Roma -
Philips Lighting e le altre aziende grandi e piccole attive nel mercato dell'elettronica di consumo fanno a gara nel presentare nuove soluzioni di illuminazione basate sulla tecnologia LED, nella speranza che questo genere di prodotto prenda piede tra l'utenza con vantaggi reciproci:
un affare per i produttori, un risparmio garantito per i consumatori.
Le lampadine a LED sono infatti molto più costose delle tradizionali - e oramai quasi estinte (negli USA verranno messe "al bando" a fine anno - "incandescenti", ma hanno bisogno di una frazione dell'energia necessaria a generare la stessa quantità di luce delle suddette. E durano di più, dicono le aziende produttrici: molto, molto di più.
Philips ha recentemente presentato la sua lampadina a LED di ultima generazione,
dal costo di 50 dollari che però produce la stessa quantità di luce di una lampadina a incandescenza da 100 watt con solo 14 watt di energia elettrica consumata. E che dura 25 volte in più.
L'investimento iniziale dovrebbe insomma
ripagarsi da solo nel tempo, e mentre la lampadina simil-100 watt di Philips dovrebbe essere commercializza a partire dal prossimo anno è già in circolazione una versioni da 17 watt (equivalente a una incandescente da 75 watt) al costo di 40-45 dollari.
Philips a parte, il mercato delle lampadine a LED dovrebbe presto vedere la comparsa di
prodotti marcati Samsung e soprattutto della startup
Switch Lighting (ex SuperBulbs): in quest'ultimo caso si parla di design particolarmente raffinato - con i LED installati sugli orli della lampadina piuttosto che al centro come accade di solito - per ottimizzare la resa energetica e
risparmiare sui costi. Una lampadina a LED equivalente a una incandescente da 40 watt dovrebbe costare sotto i 20 dollari.
Alfonso Maruccia