Mauro Vecchio

App Store, sviluppatori senza licenza?

I vertici di Lodsys LCC hanno risposto alle numerose critiche piovute dopo l'invio di minacciose lettere legali a vari developer dell'universo Apple. Avrebbero guadagnato dalla violazione di un brevetto per gli acquisti interni

Roma - Una serie di domande e risposte, per ribattere a critiche che avrebbero più volte sfiorato toni da minaccia di morte. A pubblicarla sul proprio blog sono stati i vertici di Lodsys LCC, società texana specializzata in attività di licensing legate alla tutela di decine di brevetti.

Accusati di essere dei veri e propri patent troll, i responsabili di Lodsys LCC hanno così cercato di fugare ogni dubbio in seguito ai minacciosi documenti inviati ad un gruppo di sviluppatori operativi su iOS. Che dovrebbero pagare di tasca propria per il presunto sfruttamento indebito di una tecnologia legata alle applicazioni a pagamento su App Store.

Le attività legali intraprese da Lodsys LCC contro i vari developer sarebbero del tutto legittime, almeno secondo i vertici della stessa società. E nemmeno sarebbe troppo generico il brevetto impugnato - il numero 7,222,078 - dal momento che la tecnologia tutelata risalirebbe a più di 18 anni fa.
Quanto dovrebbero pagare sviluppatori come James Thomson e Matt Braun (creatori di alcune tra le principali applicazioni presenti su App Store)? Il post pubblicato da Lodsys LCC ha parlato chiaro: qualora una singola app abbia fruttato guadagni per 1 milione di dollari in un anno, i costi relativi alla licenza ammonterebbero a 5,750 dollari (sempre per un anno).

I developer dovrebbero insomma pagare di tasca propria lo 0,575 per cento dei guadagni ottenuti tramite una determinata app, da cui Apple trattiene il 30 per cento per ciascuna transazione effettuata tramite il meccanismo chiamato in-app purchase. Ma perché il conto è stato presentato agli sviluppatori e non alla stessa azienda di Cupertino?

Lodsys LLC ha risposto anche a questo interrogativo. Aziende come Apple, Google e Microsoft avrebbero già pagato per ottenere le licenze necessarie allo sfruttamento delle tecnologie in questione. Secondo la società texana, gli sviluppatori avrebbero ottenuto profitti dalla distribuzione su iOS (o Android Market) delle loro creazioni non autorizzate.

Mauro Vecchio
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50 Commenti alla Notizia App Store, sviluppatori senza licenza?
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  • che schifo! Questo e' il modello Apple , creatività solo se a beneficio del business Apple, solo perche' Apple fornisce una canale privilegiato di vendita non significa che possa controllare tutti gli altri aspetti del business.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlito
    > che schifo! Questo e' il modello Apple ,
    > creatività solo se a beneficio del business
    > Apple, solo perche' Apple fornisce una canale
    > privilegiato di vendita non significa che possa
    > controllare tutti gli altri aspetti del
    > business.

    Certo che si.

    Ti fa schifo? Sloggia.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Carlito
    > > che schifo! Questo e' il modello Apple ,
    > > creatività solo se a beneficio del business
    > > Apple, solo perche' Apple fornisce una canale
    > > privilegiato di vendita non significa che possa
    > > controllare tutti gli altri aspetti del
    > > business.

    > Certo che si.
    > Ti fa schifo? Sloggia.

    Chi ti dice che sia mai entrato nel recinto ?
    krane
    22544
  • Ha ragione Ruppolo altroché!
    Anche Microsoft dovrebbe fare un mercato VERAMENTE libero come quello di Apple!

    Tutti i programmi dovrebbero essere fatti in .NET e vagliati da una commissione presieduta da noi professionisti del settore Microsoft.

    Microsoft dovrebbe prendere il 30% dei ricavi dalla vendita di qualsiasi software prodotto per windows ed obbligare chiunque voglia vendere un programma a passare per il Microsoft Software Store impedendone l'installazione in caso contrario!

    Così sì che girerebbero bene le cose! E basta co sto OpenOffice del cavolo! Vuoi Windows? Compri Office 2011 e quando esce il 2012 ti blocchiamo la versione precedente con i DRM! VLC? Un cavolo, c'è windows media player? Firefox, Opera, Safari, Chrome? NIENTE! NON sono prodotti Microsoft e non verranno autorizzati!

    Ti piace Autocad? Ok, ma paghi un 30% in più per darlo a Microsoft, e zitto pure, altrimenti fuori! Photoshop? Lo stesso!

    Ruppolo, tu sì che sei una persona intelligente ed equilibrata!
    Un genio, complimenti!
    non+autenticato
  • tutti gli articoli sembrano uguali!

