Claudio Tamburrino

HuffPost denunciato dai blogger

In questi anni sarebbero stati pagati per i loro pezzi con la visibilitÓ: un modello di (non) retribuzione che appare molto diffuso nel settore

Roma - The Huffington Post è al centro di una class action depositata da un gruppo di blogger che l'accusa di trattamento scorretto.

AOL aveva comprato HuffPost a febbraio, individuando nel suo direttore e fondatore, Arianna Huffington, la persona giusta per dare una linea editoriale al proprio circuito. Tuttavia, dopo il traguardo dei profitti positivi ad appena cinque anni dalla sua fondazione, deve affrontare una causa potenzialmente molto problematica, non solo per le conseguenze legali, ma anche per l'immagine del sito che ha fatto un suo punto di forza della collaborazione con il blogger e dell'avere alcune funzione da aggregatore di notizie.

La class action, capitanata dal giornalista freelance Jonathan Tasini, se la prende in particolare con Arianna Huffington, la responsabile, si legge, del comportamento scorretto riservato ai blogger cui era offerta la possibilità di pubblicare i loro lavori senza remunerazione, ma con in cambio solo visibilità. Un'offerta da prendere o lasciare che sembra sproporzionata soprattutto rispetto alla valutazione milionaria del sito appena passato a AOL.
"I blogger dell'Huffington sono stati di fatto trasformati - dice Tasini - in schiavi moderni da Arianna Huffington".

E adesso chiedono un risarcimento da 105 milioni di dollari. Una cifra che sarebbe proporzionata alla transazione che ha portato la piattaforma a cambiare proprietario e ai 9 mila blogger impiegati per il suo successo.

Tasini è lo stesso freelance che più di dieci anni fa denunciò il New York Times ottenendo dalla Corte Suprema un pronunciamento a tutela dei diritti d'autore dei freelance online.

AOL, chiamata in causa come co-imputato in quanto nuovo proprietario, ha definito la denuncia "completamente senza fondamento". Stessa considerazione ha espresso HuffPost in un comunicato in cui ha ribadito il concetto di visibilità preziosa: "I nostri blogger utilizzano la nostra piattaforma per assicurare la diffusione delle proprie idee e moltiplicarne le visualizzazioni. La usano proprio come fanno centinaia di persona che partecipano agli show televisivi, per raggiungere il più ampio pubblico possibile".

Questo scambio visibilità/spazio, incalza il sito, sarebbe la base organizzativa di numerose altre aziende che operano nel settore dei media. Un modello, insomma. Che ora se la deve vedere con Tasini e con la sua vis battagliera: "Se vogliamo avere una società con una cultura diversificata e viva, dobbiamo assicurarci che le persone che creano contenuti, che siano parole, immagini, disegni o fotografie, siano compensate adeguatamente".

Intanto, l'accoppiata AOL/Huffington Post ha deciso di chiudere i battenti di uno dei blog associati al suo circuito: Download Squad, il quale era riconosciuto come uno dei migliori nella recensione software.

Claudio Tamburrino
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31 Commenti alla Notizia HuffPost denunciato dai blogger
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  • Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.
    Del resto, se il modello di mercato è questo, inutile rivolgersi ai tribunali.
    Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il modello di mercato). Forse si tratta di persone, come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna tanto che, per meriti più vantati che reali, riescono a diventari milionari facendo molto meno delle persone che lavorano gratis per loro, avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e ora hanno bisogno di una legittimazione, etica, giuridica, economica, del loro successo.
    Se invece non si tratta di queste persone, voglio solo far presente che un giorno toccherà anche a loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti, siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa profitti per merito mio, tutti gli altri non sono indispensabili, dobbiamo rivedere le tue condizioni retributive.
    O si trova un modello alternativo o si muore tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma giuridica di consorzio, associazione o cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà a chi vuole emergere di farlo per conto proprio, senza sfruttare il lavoro altrui come un parassita.
    Cambiando discorso, la chiusura di DownloadSquad è demenziale. Hanno ucciso uno dei blog su rete & software più frequentati al mondo, senza offrire nessuna spiegazione. Anche il fondatore di gHacks si chiede perché, facendo due conti.
    http://www.ghacks.net/2011/04/12/goodbye-download-.../
    La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte del marchétting e delle trattative economiche, che riscuote i profitti. Quando questi parassiti, idioti e incompetenti nei campi dove hanno fatto successo, oltre a sfruttare i contenuti li butta via, decidendo quali sì e quali no, non possono restare, allora siamo al punto in cui la tenia s'è mangiata anche il cervello della persona in cui s'è intrufolata.
  • - Scritto da: reXistenZ
    > Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.

    dipende da cosa si considera come lavoro e come hobby.

    > Del resto, se il modello di mercato è questo,
    > inutile rivolgersi ai
    > tribunali.

    potrebbe avere senso se c'è stato un raggiro. Difficile che ci sia stato in questo caso in quanto:

    - era scritto a chiare lettere che gli autori non sarebbero stati retribuiti.

    - nessuno era obbligato ad accettare di pubblicare con loro

    la vedo in salita.

    > Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il
    > modello di mercato). Forse si tratta di persone,
    > come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna
    > tanto che, per meriti più vantati che reali,
    > riescono a diventari milionari facendo molto meno
    > delle persone che lavorano gratis per loro,
    > avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e
    > ora hanno bisogno di una legittimazione, etica,
    > giuridica, economica, del loro
    > successo.

    Personalmente non vedo cosa ci sia di sbagliato nel comportamento della Arianna, ha avviato un servizio ed è riuscita a farlo decollare, non ha frodato alcuno, promettendoli retribuzione ma solo visibilità, ed è riuscita a guadagnarci.

    > Se invece non si tratta di queste persone, voglio
    > solo far presente che un giorno toccherà anche a
    > loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti,
    > siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa
    > profitti per merito mio, tutti gli altri non sono
    > indispensabili, dobbiamo rivedere le tue
    > condizioni
    > retributive.

    è un diritto del datore di lavoro farlo, così come è un mio diritto mollarlo e nel caso cercare altro. Se poi è così bravo da tenere in piedi l'azienda da solo che si accomodi.

    > O si trova un modello alternativo o si muore
    > tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
    > giuridica di consorzio, associazione o
    > cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che
    > offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà
    > a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,
    > senza sfruttare il lavoro altrui come un
    > parassita.

    questo però implica il dover investire in proprio per prendersi lo spazio web e/o crearsi l' aggregatore. Ci sono molte possibilità ma richiedono sforzo e impegno. Coordinare una serie di pubblicazioni e gestire un sito dai contenuti molteplici evitando che diventi un guazzabuglio incomprensibile non è un lavoro immediato. Per il resto trovo infantile protestare "adesso" di essere stati truffati quando la truffa era palese. Non sono state fatte le solite promesse "acchiappadisperati" come inizia a lavorare e vediamo se vali... domani ti regolarizziamo...
    Cosa vieta a chi pubblicava i contenuti di staccarsi e creare una piattaforma parallela ?

    > La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai
    > parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte
    > del marchétting e delle trattative economiche,
    > che riscuote i profitti.

    servono anche quelle. Avere il prodotto migliore non serve se non riesci a "venderlo" o a renderlo appetibile.
  • - Scritto da: reXistenZ
    > Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.

    Domanda fuorviante e demagogica.

    > Del resto, se il modello di mercato è questo,
    > inutile rivolgersi ai
    > tribunali.
    > Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il
    > modello di mercato).

    Non si sta difendendo il modello di mercato (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se accetti certe condizioni chiare e limpide molto tempo prima non puoi poi venirtene fuori con pretese assurde e ridicole tempo dopo. Non stiamo parlando di operai con regolare contratto che sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin fine stiamo parlando di gente che fa più o meno quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato gratis.

    La contestazione è tutta lì.



    Forse si tratta di persone,
    > come Arianna Vaffhunington, baciate dalla fortuna
    > tanto che, per meriti più vantati che reali,
    > riescono a diventari milionari facendo molto meno
    > delle persone che lavorano gratis per loro,
    > avendo solo qualche dote ruffianesca in più, e
    > ora hanno bisogno di una legittimazione, etica,
    > giuridica, economica, del loro
    > successo.

    V. sopra e quello che ti dice shevathas

    > Se invece non si tratta di queste persone, voglio
    > solo far presente che un giorno toccherà anche a
    > loro (a noi, a me). Il capo viene e dice: senti,
    > siccome l'azienda l'ho creata io, vive a fa
    > profitti per merito mio, tutti gli altri non sono
    > indispensabili, dobbiamo rivedere le tue
    > condizioni
    > retributive.


    Discorso interessante, utile ma... non a tema.

    > O si trova un modello alternativo o si muore
    > tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
    > giuridica di consorzio, associazione o
    > cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che
    > offra vantaggi paritari a tutti lasciando libertà
    > a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,
    > senza sfruttare il lavoro altrui come un
    > parassita.

    Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le cooperative esistono da tempo immemore... le collaborazioni non ne parliamo...

    > Cambiando discorso, la chiusura di DownloadSquad
    > è demenziale. Hanno ucciso uno dei blog su rete &
    > software più frequentati al mondo, senza offrire
    > nessuna spiegazione. Anche il fondatore di gHacks
    > si chiede perché, facendo due
    > conti.
    > http://www.ghacks.net/2011/04/12/goodbye-download-
    > La ricchezza è fatta dai contenuti, non dai
    > parassiti miliardari, bravissimi solo nell'arte
    > del marchétting e delle trattative economiche,
    > che riscuote i profitti. Quando questi parassiti,
    > idioti e incompetenti nei campi dove hanno fatto
    > successo, oltre a sfruttare i contenuti li butta
    > via, decidendo quali sì e quali no, non possono
    > restare, allora siamo al punto in cui la tenia
    > s'è mangiata anche il cervello della persona in
    > cui s'è
    > intrufolata.


    Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti, marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e in linea di massima potrei concordare. Il punto è che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro ma essere negato per venderlo e per fare l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare una mazza ma ha le capacità, il culo, le conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni ecc. poi però messi al loro posto falliscono e/o comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la natura umana il problema non il mercato... che da questa nasce.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccio quanta ciccia
    > C'è gente invece che non sa fare
    > una mazza ma ha le capacità, il culo, le
    > conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o
    > forse no - ma è così.
    Quelli in itaGlia vengono elettiA bocca aperta
    non+autenticato
  • Non si parlava di politici ma di "gente d'affari"... poi pure i politici sono messi male...le conseguenze la stiamo già traendoOcchiolino
    non+autenticato
  • > > Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.
    >
    > Domanda fuorviante e demagogica.
    >
    > > Del resto, se il modello di mercato è questo,
    > > inutile rivolgersi ai
    > > tribunali.
    > > Mi fa specie però che in tanti lo difendano (il
    > > modello di mercato).
    >
    > Non si sta difendendo il modello di mercato
    > (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se
    > accetti certe condizioni chiare e limpide molto
    > tempo prima non puoi poi venirtene fuori con
    > pretese assurde e ridicole tempo dopo.

    E' quello che dico anch'io. Inutile andare in tribunale. Mi hai letto?

    > Non stiamo
    > parlando di operai con regolare contratto che
    > sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin
    > fine stiamo parlando di gente che fa più o meno
    > quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo
    > gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato
    > gratis.

    Già. Mi permetto un'altra domanda fuorviante e demagocia: chi è felice di scrivere gratis sul web sapendo che qualcun altro ne ricaverà miliardi?

    > > O si trova un modello alternativo o si muore
    > > tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
    > > giuridica di consorzio, associazione o
    > > cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori che
    > > offra vantaggi paritari a tutti lasciando
    > libertà
    > > a chi vuole emergere di farlo per conto proprio,
    > > senza sfruttare il lavoro altrui come un
    > > parassita.
    >
    > Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le
    > cooperative esistono da tempo immemore... le
    > collaborazioni non ne
    > parliamo...

    Allora diciamo un tipo di licenza analogo al cc per cui se tu ospiti il mio articolo sul tuo blog e ne ricavi dei soldi devi spartirli con me. E' più chiaro ora?
    Sicuramente le cose così come stanno ora produrranno contenuti ma non mi pare producano felicità od equità sociale per gli autori.

    > Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti,
    > marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e
    > in linea di massima potrei concordare. Il punto è
    > che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro
    > ma essere negato per venderlo e per fare
    > l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare
    > una mazza ma ha le capacità, il culo, le
    > conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o
    > forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si
    > lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni ecc.
    > poi però messi al loro posto falliscono e/o
    > comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la
    > natura umana il problema non il mercato... che da
    > questa
    > nasce.

    Ciò che personalmente rifiuto è che tu giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo 100% e 0% riconoscendo come meritorie di profitto solo un certo tipo di capacità e non le altre.
    Qualche tempo fa mi pare Teddybear, che pure una volta mi ha coperto di insulti non ricordo per quale motivo, raccontava che da imprenditore pagava un suo dipendente più di quanto ottenesse lui stesso dall'azienda perché era consapevole del suo contributo e della sua bravura.
    Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi lavora che giudica "normale" che il capo si pappi tutta la torta solo perché è il più bravo ad organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo in termini di "visibilità".
    Siamo alla frutta.
  • - Scritto da: reXistenZ
    > Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi
    > lavora che giudica "normale" che il capo si pappi
    > tutta la torta solo perché è il più bravo ad
    > organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo
    > in termini di
    > "visibilità".
    > Siamo alla frutta.
    No, no è il modello antico egizio, e funziona benissimo, guarda le piramidi: sono ancora in piedi!A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: reXistenZ
    > > > Alzi la mano a chi piace lavorare gratis.
    > >
    > > Domanda fuorviante e demagogica.
    > >
    > > > Del resto, se il modello di mercato è questo,
    > > > inutile rivolgersi ai
    > > > tribunali.
    > > > Mi fa specie però che in tanti lo difendano
    > (il
    > > > modello di mercato).
    > >
    > > Non si sta difendendo il modello di mercato
    > > (andremmo fuori argomento) ma il fatto che se
    > > accetti certe condizioni chiare e limpide molto
    > > tempo prima non puoi poi venirtene fuori con
    > > pretese assurde e ridicole tempo dopo.
    >
    > E' quello che dico anch'io. Inutile andare in
    > tribunale. Mi hai
    > letto?
    >

    Sì ti ho letto. Non solo è inutile andare in tribunale ma pure protestare con se stessi davanti allo specchio... chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ripeto, non sto difendendo un modello di business o altro... astraiamo un momento la questione... semplicemente se hai deciso LIBERAMENTE di fare una cosa che sapevi BENISSIMO cosa comportava, non venirti a lamentare... tutto qua... Non c'entra il capitalismo spinto, la schiavitù moderna o altre questioni... c'entra il normale buon senso. Buon senso.. cosa spesso sconosciuta ed estranea a molta gente a ai tribunali e ai legali d'oltreoceano.

