Claudio Tamburrino

Anonymous perde la testa

Paradossale scontro all'interno degli AnonOps, la parte (non direttamente coincidente) del gruppo di hacktivisti senza un capo che ne amministra i server e i canali IRC

Anonymous perde la testaRoma - Il gruppo di hacktivisti Anonymous sta vivendo il suo primo scontro intestino: i servizi e i server IRC sono diventati il campo di battaglia di una lotta fra quelle che appaiono due opposte e insanabili fazioni.

Gli osservatori scomodano paroloni come guerra civile e frattura. Certo, i fatti sono di quelli sorprendenti per la violenza virtuale degli attacchi scambiati dagli ex commilitoni e perché delineano, forse per la prima volta, crepe all'interno dello sciame che era Anonymous: un attacco che ha interessato AnonOps, la rete IRC e gli altri servizi legati al gruppo anche se non perfettamente coincidente con esso, è stato condotto da una fazione interna al gruppo stesso e ha portato ad una scalata ostile ad alcuni dei suoi server IRC.

Ryan, questo il nome con cui è conosciuto il leader dei rivoltosi, dice di aver preso il controllo dei siti anonops.net e anonops.ru e mandato momentaneamente offline i server IRC di Anonymous perché gli AnonOps, i system operator che controllano i server e con cui lui stesso per un periodo di cinque mesi ha lavorato, sono diventati troppo centrali nell'organizzazione del gruppo. E per dimostrare quanto le loro stesse piattaforme non fossero sicure. Per sottolineare ancora meglio l'inadeguatezza di alcuni operatori avrebbe anche provveduto a divulgare una lista con i loro nomi e i loro indirizzi IP.
Anche per altri utenti che pubblicano adesso le loro versioni, gli attuali AnonOps avrebbero costituito una sorta di "club segreto, un'aristocrazia basata su canali di chat ad invito e decisioni prese dall'alto sulle operazioni da condurre". Il tutto partito da una sorta di potere corruttivo giunto con la reputazione conseguita dai loro nomi semplicemente attraverso il lavoro di operatori dei canali di AnonOps.

Per questi, invece, in particolare coloro che si firmano The "Old" AnonOps Staff (gli utenti conosciuti come shitstorm, Nerdo, Owen, blergh e Power2All) e che hanno mantenuto il controllo di anonops.in, Ryan avrebbe tentato di imporre la sua leadership con un "colpo di stato" contro la "struttura senza comando che finora ha caratterizzato gli amministratori di rete del gruppo" e per farlo avrebbe trovato "amici a skidsr.us" e presso 808chan.
Essi confermano di aver perduto i domini .net e .ru e affermano che vanno considerati pericolosi per chiunque vi faccia accesso. Nel frattempo i loro sostenitori si sono attivati contro Ryan e sembrano averne individuato nome, indirizzo, numero di telefono e account Skype: si tratterebbe di un diciassettenne di Wickford, Essex, Regno Unito.

Per altri netizen e commentatori dei siti di AnonOps, sia Ryan che Owen, più volte nominato come leader dell'altra fazione, non rappresentano altro che i classici due generali che in seguito ad una rivoluzione si scannano per guadagnare il potere.

D'altronde occorre in parte ridimensionare la portata della vicenda sul gruppo Anonymous: questo, in teoria, è qualcosa di diverso e di più rispetto ad AnonOps, che proprio per il compito di controllo sui server hanno un ruolo più statico e meta-istituzionale.

Anonymous è invece fatto anche di sostenitori passeggeri, di non-hacker, di "persone qualunque" che vogliono solo protestare contro una determinata situazione che ritengono un'ingiustizia o un sopruso ritrovandosi, per esempio, in un attacco DDoS che si limita a riprodurre online le forme delle proteste del mondo reale.
Hacktivisti, esperti di sicurezza o profani dell'informatica, adolescenti, ventenni o adulti: "Noi siamo legione. Noi non perdoniamo". Ma, come l'episodio biblico che viene citato, al massimo qualche centinaio di maiali può cascare da una scogliera. O qualche adolescente venire perseguito dalla giustizia alla disperata ricerca di un responsabile all'interno di un gruppo irresponsabile, inteso come senza un vertice, unito solo dall'anonimato.

"Anarchia - dice V in V per Vendetta, peraltro lo stesso nome con cui era conosciuto Ryan quando si impegnava come AnonOps - non significa senza ordine: significa senza capi".
Il gruppo, che misconosce anche l'utilizzo di questo termine, vuole cioè rappresentare qualcosa di diverso: "Siamo solo un'idea senza contorni, che si forma e si deforma con i cambiamenti del mondo".
E forse ormai stiamo in una nuova filosofia (e in un altro fumetto), magari ora ha ragione Joker ne Il Cavaliere Oscuro: "Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... tutto diventa improvvisamente caos. Sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo".