    Sorride
  • Lo dico da sempre, l'App Store non sta in piedi. Altre aziende tipo Kagi e eSellerate chiedono solo il 9% sulla transazione, mentre Apple chiede il 30%. Il servizio offerto è pressoché identico. L'app finisce nel mucchio delle apps e chi la trova la trova. Le altre aziende non impongono un contratto in esclusiva. Apple invece obbliga lo sviluppatore che vuole vendere apps per iPhone a vendere solo ed esclusivamente su AppStore. In pratica è come investire su un cliente solo "Apple" e non sui milioni di utenti iPhone, iPad, e iPod. Se ad Apple gli girano..., lo sviluppatore ha perso tutto il suo investimento. Insindacabilmente! Le altre aziende non impongono restrizioni sui prodotti. Apple si. Le altre aziende non impongono l'in app purchase program. Apple si. Le altre aziende offrono allo sviluppatore una serie di tools per effettuare verifiche, statistiche sulle vendite. Apple no: il suo tool è veramente primordiale. Le altre aziende passano allo sviluppatore il nome, cognome, email, e indirizzo del cliente. Apple no. Lo sviluppatore non può quindi fidelizzare il cliente. Ora pure la tassa sui Lodsys... Vedrete che tra poco la percentuale da dare ad Apple salirà a 40%. Secondo me non c'é una grande differenza tra un impiegato di Foxconn e uno sviluppatore per devices Apple. Entrambi hanno zero diritti, tanti rischi e tanti obblighi.
  • Sono tutto fuor che un eppolaro, ma credo che tu abbia torto quando dici che Apple impone l'esclusiva. Ci sono svariate applicazioni disponibili sia per iPhone che per Android, una per tutte: Shazam, e questo sembra contraddire quello che dici.
    non+autenticato
  • Non mi sono espresso bene. Intendevo dire che non si può vendere un'app per iPhone se non all'AppStore. Quindi se sviluppi un'app per iPhone, il tuo unico cliente è Apple. Che se decide di farti fallire per qualunque motivo, lo fa (se sei un concorrente, fai antipatia, non hai seguito i suggerimenti informali del tuo tutor in Apple...). Io non punterei mai tutto il mio lavoro di mesi su un unico cliente. A meno che non mi offra delle garanzie precise. Ci sono aziende che l'hanno fatto e hanno perso tutto. Secondo me Apple dovrebbe pagare gli sviluppatori perché sviluppino per devices Apple a queste condizioni così ristrette. E non chiedere il 30%. Semmai Apple dovrebbe dare allo sviluppatore il 30% in anticipo. Certo, solo dopo aver verificato il progetto. Esattamente come se Apple fosse un cliente che commissiona un software ad un developer con un accordo speciale: ti do un forfet iniziale garantito per ammortizzare l'investimento ed il resto te lo paga il mercato. Ad Apple conviene moltissimo avere tante apps nel suo Store. Addirittura ne fa un pay-off nella sua pubblicità a caratteri cubitali:"350,000 apps for you". Allora, perché chiede pure il 30%? È assurdo. Secondo me i piccoli sviluppatori sono così sparsi ed isolati nel mondo che non riescono a costituire una forza contrattuale capace di ottenere contratti a condizioni decenti. L'unico soggetto capace di concentrare questa forza lavoro è Apple, che naturalmente la sfrutta a suo tornaconto. E tiene i developers ben separati, per esempio sui forum Developer-Apple non si può parlare di condizioni contrattuali, ma solo di questioni tecniche.
  • - Scritto da: socrate
    > Lo dico da sempre, l'App Store non sta in piedi.

    Eh già, ha circa il 90% del mercato delle applicazioni mobili, ma non sta in piedi...

    > Altre aziende tipo Kagi e eSellerate chiedono
    > solo il 9% sulla transazione,

    Mi sembra una esagerazione, VISA chiede meno.

    > mentre Apple chiede
    > il 30%.

    Apple ti commercializza i tuoi prodotti, sobbarcandosi tutti gli oneri gestionali. Oltre a fornirti gli strumenti per sviluppare, senza i quali non faresti nulla.

    > Il servizio offerto è pressoché identico.
    Si, come la cioccolata è pressoché identica al rasa erba.

    > L'app finisce nel mucchio delle apps e chi la
    > trova la trova.

    La trovano tutti i software che rilevano, ogni minuto, le variazioni di prezzo.

    > Le altre aziende non impongono un
    > contratto in esclusiva.

    Nemmeno Apple: puoi sviluppare per mille altre piattaforme e clienti.

    > Apple invece obbliga lo
    > sviluppatore che vuole vendere apps per iPhone a
    > vendere solo ed esclusivamente su AppStore.

    Anche la Bayer è costretta a vendere molti prodotti solo nelle farmacie, ma non mi pare che si strappi i capelli...

    > In
    > pratica è come investire su un cliente solo
    > "Apple" e non sui milioni di utenti iPhone, iPad,
    > e iPod.

    Quindi un produttore a marchio Carrefour ha 1 solo cliente, non centinaia di milioni, giusto? Poverino... sarà affranto dal dolore... un solo cliente... una sola fattura al mese...

    > Se ad Apple gli girano..., lo
    > sviluppatore ha perso tutto il suo investimento.
    > Insindacabilmente!

    AHHAHAHAHAHAHHAHAHHAH!!!!!

    Povero cocco, non hai ancora capito che Apple stende il tappeto rosso agli sviluppatori? Ma non solo Apple, qualsiasi altra azienda, lo fa.

    > Le altre aziende non impongono
    > restrizioni sui prodotti.

    Questo perché non hanno alcun interesse a soddisfare il cliente.
    Prendi Google. Google fa i soldi con la pubblicità, che vuoi che gli freghi delle applicazioni? Meglio se non sono a pagamento, così ci sono i suoi banner pubblicitari.
    E HTC, LG, Samsung, pensi gli freghi qualcosa? A loro basta vendere terminali, meglio se poco o nulla aggiornabili.

    Apple invece guadagna con le applicazioni a pagamento, quindi è interessata a vendere un prodotto di qualità, altrimenti la gente non lo compra.

    > Apple si. Le altre
    > aziende non impongono l'in app purchase program.
    > Apple si.

    Apple non impone un fico secco riguardo l'in app purchase, tant'è che il 99% dei programmi non lo usa.

    > Le altre aziende offrono allo
    > sviluppatore una serie di tools per effettuare
    > verifiche, statistiche sulle vendite. Apple no:

    Apple si.

    > il suo tool è veramente primordiale. Le altre
    > aziende passano allo sviluppatore il nome,
    > cognome, email, e indirizzo del cliente. Apple
    > no.

    Ovvio, oneri e onori viaggiano insieme. Del resto che te ne faresti del nome dei clienti, visto che non gli puoi vendere direttamente il software? Ma poi, davvero vorresti caricarti degli oneri per gestire la vendita diretta? Fatture, incassi... ma sei fuori?

    > Lo sviluppatore non può quindi fidelizzare il
    > cliente.

    Non ne ha bisogno, il cliente è già fidelizzato Apple, con la carta di credito pre-caricata, a distanza di 1 tap dall'acquisto della tua applicazione.

    > Ora pure la tassa sui Lodsys...
    Che comunque è una inezia.