    > > Non stiamo
    > > parlando di operai con regolare contratto che
    > > sono mesi che non ricevono la paga... Alla fin
    > > fine stiamo parlando di gente che fa più o meno
    > > quello che stiamo facendo noi ora... scrivendo
    > > gratis sul web... SAPENDO che sarebbe stato
    > > gratis.
    >
    > Già. Mi permetto un'altra domanda fuorviante e
    > demagocia: chi è felice di scrivere gratis sul
    > web sapendo che qualcun altro ne ricaverà
    > miliardi?
    >

    Evidentemente tante persone visto che si parla di class action e di miliardi fatti... FAtti tu una domanda ora: se i servizi avessero incassato pochi soldi questi signori ora sarebbero così arrabbiati e armati di avvocati? Non credo proprio...

    Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti trovavi un LAVORO PAGATO.

    >
    > > > O si trova un modello alternativo o si muore
    > > > tutti. Quale sia, non so. Una qualche forma
    > > > giuridica di consorzio, associazione o
    > > > cooperativa tra lavoratori/blogger/ideatori
    > che
    > > > offra vantaggi paritari a tutti lasciando
    > > libertà
    > > > a chi vuole emergere di farlo per conto
    > proprio,
    > > > senza sfruttare il lavoro altrui come un
    > > > parassita.
    > >
    > > Cosa te lo impedisce di fare ora??? Nulla. Le
    > > cooperative esistono da tempo immemore... le
    > > collaborazioni non ne
    > > parliamo...
    >
    > Allora diciamo un tipo di licenza analogo al cc
    > per cui se tu ospiti il mio articolo sul tuo blog
    > e ne ricavi dei soldi devi spartirli con me. E'
    > più chiaro ora?
    >

    Quindi facciamo come i giornali nei confronti di Google e compagnia bella... Se il blog è tuo decidi tu sotto quale licenza pubblicare quindi se qualcuno l'ha violata lo denunci ma non mi sembra sia questo il motivo della causa...

    > Sicuramente le cose così come stanno ora
    > produrranno contenuti ma non mi pare producano
    > felicità od equità sociale per gli
    > autori.

    Se un autore decide di pubblicare gratis avrà fatto le proprie considerazioni... tu che ne sai? Non gli è stata puntata una pistola contro... Decidiamoci poi... vogliamo le cose gratis o vogliamo pagarle? Se ne discute ogni 5 minuti qui su PI con varie posizioni e conclusioni.

    >
    > > Rivedi shevathas. Guarda, i parassiti,
    > > marchettari ecc. li detesto pure io da sempre e
    > > in linea di massima potrei concordare. Il punto
    > è
    > > che puoi essere un fenomeno a fare il tuo lavoro
    > > ma essere negato per venderlo e per fare
    > > l'imprenditore. C'è gente invece che non sa fare
    > > una mazza ma ha le capacità, il culo, le
    > > conoscenze ecc. per fare affari... è triste - o
    > > forse no - ma è così. Tutti i dipendenti si
    > > lamentano sempre e tanto sui capi, i padroni
    > ecc.
    > > poi però messi al loro posto falliscono e/o
    > > comunque ne assumono i vizi... strano eh... è la
    > > natura umana il problema non il mercato... che
    > da
    > > questa
    > > nasce.
    >
    > Ciò che personalmente rifiuto è che tu
    > giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo
    > 100% e 0% riconoscendo come meritorie di profitto
    > solo un certo tipo di capacità e non le
    > altre.

    Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di buon senso non di lotte sociali... non mischiare le cose.

    Io al massimo riconosco capacità (che posso anche di per sé non piacermi particolarmente, sia bene inteso) commerciali/imprenditoriali generiche, non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non sto parlando di ripartizione 100-0. Dimentichiamo sempre che abbiamo il coltello dalla parte del manico molto di più di quello che crediamo eh... se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro rifiuta, il terzo pure... quando tizio vedrà che non trova nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se fai una lotta deve essere vera e credibile non andare in tribunale con pretese assurde e ridicole o fare sciopero ogni tanto 4 ore il venerdì pomeriggio... è come voler vincere a Risiko con 3 armate!

    > Qualche tempo fa mi pare Teddybear, che pure una
    > volta mi ha coperto di insulti non ricordo per
    > quale motivo, raccontava che da imprenditore
    > pagava un suo dipendente più di quanto ottenesse
    > lui stesso dall'azienda perché era consapevole
    > del suo contributo e della sua
    > bravura.

    Non ho mai affermato che il lavoratore (dipendente o meno che sia) va valorizzato il giusto. Nei limiti del possibile ho sempre pagato i collaboratori il giusto e avolte di più. Non dipende sempre da te... il mercato tende al ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non si parla di dipendenti ma di freelance... se fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi può essere accettato o meno... spesso chi fa l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio ancora da schiavo) ma è un SUO problema che deve superare LUI.

    > Ora invece siamo all'estremo opposto: è chi
    > lavora che giudica "normale" che il capo si pappi
    > tutta la torta solo perché è il più bravo ad
    > organizzare il lavoro, retribuendo gli altri solo
    > in termini di
    > "visibilità".