Claudio Tamburrino
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99 Commenti alla Notizia Anonymous perde la testa
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  • La storia insegna. I gruppi mossi da un'ideale sono compatti nel perseguire il loro scopo. Diversamente, i gruppi nati dall'odio e dalla rabbia sono compatti solo finché l'odio e la rabbia dei singoli coincidono tra loro. E questo può durare poco.

    Vari scismi sono prevedibili.
    non+autenticato
  • 100 punti a tAmburrino per la citazione "Joker ne Il Cavaliere Oscuro"!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > niente di più.

    Con le tue conoscienze tecniche quindi non ti sara' difficile risalire a loro e farlo, facci ridere dai: come faresti ?
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    Modificato dall' autore il 11 maggio 2011 13.03
    -----------------------------------------------------------
    krane
    21455
  • Quanto mi mancano...
    che belli erano i tempi dei nuke dei (pochi) isdn che flooddavano i (tanti) 33K
    non+autenticato
  • - Scritto da: NS256
    > Quanto mi mancano...
    > che belli erano i tempi dei nuke dei (pochi) isdn
    > che flooddavano i (tanti)
    > 33K

    Poi arrivavano i seri con i server universitari esteri cracckati e non c'era piu' storiaA bocca aperta
    krane
    21455
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: NS256
    > > Quanto mi mancano...
    > > che belli erano i tempi dei nuke dei (pochi)
    > isdn
    > > che flooddavano i (tanti)
    > > 33K
    >
    > Poi arrivavano i seri con i server universitari
    > esteri cracckati e non c'era piu' storia
    >A bocca aperta

    Ricordo con molta nostalgia il mio primo takeover effettuato sul chan #under16 (ero davvero under 16) di irc.tin.it
    non+autenticato
  • lol, tutto sto polverone intorno ad Anonymous mi fa sempre ridere e mi dà un po' fastidio che una testata come Punto Informatico ne parli allo stesso modo in cui lo potrebbe fare Studio Aperto o Cronaca Vera.

    Anonymous è un gruppo nemmeno tanto grosso di ragazzini in cui solo una manciata ha qualche competenza tecnica e nessuno di loro può fare granché per danneggiare un qualunque sistema informatico minimamente serio. La maggior parte poi, sono americani ed è tutto un dire sullo spessore intellettuale con cui questi possono partecipare alle attività.

    Queste "lotte intestine" poi, sono nient'altro che scaramucce come ne accadono ogni giorno in qualsiasi community web. Anonymous non è nemmeno tanto grande, basta andare sul loro irc o far parte dell'ambiente per circostanziare la cosa ad al massimo 200 permanenti e qualche migliaio di persone che ha il client per fare DDoS trovati di volta in volta su Facebook, 4chan, twitter e tumblr.
  • - Scritto da: chobeat
    > La maggior parte
    > poi, sono americani ed è tutto un dire sullo
    > spessore intellettuale con cui questi possono
    > partecipare alle
    > attività.

    ah beh. Che analisi sagace. Perché se fossero stati romeni, indiani, russi, italiani o inglesi ?
  • Sicuramente un europeo ha una cultura, una coscienza sociale e politica molto più sviluppata di un americano. Poi certo, sopratutto in Italia, la situazione rimane tragica, non dico che se Anonymous fosse tutto italiano, la situazione sarebbe migliore, ma gli americani si sentono i padroni del mondo e Anonymous non è altro che la voglia dell'americano medio di punire i "cattivi" in giro per il mondo, come quei redneck che sparano al primo che mette un passo nel loro ranch.

    Gli americani sono dei barbari con il coltello dalla parte del manico e come portano la guerra in giro per il mondo sotto l'insegna del "Noi siamo i buoni, andiamo in giro a fare la bua ai cattivi" (vi invito a guardare il discorso di Condoleeza Rice all'Onu di qualche anno fa), così Anonymous va a dar fastidio a tutto ciò che non piace al diciottenne americano medio (o equivalente europeo per cultura e stile di vita).
  • - Scritto da: chobeat
    > Gli americani sono dei barbari con il coltello
    > dalla parte del manico e come portano la guerra

    Quindi chi dice "italiani mandolino spaghetti mafia" ha ragione.
  • Non è una questione di luoghi comuni, magari fosse così. è una questione di formazione culturale, di establishment, di concezione della società. O mi vuoi venire a dire che un europeo ragiona esattamente come un americano, un cinese o un russo? Vuoi venirmi a dire che la visione del mondo che hanno queste nazioni non si ripercuote sulla loro politica internazionale? Il concetto stesso di attivismo, in qualsiasi società collettivista come può essere ad esempio quella giapponese, non prenderebbe mai queste forme, queste connotazioni.

    Tu la fai troppo semplice, oppure vivi nello stesso mondo incantato dove vivono gli americani.
  • - Scritto da: chobeat

    > Tu la fai troppo semplice, oppure vivi nello
    > stesso mondo incantato dove vivono gli
    > americani.