    > Vedrete
    > che tra poco la percentuale da dare ad Apple
    > salirà a 40%. Secondo me non c'é una grande
    > differenza tra un impiegato di Foxconn e uno
    > sviluppatore per devices Apple. Entrambi hanno
    > zero diritti, tanti rischi e tanti
    > obblighi.

    Rischi? Vogliamo parlare del rischio d'impresa? prima però mi dici la tua età, non vorrei discutere con un adolescente.
    ruppolo
    33147
  • > Eh già, ha circa il 90% del mercato delle
    > applicazioni mobili, ma non sta in
    > piedi...

    Ha circa il 40% non il 90
    1) idiozia


    > Mi sembra una esagerazione, VISA chiede meno.

    Visa fa cose diverse
    2) idiozia


    > Apple ti commercializza i tuoi prodotti,
    > sobbarcandosi tutti gli oneri gestionali. Oltre a
    > fornirti gli strumenti per sviluppare, senza i
    > quali non faresti
    > nulla.

    Apple non commercializza i miei prodotti, non fa altro che hostare una mia creazione prendendosi la tangente del 30% obbligandomi ad usare i suoi prodotti e ad acquistarli se voglio sviluppare per loro.
    3) idiozia

    > Si, come la cioccolata è pressoché identica al
    > rasa
    > erba.

    Commento senza nessun senso come solito aspettarsi dagli applefan.

    > La trovano tutti i software che rilevano, ogni
    > minuto, le variazioni di
    > prezzo.

    Lo stesso vale per le altre 350000 app che subiscono lo stesso trattamento per cui rimane sempre una tra 350000
    4) idiozia

    > Anche la Bayer è costretta a vendere molti
    > prodotti solo nelle farmacie, ma non mi pare che
    > si strappi i
    > capelli...

    Toyota che ha pubblicato una app su cydia è stata minacciata con metodi mafiosi da apple intimandogli di toglierla altrimenti i rapporti tra le 2 aziende sarebbero irrimediabilmente compromessi, qualcuno che si trappa i capelli quindi ci sta.
    5) idiozia

    > Quindi un produttore a marchio Carrefour ha 1
    > solo cliente, non centinaia di milioni, giusto?
    > Poverino... sarà affranto dal dolore... un solo
    > cliente... una sola fattura al
    > mese...

    Qui non si capisce se tu sia un essere senziente dotato di logica perchè quello che scrivi come al solito non ha senso.

    >
    > > Se ad Apple gli girano..., lo
    > > sviluppatore ha perso tutto il suo investimento.
    > > Insindacabilmente!

    Purtroppo è cosi, dopo aver speso soldi per comprare il mac, il dispositivo con ios, pagato perfino la tangente del 30% per ogni guadagno, puo anche decidere arbitrariamente di non pubblicarti l'app, non saresti certo il primo ne l'ultimo.
    *) questa gliela abbuono perchè è troppo difficile per lui e non la capirebbe.

    >
    > Povero cocco, non hai ancora capito che Apple
    > stende il tappeto rosso agli sviluppatori? Ma non
    > solo Apple, qualsiasi altra azienda, lo
    > fa.

    apple non stende nessun tappeto rosso, se lo vogliono il tappeto lo pagano come si paga qualunque altra cosa appena ti avvicini a quel mondo mafioso che è apple.
    6) altra idiozia

    > Questo perché non hanno alcun interesse a
    > soddisfare il
    > cliente.

    Non ha senso cio che scrivi come la maggior parte delle volte.

    > Prendi Google. Google fa i soldi con la
    > pubblicità, che vuoi che gli freghi delle
    > applicazioni? Meglio se non sono a pagamento,
    > così ci sono i suoi banner
    > pubblicitari.

    Non è google a scegliere il metodo con cui gli sviluppatori pubblicano l'app, sono gli sviluppatori stessi che lo scelgono.

    > E HTC, LG, Samsung, pensi gli freghi qualcosa? A
    > loro basta vendere terminali, meglio se poco o
    > nulla aggiornabili.

    Torni ancora nell'ambito del nonsense, tutte le aziende che hai citato hanno degli store con delle app, ecco perchè gli frega.
    7) idiozia ma non ultima

    >
    > Apple invece guadagna con le applicazioni a
    > pagamento, quindi è interessata a vendere un
    > prodotto di qualità, altrimenti la gente non lo
    > compra.

    Non gli interessa che sia di qualità, l'utente apple non è in grado di capire se è di qualità o meno, gli interessa che provenga da apple e basta e in ogni caso che sia di qualità o meno sborsa danaro, questo interessa ad apple.
    8) e siamo ad otto idiozie

    > Apple non impone un fico secco riguardo l'in app
    > purchase, tant'è che il 99% dei programmi non lo
    > usa.

    Lo usano tantissime app, giochi, anche app gratuite per venderti poi plugins di espansione.
    9) e nove idiozie

    >
    > > Le altre aziende offrono allo
    > > sviluppatore una serie di tools per effettuare
    > > verifiche, statistiche sulle vendite. Apple no:
    >
    > Apple si.

    Meglio non citarlo per vergogna ruppolo, talmente rudimentale ed inutile che non ha senso considerarlo.

    >
    > > il suo tool è veramente primordiale. Le altre
    > > aziende passano allo sviluppatore il nome,
    > > cognome, email, e indirizzo del cliente. Apple
    > > no.
    >
    > Ovvio, oneri e onori viaggiano insieme. Del resto
    > che te ne faresti del nome dei clienti, visto che
    > non gli puoi vendere direttamente il software? Ma
    > poi, davvero vorresti caricarti degli oneri per
    > gestire la vendita diretta? Fatture, incassi...
    > ma sei
    > fuori?