    Se lo fa ha seri problemi mentali... può andare bene per farsi le ossa alle prime armi ma qui parliamo di gente che l'ha fatto per anni... è come lasciare aperta la porta di casa per anni e poi lamentarsi che ti sono entrati i ladri...
    > Siamo alla frutta.
    non+autenticato
  • > momento la questione... semplicemente se hai
    > deciso LIBERAMENTE di fare una cosa che sapevi
    > BENISSIMO cosa comportava, non venirti a
    > lamentare... tutto qua... Non c'entra il
    > capitalismo spinto, la schiavitù moderna o altre
    > questioni... c'entra il normale buon senso. Buon
    > senso.. cosa spesso sconosciuta ed estranea a
    > molta gente a ai tribunali e ai legali
    > d'oltreoceano.

    Se fossi stato operaio della Fiat di Mirafiori, forse al recente referendum avrei votato sì. NON dirmi però che si sarebbe tratta di una libera scelta.

    Se fossi senza lavoro e disperato, e un imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me, però guarda che per i primi tre anni non ti posso pagare, forse accetterei, ma NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga , guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei.

    Se fossi senza lavoro e disperato, e un imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me, però guarda che ti posso ripagare solo in termini di visibilità/esperienza, forse accetterei, ma NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga, guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei.

    Se accettasi una proposta del genere senza essere disperato, forse sarebbe una libera scelta. E comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi paga, guadagna milioni di euro, forse anzi sicuramente mi incazzerei lo stesso. Posso dire almeno questo?

    > Evidentemente tante persone visto che si parla di
    > class action e di miliardi fatti... FAtti tu una
    > domanda ora: se i servizi avessero incassato
    > pochi soldi questi signori ora sarebbero così
    > arrabbiati e armati di avvocati? Non credo
    > proprio...

    Non ci vedo nulla di irragionevole. Mettiamo pure che ti offra il mio lavoro gratis. Se non ci guadagni nulla, pazienza, se ci guadagni milioni e non mi ricososci qualcosa, sei (tu ipotetico, ovviamente) un pezzo di merda.
    Poi ovviamente in questo mercato solo i pezzi di merda possono rimanere a galla. Ma rimane il fatto che tu (tu ipotetico, ovviamente) sia un pezzo di merda.

    > Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e
    > quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti trovavi
    > un LAVORO
    > PAGATO.

    Questa è un'idiozia bella e buona. Tu evidentemente conosci tutti quelli che oggi lavorano gratis, e sai che lo fanno per libera scelta preferendo questo impegno a quello di un lavoro pagato, vero?

    > Se un autore decide di pubblicare gratis avrà
    > fatto le proprie considerazioni... tu che ne sai?

    Già, io che ne so, mentre tu sai che è per libera scelta.

    > > Ciò che personalmente rifiuto è che tu
    > > giustifichi una ripartizione dei ricavi del tipo
    > > 100% e 0% riconoscendo come meritorie di
    > profitto
    > > solo un certo tipo di capacità e non le
    > > altre.
    >
    > Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di
    > buon senso non di lotte sociali... non mischiare
    > le
    > cose.

    Io non le mischio. Mi pare solo d'avere letto: hai lavorato gratis mentre io guadagnavo miliardi? Sono cazzi tuoi.

    > Io al massimo riconosco capacità (che posso anche
    > di per sé non piacermi particolarmente, sia bene
    > inteso) commerciali/imprenditoriali generiche,
    > non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non
    > sto parlando di ripartizione 100-0. Dimentichiamo
    > sempre che abbiamo il coltello dalla parte del
    > manico molto di più di quello che crediamo eh...
    > se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro rifiuta,
    > il terzo pure... quando tizio vedrà che non trova
    > nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se fai

    Già, fintantoché non si trovano degli altri diperati disposti a lavorare per 100-0. Conosci il mondo del giornalismo locale?

    > una lotta deve essere vera e credibile non andare
    > in tribunale con pretese assurde e ridicole o

    Ancora con questo tribunale. Lasciamo perdere il tribunale. Posso dire che una cosa è ingiusta anche se non ho la legge dalla mia parte?

    > Non ho mai affermato che il lavoratore
    > (dipendente o meno che sia) va valorizzato il
    > giusto. Nei limiti del possibile ho sempre pagato
    > i collaboratori il giusto e avolte di più. Non
    > dipende sempre da te... il mercato tende al
    > ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non
    > si parla di dipendenti ma di freelance... se
    > fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi
    > può essere accettato o meno... spesso chi fa
    > l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio ancora
    > da schiavo) ma è un SUO problema che deve
    > superare
    > LUI.

