Alfonso Maruccia

Lo pseudo-polimero che si autoripara

Ricercatori realizzano un materiale in grado di comportarsi come un polimero e di autoripararsi in caso di graffi e piccole lesioni. Ideale per coperture a prova di danno, come la verniciatura delle automobili

Roma - Un team di ricerca congiunto della Case Western Reserve University di Cleveland e dell'Università di Friburgo (Germania) ha realizzato un materiale con proprietà autoriparanti, in grado di presentare le stesse caratteristiche di un polimero pur non essendo, nei fatti, un polimero.

Il materiale viene definito come "polimero metallo-supramolecolare", ed è composto da fila di molecole corte che si comportano tutte alla stessa maniera. I ricercatori sono poi riusciti a rendere il composto sensibile alla luce ultravioletta, in presenza della quale le molecole del polimero fondono e vanno a riempire le aree in cui il composto risulta deficitario.


Nel video dimostrativo, girato direttamente nei laboratori di ricerca, gli studiosi che hanno sintetizzato il nuovo materiale plastico spiegano le sue proprietà autorigeneranti: una lama di rasoio taglia l'intera superficie di un piccolo campione del super-polimero, ma l'esposizione ai raggi UV consente al sample di "guarire" dal taglio in una manciata di secondi.
Notevoli, dicono gli autori dello studio, le potenzialità della nuova tecnologia polimerica. Certo vanno considerati i possibili effetti negativi delle fonti di calore sulle coperture plastiche autorigeneranti, ma i ricercatori non hanno dubbi sul futuro impiego del materiale in applicazioni pratiche concrete.

Alfonso Maruccia
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