Mauro Vecchio

Privacy, in Senato anche Facebook

I vertici in blu verranno interrogati da un gruppo di senatori a stelle e strisce, in particolare dopo le allarmate analisi pubblicate da Symantec. Richiamate in udienza anche Apple e Google, per le solite questioni di tracciamento

Roma - Al giro delle interrogazioni si uniranno anche i vertici di Facebook, richiamati all'ordine in seguito alle allarmate analisi pubblicate da Symantec. Bret Taylor, Chief Technology Officer (CFO) del sito in blu, si accomoderà dunque al cospetto del senatore democratico John D. Rockefeller, l'uomo scelto dal Senato statunitense per condurre una nuova udienza con alcuni tra i principali protagonisti del web.

Al CFO di Facebook si uniranno infatti il vicepresidente agli affari esteri di Apple Catherine A. Novelli, insieme al director of public policy di Google Alan Davidson. Gli alti rappresentanti di tre giganti della Rete - pare che Microsoft sia stata esentata - si sottoporranno così alle nuove domande della U.S. Senate Subcommittee on Consumer Protection, Product Safety, and Insurance. Ancora una volta su tematiche delicate come quelle legate alla privacy di milioni e milioni di utenti.

Il social network di Mark Zuckerberg dovrà così illuminare i senatori a stelle e strisce su quanto accaduto di recente, dopo che una presunta vulnerabilità delle API in blu aveva permesso ad un numero spropositato di applicazioni di accedere - in maniera quasi totale - alle informazioni contenute in milioni di profili. La stessa Facebook aveva già inviato un vero e proprio ultimatum ad un gruppo di sviluppatori, ritenuto unico responsabile del rilascio automatico dei token in migliaia di applicazioni.
Ma non saranno solo i vertici di Facebook a dover affrontare le spinose domande dei senatori statunitensi - a cui si aggiungerà, nella seduta di domani, un rappresentante della Federal Trade Commission (FTC) - che si concentreranno questa volta sulle possibili strategie di tutela della privacy oltre che dell'intero mercato legato al mobile. Apple e Google torneranno a rispondere sulle attività di tracciamento degli utenti legate ai servizi di geolocalizzazione dei rispettivi apparecchi mobile.

Mauro Vecchio
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