Claudio Tamburrino

SISTRI, le imprese contro

Chiesto un ulteriore rinvio per il sistema informatico che paradossalmente rischia di congestionare, secondo i rappresentati di categoria, la burocrazia del settore dello smaltimento dei rifiuti

Roma - Non si placano le reazioni al giorno di test di SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: i rappresentanti di categoria delle aziende chiedono la sospensione e la "riforma" della piattaforma.

I presidenti di Confindustria Rete Imprese Italia, che comprende Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, di Alleanza delle cooperative (Agci, Confcooperative, Legacoop) e di Confapi, la confederazione italiana della piccola e media industria privata hanno chiesto, con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che SISTRI venga sospeso e interamente ripensato.

Pur condividendo gli obiettivi del sistema di tracciabilità dei rifiuti che servirà a "combattere la criminalità organizzata in un settore critico e che potrà comportare una semplificazione della gestione, eliminando la documentazione cartacea", ritengono che così com'è stato pensato rischi solo di far ritrovare le imprese in una situazione complessa (troppo complessa) da gestire.
SISTRI non è stato, dicono, sufficientemente collaudato e rende impossibile a molte imprese rispettare la normativa vigente in materia: con la conseguente soggezione a sanzioni, ritenute oltretutto sproporzionate rispetto alla reale gravità della violazione. Esso, infatti, "non è sufficientemente collaudato per poter essere utilizzato" e nelle imprese "la preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato".

A sconfortare le aziende i test del click day: il novanta per cento di esse, dicono nella lettera, hanno riscontrato disfunzioni di ogni genere. Disfunzioni che sarebbero sintomatici del mancato funzionamento di vari aspetti di SISTRI, dai call center inadeguati, spesso intasati e passaggio obbligato per apportare modifiche anagrafiche al proprio profilo, ai dispositivi USB non sempre funzionanti, passando per le informazioni confuse diffuse attraverso il sito. Insomma, gli ostacoli ad una sua corretta applicazione da parte delle singole aziende sono molteplici e rischiano di rendere un sistema pensato per semplificare alcune procedure un indigeribile ulteriore onere burocratico.

Il Governo, d'altra parte, continua a contestare tali cifre e quindi a tirare somme ben diverse dalla giornata di test: i problemi riscontrati (che dicono abbia riguardato appena il 3 per cento dei casi) sono dovuti alla mancata preparazione all'evento da parte delle associazioni di categoria, principale fattore della congestione del sistema nella giornata fatidica.

In ogni caso, oltretutto, SISTRI avrebbe resistito: "Normalmente - spiega Stefano Carlini, direttore operativo di SISTRI - produttori, trasportatori e gestori di rifiuti lavorano con tempi diversi e non si collegano certo tutti insieme". Il Governo non sembra dunque affatto propenso a concedere un nuovo rinvio.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • AttualitàSISTRI, accessi rifiutati?Primi numeri sul sistema elettronico per la tracciabilità dei rifiuti discordanti: centinaia di migliaia di accessi secondo il Ministero. Ma anche ritardi e disservizi, secondo quanto si legge in Rete
  • AttualitàSISTRI, al via i testAccordo tra Confindustria e Ministero dell'Ambiente per implementare il sistema elettronico per la tracciabilità dei rifiuti
19 Commenti alla Notizia SISTRI, le imprese contro
Ordina
  • Per consentire una verifica oggettiva basterebbe che il Ministro Prestigiacomo scendesse dalla torre d'avorio in cui lei si è chiusa o si è fatta chiudere dai suoi funzionari (politici e/o tecnici) e passassse una sola giornata in una azienda di medie dimensioni con normale attività di gestione dei rifiuti provando a usare il sistema SISTRI per alcuni conferimenti: si renderebbe subito conto delle reali difficoltà in cui ci troviamo.
    Temo invece che non sappia neppure di cosa stiamo parlando!
    D'altra parte, noi "cittadini-sudditi" esistiamo solo in funzione di "questi qua" e l'idea che l'Amministrazione Pubblica debba essere in qualche modo al servizio del cittadino è solo ... un sogno ridicolo ad occhi aperti dei cittadini, appunto.
    non+autenticato
  • Una cosa che mi preoccupa molto del SISTRI e che tutti sembrano aver sottovalutato: lo scambio di chiavette USB tra produttori e trasportatori indurrà una diffusione di virus incontrollata.

    Chissà, la stessa criminalità potrebbe sviluppare un virus silente che aggredisce il sistema ed effettua operazioni truffaldine a scapito di ignari utenti.

    Non potevano sviluppare un volgarissimo sito web con accesso controllato da smart-card? Non è certo una tecnologia innovativa!