    Evidentemente non conosci nessun ex-dipendente che per non rimanere senza lavoro e patire la fame è stato costretto a fare l'autonomo per non fare la fame. Vivi in un posto e in circostanze fortunati.
  • - Scritto da: reXistenZ

    > Se fossi stato operaio della Fiat di Mirafiori,
    > forse al recente referendum avrei votato sì. NON
    > dirmi però che si sarebbe tratta di una libera
    > scelta.
    >

    Non stiamo parlando di lavoratori dipendenti... se fuori tema

    > Se fossi senza lavoro e disperato, e un
    > imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me,
    > però guarda che per i primi tre anni non ti posso
    > pagare, forse accetterei, ma NON dirmi che si
    > tratta di una libera scelta. E comunque se mi
    > accorgessi che quell'imprenditore, mentre non mi
    > paga , guadagna milioni di euro, forse anzi
    > sicuramente mi
    > incazzerei.

    Come sopra... senza contare che faresti una cazzata... di cosa vivi per tre anni? Di aria? Non diciamo idiozie dai... Mi pare che qui sia tu a non avere idea del mondo del lavoro
    ╚ ovvio che se sai che guadagna e non ti paga ti incazzi e per lo puoi pure far fuori ma non è la situazione descritta nell'articolo

    >
    > Se fossi senza lavoro e disperato, e un
    > imprenditore mi dicesse: vieni a lavorare da me,
    > però guarda che ti posso ripagare solo in termini
    > di visibilità/esperienza, forse accetterei, ma
    > NON dirmi che si tratta di una libera scelta. E
    > comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore,
    > mentre non mi paga, guadagna milioni di euro,
    > forse anzi sicuramente mi
    > incazzerei.

    ╚ una libera scelta sì: sei tu che stai accettando determinate condizioni. Comunque, se l'accordo da te sottoscritto NON prevede compensi puoi incazzarti quanto vuoi... MA CON TE STESSO.
    Scomettiamo che se invece l'imprenditore accumula debiti tu NON vorresti una parte dei suddetti... ╚ un discorso che non sta in piedi.

    >
    > Se accettasi una proposta del genere senza essere
    > disperato, forse sarebbe una libera scelta. E
    > comunque se mi accorgessi che quell'imprenditore,
    > mentre non mi paga, guadagna milioni di euro,
    > forse anzi sicuramente mi incazzerei lo stesso.
    > Posso dire almeno
    > questo?
    >

    Come sopra...

    >
    > Non ci vedo nulla di irragionevole. Mettiamo pure
    > che ti offra il mio lavoro gratis. Se non ci
    > guadagni nulla, pazienza, se ci guadagni milioni
    > e non mi ricososci qualcosa, sei (tu ipotetico,
    > ovviamente) un pezzo di
    > merda.

    Assolutamente no. Se l'accordo NON prevede che ti paghi e tu l'hai accettato sarò un pezzo di merda ma tu sarai un grandisismo idiota e non potrai che protestare con te stesso.. è un discorso stile parenti che sbucano quando uno vince alla lotteria...

    Se uno propone condizioni assurde e tu le accetti mi spieghi in base a cosa protesti? Potevi pensarci prima.

    > Poi ovviamente in questo mercato solo i pezzi di
    > merda possono rimanere a galla. Ma rimane il
    > fatto che tu (tu ipotetico, ovviamente) sia un
    > pezzo di
    > merda.
    >

    Se ti fa felice... bisogna sempre essere in due nella vita... l'approfittatore non prospera se il danneggiato usa la testolina e reagisce o non cade in trappola dall'inizio.

    > > Se DECIDI di lavorare gratis, lo fai e basta e
    > > quando vuoi smetti. Se eri tanto bravo ti
    > trovavi
    > > un LAVORO
    > > PAGATO.
    >
    > Questa è un'idiozia bella e buona. Tu
    > evidentemente conosci tutti quelli che oggi
    > lavorano gratis

    No non ne conosco di gente che lavora gratis (escludendo il free software o il volontariato)

    , e sai che lo fanno per libera
    > scelta preferendo questo impegno a quello di un
    > lavoro pagato,
    > vero?
    >

    Se lavori (intendo lavoro principale, quello per mantenersi) per anni gratis o sei ricco e lo fai per passione qualche problemino di testa ce l'hai, non credi?

    > > Se un autore decide di pubblicare gratis avrà
    > > fatto le proprie considerazioni... tu che ne
    > sai?
    >
    > Già, io che ne so, mentre tu sai che è per libera
    > scelta.
    >

    Eh no.. ovviamente ha un plotone d'esecuzione che lo minaccia ogni mattina...

    > > > Ciò che personalmente rifiuto è che tu
    > > > giustifichi una ripartizione dei ricavi del
    > tipo
    > > > 100% e 0% riconoscendo come meritorie di
    > > profitto
    > > > solo un certo tipo di capacità e non le
    > > > altre.
    > >
    > > Dove l'avrei giustificata? Ripeto... si parla di
    > > buon senso non di lotte sociali... non mischiare
    > > le
    > > cose.
    >
    > Io non le mischio. Mi pare solo d'avere letto:
    > hai lavorato gratis mentre io guadagnavo
    > miliardi? Sono cazzi
    > tuoi.

