Mauro Vecchio

Di copyright, architetti e delazioni del DRM

Un professionista di Boston contro i produttori di un software per la gestione di immagini 3D. Vi sarebbe implementato un meccanismo di rastrellamento di informazioni personali. L'uomo avrebbe scaricato una versione gratuita di prova

Roma - Una nuova, agguerrita class action, guidata da un architetto di Boston per contrastare quella che è stata descritta come una vera e propria estorsione a mezzo sistemi Digital Rights Management (DRM). Al cittadino statunitense Miguel Pimentel era stata infatti riservata un'inquietante quanto inattesa sorpresa, annunciata a freddo dalla telefonata di un rappresentante della IT Compliance Association (ITCA).

I signori del copyright si erano dunque scagliati contro il professionista di Boston, reo di aver violato il copyright relativo ad un software per la gestione delle immagini 3D chiamato Transmagic EXPERT. Nel testo presentato presso una corte del Massachusetts, Pimentel ha dichiarato di aver scaricato - da un sito non meglio identificato - la versione di prova gratuita dello strumento sviluppato dalla società Licensing Technologies Limited.

Pare che lo stesso Pimentel non fosse granché soddisfatto delle prestazioni del software, optando per la disinstallazione dopo pochi giorni. Nel pacchetto gratuito scaricato dall'architetto era però stata inserita una sorpresa, un meccanismo di tipo DRM - chiamato Sheriff - per il rastrellamento delle informazioni personali dell'utente. Lo stesso sito ufficiale di Transmagic EXPERT richiede una serie di dati per poter usufruire della versione free trial.
Nome completo, numero di telefono, datori di lavoro. Il meccanismo avrebbe trasmesso tutti questi dati agli agenti del copyright presso ITCA. Un rappresentante dell'associazione avrebbe dunque chiamato Pimentel per suggerirgli di pagare una multa di 10mila dollari dopo aver ignorato le condizioni di licenza stabilite dal software Transmagic EXPERT. In alternativa, affrontare una dispendiosa causa in tribunale.

Pimentel rischierebbe così fino a 150mila dollari di multa, almeno secondo le accuse da parte dei vertici di ITCA. Resta tuttavia da capire quale sia esattamente la fonte del download della versione demo del software. Il rappresentante di ITCA avrebbe addirittura minacciato l'architetto, intimandogli di pagare i 10mila dollari per evitare chiacchiere compromettenti con gli altri vertici del suo studio.

Mauro Vecchio
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