    Tutto è a carico dello sviluppatore che deve pagare per entrare nel market, pagare la tangente sui guadagni, ora pagare la tassa per violazione di patenti e pagare per comprare il mac per sviluppare, in tutto questo non ti forniscono i dati di chi ha comprato il tuo prodotto perchè potresti fare concorrenza ad apple stessa, assurdo vero?
    10) e siamo a dieci idiozie

    >
    > > Lo sviluppatore non può quindi fidelizzare il
    > > cliente.
    >
    > Non ne ha bisogno, il cliente è già fidelizzato
    > Apple, con la carta di credito pre-caricata, a
    > distanza di 1 tap dall'acquisto della tua
    > applicazione.

    il cliente è mio non di apple. ha comprato il mio software non quello di apple, il cliente ha fatto tap sulla mia app non su una di apple, ma siccome si tratta di un sistema mafioso tutto questo diventa normale.
    11) e undici

    >
    > > Ora pure la tassa sui Lodsys...
    > Che comunque è una inezia.

    me la paghi apple se è un'inezia, al momento è stata zitta e basta.
    12)idiozie

    > Rischi? Vogliamo parlare del rischio d'impresa?
    > prima però mi dici la tua età, non vorrei
    > discutere con un
    > adolescente.

    Parliamo dei rischi d'impresa impelagandoti con apple, cosa succede dopo che ho comprato il mio mac, il mio iphone, la mia licenza e dopo un mese di lavoro su una app non mi viene pubblicata?
    13) bel numero ruppolo.
    non+autenticato
  • È irritante il modo in cui fornisci risposte superficiali ad argomenti seri.
    Ti arrampichi sugli specchi dove puoi, e dove non puoi glissi sorridendo.
    Sembrerebbe quasi la difesa impossibile di un quadro Apple.

    - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: socrate
    > > Lo dico da sempre, l'App Store non sta in piedi.
    >
    > Eh già, ha circa il 90% del mercato delle
    > applicazioni mobili, ma non sta in
    > piedi...
    Fai finta di equivocare il successo in termini di mercato con il regime imposto agli sviluppatori.
    Anche se nessuno costringe lo sviluppatore a sviluppare per Apple, ci sono sviluppatori che pur di lavorare accetterebbero qualsiasi condizione, vedi infatti quelle che impone Apple, che non hanno le caratteristiche di un libero mercato. Inoltre, il successo dell'AppStore è largamente dovuto alle apps di questa miriade di singoli sviluppatori che - non avendo niente da perdere - accettano qualsiasi condizione rischiando tutto (cioè il loro tempo e sudore, ma non denaro, cioè il loro unico capitale). Infatti - leggo su web - il 97% delle apps finisce nel cestino nei primi 30 giorni, mentre il 33% delle apps finisce nel cestino nelle prime 24 ore. Se finisce nel cestino, è logico, il 97% delle apps è "spazzatura". Non c'é difesa che tenga. Ergo il successo di AppStore è largamente basato sugli acquisti di impulso orientati a prodotti cheap, prodotti da una massa di piccoli sviluppatori che non ha niente da perdere. E che finiscono regolarmente nel cestino. Se per Apple questo va bene - ovvio guadagna una barca di soldi - per gli utenti questo va bene, e per gli sviluppatori disoccupati questo va bene, figurati a me cosa può importare. Il punto è che l'AppStore mi sembra un caso simile a Foxconn, secondo me la comunità europea se ne occuperà prima o poi. Già si sta occupando di alcuni abusi sulla privacy operati da Apple. Il resto verrà con calma.

    > > Altre aziende tipo Kagi e eSellerate chiedono
    > > solo il 9% sulla transazione,
    > Mi sembra una esagerazione, VISA chiede meno.
    Lo vedi, quando non hai argomenti, la butti sull'ironia. VISA chiede ai vendors il 3% sulle commissioni.
    In certi casi credo arrivi al 4%. E informati su Kagi e eSellerate. Chiedono il 9%. È un dato che tutti possono riscontrare.
    È scritto qui:
    http://www.kagi.com/kagisolutions/pricing.php
    Nel peggiore dei casi Kagi chiede il 7.99% + un fisso di $0.75 per vendita, che in media corrisponde al 9%.
    Per revenue sopra i $100K Kagi chiede solo il 4.99%. Mentre su AppStore è fisso al 30%.
    Quindi, da quel che scrivi, chi legge il tuo post, capisce con chi ha a che fare.

    > > mentre Apple chiede il 30%.
    > Apple ti commercializza i tuoi prodotti,
    > sobbarcandosi tutti gli oneri gestionali. Oltre a
    > fornirti gli strumenti per sviluppare, senza i
    > quali non faresti nulla.
    Apple e Kagi commercializzano allo stesso modo. Apple non fa alcuna pubblicità ai prodotti terze parti, così come Kagi e eSellerate.
    Ma ce ne sono altri. Quindi non si capisce perché Apple debba applicare una commissione così alta: più di 3 volte Kagi. Un'esagerazione.

    > > Il servizio offerto è pressoché identico.
    > Si, come la cioccolata è pressoché identica al
    > rasa erba.
    Di nuovo, quando non hai argomenti, la butti sull'ironia.

    > > L'app finisce nel mucchio delle apps e chi la
    > > trova la trova.
    >
    > La trovano tutti i software che rilevano, ogni
    > minuto, le variazioni di
    > prezzo.
    Ci sono milioni di siti web che parlano di applicazioni per Mac, che non si vendono su AppStore. E si trovano recensioni di prodotti di tutti i livelli.
    Basta cercare nella casella di ricerca di Google anziché nella casella di ricerca di iTunes.
    Ma nel caso di Google si trovano molte più applicazioni, e soprattutto applicazioni serie, non roba come "I cori da stadio" tipica di AppStore.
    E il cliente risparmia il 30% (commissioni Apple). Inoltre Google ha da poco aperto la sezione shopping,
    http://www.google.us/shopping
    con canali tematici, quindi tra poco cercare un'app per Mac sarà uno scherzo. Molto più facile che su AppStore e con milioni di app a disposizione, non solo le 350K su AppStore.

