel vendere un oggetto (un semplice pezzo di ferro) spacciato per miracoloso per riduzione di inquinamento e di consumo, non nel venderne i risultati che produceva.
    Se tu comperi un gruppo elettrogeno, una caldaia, un pannello solare o una turbina a gas per produrre energia elettrica l'oggetto lo paghi.
    Se funziona come dicono preferirei comperarlo piuttosto che pagare l'energia (il costo stimato sembra che sia sui 1000 Euro/kW).

    Comunque di link ce ne sono a montagne, basta cercarli per farsi un'idea.
    non+autenticato
  • > Quello che hanno usato nell'esperimento del video
    > è molto al di sotto del limite ottenibile, così
    > come quelli che useranno nel generatore da 1MW
    > (usano 125 moduli in serie/parallelo). Dicono di
    > avere catalizzatori che hanno funzionano
    > ininterrottamente per un
    > anno.
    >
    comunque se non sanno bene cosa capiti la dentro mi chiedo come possano essere sicuri della sicurezza.

    > Se ti ascolti l'intervista di Focardi, quando
    > Rossi lo cercò per chiederne la collaborazione,
    > la prima cosa che gli disse fu "comprati un
    > misuratore di neutroni e non lavorare mai senza
    > di quello, altrimenti sei morto". Nel

    cioè un dosimetro, apparato standar per misurare l'assorbimento di radiazioni. Se serve un dosimetro forse non è così tanto sicuro.

    > catalizzatore sembra però che *non* ci siano
    > radiazioni di neutroni, ma solo radiazioni gamma
    > a bassa energia che si schermano facilmente con
    > piccoli spessori di piombo.
    >
    e questo significa la fine del sogno di avere un salsicciotto in macchina o a casa, son troppi gli incidenti che possono capitare e che possono mettere a rischio quello schermo in piombo. Non è molto salutare avere potenziali sorgenti gamma a zonzo per le strade.

    >
    > Forse si, ma se pensi le implicazioni possibili
    > penso che qualche paranoia verrebbe a chiunque.
    > Qui si parla di scaldare un appartamento per 6
    > mesi con qualche etto (forse grammo) di Nichel.
    > Anche se deve essere trasformato opportunamente
    > in polvere prima dell'utilizzo, si parla di costi
    > irrisori rispetto a quelli attuali di gas,
    > gasolio o peggio energia
    > elettrica.
    >
    mi sembra troppo bello per essere vero, comunque direi di aspettare la pubblicazioni dei progetti dettagliati e la verifica da parte di indipendenti prima di stappare lo champagne.

    >
    > Già, ma se è una truffa di soldi ne fai pochi in
    > quel
    > modo.

    in letteratura sono presenti i casi di gente che si è arricchita vendendo brevetti per il moto perpetuo.

    > Molti hanno tirato in ballo la truffa del tubo
    > Tucker di qualche anno fa. Se l'inventore del
    > tubo si fosse fatto pagare a "quantitativo di
    > emissioni ridotte" penso che la truffa non
    > sarebbe mai iniziata. La truffa consisteva nel
    > vendere un oggetto (un semplice pezzo di ferro)
    > spacciato per miracoloso per riduzione di
    > inquinamento e di consumo, non nel venderne i
    > risultati che
    > produceva.

    la truffa consisteva nel vendere un prodotto magnificandone proprietà che il prodotto non aveva. Lo stesso che avviene, ad esempio, vendendo acqua in bottiglie di champagne e facendola pagare come champagne.

    > Se tu comperi un gruppo elettrogeno, una caldaia,
    > un pannello solare o una turbina a gas per
    > produrre energia elettrica l'oggetto lo
    > paghi.
    > Se funziona come dicono preferirei comperarlo
    > piuttosto che pagare l'energia (il costo stimato
    > sembra che sia sui 1000
    > Euro/kW).
    >
    mille euro a kilowatt è un costo enorme per l'energia.