    Ovvio... hai accettato e lo sapevi... sono cazzi tuoi per forza. Se invece i miliardi erano di debiti che facevi? Mandavi un assegno per aiutare?
    Come hai iniziato così puoi smettere... libera scelta, caro. Che ti piaccia o meno.

    >
    > > Io al massimo riconosco capacità (che posso
    > anche
    > > di per sé non piacermi particolarmente, sia bene
    > > inteso) commerciali/imprenditoriali generiche,
    > > non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non
    > > sto parlando di ripartizione 100-0.
    > Dimentichiamo
    > > sempre che abbiamo il coltello dalla parte del
    > > manico molto di più di quello che crediamo eh...
    > > se tizio di offre 0 tu rifiuti, l'altro
    > rifiuta,
    > > il terzo pure... quando tizio vedrà che non
    > trova
    > > nessuno passerà magari a proprorre 99-1. Se fai
    >
    > Già, fintantoché non si trovano degli altri
    > diperati disposti a lavorare per 100-0. Conosci
    > il mondo del giornalismo
    > locale?

    Sì e chi conosco non lavora gratis. Pagato male e tutto quello che vuoi ma a) non hanno mai protestato b) spirito d'iniziativa zero e quindi anni di pigrizia alla fine li paghi

    >
    > > una lotta deve essere vera e credibile non
    > andare
    > > in tribunale con pretese assurde e ridicole o
    >
    > Ancora con questo tribunale. Lasciamo perdere il
    > tribunale. Posso dire che una cosa è ingiusta
    > anche se non ho la legge dalla mia
    > parte?


    Sì ma non è questo il caso del tema dell'articolo.
    >
    > > Non ho mai affermato che il lavoratore
    > > (dipendente o meno che sia) va valorizzato il
    > > giusto. Nei limiti del possibile ho sempre
    > pagato
    > > i collaboratori il giusto e avolte di più. Non
    > > dipende sempre da te... il mercato tende al
    > > ribasso e il fisco al rialzo... Qui comunque non
    > > si parla di dipendenti ma di freelance... se
    > > fornisci servizi il prezzo lo decidi TU... poi
    > > può essere accettato o meno... spesso chi fa
    > > l'autonomo ragiona da dipendente (o peggio
    > ancora
    > > da schiavo) ma è un SUO problema che deve
    > > superare
    > > LUI.
    >
    > Evidentemente non conosci nessun ex-dipendente
    > che per non rimanere senza lavoro e patire la
    > fame è stato costretto a fare l'autonomo per non
    > fare la fame. Vivi in un posto e in circostanze
    > fortunati.

    Non confondere le situazioni a te vicine con quelle dei blogger
    non+autenticato
  • > Non confondere le situazioni a te vicine con
    > quelle dei
    > blo

    Ok, evidentente chi fa il blogger per conto terzi deve essere felice di farlo gratis facendo arricchire i terzi o comunque non deve protestare, se si incazza è solo colpa sua, poteva trovarsi un lavoro pagato e via dicendo.
    Ha ragione chi dice che fare i blogger è come fare le puttane solo con meno problemi di igiene. Non avevo mai sentito però che bisognasse fare le puttane gratis.
    Imparo ogni giorno qualcosa di nuovo.
  • Mi sono fatto una bella lettura, divertente anche come stile.
  • E' ora che questi "b. senza gloria" paghino per la loro arroganza.
    Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio scadente e usano le tue notizie per diffondere la loro peste pubblicitaria, accumulando i dati personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e hanno il coraggio di far passare questa porcata in fame per beneficienza. Vai a leggere le condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando ci pare, senza preavviso e senza un motivo valido". Peccato che, anche se non ci guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero farlo, perchè nessuna legislazione permette di fare quello che ti pare come ti pare quando ti pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro fantasia.

    Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei servizi esteri che presenta condizioni di utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto valido legalmente. Ci sono errori di traduzione grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino alla fine dei loro giorni, a patto di avere un avvocato decente. L'errore più ridicolo è di tradurre "editor" con "editore". C'è una piccolissima differenza che ai loro traduttori automatici sfugge: l'editor sei tu, l'editore sono loro. Se mi fanno firmare che l'editore non ha nessun diritto io sono ben felice. Nella prossima vita imparate a tradurre meglio, imbecilli! hehehe
    non+autenticato
  • Ognuno è libero di aprirsi un sito e farci un blog.
    Se una persona accetta di stare su un sito di un altro che esplicitamente gli dice che non gli darà una lira, be'... dopo non può pretendere di essere pagato.
    Fesso lui che per 5 anni ha lavorato gratis.
    non+autenticato
  • - Scritto da: corso di lingua italiana
    > Ognuno è libero di aprirsi un sito e farci un
    > blog.
    > Se una persona accetta di stare su un sito di un
    > altro che esplicitamente gli dice che non gli
    > darà una lira, be'... dopo non può pretendere di
    > essere
    > pagato.
    > Fesso lui che per 5 anni ha lavorato gratis.
    Quoto! Soprattutto l'ultima rigaA bocca aperta
    non+autenticato
  • Ma infatti. Non capisco perchè questo sarebbe un problema per Arianna.
    Se uno si sveglia la mattina e fa cause senza senso non vedo un grosso problema se non la parcella dell'avvocato difensore.
    non+autenticato
  • Io di problemi ne vedrei invece molti... In mezzo a mille è più facile trovare quelli che non accettano la sconfitta e se perdono allora ricorrono a mezzi ben più pesanti...
    non+autenticato
  • > Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio
    > scadente e usano le tue notizie per diffondere la
    > loro peste pubblicitaria, accumulando i dati
    > personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e
    > hanno il coraggio di far passare questa porcata
    > in fame per beneficienza.

    ti hanno puntato una pistola alla tempia e ti hanno costretto a pubblicare attraverso di loro ?