    > > Le altre aziende non impongono un
    > > contratto in esclusiva.
    > Nemmeno Apple: puoi sviluppare per mille altre
    > piattaforme e clienti.
    Ancora, fai finta di non capire. Per esclusiva intendo che non puoi vendere un app per iPhone/iPad/iPod al di fuori di AppStore.
    L'ho scritto sotto e tu rispondi prima della spiegazione… Ne deduco che trovi ogni scusa per ribattere, anche se qui sotto c'é chiaramente scritto cosa intendo. Rileggi il testo quotato, please. Invece uno sviluppatore di un'app per Mac può vendere tramite MacAppStore, Kagi, eSellerate… qui si che si tratta di libero mercato. Qui si sente la concorrenza, quindi la qualità del prodotto sale.

    > > Apple invece obbliga lo
    > > sviluppatore che vuole vendere apps per iPhone a
    > > vendere solo ed esclusivamente su AppStore.
    > Anche la Bayer è costretta a vendere molti
    > prodotti solo nelle farmacie, ma non mi pare che
    > si strappi i capelli...
    Si ma le farmacie non fanno capo ad un solo soggetto come nel caso di AppStore. Bayer può sottoscrivere contratti con diverse catene farmaceutiche in tutto il mondo e se va male con una, rimangono le altre. Questo fa sì che le catene farmaceutiche non alzino la testa su Bayer e le impongano regole capestro, come invece avviene su AppStore.

    1 di 2 Continua sotto
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    Modificato dall' autore il 17 maggio 2011 18.41
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  • - Scritto da: socrate
    > È irritante il modo in cui fornisci risposte
    > superficiali ad argomenti
    > seri.

    Le mie risposte sono a volte criptiche, lo ammetto, ma serve per scremare gli stupidi.

    > Ti arrampichi sugli specchi dove puoi, e dove non
    > puoi glissi
    > sorridendo.
    > Sembrerebbe quasi la difesa impossibile di un
    > quadro
    > Apple.

    Mai arrampicato sugli specchi e mai glissato. Se non continuo a rispondere è perché rispondo su altre notizie. Il tempo è quello che è.

    > Fai finta di equivocare il successo in termini di
    > mercato con il regime imposto agli
    > sviluppatori.

    Impossibile equivocare: gli sviluppatori sono liberi di scegliere le piattaforme che più li aggradano.
    Se preferiscono iOS, avranno un motivo, no?

    > Anche se nessuno costringe lo sviluppatore a
    > sviluppare per Apple, ci sono sviluppatori che
    > pur di lavorare accetterebbero qualsiasi
    > condizione,

    Guarda che non stiamo parlando di lavoro dipendente, ma di impresa. Quindi lavorare non significa matematicamente far soldi. Se uno ha questa esigenza, si trova un lavoro dipendente: nessun investimento, nessun rischio d'impresa.

    > vedi infatti quelle che impone Apple,
    > che non hanno le caratteristiche di un libero
    > mercato.

    E chi se frega? Credi che ad un dipendente o fornitore Sky interessi se la piattaforma opera in regime di libero mercato? Interessa quanti soldi se ne ricava. Si lavora per i soldi, non per passatempo. Per passatempo si va a pesca.

    > Inoltre, il successo dell'AppStore è
    > largamente dovuto alle apps di questa miriade di
    > singoli sviluppatori che - non avendo niente da
    > perdere -
    > accettano qualsiasi condizione
    > rischiando tutto (cioè il loro tempo e sudore, ma
    > non denaro, cioè il loro unico capitale).

    Ti sei contraddetto: hai scritto "non avendo niente da perdere" e subito dopo "rischiando tutto".
    Deciditi.

    > Infatti
    > - leggo su web - il 97% delle apps finisce nel
    > cestino nei primi 30 giorni, mentre il 33% delle
    > apps finisce nel cestino nelle prime 24 ore. Se
    > finisce nel cestino, è logico, il 97% delle apps
    > è "spazzatura".

    Eh no, ti sfugge il concetto di "consumo" delle applicazioni.
    I giochi, ad esempio, li giochi e poi li butti e passi ad altri.
    Vorrai mica tenere tutti i giochi? Ce ne sono almeno 100 mila!
    In ogni caso io utente sono soddisfatto, mi sono divertito, e lo sviluppatore pure, che ha incassato e può svilupparne altri.
    Ovviamente non tutti avranno successo, ma questo è il nomale rischio d'impresa.


    > Non c'é difesa che tenga. Ergo il
    > successo di AppStore è largamente basato sugli
    > acquisti di impulso orientati a prodotti cheap,
    > prodotti da una massa di piccoli sviluppatori che
    > non ha niente da perdere. E che finiscono
    > regolarmente nel cestino. Se per Apple questo va
    > bene - ovvio guadagna una barca di soldi - per
    > gli utenti questo va bene, e per gli sviluppatori
    > disoccupati questo va bene, figurati a me cosa
    > può importare.

    E allora di che ti lamenti?

    > Il punto è che l'AppStore mi
    > sembra un caso simile a Foxconn, secondo me la
    > comunità europea se ne occuperà prima o poi.

    Ma non essere ridicolo. La Foxconn poi è una azienda cinese e noi di quella cultura non sappiamo un tubo. Lì una persona può togliersi la vita per essere stato disonorato. Da noi manco sappiamo cos'è, l'onore.

    > Già
    > si sta occupando di alcuni abusi sulla privacy
    > operati da Apple. Il resto verrà con
    > calma.

    I soliti discorsi da gente invidiosa che sento da trent'anni.

    > Lo vedi, quando non hai argomenti, la butti
    > sull'ironia.

    Io non ho argomenti? Beh, ho scritto oltre 20 mila post, per essere uno che non ha argomenti non è poi tanto male, eh?

    > VISA chiede ai vendors il 3% sulle
    > commissioni.
    > In certi casi credo arrivi al 4%. E informati su
    > Kagi e eSellerate. Chiedono il 9%. È un dato che
    > tutti possono
    > riscontrare.

    E io ho detto forse il contrario?

    > È scritto qui:
    > http://www.kagi.com/kagisolutions/pricing.php
    > Nel peggiore dei casi Kagi chiede il 7.99% + un
    > fisso di $0.75 per vendita, che in media
    > corrisponde al
    > 9%.
    > Per revenue sopra i $100K Kagi chiede solo il
    > 4.99%. Mentre su AppStore è fisso al
    > 30%.
    > Quindi, da quel che scrivi, chi legge il tuo
    > post, capisce con chi ha a che
    > fare.

