Claudio Tamburrino

NASA, memorabilia spaziali

Lo Smithsonian, il Kennedy Space Center e il California Science Center sono le sedi scelte per ospitare gli shuttle in pensione. A Manhattan finisce il prototipo Enterprise, mentre Houston rimane del tutto deluso

NASA, memorabilia spazialiRoma - Nel giorno del trentesimo anniversario del primo lancio orbitale, la NASA ha scelto i posti che ospiteranno i quattro Shuttle tornati integri e ora mandati in pensione. Musei che ora dovranno valorizzare i reduci dello spazio, con il loro carico di polvere di stelle, sogni e storia.

Discovery era già stato destinato ad essere ospitato presso lo Smithsonian National Air and Space Museum per rimpiazzare il prototipo dell'Enterprise, il primo ad essere costruito ma mai decollato, che sarà trasferito all'Intrepid Sea Air and Space Museum di Manhattan; Atlantis sarà ospitato dal Kennedy Space Center; Endeavour, invece, andrà al California Science Center di Los Angeles.

Queste ultime generazioni di shuttle hanno passato un totale di 1289 giorni nello spazio in più di 132 missioni, ma nuove politiche spaziali con fondi limitati e il voler puntare sui voli commerciali privati hanno spinto l'agenzia spaziale a affibbiargli una data di scadenza.
Da allora si sono accavallate diverse ipotesi per l'attuale generazione di shuttle mandata in pensione, con alcune parti destinate ad essere riciclate in altri progetti, e la gran parte di oggetti destinata ad occupare musei che ne celebrino degnamente le gesta. I precedenti shuttle Challenger e Columbia sono invece andati distrutti.

La possibilità di ospitarli ha scatenato praticamente tutti i musei aerospaziali statunitensi, allettati dalla possibilità di esporli, anche se questo significa accollarsi i costi di trasporto (28,8 milioni di dollari). E qualche delusione brucia ora che le decisioni sono state prese: a partire da New York che si ritroverà con un prototipo, Enterprise, e non con un veicolo che effettivamente è andato nello spazio, per arrivare a Houston, centro spaziale rimasto del tutto a bocca asciutta, e per questo delusa.

Charles Bolden, attuale amministratore della NASA, nell'annunciare la scelta ha così voluto "ringraziare tutte le possibili destinazioni che hanno espresso il loro interessamento per uno di questi tesori nazionali". E ha spiegato che si è trattata di una decisione dettata dalla volontà di fornire a più persone possibili la possibilità di condividere questo pezzo di storia.

In quest'ottica sono stati anche destinati diversi cimeli ai musei universitari e altre istituzioni.

"Trattateli bene - ha detto Bolden rivolgendosi idealmente ai musei che ospiteranno gli Shuttle in pensione - hanno servito bene la nazione". Quella stessa gloria che ora spetterà alle navicelle a stelle e strisce non toccherà invece agli shuttle sovietici, o almeno ai suoi cimeli: mentre Vostok I, che ha portato il primo uomo nello spazio, viene venduto all'asta per 2,9 milioni di dollari, parti e componenti dei mai completati Buran, shuttle concorrenti degli space shuttle statunitensi ma di cui solo un modello è stato completato, sono stati trovati abbandonati in una discarica.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • TecnologiaHouston, è quasi fatta Le riparazioni procedono sulla ISS, ma occorreranno quattro attività extra-veicolari per portare a termine il compito. La struttura ora è comunque in grado di tornare a operare normalmente
  • AttualitàNASA: Kelly andrà sullo ShuttleNonostante le condizioni cliniche della moglie, l'astronauta Mark Kelly torna ad allenarsi. Sarà lui al comando dell'ultima missione della navetta Endeavour
  • AttualitàSoyouz, atterraggio in KazakistanNessun problema nel secondo tentativo: i tre astronauti tornano sulla Terra dopo essere riusciti a sbloccare il sistema di rilascio del modulo che li doveva accompagnare a casa
19 Commenti alla Notizia NASA, memorabilia spaziali
Ordina
  • Ma la NASA è a Roma?

    Cosa c'entra Roma?
    non+autenticato
  • niente

    ma un giorno riusciremo a farvi capire la differenza tra scrivere "huston" e "roma" all'inizio del pezzo

    quel giorno, il 20 dicembre 2012, finirà il mondo

    PS sarà lo stesso giorno in cui scriveremo volpe di fuoco e ci correggerete dicendo che è un panda
  • Ciao Luca,

    non scherzo, davvero, scusa l'ignoranza, ma qual'è la
    differenza tra scrivere "Roma" oppure un altra città
    all'inizio di un pezzo?

    Grazie.
    non+autenticato
  • > qual'è
    > la
    > differenza tra scrivere "Roma" oppure un altra
    > città
    >
    > all'inizio di un pezzo?
    >
    > Grazie.

