Cristina Sciannamblo

Turchia, in piazza contro i filtri

Il governo turco ha imposto agli ISP di dotarsi di strumenti per il filtraggio del traffico. Lo scopo è proteggere i minori. Ma secondo gli oppositori si tratta di un altro episodio di censura

Roma - Ci risiamo con il bavaglio della Turchia nei confronti di Internet. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade di oltre trenta città del paese per protestare contro l'introduzione di un nuovo sistema di filtri voluto dal governo.

Secondo quanto riportato dal New York Times, l'autorità turca che si occupa di comunicazione e IT (BTK) avrebbe chiesto agli ISP del paese di dotarsi di quattro diversi livelli di filtraggio dei contenuti online che gli utenti potranno scegliere a partire dal mese di agosto.

Secondo i manifestanti ci si trova davanti a una sottile censura di Internet che le autorità starebbero spacciando come intervento volto alla difesa dei minori. BTK precisa che scegliendo l'opzione "standard" i netizen non saranno soggetti ad alcuna restrizione durante la navigazione. Le etichette attribuite agli sistemi di controllo sono "bambini", "famiglia" e "domestico".
I manifestanti, di risposta, hanno organizzato il proprio dissenso nelle piazze e via Facebook, attraverso la pagina "Yes, we ban!". Non ci sono ragioni che giustificano un'azione del genere, secondo gli oppositori, dal momento che la Turchia già procede al blocco di migliaia di siti senza interferenza alcuna.

Dunque, dietro l'intenzione sbandierata di proteggere la sicurezza online dei cittadini turchi ci sarebbe, in realtà, la volontà di frenare la circolazione delle informazioni ed eliminare in via discrezionale i siti scomodi senza avvisare la popolazione. Per questo motivo, secondo Reporters Senza Frontiere, il provvedimento in questione rappresenterebbe una violazione sia della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo sia della Costituzione turca.

Secondo Tayfun Acarer, a capo di BTK, i filtri serviranno a placare le preoccupazione di quei genitori che vogliono controllare l'uso di Internet da parte dei propri figli ma non hanno gli strumenti per farlo. Secondo i tecnici, invece, gli strumenti presto in dotazione produrranno un sensibile rallentamento della navigazione.

Cristina Sciannamblo
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3 Commenti alla Notizia Turchia, in piazza contro i filtri
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  • ma che censura ?? guardate che i minori devono essere protetti noi nn siamo come voi italiani che ce ne freghiamo..i filtri servono si !
    non+autenticato
  • - Scritto da: materazzi simone
    > ma che censura ?? guardate che i minori devono
    > essere protetti noi nn siamo come voi italiani
    > che ce ne freghiamo..i filtri servono si
    > !

    La balla colossale del secolo. Quando t'accorgerai che t'avranno strippato 3/4 d'informazione anti-regime, adducendo a giustificazioni quali la protezione dei minori, sarà troppo tardi.
    Se sti minori son responsabili di tutti sti blocchi, forse sarebbe cosa buona e giusta impedir loro direttamente l'accesso alla rete.
    Non è possibile piazzare bavagli così assurdi, solo perchè c'è qualcuno che, al posto di giocare con le bambole, si guarda i siti porno online (mentre ovviamente, i loro genitori sono assolutamente scusati da ogni genere di responsabilità di monitoraggio, dello stile "Send and Forget").
    non+autenticato
  • minori ? 16, 15,14, 17 anni cosa sono ? Bimbi in fasce ?

    A parte questo, non è che per proteggere i BAMBINI dobbiamo azzoppare tutto e far vivere una vita orripilante agli adulti.
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