    Così le aziende si sarebbero dotate tutte di strumenti di firma digitale usabile per altre applicazioni legate ai rapporti con la pubblica amministrazione.

    Ma si sa, è impossibile pretendere dallo stato italiano un minimo di razionalità e di visone globale!
    non+autenticato
  • Sottovalutato mica tanto... sul forum del sistri se ne parla in abbondanza.
    Su PI no, perchè probabilmente è troppo complicato da spiegareA bocca aperta.

    Un bel PC con linux dedicato e (se per caso mi dicono come farlo funzionare) passa la paura.
    non+autenticato
  • Credi che un parrucchiere si sobbarchi l'acquisto di un pc per poi pagare un ragazzo/tennico per montare una distro Gnu/linux ??

    Sai che ti risponde? ".. ma va a quel paese!.."
  • VIRUS!
    Già gran bella storia.

    COncordo con te! Tecnologie alternative ce ne sono.

    Abbiamo dei geni al governo!! buhhahhahahha
  • Marginalmente mi occupo anche di rifiuti, e lo scorso anno ho giudicato l'avvio del SISTRI una bella novità.

    Sorvoliamo sul ritardo di 15 mesi e sulla trenata di chiavette USB difettose...

    Col passare dei mesi mi sono reso conto che le esigenze normali di un produttore di rifuti erano coperte dal sistema SISTRI, ma mancava completamente la gestione di anomalie e casi particolari reali, solo per esempio il camion che non può effettuare il ritiro e viene dirottato su un altro carico, chi pulisce tombini stradali che non può identificare la provenienza geografica del rifiuto.

    Oltretutto ritengo che i numeri forniti dal ministero riguardo alle transazioni effettuate nel "click day" siano indice di grossi problemi operativi... una semplice moltiplicazione numero di aziende * operazioni medie settimanali / 5 mi fa pensare ad un grosso sottodimensionamento dell'infrastruttura.

    Insomma, come sempre quando c'è di mezzo Pantalone, progetti confusi, fatti male e che costano enne volte il preventivato.
    non+autenticato
  • Dopo averlo provato personalmente, sia durante il ckick day che in momenti di non congestione, non ho rilevato grossi problemi. Di materiale ne movimentiamo settimanalmente una discreta quantitá, ma i test non hanno evidenziato problemi patticolari.

    JC
    non+autenticato
  • Peccato che una buona parte di antivirus (quali AVG, Kaspersky e altri noti - a pagamento) spianano allegramente parte della chiavetta la quale bisogna ricostruirla, rigenerare i certificati e smadonnare con le esclusioni.

    Peccato che questo succede con tutti i clienti la prima volta che la inseriscono nel computer aziendale che notoriamente si da una bella stretta ai controlli soprattutto ai dispositivi USB.

    L'intenzione è buona, ma concordo col fatto che doveva essere testato ulteriormente.
    non+autenticato
  • NOD32 v4.2 non ha rotto le scatole..
    Più che altro mi son ritrovato a cambiare per 2 volte la chiavetta in quanto il programma interno era corrotto.

    Se aggiornavo il software mi dava pure errore di certificati di sicurezza..
    Alla fine siamo rimasti con la versione 1.0
  • il fatto che non sia testato è un autogol. il governo ha dato tempo, senza prevedere sanzioni per errori e prove, 5 mesi prima di renderlo obbligatorio.

    se nessuno lo ha voluto usare adesso non vengano a piangere che non funziona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mot
    > il fatto che non sia testato è un autogol. il
    > governo ha dato tempo, senza prevedere sanzioni
    > per errori e prove, 5 mesi prima di renderlo
    > obbligatorio.
    >
    > se nessuno lo ha voluto usare adesso non vengano
    > a piangere che non
    > funziona.

    guarda, qua e' da gennaio che stiamo tentando di farlo funzionare, abbiamo perso ore su ore, per chiamare il call center dvi stare minimo 20 minuti in attesa, abbiamo rigenerato i certificati, rigenerato la chiavetta, all'ultima richiesta di assistenza non ci hanno piu' dato seguito, ora abbiamo richiamato per provare a sostituire la chiavetta, arrivera' quella nuova a giorni , ci hanno detto che quella vecchia per ora la terremo noi.
    Speriamo che con la nuova chiavetta si risolvano i problemi, ma ho seri dubbi.
    non+autenticato
  • A me hanno inviato una nuova chiavetta, ora tutto sembra funzionare...
    Speriamo bene!
  • Genio! Credo che chi si sia interessato abbia perso ore ed ore per cercare di capire il problema!

