Cristina Sciannamblo

Mozilla per il giornalismo aperto

MoJo è la partnership tra il Panda Rosso e The Knight Foundation. In tre anni verranno studiate e implementate nuove forme che integrino web e pratiche di giornalismo. Per favorire partecipazione e interazione

Roma - Si chiama MoJo, crasi moderna che tra le parole "Mozilla" e "Journalism", ed è la partnership siglata tra Mozilla e The Knight Foundation dedicata all'esplorazione delle forme con cui il web aperto può innovare il giornalismo.

Knight Foundation è una fondazione statunitense che si occupa di investigare le nuove opportunità in grado di far crescere il giornalismo e le comunità cui questo si rivolge. Il nuovo progetto in collaborazione con il Panda Rosso intende esplorare nuove vie attraverso le quali il destinatario tradizionale del flusso di informazioni è in grado di intervenire nel processo di formazione delle news.

Nella pagina dedicata al progetto si legge: "Il giornalismo e il Web sono costruiti su valori comuni. Come il Web, il futuro del giornalismo poggia sull'accesso e la partecipazione universale. Noi vogliamo elevare al meglio sia il giornalismo sia il Web attraverso una continua innovazione. Lavorando insieme, esperti di tecnologia e giornalisti possono raggiungere grandi obiettivi".
Aljazeera, BBC, Boston.com, Zeit online e The Guardian hanno aderito all'iniziativa di ospitare esperti di tecnologia all'interno delle redazioni per condividere nuove idee e creare strumenti innovativi a beneficio del lavoro dei giornalisti e dell'esperienza dei lettori.

MoJo si articola in tre momenti spalmati su tre anni. Si parte con una sorta di brainstorming per trovare soluzioni originali ad alcune tematiche, poi un confronto tra le idee elaborate nella prima fase, una selezione delle migliori e la loro realizzazione; infine, un terzo momento in cui i partecipanti lavoreranno all'interno delle redazioni per implementare le soluzioni studiate.

Tra i dibattiti in corso emerge la discussione su come reinventare i forum e sulle nuove architetture browser tese a incentivare la partecipazione e l'interazione.

Cristina Sciannamblo
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