Cristina Sciannamblo

E-privacy 2011, il tema è il cloud computing

Il 3 e 4 giugno, il convegno dedicato alla privacy nell'era digitale. E non manca l'appuntamento con i Big Brother Awards

E-privacy 2011, il tema è il cloud computingRoma - Si svolgerà presso il Palazzo Vecchio di Firenze l'edizione 2011 di e-privacy, il convegno dedicato ai problemi della privacy nell'era digitale.

Il programma si concentrerà, in particolare, sull'ascesa del cloud computing conseguente all'abbandono del sofwtare tradizionale. Gli utenti rinunceranno alla quota di potere che oggi detengono? Diventeranno meri consumatori invece che "cittadini digitali"? A questi e ad altri interrogativi si cercherà di dare risposta durante le due giornate di incontro.

Il tema del cloud sarà percorso lungo diverse dorsali: privati e aziende, data leaking, normative, data retention, questioni etiche. Interverranno molti esperti in fatto di privacy e informatica tra cui Lucilla Mancini e Robert Rosen ("Il contratto e gli SLA con il cloud service provider"), Stefano Aterno ("Trattamento dei dati personali e responsabilità nell'era del cloud computing"), Giovanni Ziccardi ("Il leaking e la divulgazione di documenti riservati tra diritto, etica e tecnologia").
Nell'ambito del convegno si terrà la cerimonia di consegna dei Big Brother Award Italia 2011, il premio internazionale assegnato a persone, associazioni e tecnologie che "peggio" hanno danneggiato la privacy degli italiani nell'ultimo anno.

Le categorie "in negativo" sono tre: peggiore azienda privata, peggiore ente pubblico e tecnologia più invasiva. Inoltre, anche quest'anno sarà assegnato il premio Winston Smith - Eroe della Privacy alla persona o ente che ha meglio tutelato la privacy attraverso una scoperta o un'azione di particolare rilevanza. Infine, il premio Lamento del Popolo verrà assegnato a chi avrà ricevuto il maggior numero di nomine.

L'appuntamento è per il 3 e 4 giugno a Firenze, presso Palazzo Vecchio.

Cristina Sciannamblo
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5 Commenti alla Notizia E-privacy 2011, il tema è il cloud computing
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  • segnerebbe certamente una svolta nell'informatica ma (a mio parere) cosa peggiore segnerebbe la fine della libertà dell'utente nella maniera più totale... e con essa tutti i diritti come quello alla privacy. Il cloud computing di certo è una tecnologia che ha dei costi nn indifferenti, sembra essere un mezzo che assicura la continuità tra ciò che è mobile e ciò che nn lo è (a prescindere da dove si sta e da quale pc ci si collega, si userà lo stesso spazio di lavoro); per gli utenti invece potrebbe sembrare utile perchè gli investimenti in una macchina sempre più potente (per stare al passo con lo sviluppo software) saranno inferiori dato che le app nn girano sul pc; ciò che serve e che deve essere abbastanza potente e stabile è senz'altro la connessione a internet.... e in italia ad esempio nn siamo messi molto bene.
    Quindi da tutto ciò la gente potrebbe essere tratta anche in inganno, con la scusa che è tutto più semplificato e più sicuro ma bisogna tenere in considerazione che il cloud computing nasconde un lato ancora tutto da chiarire e mettere in luce, e ciò la questione privacy e la sicurezza dei dati. Ecco io spero che in questo metting cerchino di illustrare al meglio la questione, perchè sembra na cosa da niente ma invece è proprio il tasto più dolente.

    Dal mio punto di vista sono asolutamente contrario al cloud computing per come è concepito attualmente almeno, ma è che di fondo nn accetto l'idea di "centralizzazione" e di gestione della mia libertà da parte di terzi... per come la vedo io è cmq una limitazione alla libertà personale e nessuno ci assicura che chi gestisce i nostri dati sia retto e saggio tanto da nn aggirare le regole.
  • - Scritto da: Gnu/Linux
    > nessuno ci assicura che chi gestisce i nostri
    > dati sia retto e saggio tanto da nn aggirare le
    > regole.

    Anche perché il "chi" non è riferito ad una persona, ma ad un insieme di persone che cambiano di continuo.

    Ma libertà e privacy saranno sempre limitati, nel mondo civile.

    Mi vengono in mente quei clienti di quella banca americana chiusa per fallimento: sono rimasti chiusi fuori e senza soldi. Quindi non teniamo i soldi in banca?

    L'unica cosa che possiamo fare è scegliere di fidarci di chi non ha i presupposti per tradire la nostra fiducia e rubarci i dati. Il che significa che non possiamo fidarci di nessuna azienda che vive con i dati degli altri, come ad esempio Google.
    Riguardo tutti gli altri, valgono solo le rispettive reputazioni conseguite nel tempo.

    Riguardo la disponibilità dei nostri documenti, ovvero ottenere che siano sempre disponibili, a questo si arriva utilizzando il cloud solo come mezzo di sincronizzazione/backup e nulla di più. I dati devono risiedere, tutti, nei propri dispositivi e non come cache. Come cache stiano nel cloud!
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Gnu/Linux
    > > nessuno ci assicura che chi gestisce i nostri
    > > dati sia retto e saggio tanto da nn aggirare le
    > > regole.