    > Vai a leggere le
    > condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è
    > gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando
    > ci pare, senza preavviso e senza un motivo
    > valido". Peccato che, anche se non ci
    > guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami
    > sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero
    > farlo, perchè nessuna legislazione permette di
    > fare quello che ti pare come ti pare quando ti
    > pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro
    > fantasia.

    fantadiritto...

    >
    > Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei
    > servizi esteri che presenta condizioni di
    > utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto
    > valido legalmente. Ci sono errori di traduzione
    > grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per
    > secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino
    > alla fine dei loro giorni, a patto di avere un
    > avvocato decente.

    hai qualche notizia di aziende condannate per questo ?
  • - Scritto da: atena mi odia
    > E' ora che questi "b. senza gloria" paghino per
    > la loro
    > arroganza.
    > Si credono onnipotenti. Ti offrono un servizio
    > scadente e usano le tue notizie per diffondere la
    > loro peste pubblicitaria, accumulando i dati
    > personali tuoi e di chi legge il tuo blog, e
    > hanno il coraggio di far passare questa porcata
    > in fame per beneficienza.

    Non è beneficienza, se è scritto chiaro e tondo che NON ti pagano e che il tuo unico EVENTUALE guadagno è la visibilità, non te l'ha ordinato il dottore di accettare il contratto... Un conto è quando c'è un REGOLARE CONTRATTO o un buono d'ordine, una lettera d'incarico, un minimo di documento "ufficiale" dove si configura l'acquisto dei tuoi servizi da parte dell'editore in cambio di denaro... piangere 5 anni dopo è da ipocriti e infantili.

    Vai a leggere le
    > condizioni di utilizzo e trovi: "il servizio è
    > gratuito, quindi te lo possiamo sospendere quando
    > ci pare, senza preavviso e senza un motivo
    > valido". Peccato che, anche se non ci
    > guadagnassero nulla (e non è vero, questi infami
    > sono ricchi grazie ai blogger) non potrebbero
    > farlo, perchè nessuna legislazione permette di
    > fare quello che ti pare come ti pare quando ti
    > pare senza preavviso e senza motivo. E' una loro
    > fantasia.
    >


    Non accetti il contratto se lo ritieni vessatorio ecc. ecc. o ti armi di avvocato disposto a seguirti in USA... a gratis ovviamente;)

    > Per non parlare del fatto che QUASI NESSUNO dei
    > servizi esteri che presenta condizioni di
    > utilizzo in italiano ti fa accettare un contratto
    > valido legalmente. Ci sono errori di traduzione
    > grossolani che basterebbero per sbeffeggiarli per
    > secoli condannandoli a pulirti il gabinetto fino
    > alla fine dei loro giorni, a patto di avere un
    > avvocato decente. L'errore più ridicolo è di
    > tradurre "editor" con "editore". C'è una
    > piccolissima differenza che ai loro traduttori
    > automatici sfugge: l'editor sei tu, l'editore
    > sono loro. Se mi fanno firmare che l'editore non
    > ha nessun diritto io sono ben felice. Nella
    > prossima vita imparate a tradurre meglio,
    > imbecilli!
    > hehehe


    Che spesso siano tradotti male o in automatico non c'è dubbio ma - guarda caso - viene sempre scritto che fa fede la versione in lingua originale... quindi... perderesti anche nel tribunale di Topolinia.

    Scrivi di meno e leggi di più va'... che serve nella vita.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccio quanta ciccia
    > Non accetti il contratto se lo ritieni vessatorio
    Se un contratto è VESSATORIO (nel senso legale del termine) lo accetto volentieri: PER LEGGE tutte le clausole vessatorie sono nulle ed il resto del contratto resta valido.
    non+autenticato
  • Amici, vorrei sapere se esiste una class action anche contro zoidu, che mi risulta avere un atteggiamento anche peggiore, ovverosia promette retribuzione e non mantiene, ti bannano senza motivo e senza preavviso e poi alle rimostranze ti viene detto che no, il tuo account è ancora funzionante, mentre non è così, e ti liquidano senza tanti complimenti. Io devo avere "solo" quaranta dollari, ma il sangue, il fegato e la bile e i bocconi amari che ho dovuto sputare per questa presa in giro spudorata...???
    Grazie!
    Paolo Palumbo, blogger trasparente.
    palumbeto@libero.it
    non+autenticato