    > Comunque di link ce ne sono a montagne, basta
    > cercarli per farsi
    > un'idea.

    personalmente preferisco aspettare e vedere cosa capiterà
  • - Scritto da: shevathas
    > comunque se non sanno bene cosa capiti la dentro
    > mi chiedo come possano essere sicuri della
    > sicurezza.

    Ci sono delle ipotesi dal punto di vista fisico-nucleare, ma quello che conta sono le condizioni macroscopiche. Se riesci a far funzionare un apparato per un anno tenendo sotto controllo i parametri che servono: pressione, temperatura radiazioni (e quant'altro le specifiche di sicurezza richiedono) e non rilevi problemi di nessun tipo non so cos'altro devi verificare per la sicurezza.
    E' importante trovare il limite per certe condizioni d'utilizzo perché poi sai che sfruttandolo al 10% di quel valore non avrai problemi.

    > > Se ti ascolti l'intervista di Focardi, quando
    > > Rossi lo cercò per chiederne la collaborazione,
    > > la prima cosa che gli disse fu "comprati un
    > > misuratore di neutroni e non lavorare mai senza
    > > di quello, altrimenti sei morto". Nel
    >
    > cioè un dosimetro, apparato standar per misurare
    > l'assorbimento di radiazioni. Se serve un
    > dosimetro forse non è così tanto
    > sicuro.

    Il dosimetro serve perchè sai o ipotizzi che la reazione che produce il calore è di tipo nucleare. Se il dosimetro non rileva radiazioni, sai che non c'è pericolo.

    > > catalizzatore sembra però che *non* ci siano
    > > radiazioni di neutroni, ma solo radiazioni gamma
    > > a bassa energia che si schermano facilmente con
    > > piccoli spessori di piombo.
    > >
    > e questo significa la fine del sogno di avere un
    > salsicciotto in macchina o a casa, son troppi gli
    > incidenti che possono capitare e che possono
    > mettere a rischio quello schermo in piombo. Non è
    > molto salutare avere potenziali sorgenti gamma a
    > zonzo per le
    > strade.

    L'apparato che dovrà essere costruito in Grecia è di tipo industriale perchè le autorizzazioni richieste sono diverse da un apparato "casalingo". Questo Rossi lo dice esplicitamente, ed è questo il motivo per cui ha iniziato la produzione con un apparato industriale, perché ci deve essere personale specializzato addestrato nell'utilizzo, manutenzione, sicurezza ecc. il che richiede autorizzazioni diverse.
    Rossi dice che per qualche cosa di "casalingo" ci vorrà molto più tempo e per ora non ce l'ha neanche in programma. Nell'intervista sul sito svedese dice che sarà sicuramente usato prima sulle navi e sui treni, mentre sulle automobili non saprebbe dire per ora.

    > >
    > > Forse si, ma se pensi le implicazioni possibili
    > > penso che qualche paranoia verrebbe a chiunque.
    > > Qui si parla di scaldare un appartamento per 6
    > > mesi con qualche etto (forse grammo) di Nichel.
    > > Anche se deve essere trasformato opportunamente
    > > in polvere prima dell'utilizzo, si parla di
    > costi
    > > irrisori rispetto a quelli attuali di gas,
    > > gasolio o peggio energia
    > > elettrica.
    > >
    > mi sembra troppo bello per essere vero, comunque
    > direi di aspettare la pubblicazioni dei progetti
    > dettagliati e la verifica da parte di
    > indipendenti prima di stappare lo
    > champagne.
    >

    Concordo, ma la curiosità di saperne di più è grande.

    > > Già, ma se è una truffa di soldi ne fai pochi in
    > > quel
    > > modo.
    >
    > in letteratura sono presenti i casi di gente che
    > si è arricchita vendendo brevetti per il moto
    > perpetuo.

    Mah, se i greci diranno che non funziona, non credo che il brevetto sarà molto remunerativo.