    > Anche perché il "chi" non è riferito ad una
    > persona, ma ad un insieme di persone che cambiano
    > di continuo.

    > Ma libertà e privacy saranno sempre limitati, nel
    > mondo civile.

    Ed i cittadini devo battersi contro i limiti, allo scono di non trovarsi in dittatura.

    > Mi vengono in mente quei clienti di quella banca
    > americana chiusa per fallimento: sono rimasti
    > chiusi fuori e senza soldi. Quindi non teniamo i
    > soldi in banca?

    E' interessante che tu faccia quest'esempio parlando di una banca americata; quanti sanno che in italia circa 2 - 3 mesi fa sono fallite 5 banche ed i clienti sono rimasti chiusi fuori e senza soldi ??

    > L'unica cosa che possiamo fare è scegliere di
    > fidarci di chi non ha i presupposti per tradire
    > la nostra fiducia e rubarci i dati. Il che
    > significa che non possiamo fidarci di nessuna
    > azienda che vive con i dati degli altri, come ad
    > esempio Google.

    Ovvio, bensveglio !

    > Riguardo tutti gli altri, valgono solo le
    > rispettive reputazioni conseguite nel tempo.
    > Riguardo la disponibilità dei nostri documenti,
    > ovvero ottenere che siano sempre disponibili, a
    > questo si arriva utilizzando il cloud solo come
    > mezzo di sincronizzazione/backup e nulla di più.

    Se poi si tenessero i dati sotto una criptazione forte potrebbe essare anche una garanzia migliore.

    > I dati devono risiedere, tutti, nei propri
    > dispositivi e non come cache. Come cache
    > stiano nel cloud!

    E pure criptati secondo me !
    krane
    22544
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Gnu/Linux

    > Ma libertà e privacy saranno sempre limitati, nel
    > mondo civile.

    premesso che sarei curioso di conoscere la definizione di "mondo civile" (con le relative differenza dal resto del mondo medesimo)... perché mai saranno sempre limitate?

    > Mi vengono in mente quei clienti di quella banca
    > americana chiusa per fallimento: sono rimasti
    > chiusi fuori e senza soldi. Quindi non teniamo i
    > soldi in banca?

    o: quindi una volta entrati in banca non ne usciamo più
    o: quindi non mettiamoi soldi in banche americane
    o: quindi facciamo una legge che le banche non possono fallire

    ma come ragioni? vai da una fallacia ad un altra...
    il "quindi" che usi non stà né in cielo né in terra...

    > L'unica cosa che possiamo fare è scegliere di
    > fidarci di chi non ha i presupposti per tradire
    > la nostra fiducia e rubarci i dati. Il che
    > significa che non possiamo fidarci di nessuna
    > azienda che vive con i dati degli altri, come ad
    > esempio Google.

    vale per QUALSIASI azienda e QUALSIASI servizio cloud
    su questo concordo pienamente

    > Riguardo la disponibilità dei nostri documenti,
    > ovvero ottenere che siano sempre disponibili, a
    > questo si arriva utilizzando il cloud solo come
    > mezzo di sincronizzazione/backup e nulla di più.

    su questo NON concordo nel modo più assoluto

    basta che ogni persona di ogni piccolo gruppo di amici si metta un micro server in casa... e ci si "scambiano" la banda, i servizi e i backup (tutto crittografato)... si chiama shared availability e disaster recovery...

    più in "grande", si chiama: collaborazione, condivisione, autogestione, autorganizzazione

    > I dati devono risiedere, tutti, nei propri
    > dispositivi e non come cache.

    concordo

    > Come cache stiano
    > nel cloud!

    non concordo: ZERO cloud
    non+autenticato
  • aggiungo anche un altra questione riguardo la sicurezza dei dati; il cloud computing viene considerato un sistema molto sicuro proprio perchè l'esecuzione delle applicazioni avviene su un sistema ben protetto ecc, ma cosa succederebbe se tale sistema (perchè ricordiamoci sempre che il sistema perfetto e sicuro al 100% nn esiste) venisse violato?? un conto è violare un singolo sistema su un singolo pc, un conto è violare un sistema sul quale girano app e sul quale vengono gestiti i dati di migliaia di utenti.... anche in questo caso i danni sarebbero enormi. Purtroppo è molto delicata la questione, e prima di fare le cose in pompa magna dovrebbero sistemare molte questioni, che spaziano dalla sicurezza dei dati alla privacy... ai protocolli di trassmissione e alla sicurezza di quest'ultimi; se bisogna fare il tutto in maniera giusta occorrono milioni di investimenti, altrimenti è meglio lascia stare... nn si farebbe altro che esporsi maggiormente ai pericoli.
    E cmq la cosa che rimarco sempre di più è la questione della libertà dell'utente, quindi di natura etica, perchè la centralizzazione (in qualsiasi ambito, politico, economico, ecc) nn è stata mai un bene