Claudio Tamburrino

Barnes&Noble: vade retro Microsoft

La catena risponde alla denuncia mossagli per colpire Android: i brevetti coinvolti sarebbero su tecnologie "banali" e Redmond ne farebbe un utilizzo distorto. Ma ce n'è per tutti, anche per Nokia

Barnes&Noble: vade retro MicrosoftRoma - Barnes&Noble ha depositato la sua difesa nel caso che la vede trascinata sul banco degli imputati da Microsoft.

Redmond l'aveva denunciata a fine marzo insieme ai produttori di Nook, Inventec e Foxconn, per violazione di cinque suoi brevetti su tecnologie utilizzate dal sistema operativo del device, Android di Google. Sempre Mountain View era stata suo bersaglio indiretto in precedenti cause contro i produttori di smartphone che ne impiegano l'OS mobile, Motorola e HTC. Quest'ultima ha accettato, come in precedenza Amazon, di stringere un accordo di licenza con Microsoft.

Come nei casi precedenti, anche la violazione di B&N, di Inventec e di Foxconn si concretizzerebbe nel momento in cui il SO viene installato sui device prodotti.
L'obiettivo principale di Redmond parebbe quello di competere indirettamente con Android rendendo le sue licenze meno gratuite e quindi meno convenienti. Nelle carte depositate B&N afferma esplicitamente che Microsoft intende approfittare di tecnologie non da lei stessa inventate, cercando di far pagare licenze esorbitanti per rendere il SO Android non competitivo "sia per costi che per problemi di produzione derivanti da assurde restrizioni di licenza".

Come royalty per l'utilizzo di Android (o meglio, delle tecnologie brevettate da Microsoft e impiegate nel sistema operativo open source di Google), Redmond chiederebbe addirittura più di quanto fa per l'intero SO Windows Phone 7, cioè una cifra compresa tra i 10 e i 15 dollari ad apparecchio. E sarebbe ancora maggiore nel caso di suo impiego all'interno di Nook, considerato un po' di più di uno smartphone.

B&N ritiene invece che con i brevetti citati Microsoft non possa pretendere nulla da Android/Google: le innovazioni sarebbero da ritenere "evidenti" già al tempo della loro rivendicazione e le uniche ragioni finora raccolte (come l'accordo sottoscritto con Amazon e HTC) rappresenterebbero solo la paura delle aziende chiamate in causa dei costi legali da sostenere. Microsoft farebbe, secondo la catena di librerie, un "uso distorto" del sistema brevettuale e di titoli ottenuti su tecnologie "superate e non essenziali", nonché "banali e invalide". Insomma, si starebbe parlando di brevetti di dubbio valore innovativo, come quello recentemente concessogli per una tecnologia depositata nel 2004 relativa ad un sistema per un'interfaccia per gli acquisti online.

Nella strategia aggressiva, poi, Microsoft avrebbe trovato un pari come Nokia, insieme al quale - dice sempre B&N - avrebbe stretto un accordo per una offensiva coordinata per sfruttare al meglio i rispettivi brevetti. Un patto che si sarebbe delineato con l'arrivo dell'ex Microsoft Stephen Elop a Espoo e con la scelta di Windows Phone 7 come sistema operativo dalla finlandese. Proprio il nuovo CEO, a pochi giorni da questa decisione, avrebbe esplicitamente dichiarato che le due hanno insieme un portafogli brevettuale "decisamente forte" e che "intendono usarlo sia difensivamente che offensivamente".

Questa alleanza di fatto comporterebbe, secondo B&N, una violazione della normativa antitrust e di conseguenza una "minaccia per il settore mobile e per la diffusione di sistemi operativi open source".

Microsoft ha risposto dichiarando che al centro del caso non vi è certo la sua condotta, che è peraltro quella di chiunque veda la propria proprietà intellettuale minacciata, ma le responsabilità di B&N e degli altri imputati.

Claudio Tamburrino
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78 Commenti alla Notizia Barnes&Noble: vade retro Microsoft
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  • E' ovvio: basta non comprare i prodotti Microsoft o, comunque, dei produttori che fanno un uso distorto dei brevetti al fine di osteggiare il libero progresso tecnologico.