    > > Molti hanno tirato in ballo la truffa del tubo
    > > Tucker di qualche anno fa. Se l'inventore del
    > > tubo si fosse fatto pagare a "quantitativo di
    > > emissioni ridotte" penso che la truffa non
    > > sarebbe mai iniziata. La truffa consisteva nel
    > > vendere un oggetto (un semplice pezzo di ferro)
    > > spacciato per miracoloso per riduzione di
    > > inquinamento e di consumo, non nel venderne i
    > > risultati che
    > > produceva.
    >
    > la truffa consisteva nel vendere un prodotto
    > magnificandone proprietà che il prodotto non
    > aveva. Lo stesso che avviene, ad esempio,
    > vendendo acqua in bottiglie di champagne e
    > facendola pagare come
    > champagne.

    Qui non si tratta di dire che il Brunello di Montalcino è "granato, naso discreto di cuoio e piccoli frutti rossi maturi; la bocca è morbida e calda, tostata e fruttata, buoni tannini, buon equilibrio." mentre il Barolo è "di profumo ampio e di buona persistenza con note fruttate di prugna e ciliegia e sentori di vaniglia e violetta. Al gusto è equilibrato, ed ha una buona tannicità; il retrogusto è persistente con sentori di liquirizia". L'energia è energia, è misurabile, ci lavori e ci produci, se l'acqua non si scalda o se nei conduttori non c'è tensione e corrente, non vedo come puoi fregare qualcuno, specie dopo che si è sparsa la voce.

    > > Se tu comperi un gruppo elettrogeno, una
    > caldaia,
    > > un pannello solare o una turbina a gas per
    > > produrre energia elettrica l'oggetto lo
    > > paghi.
    > > Se funziona come dicono preferirei comperarlo
    > > piuttosto che pagare l'energia (il costo stimato
    > > sembra che sia sui 1000
    > > Euro/kW).
    > >
    > mille euro a kilowatt è un costo enorme per
    > l'energia.

    Il costo è dell'apparato non dell'energia: un ipotetico apparato termico da 10KW costerebbe 10000 euro (con l'industrializzazione probabilmente anche meno). Se si vuole energia elettrica si parla di un fattore di conversione 2 -> 5kW elettrci a 10000 euro al costo di qualche decina di euro all'anno per il combustibile per 20 o 30 anni non è male.

    > > Comunque di link ce ne sono a montagne, basta
    > > cercarli per farsi
    > > un'idea.
    >
    > personalmente preferisco aspettare e vedere cosa
    > capiterà

    La mia curiosità è grande, in ogni caso cercando si trovano anche tutti gli insabbiamenti subiti dalla fusione fredda. Non leggende metropolitane, ma documenti, scienziati dell'ENEA che ne parlano, Rubbia che tira il sasso e poi, quando c'è il risultato sperimentale, nasconde la mano ecc. Sapevi che si sono trovate le condizioni sotto cui l'esperimento di Fleischmann e Pons diveta ripetibile? Molto interessante. Io avevo sempre creduto che quello dell'insabbiamento fossero balle invece ora la cosa sta diventando un po' troppo grossa per cercare di nasconderla.
    Il problema di tutti gli altri esperimenti era che l'energia in eccesso ottenuta era piccola, ma ora con dei kWh in gioco, il discorso diventa diverso, molto diverso.
    non+autenticato
  • P.S.
    sembra che su RaiNews24 il 3 Maggio alle 20.37 ci sia un servizio sull'esperimento di Bologna.
    non+autenticato
  • P.S. 2
    Ascoltati questa intervista di Focardi quello che tra i due è lo scienziato "senza macchie" nel passato (carriera accademica pura, professore emerito):
    http://radio.rcdc.it/archives/sergio-focardi-parla.../
    non+autenticato
  • Qui ho trovato molti approfondimenti sull'energy catalyzer e la fusione fredda in generale!è sempre aggiornato
    http://dibattiti.wordpress.com/
    non+autenticato
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