Mauro Vecchio

Firenze, comune in Creative Commons

Implementata una licenza Attribuzione 2.5 sui vari contenuti pubblicati sul sito ufficiale del capoluogo toscano. Approvata la mozione presentata da Sinistra Ecologia LibertÓ Firenze: si potrÓ applicare il CC anche ai prodotti cartacei

Roma - Ad annunciarlo era stato un post apparso sul blog ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà (SEL) Firenze: il sito del comune si sarebbe impegnato ad applicare licenze Creative Commons ai contenuti pubblicati.

C'è chi ha ora sottolineato come da qualche settimana i vertici del capoluogo toscano abbiano effettivamente implementato - sul sito ufficiale comune.fi.it, ma anche su tutti gli altri spazi web controllati - una licenza di tipo Creative Commons Attribuzione 2.5.

Alle parole hanno dunque fatto seguito i fatti: il consiglio di Palazzo Vecchio aveva infatti approvato alla fine di marzo una specifica mozione presentata dal rappresentante di SEL Eros Cruccolini, già promotore di un ambizioso progetto per la migrazione dell'amministrazione fiorentina verso i lidi dell'open source.
La mozione presentata da Cruccolini ha poi invitato a lavorare sulla possibilità di applicare le licenze CC anche alle pubblicazioni cartacee, per "allungare la vita a pubblicazioni che altrimenti rischiano di essere dimenticate non potendo essere riutilizzate in futuro".

Il comune di Firenze si è così impegnato "ad utilizzare, per opere di cui non si vuole permettere l'utilizzo commerciale, la licenza Creative Commons Attribuzione, non commerciale per un periodo di tempo che si ritiene sufficiente per il tipo di opera e comunque non superiore a 2 anni".

Mauro Vecchio
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9 Commenti alla Notizia Firenze, comune in Creative Commons
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  • trattandosi di una PA, mi pare che sarebbe decisamente più corretto (moralmente e anche in termini di diritto) usare una licenza che garantisca ai cittadini (ovvero agli utenti e destinatari finali di tutto ciò che fanno le istituzioni) la possibilità di riutilizzare e ridistribuire liberamente e gratuitamente i contenuti dei portali delle PA, senza che nessuno possa "rivendere" quei contenuti, pagati dalla collettività, per trarne un guadagno privato

    meglio sarebbe stato:
    CC BY-NC-SA 2.5 Italia
    http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/i.../
    non+autenticato
  • e per quale motivo?
    c'e' forse una ragione percui se te sei abbastanza smart da fare anche qualche soldo sui contenuti del comune il comune dovrebbe impedirtelo? toglie qualche diritto a qualcuno?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ospite di passaggio
    > e per quale motivo?
    > c'e' forse una ragione percui se te sei
    > abbastanza smart da fare anche qualche soldo sui
    > contenuti del comune il comune dovrebbe
    > impedirtelo? toglie qualche diritto a qualcuno?

    Siamo in Italia, qua l'uguaglianza dei diritti viene spesso distorta e significa che nessuno deve poter trarre un vantaggio più degli altri anche se per proprie capacità.
    non+autenticato
  • Hai ragione, scusa.
    Sono un coglione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ospite di passaggio
    > Hai ragione, scusa.
    > Sono un coglione.

    tu l'hai detto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paolo
    > - Scritto da: ospite di passaggio

    > Siamo in Italia, qua l'uguaglianza dei diritti
    > viene spesso distorta e significa che nessuno
    > deve poter trarre un vantaggio più degli altri
    > anche se per proprie capacità.

    può anche essere, ma questo ragionamento (o, meglio, questo luogo comune) NON ci "azzecca" nenache un po' con il caso in questione:

    i contenuti del comune sono pubblici e sono pagati con soldi pubblici, cioé di tutti, miei e tuoi

    se la licenza consente a qualcuno di utilizzarli per farne delle "opere" derivate su cui guadagnarci sopra, allora il comune (ovvero la collettività, compresi me e te) dovrebbe riscuotere i diritti di sfruttamento economico di quelle opere in quanto derivate proprio da quei contenuti
    non+autenticato
  • - Scritto da: ospite di passaggio
    > e per quale motivo?
    > c'e' forse una ragione percui se te sei
    > abbastanza smart da fare anche qualche soldo sui
    > contenuti del comune il comune dovrebbe
    > impedirtelo?

    i contenuti del comune sono pubblici e sono pagati con soldi pubblici, cioé di tutti, miei e tuoi

    se la licenza consentisse a qualcuno di utilizzarli per farne delle "opere" su cui guadagnarci sopra, allora perché il comune (ovvero la collettività) non dovrebbe riscuotere i diritti di sfruttamento economico di quelle opere in quanto sono derivate da quei contenuti?...

    > toglie qualche diritto a qualcuno?

    sì, esattamente: toglie alla collettività, compresi me e te, il diritto di ricevere una quota dei diritti di sfruttamento economico dei contenuti pubblici presenti nel sito del comune
    non+autenticato
  • - Scritto da: say no
    > sì, esattamente: toglie alla collettività,
    > compresi me e te, il diritto di ricevere una
    > quota dei diritti di sfruttamento economico dei
    > contenuti pubblici presenti nel sito del
    > comune

    scelta politica, quindi ovviamente discutibile o accettabile a seconda delle proprie propensioni...
  • a parte che l'ospite di passaggio che si dava del coglione non ero io.. Sorride

    comunque, lo scopo di un comune quando pubblica qualcosa è quello di ottenere la massima diffusione, non farci soldi. Ergo, una volta che il contenuto è sul sito ed è liberamente scaricabile, non c'e' motivo percui il comune debba chiedere soldi a qualcuno che lo usa in alcun modo.

    Se invece il comune per qualche motivo vuole avere un ritorno, ci mette una licenza diversa, cc-by-nc per un tempo limitato che gli serve per avere un ritorno, poi deve passare a cc-by proprio perchè il comune non deve "stare sul mercato" e mettersi a offrire servizi a pagamento. C'e' scritto nella mozione.

    Secondo me per quanto la collettività da un lato ci perda se al comune non vengono pagati i diritti di sfruttamento commerciale, dall'altro ci guadagna molto di più nel veder maggiore diffusione, anche commerciale di informazioni che al 99% dei casi rimangono morte.
    non+autenticato