    Il tizio che sta scrivendo il pezzo lo sta scrivendo da Roma. Tutto qua.
    non+autenticato
  • serve a chiarire quando un articolo è di fonte diretta o di fonte mediata
    è un atto di onestà nei confronti del lettore
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > serve a chiarire quando un articolo è di fonte
    > diretta o di fonte mediata
    > è un atto di onestà nei confronti del lettore

    Cioe ? ?? ???
    Come si differenziano le due cose dal nome della citta ?
    In questo caso ad esempio ?
    krane
    22544
  • se racconti di un omicidio avvenuto a Canberra, ci puoi essere o non essere
    se dici CANBERRA allora magari sei sul posto
    se dici ROMA evidentemente no

    siamo proprio all'abc della materia, eh...
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > se racconti di un omicidio avvenuto a Canberra,
    > ci puoi essere o non essere
    > se dici CANBERRA allora magari sei sul posto
    > se dici ROMA evidentemente no

    > siamo proprio all'abc della materia, eh...

    Di giornalismo, ovviamente si: sei tu il giornalista no ?
    krane
    22544
  • no, della lettura dei giornali
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > no, della lettura dei giornali

    E' proprio li' che non lo sto vedendo...
    Ho dato un'occhiata alla stampa... Roma l'ho trovato solo su un'articolo riguardante la centrale del giappone... Mha... !!!
    krane
    22544
  • Ma ci sei troll o ci fai?

    Si mette il posto da dove il giornalista scrive. In questo caso Roma.
    E non dove è avvenuto il fatto.
    Se fosse stato un inviato presente in Giappone, allora avrebbe scritto Tokio.
    non+autenticato
  • Il Columbia si e' distrutto nel rientro, non nell'atterraggio, che e' un po' diverso.
    Invece il Challenger si e' distrutto 73s dopo la partenza.
    SkZ
    78
  • Chi volesse andarlo a vedere a Sinsheim in Germania vicino a Stoccarda o meglio tra Heilbronn e Mannheim al Technik-Museum, si possono vedere sospesi all'esterno anche il Concorde e il Concorde russo Tupolev e tanti altri gioelli della storia tra auto, mezzi da guezza, treni e tanto altro anche con visioni 3D nel cinema presente sul posto, c'è anche l'altro museo vicino cioè a Speyer (vicino Mannheim-Hockenheim) con tanti altri mezzi tra cui un Boeing 747.... ecco il sito: http://www.technik-museum.de
    non+autenticato
  • ops il Buran sta a quello di Speyer.
    non+autenticato
  • cavolo ho letto ora che quel cinema ha una proiezione di 22x27 metri e che il 3D che ha non lo può offrire nessun cinema normale... wow
    non+autenticato
  • Purtroppo quel Buran esposto in germania è solo un prototipo con lo scafo in plastica/vetroresina usato per i test aerodinamici.
    Quello vero che ha volato (una sola volta, e senza equipaggio a bordo) è andato completamente distrutto quando l'hangar che lo ospitava è crollato a causa della scarsa manutenzione.
    Oltre a quello distrutto c'erano anche altri due esemplari in fase di costruzione (uno quasi completamente finito, l'altro più o meno costruito al 50%) che restano ancora da qualche parte a Baikonur, ma che l'incuria e la mancanza di fondi ha reso completamente inutilizzabili.
    Un vero peccato che il tracollo dell'urss ci abbia impedito di vedere in atto il programma buran: per certi versi quelle navette erano pure più avanzate degli shuttle americani, e adesso ci sarebbe veramente bisogno di veicoli del genere per rifornire la stazione spaziale internazionale...
    non+autenticato
  • "Queste ultime generazioni di shuttle hanno passato un totale di 1289 giorni nello spazio in più di 132 missioni, ma nuove politiche spaziali con fondi limitati e il voler puntare sui voli commerciali privati hanno spinto l'agenzia spaziale a affibbiargli una data di scadenza."

    Il sistema si è affibbiato da solo una data di scadenza dopo due incidenti mortali e la constatazione che i milioni di dollari spesi in interventi volti ad aumentare la sicurezza non sono bastati a risolvere i continui problemi.
    Lo Shuttle ha patito il fatto di essere un sistema molto complesso e ambizioso, in parte invecchiato senza raggiungere gli obiettivi iniziali in termini di costi al Kg messo in orbita.
    Sensata la scelta di passare ai privati il compito di usare tecnologie affidabili e sperimentate per il servizio trasporto in orbita bassa, lasciando l'attenzione della Nasa a quelle missioni che nessun privato potrebbe e vorrebbe sostenere (sonde esplorative dentro e fuori dal sistema solare, basi orbitali internazionali dopo la ISS).
    non+autenticato