    Complimenti, ti sei contraddetto nella stessa frase. "Tu la fai troppo semplice, oppure vivi nello stesso mondo incantato dove vivono gli americani"... se tu non vedi una contraddizione mostruosa in quello che hai appena scritto, non c'è davvero speranza...
    non+autenticato
  • Non vedo dove sia la contraddizione.
  • - Scritto da: chobeat
    > O mi vuoi venire a dire che un europeo
    > ragiona esattamente come un americano, un cinese
    > o un russo? Vuoi venirmi a dire che la visione
    > del mondo che hanno queste nazioni non si
    > ripercuote sulla loro politica internazionale?

    Sai qual'e' la differenza fra un razzista ed un cosmopolita?
    Te la dico io...il razzista crede che sia possibile catalogare le persone in base al colore della pelle o alla nazionalita' o al luogo in cui le persone vivono...mentre il cosmopolita sa che in ogni luogo del pianeta esistono i delinquenti,le brave persone, i fanatici religiosi i laici gli atei le persone colte le persone ignoranti i ricchi e i poveri, i gay e gli etero... Tu lo sai che tra tutte le persone che ho incontrato quelle che si avvicinano al mio modo di pensare erano indiane?
    Ora come fanno un indiano ed un italiano di nazioni cosi' diverse ad avere una visione comune del mondo ? Appunto perche' il concetto di nazionalita' conta fino ad un certo punto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franky
    > - Scritto da: chobeat
    > > O mi vuoi venire a dire che un europeo
    > > ragiona esattamente come un americano, un cinese
    > > o un russo? Vuoi venirmi a dire che la visione
    > > del mondo che hanno queste nazioni non si
    > > ripercuote sulla loro politica internazionale?
    >
    > Sai qual'e' la differenza fra un razzista ed un
    > cosmopolita?
    > Te la dico io...il razzista crede che sia
    > possibile catalogare le persone in base al colore
    > della pelle o alla nazionalita' o al luogo in cui
    > le persone vivono...mentre il cosmopolita sa che
    > in ogni luogo del pianeta esistono i
    > delinquenti,le brave persone, i fanatici
    > religiosi i laici gli atei le persone colte le
    > persone ignoranti i ricchi e i poveri, i gay e
    > gli etero... Tu lo sai che tra tutte le persone
    > che ho incontrato quelle che si avvicinano al mio
    > modo di pensare erano
    > indiane?
    > Ora come fanno un indiano ed un italiano di
    > nazioni cosi' diverse ad avere una visione comune
    > del mondo ? Appunto perche' il concetto di
    > nazionalita' conta fino ad un certo
    > punto...

    No, caro. La differenza tra un razzista e un cosmopolita sta nel fatto che il primo ritiene che la differenza tra un cinese ed un europeo sia genetica e non la accetta, mentre il cosmopolita ritiene che sia culturale e la accetta, ma nessuno dei due nega la differenza. Quello che la nega non è né razzista, né cosmopolita: semplicemente non ha capito un tubo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ashura

    > No, caro. La differenza tra un razzista e un
    > cosmopolita sta nel fatto che il primo ritiene
    > che la differenza tra un cinese ed un europeo sia
    > genetica e non la accetta, mentre il cosmopolita
    > ritiene che sia culturale e la accetta, ma
    > nessuno dei due nega la differenza.

    Ah si'...bravo allora quando gli americani dicono che l'Italia e' un paese di mafiosi,di corrotti e di razzisti che odiano gli stranieri...
    hanno ragione...a catalogare gli italiani come razzisti dopo aver visto qualche comizio della Lega Nord...
    Quindi secondo te ogni italiano presente sul territorio e' culturalmente affine a Berlusconi o ad a Veltroni...l'individualita' non esiste...

    > Quello che la
    > nega non è né razzista, né cosmopolita:
    > semplicemente non ha capito un
    > tubo...

    O forse ha viaggiato ed ha parlato con le persone che vivono in altre parti del mondo .... mentre colui che trova differenze molto marcate evidentemente ha passato troppo tempo a guardare il tg1 o il tg4 o a leggere qualche cretinata su qualche giornale..che dici?
    O forse tu sei tra quelli che ritengono che le donne in Africa sono sottomesse agli uomini e trattate come degli stracci?
    Vuoi vedere una donna culturalmente sottomessa...Guarda ecco le donne africane sottomesse agli uomini...
    non+autenticato
  • Ma hai almeno fatto finta di leggere ciò che ho scritto? Sai cosa vuol dire "tendenza"? La smettete di rispondere come se avessi detto "Ogni singolo americano si comporta da americano e quindi da ignorante mentre ogni singolo italiano/indiano/irlandese si comporta esattamente come il resto del suo popolo"? Io non ho detto questo, non sto facendo un discorso di razze, né men che meno un discorso generalista. Vi ho già invitato a cercare di leggere un attimino ciò che ho scritto, se non volete farlo, non replicate con argomentazioni che non c'entrano una fava.
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