    Visto che ha letto "VISA prende anche meno", capisce che ha a che fare con chi sa quello che sai tu anche tu altri.

    > > > mentre Apple chiede il 30%.
    > > Apple ti commercializza i tuoi prodotti,
    > > sobbarcandosi tutti gli oneri gestionali. Oltre
    > a
    > > fornirti gli strumenti per sviluppare, senza i
    > > quali non faresti nulla.
    > Apple e Kagi commercializzano allo stesso modo.

    Non proprio lo stesso modo, visto che non forniscono al produttore i mezzi per produrre i prodotti stessi. E nemmeno fornisce ai clienti lo strumento per consumare tali prodotti, come fa invece Apple.

    Se dovessi fare una analogia, è come se io fornissi tutto il necessario a chi vuole coltivare caffè, e allo stesso tempo produco macchine per caffè e ho un parco clienti con tali macchine. La mia offerta è vendere il caffè. Ho quindi creato il terreno fertile per il commercio del caffè.
    Quello che oggi si chiama ECO SISTEMA.

    > Apple non fa alcuna pubblicità ai prodotti terze
    > parti, così come Kagi e
    > eSellerate.

    Lo fa eccome, ma tu non lo vedi perché sei fuori dall'eco sistema.

    > Ma ce ne sono altri. Quindi non si capisce perché
    > Apple debba applicare una commissione così alta:
    > più di 3 volte Kagi.
    > Un'esagerazione.

    Il perché te l'ho spiegato, ma forse dovrei anche dirti che lo sviluppatore Apple non si deve curare della gestione contabile dei clienti, mentre gli altri si. Puoi immaginare cosa significa gestire 1 milione di clienti? Un milione di fatture? Prova a chiedere ad un commercialista quanto vuole per gestire questo volume di clienti. Clienti italiani, clienti CEE e clienti Extra CEE. Poi vedi quanti zeri devi aggiungere ai 79 euro all'anno che chiede Apple.
    ruppolo
    33147
  • parte 2 di non so quante.

    - Scritto da: socrate
    > > Si, come la cioccolata è pressoché identica al
    > > rasa erba.
    > Di nuovo, quando non hai argomenti, la butti
    > sull'ironia.

    È per dire che non sono uguali, non è ironia.

    > > > L'app finisce nel mucchio delle apps e chi la
    > > > trova la trova.
    > >
    > > La trovano tutti i software che rilevano, ogni
    > > minuto, le variazioni di
    > > prezzo.
    > Ci sono milioni di siti web che parlano di
    > applicazioni per Mac, che non si vendono su
    > AppStore. E si trovano recensioni di prodotti di
    > tutti i
    > livelli.
    > Basta cercare nella casella di ricerca di Google
    > anziché nella casella di ricerca di
    > iTunes.

    Ma basta tenere d'occhio qualche sito come questo:
    http://appshopper.com/
    che offre anche l'app che ti invia notifiche quando l'app che vuoi tu è scesa di prezzo, che i clienti notano le applicazioni degli sviluppatori che vogliono farle notare.

    > Ma nel caso di Google si trovano molte più
    > applicazioni, e soprattutto applicazioni serie,
    > non roba come "I cori da stadio" tipica di
    > AppStore.

    Quindi che problema c'è?

    > E il cliente risparmia il 30% (commissioni
    > Apple).

    Ah si?
    Guarda questi prezzi:
    http://www.handango.it

    E ora dimmi cosa risparmia il cliente.
    Handango rappresenta perfettamente il vecchio modello di distribuzione, prima che arrivasse Apple.
    Come potrai vedere il cliente spende dalle 10 alle 40 volte di più.

    > Inoltre Google ha da poco aperto la
    > sezione
    > shopping,
    > http://www.google.us/shopping
    > con canali tematici, quindi tra poco cercare
    > un'app per Mac sarà uno scherzo. Molto più facile
    > che su AppStore e con milioni di app a
    > disposizione, non solo le 350K su
    > AppStore.

    Google ha un grosso problema: non ha mai venduto nulla, i suoi prodotti sono tutti gratuiti (si paga con la propria privacy). Di conseguenza i suoi "seguaci" non intendono aprire il borsellino, di conseguenza gli sviluppatori non guadagnano un'acca.
    E non parlarmi di pubblicità se prima non hai provato ad usare una applicazione per smartphone con la pubblicità per più di 10 minuti. Insopportabile, in quanto sta a qualche centimetro da dove guardi. Non è come sul PC dove la puoi evitare cercando di non guardarla.

    > Ancora, fai finta di non capire. Per esclusiva
    > intendo che non puoi vendere un app per
    > iPhone/iPad/iPod al di fuori di
    > AppStore.

    E che mi frega di farlo? Ogni cliente è un cliente da gestire: contratti, pagamenti, rogne assortite.

    > L'ho scritto sotto e tu rispondi prima della
    > spiegazione… Ne deduco che trovi ogni scusa per
    > ribattere, anche se qui sotto c'é chiaramente
    > scritto cosa intendo. Rileggi il testo quotato,
    > please. Invece uno sviluppatore di un'app per Mac
    > può vendere tramite MacAppStore, Kagi,
    > eSellerate… qui si che si tratta di libero
    > mercato. Qui si sente la concorrenza, quindi la
    > qualità del prodotto
    > sale.

    La qualità del prodotto non ha nulla a che vedere con la distribuzione. La concorrenza la fanno gli sviluppatori tra loro, e questa è sufficiente a mantenere i prezzi bassi e le vendite in grandi quantità.

    > > > Apple invece obbliga lo
    > > > sviluppatore che vuole vendere apps per
    > iPhone
    > a
    > > > vendere solo ed esclusivamente su AppStore.
    > > Anche la Bayer è costretta a vendere molti
    > > prodotti solo nelle farmacie, ma non mi pare che
    > > si strappi i capelli...
    > Si ma le farmacie non fanno capo ad un solo
    > soggetto come nel caso di AppStore.

