Claudio Tamburrino

Bufale anti-Google, il mandante era Facebook?

Conferme da un portavoce: ha contattato un'azienda di PR perché Google starebbe attuando azioni lesive per la privacy e attingendo ai dati in possesso del social network in blu. Ma Zuckerberg lo sa?

Roma - Dietro un tentativo di "macchina del fango" contro Google sembra esserci proprio Facebook.

Nei giorni scorsi Google, proprio mentre era costretta a difendersi davanti a due diversi comitati del Senato degli Stati Uniti, aveva rischiato di trovarsi al centro del dibattito per un'altra storia legata alla gestione della privacy degli utenti: la società di PR Burson-Marsteller aveva contattato, per conto di qualcuno, USA Today, il Washington Post, Politico, Huffington Post e altri giornali e blogger per diffondere una notizia che i giornalisti statunitensi hanno individuato come basata sostanzialmente su interpretazioni esagerate.

I primi osservatori avevano pensato nascondersi dietro l'offensiva Apple o Microsoft, le altre due aziende chiamate dal Congresso e sulla graticola per questioni di trattamento dati degli utenti. Ma un'altra grande era alla finestra e, a quanto pare, muoveva i fili di Burson-Marsteller: Facebook.
Quando al social network ne è stata chiesta ragione, un suo portavoce non avrebbe smentito affatto ma anzi rilanciato sottolineando che Facebook nutrirebbe ancora rancore per il tentativo da parte di Google di utilizzare i suoi dati, e il social network riterrebbe che Mountain View stia effettivamente facendo qualcosa sul fronte social network che dovrebbe sollevare dubbi di privacy.

Oltre che sul fronte dati, peraltro, le due aziende erano date in competizione per Skype, che alla fine è finita nella scuderia Microsoft.

Il nuovo fronte Facebook lo voleva aprire parlando del prodotto di Google Social Circle, che vorrebbe connettere gli utenti di Gmail non solo con i propri amici ma anche con gli amici degli amici. E nel farlo utilizzerebbe ancora una volta indebitamente i dati raccolti da Facebook.

Per diffondere efar montare il caso, a questo punto, Facebook avrebbe coinvolto la società di PR che ha provveduto a contattare diversi giornalisti e blogger. Che però hanno trovato nelle accuse una serie di fatti in gran parte non verificabili.

A perdere la faccia, insomma, alla fine sembra essere solo Facebook: vere o meno, le accuse mosse a Google sono passate in secondo piano rispetto ad una strategia da polemica di pancia che delinea il social network come un'entità che non ha avuto scrupoli a ricorrere a comportamenti al limite e a considerare i dati degli utenti come propri. Non resta che attendere l'eventuale smentita, sempre possibile, proveniente da Facebook.

Claudio Tamburrino
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8 Commenti alla Notizia Bufale anti-Google, il mandante era Facebook?
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  • "Per diffondere e far montare il caso, a questo punto, Facebook avrebbe coinvolto la società di PR che ha provveduto a contattare diversi giornalisti e blogger. Che però hanno trovato nelle accuse una serie di fatti in gran parte non verificabili."

    Chissà se, posti di fronte a un caso analogo, i giornalisti italiani avrebbero tenuto lo stesso comportamento...
    non+autenticato
  • Che domande, lo sa benissimo, solo che si circonda di idioti che nemmeno il signor B. ne trova di simili quando fa campagna acquisti tra gli agopunturisti.
    non+autenticato
  • che poi .... metti che ora son su facebook e li hanno tutti i miei dati, magari sono anche su twitter e ai tempi ero su live , yahoo (anche answer!!Occhiolino ) ... myspace e compagnia cantante!
    ora voglio provare googlebook o come si chiama, i dati sono sempre i miei!
    ho dato il consenso a facebook e per propormi gli inviti di farmville ... a microsoft e a tanti altri per avere la casella di posta hotmail piena di utilissime mail in cui mi vogliono allungare il pene .. darmi una bella percentuale della loro eredità di qualche parente lontano .. pagare i miei debiti .. e farmi laureare online .. ma rimangono i miei dati! rimango sempre io!

    googlebook vuole suggerirmi come amicizie i miei gli amici di facebook? e magari me li trovo già inseriti sul cellulare android? se a me va bene che vuole zuck???   ci son 3000 siti e pagine che sfruttando le api di facebook fanno altrettanto!
    quale dovrebbe essere la differenza se è big g?
    non+autenticato
  • - Scritto da: hp sucks
    > che poi .... metti che ora son su facebook e li
    > hanno tutti i miei dati, magari sono anche su
    > twitter e ai tempi ero su live , yahoo (anche
    > answer!!Occhiolino ) ... myspace e compagnia cantante!

    > ora voglio provare googlebook o come si chiama, i
    > dati sono sempre i miei!

    Non sono piu' tuoi: hai dato il consenso perche' ne facciano quello che vongliono.

    > ho dato il consenso a facebook e per propormi
    > gli inviti di farmville ... a microsoft e a tanti
    > altri per avere la casella di posta hotmail
    > piena di utilissime mail in cui mi vogliono
    > allungare il pene .. darmi una bella percentuale
    > della loro eredità di qualche parente lontano ..
    > pagare i miei debiti .. e farmi laureare online
    > .. ma rimangono i miei dati! rimango sempre
    > io!

    Nooo, hai letto quando clickavi "accetto" ? Ti sei venduto tutto in cambio della bella roba che hai voluto in cambio e che hai scritto sopra.

    > googlebook vuole suggerirmi come amicizie i miei
    > gli amici di facebook? e magari me li trovo già
    > inseriti sul cellulare android? se a me va bene
    > che vuole zuck???   ci son 3000 siti e pagine che
    > sfruttando le api di facebook fanno
    > altrettanto!
    > quale dovrebbe essere la differenza se è big g?

    Infatti: il problema e' solo leggere quello che si firma.
    krane
    22544
  • è il bue che da del cornuto all'asino....
    non+autenticato
  • - Scritto da: zeus
    > è il bue che da del cornuto all'asino....

    Solo che il bue ha ingurgitato nella sua pancia
    milioni di utenti e non li vuole cedere a nessuno...
  • infatti ha tanto igurgitato che
    + che un bue è un maiale ingordo!
    non+autenticato
  • Almeno il bue te lo ha chiesto prima.
    L'asino invece li ingurgita anche se non vuoi o ne sei al corrente...
    non+autenticato