    IO NON ACQUISTERO' MAI UNO SMARTPHONE CON SOPRA INSTALLATO MICROSOFT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!091457
    non+autenticato
  • Scusate la piccola elucubrazione ma non posso fare a meno di notare che di fronte ad una notizia di attacco MS verso Barnes&Noble su prodotti Android/Google, le peggio accuse a MS fatte in questi commenti arrivano principalmente dai soliti fan Apple. Lo stesso Panda Rossa (noto "aggressore" MS, senza offesa per nessuno, ciao Panda!), non dedica più di un post alla notizia. La cosa mi fa pensare e la mia personalissima conclusione è che qualcuno ha la coda di paglia, sai com'è, se riesci a dimostrare che il tuo avversario è peggio di te allora esci più "pulito" dal confronto.

    In un vecchio servizio di Travaglio una volta ho sentito una cosa che mi ha fatto un pò ridere nella sua semplicità e più o meno diceva: "se un ladro accusa un altro ladro, non è che di ladri ce ne sono solo uno e viene condannato chi ha rubato di più, ma abbiamo un totale di due ladri".

    Naturalmente non sto dando del ladro a nessuno, è solo un esempio.
    buon week end!!!
    non+autenticato
  • Nessuna coda di paglia. Piuttosto sarà perché chi la conosce la evita?
    non+autenticato
  • A quanto pare rende di più investire in studi legali che in ricerca e sviluppo.
    Giusto proteggere la proprietà intellettuale, ma serve garantire l'innovazione. Altrimenti solo le grosse aziende, che hanno i mezzi per difendersi in tribunale, potranno continuare sviluppare, mentre le piccole e le nuove aziende, dalle quali spesso nascono grandi innovazioni, periranno.
    non+autenticato
  • Io credo che Microsoft ormai cavalchi una posizione dominante, un monopolio, e si faccia forte di questo per attaccare gli altri nei settori dove non riesce a penetrare.

    Non è che sui PC la gente compra Windows perché tra le tante alternative lo giudica il migliore. Ma perché c'è costretta, non solo dal fatto che ti viene imposto preinstallato, ma perché tutto il software di produttività più diffusa è lì.

    Io sono fermamente convinto che se esistenze un MacOSX o un Linux che ha altrettanto software di produttività, la gente Windows non lo vorrebbe. Ormai ne siamo talmente inorriditi dai problemi di bug, scarsa qualità, virus e malware, e l'arroganza delle imposizioni di quell'azienda che sarebbe automatico evitare i suoi prodotti.

    Tornando a questo discorso dei brevetti, Microsoft ha visto crollare il suo mercato nel mobile a causa di sistemi che essa stessa non riesce a battere. Ma non è che non li riesce a battere per via del costo inferiore, ma perché lì c'è concorrenza, e la gente ha la possibilità di evitare i suoi prodotti.

    In un certo senso c'è in gioco il futuro, perché i tablet e i device mobili sono il futuro, e lì Windows è solo una nicchia, e probabilmente si sono resi conto che rimarranno tali. E allora hanno imbracciato il fucile dei brevetti, in tipico stile americano...
    iRoby
    5627
  • Ecco cosa intendono Microsoft e Nokia per "concorrenza": prodotti di me**a e FUD verso tutti gli altri produttori.
    Se non hanno il monopolio non sono contenti.
  • sembrano proprio così....mezzucci per cercare di evitare l'inevitabile, e che figura meschina ci fanno...tra sony e M$ chi è peggio?
  • - Scritto da: Lucadiver
    > sembrano proprio così....mezzucci per cercare di
    > evitare l'inevitabile, e che figura meschina ci
    > fanno...tra sony e M$ chi è
    > peggio?

    e te lo chiedi pure?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lucadiver
    > tra sony e M$ chi è
    > peggio?

    mmm cavolo e io che pensavo che la fisica fosse difficile, invece questa domanda lo è molto di piùA bocca aperta

    a livello di merdolinità credo che sony stia messa peggio però almeno ti spala in faccia la merda di produzione propria, mentre ms trolleggia alla grande su cose campate in aria

    diciamo che si tratta di troll alla pari ognuno con una propria trollesca personalità
    non+autenticato
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