    Problemi che si son pratratti per mesi e mesi! Il sistema è instabile, gli stessi operatori del call center hanno ammesso questo!
  • ...il sistema di gestione integrato ha un protocollo estremamente rigido, è stato pensato proprio per permettere a tutti gli attori della catena di smaltimento dei rifiuti di tracciare la propria attività.

    Il problema di lorsignori è che così facendo chi bara sullo smaltimento deve inventarsi tout court un nuovo sistema per continuare a fare il proprio comodo.

    Fonte:
    http://www.cipaeditore.it/img_up/RS1-Kajon-2-2011....
    Nota: la rivista "Rifiuti Solidi" è una rivista specializzata di settore.
    GT
  • Il laconico commento di due carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) in visita di controllo al nostro stabilimento e' stato: "chi viaggiava prima senza formulario, viaggera' adesso senza fare i documenti del sistri".
    non+autenticato
  • Si ma per falsificare due fogli non ci vuole nulla, per falsificare il SISTRI devi sfondare il sistema informatico.

    E' chiaro che se operi completamente in nero aggiri il SISTRI, ma a questo punto devi trovare anceh la discarica completamente abusiva, non quella che opera border line.

    E in un prossimo step, essendo monitorata la posizione di ogni mezzo che trasporta rifiuti, i contrabbandieri della munnezza dovranno pure mascherare i camion perché il primo scarrabile coperto da telone non identificato dal GPS sarà inequivocabilmente un carico illegale.

    Diciamo che i mariuoli avranno la vita un po più complicata, no?
    non+autenticato
  • Sicuramente più complicata, ma la si paga con una enorme complicazione della vita di tutti gli altri.

    Oltretutto tu pari convinto che un carico di rifiuto sia facilmente identificabile come tale. Io lavoro in una ditta che recupera rottami di alluminio, e molto del materiale che arriva è classificato come MPS (Materia Prima Secondaria) piuttosto che come rifiuto e distinguere tra i due a colpo d'occhio non è così immediato (anche perchè spesso sono identici come tipologia di materiale ma cambia solo la classificazione che ne ha fatto all'origine il fornitore).

    Tutto il giro del Sistri è in gran parte burocrazia e mangia mangia di società amiche (che hanno fornito le chiavette, il programma, ecc... ne ha già parlato di questo PI), che non fa altro che incrementare il carico burocratico assurdo a cui siamo già sottoposti, onestamente quando vedo le autorizzazioni al trasporto di rifiuti di un vettore tedesco, francese spagnolo (1 pagina in cui si dice che la ditta è autorizzata al trasporto rifiuti), mi viene da piangere al confronto delle autorizzazioni italiane che spesso raggiungono le centinaia di pagine.
    non+autenticato
  • vogliam parlare anche di come la regolamentazione italiana prevede che i classici calcinacci in quanto tali non posso essere utilizzati, ad esempio, per riempire "in proprio" una buca nel terreno, siccome rifiuti speciali, quando invece una volta trasportati presso centro di recupero che non fa altro che polverizzarteli così come sono e restituirteli, possono essere sfruttati anche come riempitivo edilizio? In lacrime
    Con buona pace dell'entropia dell'universo, tanto a quella cosa frega, sa solo aumentare.
  • Sul magna-magna sono un po' più che d'accordo, mi piacerebbe vedere un po di conti... sicuramente abbiamo pagato 1000 una cosa inutilmente complicata che si poteva fare con 30 o 40.

    Però non capisco cosa c'entri l'identificazione del rifiuto: se la tua azienda acquista MPS è un conto, se prende in carico rifiuti da riciclare è un altro.

    Il SISTRI dovrebbe evitare che una azienda X smaltisca rifiuti che so tossici d'alluminio perché hanno contenuto cianuro (invento) e che l'azienda dove lavori te li prtenda in carico come MRP.

    I rifiuti spesso spariscono in questo giro di carte false, ed uno degli scopi del SISTRI è quello di far diventare impossibile trasformare un rifiuto durante il viaggio.

    Facciamo il caso concreto dei fanchi di fonderia: quante volte sono diventati concime e ce li siamo mangiati negli spinaci in offerta speciale al supermercato?

    Chiaramente il SISTRI è aggirabile in 1000 modi, basta assegnare un codice catastale "tranquillo" ed anche il plutonio diventa acqua fresca, me se un giorno per caso fermano un camion con su scritto "acqua fresca" e scoprono che è pieno di plutonio, faranno alla svelta a stabilire le complicità ed anche dove è finito.

    Del resto la contabilità in partita doppia non garantisce lo Stato dall'evasione fiscale, ma se non avessero bloccato l'obbligo di presentare la denuncia cli/for telematica, forse qualche mariuolo in più sarebbe cascato nella rete.
    non+autenticato