    Invece si. Informati.

    > Bayer può
    > sottoscrivere contratti con diverse catene
    > farmaceutiche in tutto il mondo e se va male con
    > una, rimangono le altre.

    E perché dovrebbe andare male con una e bene con un'altra? Il prodotto è sempre lo stesso, la gente anche.

    > Questo fa sì che le
    > catene farmaceutiche non alzino la testa su Bayer
    > e le impongano regole capestro, come invece
    > avviene su
    > AppStore.

    Quello che ti sfugge è che nessuno ti obbliga di vendere ai clienti Apple. Se tu insisti a voler vendere ai clienti Apple è perché sai bene che lì si fanno i soldi. Non ti sta bene? Ci sono mille altri posti dove puoi andare. Del resto i clienti Apple sono molto esigenti e sono abituati ad avere certe garanzie: la garanzia che l'applicazione funziona, che è stata controllata, che tu sviluppatore non sei un delinquente, che i reclami verranno ascoltati (tu sviluppatore potresti anche fregartene), eccetera.
    Un livello di qualità per cui chi entra come fornitore deve essere all'altezza.

    Continua...
    ruppolo
    33147
  • 2 di 2

    > > In
    > > pratica è come investire su un cliente solo
    > > "Apple" e non sui milioni di utenti iPhone,
    >> iPad, e iPod.
    > Quindi un produttore a marchio Carrefour ha 1
    > solo cliente, non centinaia di milioni, giusto?
    > Poverino... sarà affranto dal dolore... un solo
    > cliente... una sola fattura al mese...
    Un produttore a marchio Carrefour può continuare a vendere con il suo marchio e con altri marchi.
    Basta cambiare la scatola. Invece con un'app per iPhone non è così semplice.
    Fare il porting su altre piattaforme equivale quasi a riscrivere il software.
    Quindi chi decide di investire sullo sviluppo di un'app per iPhone sa cosa rischia.
    Vedi il caso di iFlowReader. L'azienda che lo produce, la BeamItDown, ha chiuso, ed ha esplicitamente indicato Apple come principale responsabile di questo fallimento, dato che a prodotto realizzato, ha cambiato le regole. Se tu questa la chiami serietà e affidabilità di un distributore…

    > > Se ad Apple gli girano..., lo
    > > sviluppatore ha perso tutto il suo investimento.
    > > Insindacabilmente!
    > AHHAHAHAHAHAHHAHAHHAH!!!!!
    > Povero cocco, non hai ancora capito che Apple
    > stende il tappeto rosso agli sviluppatori? Ma non
    > solo Apple, qualsiasi altra azienda, lo fa.
    Si, agli sviluppatori stile impiegati Foxconn! Ai developrs-tappetini senza voce e senza diritti!
    Soprattuto a quelli che fanno app inutili che gonfiano lo store e fanno volume che attrae il cliente allocco. Che poi acquista d'impulso.
    Invece a quelli che vogliono rosicchiare il mercato Apple con apps di una certa qualità, gli fanno le scarpe prima di nascere.
    Mi sa che il cocco sei tu. Apri gli occhi (sempre che tu non sia un quadro Apple). E ti passerà la voglia di ridere.

    > > Le altre aziende non impongono
    > > restrizioni sui prodotti.
    > Questo perché non hanno alcun interesse a
    > soddisfare il cliente.
    Ora esageri. La qualità delle apps per Mac, dati alla mano, è scadente. Leggi sopra, il 97% delle apps è spazzatura.
    È un dato che puoi leggere su web, e che non puoi contraddire con l'ironia. Carta canta.
    Non sarai mica uno di quelli che dice che tutto quel che fa Apple risplende come l'oro?
    Vedi che il TheDaily è fallito. Sono sotto di 10 miliardi di dollari.
    E anche MobileMe è un fallimento (detto da Jobs).
    E il 97% delle apps finisce nel cestino in 30 giorni (nel caso l'avessi già dimenticato).

    > Prendi Google. Google fa i soldi con la
    > pubblicità, che vuoi che gli freghi delle
    > applicazioni? Meglio se non sono a pagamento,
    > così ci sono i suoi banner pubblicitari.
    > E HTC, LG, Samsung, pensi gli freghi qualcosa? A
    > loro basta vendere terminali, meglio se poco o
    > nulla aggiornabili.
    Chiamata a correo = Sei reo. Ed essere insieme ad altri rei non ti assolve.

    > Apple invece guadagna con le applicazioni a
    > pagamento, quindi è interessata a vendere un
    > prodotto di qualità, altrimenti la gente non lo
    > compra.
    A ridaglie. Vedi sopra, il 97% delle apps è spazzatura.

    > > Apple si. Le altre
    > > aziende non impongono l'in app purchase program.
    > > Apple si.
    > Apple non impone un fico secco riguardo l'in app
    > purchase, tant'è che il 99% dei programmi non lo
    > usa.
    Allora te lo spiego con altre parole. Se vuoi vendere qualcosa all'interno dell'applicazione, sei obbligato ad adottare l'in app purchase program.
    Non ho detto che lo devi adottare anche se non vendi qualcosa all'interno dell'applicazione. Anche perché non avrebbe alcun senso.
    È che vuoi far polemica a tutti i costi per la teoria secondo cui: «colpisci colpisci, tanto qualcosa poi rimarrà».

    > > Le altre aziende offrono allo
    > > sviluppatore una serie di tools per effettuare
    > > verifiche, statistiche sulle vendite. Apple no:
    > Apple si.
    Si, e per l'ennesima volta rispondi prima di leggere sotto. Leggi, leggi.

    > > il suo tool è veramente primordiale.

