Roma - C'è chi
ha sottolineato come Arianna Huffington non sembri affatto intimorita dalla
class action multimilionaria avviata da un gruppo di blogger del suo gigantesco aggregatore di notizie
The Huffington Post. Un'ipotesi non priva di fondamento, alla luce di una recente campagna di reclutamento annunciata dal portale AOL.
Poco più di una settimana per radunare circa 8mila nuovi blogger, da destinare ai vari siti d'informazione locale gestiti dalla piattaforma controllata
Patch. Ragazzi, adulti, baristi, semplici coltivatori di hobby e passioni. Tutti potranno
candidarsi per aprire un blog personale, appunto ospitato dagli spazi web dei vari siti del network di AOL.
Il prossimo 4 maggio partiranno infatti le rotative virtuali di
Patch, piattaforma che seguirà sul territorio statunitense le più svariate evoluzioni della cronaca locale. Ai tanti siti controllati serviranno dunque collaboratori, blogger alle prime armi capaci di raccontare con passione,
ma soprattutto con tanta voglia di visibilità.
Ed è proprio sulla parola visibilità che casca il proverbiale asino. Gli stessi vertici editoriali di
Patch hanno tenuto ad evitare qualsiasi fraintendimento:
nessuno degli 8mila blogger richiesti verrà pagato. Si tratterebbe di una questione di
indipendenza e obiettività giornalistica, minacciata da eventuali compensi in denaro.
"Potreste ottenere la fama, ma non una fortuna economica" - ha infatti
sottolineato l'
editor di
Patch Daniel Hubbard - le vostre preziose idee avranno il privilegio di essere ospitate dai nostri siti. E dato che siamo parte dell'
Huffington Post Media Group, riusciremo occasionalmente a mettervi davanti ad un pubblico immenso".
Mauro Vecchio