Cristina Sciannamblo

Brunetta: la CID per i dipendenti della PA

Il titolare della Pubblica Amministrazione ha presentato la nuova tessera magnetica di riconoscimento. Valida anche per l'espatrio, consentirÓ di ottenere, secondo il Ministro, risparmio e trasparenza

Roma - Due le notizie rilevanti in merito all'intervento del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta nel corso del ForumPA 2011 partito in questi giorni: WiFi in tutte le scuole italiane entro il 2012 e carta elettronica di riconoscimento per i tutti i dipendenti pubblici.

Il piano per il collegamento senza fili delle scuole italiane era stato lanciato di concerto col ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il progetto, ha spiegato il titolare di Palazzo Vidoni, coinvolgeràcinquemila scuole nei prossimi sei mesi e le restanti cinquemila nei sei mesi successivi per un costo previsto di 5 milioni di euro per la prima fase. Gli istituti scolastici che vogliano usufruire del servizio dovranno prenotarsi presso il portale ScuolaMia. L'operazione prevede anche il contributo di Regioni, fondazioni e altri enti.

Ma la verà novità emersa dalla presentazione del Ministro Brunetta è il lancio della tessera elettronica dei dipendenti pubblici. Quest'ultima è prevista nel DPCM 24 maggio 2010 che stabilisce "le regole tecniche per il rilascio, in formato elettronico, della tessera personale di riconoscimento (Modello AT) ai dipendenti di ruolo delle amministrazioni pubbliche statali nonché al personale militare in attività di servizio ovvero in posizione di ausiliaria".
Brunetta ha auspicato il rilascio della carta entro un anno o, si augura, anche prima. La tessera personale AT avrà una funzione di riconoscimento valida per l'espatrio e permetterà l'accesso a tutti i servizi digitali della PA. Saranno, inoltre, disponibili una serie di servizi opzionali: firma elettronica qualificata o digitale, controllo accessi, rilevamento presenza, accesso alla postazione di lavoro, accesso ad aree riservate, accesso alla mensa, posta elettronica certificata (PEC), posta elettronica sicura.

Il titolare del dicastero ha sottolineato i vantaggi in termini economici generati da quest'ultimo prodotto della digitalizzazione. Un cospicuo contenimento dei costi, infatti, sarà guadagnato grazie alla nuova carta multiservizio: dematerializzazione dei documenti cartacei, informatizzazione dei flussi lavorativi e, dunque, una maggiore trasparenza amministrativa.

Infine, la tessera potrà essere utilizzata come strumento di accesso alle convenzioni previste per i dipendenti della pubblica amministrazione centrale e locale.

Cristina Sciannamblo
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37 Commenti alla Notizia Brunetta: la CID per i dipendenti della PA
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  • Tutti sanno criticare, nessuno propone.
    non+autenticato
  • Ce l'avevano proposto e gli avevamo detto che non ce ne facevamo nulla. Ci sono rimasti male: "Come??? Qui c'è un investimento da portare avanti, il budget ce l'avete, è un'opportunità per imprimere una spinta tecnologica ecc. ecc." Comunque avevamo risposto "No, grazie."

    Però evidentemente sono troppo forti gli interessi di chi deve guadagnarci.

    E prosegue la bufala della dematerializzazione. Io continuo a lavorare con la carta, anche perché i Direttori pretendono così. Se lavorassimo su documenti digitali, le note verrebbero approvate molto prima, invece passano mesi e mesi.
    non+autenticato
  • Che nella frenesia digitalizzatoria del nostro Ministro non riappariva la "tessera multiservizi" che ormai credevamo dimenticata? Ora la tessera del pubblico dipendente!!! Username e password piu' OTP possono sostituire qualsiasi pezzo di plastica nella autenticazione e nella firma digitale, di banda magnetica basta quella del tesserino del codice fiscale, (PEC inclusa) Ma le aziende che realizzano i tesserini debbono pur rientrare degli investimenti fatti nelle campagne elettorali...

    Si ripesca la roba di 15 anni fa.... che depressione!
  • e le credenziali saranno:

    marco bianchi...mbianchi marco
    luca rossi....lrossi luca


    renato brunetta....rbrunetta renato...


    vedrai che feste
    non+autenticato
  • Non credo di svelare il segreto dell'acqua calda, ma insomma tutti dovrebbero sapere che queste iniziative hanno alle spalle aziende che vogliono denaro dal mondo pubblico. Per quello si continua a sovrapporre carte su carte, iniziative incompatibili con altre, dati ovunque, responsabilità diluite a fronte di leggi stringenti.

    Avete visto con che livello di attenzione certificano la vostra identità prima di concedervi il PIN per la firma elettronica della vostra card sanitaria? (qui in Lombardia, almeno)
    Eppure con quella carta e il PIN potreste "firmare" impegni contrattuali che spetterebbe poi al legittimo intestatario dimostrare falsi!
    Sarebbe bastato stabilire che le stesse strutture comunali titolate al rilascio della carta d'identità rilasciano il nuovo documento d'identità che ha anche valore identificativo per la sanità, no?

    Sapete perché certe regioni hanno iniziato "sperimentazioni" con card sanitarie che non sono necessariamente approvate e compatibili sul territorio nazionale? Perché le lobbies esistono, eccome.

    Questo comunque non significa che sia giusto che tutte le uova stiano nello stesso paniere: per me la carta che mi identifica deve essere diversa dalla carta con i miei dati sanitari: la prima la consegno al finanziere alla frontiera, la seconda al dottore al pronto soccorso. Altrimenti tra poco sarà naturale che i dati sanitari (DNA incluso) siano elementi per identificarmi e schedarmi, oppure che chi accede un sistema riesca a conoscere tutto su di noi.
    Sembra una paranoia, poi ti documenti un po' e capisci che la vita reale è sempre quella delle password scritte sui post-it, delle card digitali passate di mano per delegare il lavoro alla segretaria o al commercialista, dei database "di appoggio" o di "test" che diventano permanenti depositi incustoditi di tuoi dati. Buon chip a tutti.
    non+autenticato
  • "Tutto chiacchiere e distintivo"

    Nel caso fosse una cosa concreta, inizierei la sperimentazione dandola ai deputati, che sono i primi dipendenti pubblici....
    non+autenticato
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