    >> Le altre
    > > aziende passano allo sviluppatore il nome,
    > > cognome, email, e indirizzo del cliente. Apple
    > > no.
    > Ovvio, oneri e onori viaggiano insieme.
    Ma quali onori? L'app è una creazione dello sviluppatore. A lui l'onore!
    Aziende come Kagi ed eSellerate mettono a disposizione del developers dei tools potentissimi per le statistiche. Roba seria per professionisti.
    Chiedi in giro agli sviluppatori cosa pensano dei tools per le statistiche di Apple. Lo so bene perché conosco centinaia di developers.
    Pensano che non servono a niente: roba da bambini, per giocare. Chiedi pure.

    > Del resto
    > che te ne faresti del nome dei clienti, visto che
    > non gli puoi vendere direttamente il software? Ma
    > poi, davvero vorresti caricarti degli oneri per
    > gestire la vendita diretta? Fatture, incassi...
    > ma sei fuori?
    Allora ci sei, non ci fai. Kagi ed eSellerate emettono una fattura al mese, incassano loro, ti passano il nome, cognome, indirizzo ed email del cliente, forniscono tools di statistica eccellenti, e chiedono solo il 9%. Anzi, anche meno.

    > > Lo sviluppatore non può quindi fidelizzare il
    > > cliente.
    > Non ne ha bisogno, il cliente è già fidelizzato
    > Apple, con la carta di credito pre-caricata, a
    > distanza di 1 tap dall'acquisto della tua
    > applicazione.
    Ma se un developer ha un cliente che compra la sua app per iPhone "abc", gli può poi proporre una sua seconda app per Mac, magari complementare all'app per iPhone, tipo FaceTime. E qui l'app per Mac magari la vende su Kagi. Ecco, in questo caso non può far tesoro dei suoi clienti.
    Insomma, si pappa tutto Apple. Il 30% ed il cliente pure. Infatti se molte case editrici non hanno aderito alle iniziative Apple è proprio perché non volevano "cedere" ad Apple i propri clienti. Ma chi lo fa? Solo i piccoli sviluppatori. Quelli che non hanno niente da perdere perché non hanno niente.

    > > Ora pure la tassa sui Lodsys...
    > Che comunque è una inezia.
    E questa è un'inezia, quell'altra è ironia, quell'altra una balla (che poi dicevo il vero - ti ho fornito pure il link di Kagi)…
    vedi tu dove ti puoi arrampicare meglio. Io rimango con i piedi per terra.

    > > Vedrete
    > > che tra poco la percentuale da dare ad Apple
    > > salirà a 40%. Secondo me non c'é una grande
    > > differenza tra un impiegato di Foxconn e uno
    > > sviluppatore per devices Apple. Entrambi hanno
    > > zero diritti, tanti rischi e tanti
    > > obblighi.
    >
    > Rischi? Vogliamo parlare del rischio d'impresa?
    > prima però mi dici la tua età, non vorrei
    > discutere con un adolescente.
    A giudicare dalle tue risposte ti posso venire padre.
    E sono sicuro al 90% che è così.

    2 di 2 fine
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    Modificato dall' autore il 17 maggio 2011 18.42
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  • > > Rischi? Vogliamo parlare del rischio d'impresa?
    > > prima però mi dici la tua età, non vorrei
    > > discutere con un adolescente.
    > A giudicare dalle tue risposte ti posso venire
    > padre.
    > E sono sicuro al 90% che è così.

    Purtroppo ruppolo è uno zerbino apple di 50 anni, vedi cosa fa apple alle menti deboli?
    non+autenticato
  • Si, condivido. In effetti Mr. ruppolo ha tutte le caratteristiche della mente debole soggiogata da Apple. Non distingue la realtà dalla mistificazione. E pur di credere che la sua mistificazione sia la realtà, inventa le cose di sana pianta. Io sono un Apple user da sempre. Ma ho gli occhi aperti e i piedi per terra. Poi ultimamente Apple è scesa parecchio di tono e adesso è un trionfo di populismo in stile villaggio-vacanze-consumer-sudamericano. E non voglio neanche pensare al dopo Jobs. Mr. Schiller farà Apple a pezzetti. Da vendere in scatola con la foto ricordo di Steve Jobs.
  • E' LLC (limited liability company) non LCC
    non+autenticato
  • apple fa un'api dell'sdk che utilizza una tecnologia brevettata da quei patent troll e non dice nulla agli sviluppatori?
    mi sembra poco fruttuoso gia' per apple se gli sviluppatori di app a pago vengono turbati cosi'
  • - Scritto da: Sherpya
    > apple fa un'api dell'sdk che utilizza una
    > tecnologia brevettata da quei patent troll e non
    > dice nulla agli
    > sviluppatori?
    > mi sembra poco fruttuoso gia' per apple se gli
    > sviluppatori di app a pago vengono turbati
    > cosi'

    La cosa patetica è che, in pratica, è come se la USAG, che vendette ai meccanici Ferrari una cassetta di chiavi inglesi diciotto anni fa, si fosse presentata a batter cassa quando la Rossa vinse il mondiale. Se tu vendi un tool di sviluppo, porca miseria, non puoi pretendere che ti si paghi un pizzo per ogni bullone avvitato. Se questo è il sistema dei brevetti software, che venga presto un tifone a piallarlo a zero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ashura
    > - Scritto da: Sherpya
    > > apple fa un'api dell'sdk che utilizza una
    > > tecnologia brevettata da quei patent troll e non
    > > dice nulla agli
    > > sviluppatori?
    > > mi sembra poco fruttuoso gia' per apple se gli
    > > sviluppatori di app a pago vengono turbati
    > > cosi'
    >
    > La cosa patetica è che, in pratica, è come se la
    > USAG, che vendette ai meccanici Ferrari una
    > cassetta di chiavi inglesi diciotto anni fa, si
    > fosse presentata a batter cassa quando la Rossa
    > vinse il mondiale. Se tu vendi un tool di
    > sviluppo, porca miseria, non puoi pretendere che
    > ti si paghi un pizzo per ogni bullone avvitato.
    > Se questo è il sistema dei brevetti software, che
    > venga presto un tifone a piallarlo a
    > zero.

    Ben svegliato.
    Dormito bene?
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