Claudio Tamburrino

Sony, un nuovo vecchio attacco

Un'altra offensiva con conseguente furto di dati sarebbe stata subita dal servizio Sony Online Entertainment. Avvenuta il giorno prima del buco di PSN, Sony ne dà ora l'annuncio

Roma - Non sono finite le brutte notizie legate alla sicurezza del circuito online di Sony: dopo l'attacco subito dal PlayStation Network (PSN), anche il servizio Sony Online Entertainment (SOE) sembra esserne rimasto vittima. A dimostrazione che la ferita aperta dall'improvvisa esclusione della possibilità di installare un diverso sistema operativo (utilizzata soprattutto per Linux) sull'hard disk della PS3 e dalla conseguente denuncia a GeoHot, reo dello "sblocco" della PlayStation, sanguinerebbe molto più di quanto previsto dalla giapponese.

L'episodio più eclatante in quello che è diventata una battaglia che vede contrapposti Sony e gli smanettoni, cracker e hacker che si ritengono danneggiati dal repentino cambio di atteggiamento della giapponese, è l'attacco che PlayStation Network ha subito la settimana scorsa. Con esso sono andati offline i servizi PSN e Qriocity per sette giorni, i dati sensibili (comprese le password e, in alcuni casi, le carte di credito) degli utenti registrati sono stati compromessi e di conseguenza ne è uscita danneggiata l'immagine di Sony.

Subito dopo aver ammesso l'attacco subito, d'altronde, la giapponese ha annunciato di star provvedendo a "ricostruire il sistema e rafforzare ulteriormente l'infrastruttura di rete", introducendo per esempio nella gerarchia aziendale la figura del Chief Information Security Officer, e offrendo inoltre agli utenti impauriti dall'attacco ricchi premi e cotillon.
Gli annunci, tuttavia, sono stati seguiti dalla notizia secondo cui vittima dell'attacco cracker non sarebbero solamente PSN e Qriocity, ma anche Sony Online Entertainment (SOE), circuito dedicato ai giochi sviluppati per PC. I dati degli utenti SOE sarebbero stati compromessi anche prima di quelli di PSN, dal momento che l'attacco risulta risalire alla notte tra il 16 e il 17 aprile, un giorno prima rispetto a quello subito da PSN.

Ad essere rubati sono stavolta i nomi, gli indirizzi, le email, le date di nascita, i numeri di telefono e le altre informazioni condivise dagli utenti del circuito, nonché quelli contenuti in un database relativo a utenti risalenti a prima del 2007, 23.400 netizen austriaci, tedeschi, olandesi e spagnoli di cui Sony deteneva circa 10.700 ricevute di versamento.

Il nuovo attacco sembra aver permesso ai cracker di rubare circa 12.770 numeri di carte di credito di clienti Sony e un totale di altri 24,6 milioni di utenti.

Sony, che afferma di non aver notizie circa un effettivo utilizzo dei dati rubati, dichiara di aver divulgato solo ora la notizia perché solo ora ne è venuta a conoscenza.
Anche per gli utenti SOE Sony promette trenta giorni di abbonamento gratuito e un giorno in più per ogni giorno in cui il servizio resterà offline.

Claudio Tamburrino
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