Cristina Sciannamblo

Digital divide presidenziale, parola di Barack

Secondo il Presidente USA, la cassetta degli attrezzi tecnologici dello Studio Ovale sarebbe indietro di trent'anni. Colpa delle esigenze di sicurezza personale. Ma anche degli sprechi

Roma - È stato più volte tacciato di essere addicted di gadget tecnologici e, in particolare, del suo amato Blackberry. Ora Barack Obama torna a parlare di tecnologia a proposito della strumentazione tecnologica di cui dispone lo Studio Ovale, usando parole poco lusinghiere.

"Sapete, ho sempre pensato che nello Studio Ovale avrei avuto una strumentazione davvero forte", ha detto il Presidente in un ristorante di Chicago, nel corso di un evento di raccolta fondi. Proseguendo: "Io sono il Presidente degli Stati Uniti. Dove sono quei tasti stravaganti e quegli schermi che spuntano?".

Obama è sembrato essere alquanto frustrato per la tecnologia in dotazione alla Casa Bianca, sentenziando: "Siamo 30 anni indietro".
Già da candidato alle elezioni presideziali, il Presidente aveva dovuto fare i conti con le limitazioni all'uso di dispositivi tecnologici per questioni di sicurezza personale e, ancora oggi, sconta la condanna di possedere un vecchio modello di Blackberry. "Se il Presidente degli Stati Uniti non può avere le ultime invenzioni in fatto di tecnologia, chi può?", avrebbe detto il Presidente spiato dai tweet dell'inviato della CBS Mark Knoller.

Il motivo di tanto scontento riguarda l'esigenza del Presidente, da sempre espressa, di conservare dei canali diretti di comunicazione con i cittadini. Una volta eletto, la sicurezza personale ha preso il sopravvento su tutto, producendo, di fatto, l'isolamento di un politico abituato a utilizzare il proprio smartphone come strumento di contatto con il mondo, con gli amici, nonché come utile supporto per i propri impegni elettorali.

Prima del coming out di Obama, le critiche all'IT presidenziale erano state condotte da Vivek Kundra, capo dei sistemi informativi della Casa Bianca, nominato dallo stesso Presidente. In una nota ai capi dei dipartimenti federali, Kundra aveva affermato: "Troppo spesso i progetti costano più di quello che dovrebbero, richiedono più tempo del necessario per essere dispiegati e distribuiscono soluzioni che non incontrano le nostre esigenze di business".

Gli argomenti cardine della critica di Kundra, e quindi della presidenza, riguardano la difficoltà del governo di adottare sistemi tecnologici innovativi quali il cloud computing e le piattaforme social per la condivisione delle informazioni.

Cristina Sciannamblo
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